Sciopero dei fuochisti, febbraio 1902 – I funerali

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Sciopero dei fuochisti, febbraio 1902

I funerali a seguito dello sciopero dei fuochisti, febbraio 1902

Una brutta pagina di storia di Trieste. Nella foto i funerali degli operai uccisi durante lo sciopero febbraio 1902.
Il lavoro del fuochista oltre che molto faticoso era estremamente pericoloso, gli operai chiedevano delle nuove norme di lavoro e di abrogare quelle nate all’epoca Teresiana.
Dopo mesi di tensione fra la direzione del Lloyd ed i fuochisti, questi ultimi, agli inizi del 1902 scesero in sciopero, a questi via via si aggiunsero altri che sbarcavano dai piroscafi in arrivo, ben presto si trasformò in uno sciopero generale cittadino. Ne derivò una progressiva paralisi portuale. La direzione del Lloyd Austriaco, in un primo tempo tentò di sostituire gli scioperanti con altri lavoratori, ma lo schieramento dei fuochisti e di tutta la classe operaia triestina era estremamente unito. Il 15 febbraio 1902, dopo una dichiarazione di disponibilità alla trattativa da parte del Lloyd, che aveva verificato come risultasse impossibile rompere il fronte dei lavoratori, si svolse un grandioso comizio al Politema Rossetti, organizzato dal Partito Socialista al quale parteciparono Carlo Ucekar e Valentino Pittoni, e in rappresentanza dei fuochisti in sciopero, Ferdinando Castro Ucekar.
Concluso il comizio, il corteo scese lungo l’Acquedotto e giù per Corso Italia (allora Contrada del Corso) sino a raggiungere Piazza Grande sotto al palazzo del Lloyd. Mentre la manifestazione si svolgeva tranquillamente, in Piazza della Borsa la polizia, agli ordini di de Conrad von Hoetzendorf, caricò i dimostranti alla baionetta pare su ordine del luogotenente del Litorale von Goess ed aprì successivamente il fuoco. I manifestanti in fuga verso piazza Verdi vennero accolti a fucilate. Alla fine degli incidenti rimasero a terra quattordici morti e più di una cinquantina di feriti.
Alla fine della giornata si diffuse in città la notizia che il giudizio degli arbitri scelti dal Lloyd e dagli scioperanti, aveva accolto in pieno le richieste dei fuochisti: pagamento dello straordinario, orario di lavoro di dieci ore durante la permanenza nei porti e di otto ore durante la navigazione, drastica riduzione dei turni di guardia notturna durante le soste dei piroscafi nel porto. L’accordo venne siglato alcuni giorni dopo. Le tragiche giornate triestine furono seguite da grandi manifestazioni di solidarietà da parte operaia e socialista a Vienna, Praga, Trento, Pola. Pola. Il governo parlò di una congiura “anarchica”, anche se mancano elementi oggettivi che provino tale tesi ufficiale. Nei giorni successivi la polizia diede a Trieste una caccia spietata agli anarchici, forte anche del fatto che un militante anarchico aveva preso la parola durante il comizio al Politeama Rossetti inneggiando allo sciopero generale quale prima tappa sulla via della insurrezione generale. (M. Tauceri)
Foto collezione Sergio Sergas.

2 pensieri su “Sciopero dei fuochisti, febbraio 1902 – I funerali”

  1. Per chi vuole saperne di più, c’è un bel libro scritto all’epoca dal socialista triestino Lajos Domokos: “Trieste. I fatti di febbraio”. Sfortunatamente – guarda caso, a proposito di “costruzione della memoria” – questo libro secondo i dati dell’SBN.it non è disponibile in nessuna biblioteca triestina. Tuttavia, è liberamente disponibile all’indirizzo: http://biblio1.ve.ismar.cnr.it/fedora/repository/ismarbsa:ve00704 Col libro, lo stesso autore, Lajos Domokos, che morì giovanissimo a Riva del Garda per tisi, meriterebbe grande attenzione.

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