Trieste – Piazza Virgilio Giotti

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Piazza Virgilio Giotti (Google Maps)

 

GIOTTI Virgilio (piazza)

Piazza Virgilio Giotti: Città Nuova-Barriera Nuova. All’incrocio tra le vie S. Francesco d’Assisi e G. Zanetti. C.A.P. 34133.

Già piazza San Francesco d’Assisi, ebbe nuova denominazione Delibera del Consiglio Comunale numero 513 d.d. 13.6.1967; tuttavia, già in data 7.5.1962 il Comune di Trieste, d’accordo con la Società di Minerva, trasmise alla Prefettura la richiesta di intitolare una via o una piazza al poeta triestino, in deroga alla legge 23.6.1927 numero 1188 che prevede siano trascorsi dieci anni dalla morte del personaggio che si intende onorare, salvo che questi non si sia reso benemerito per la Nazione; Giotti, infatti, era morto nel 1957. Nonostante fosse stata rammentata agli organi competenti la lunsinghiera motivazione con la quale, pochi mesi prima della morte, la commissione dell’Accademia dei Lincei aveva conferito al poeta il premio di fondazione Feltrinelli («uno dei pochissimi poeti veri dell’Italia del nostro tempo: poeta italiano e non dialettale, anche se la poesia più sua e originale è da ricercare non nei versi in lingua, bensì nelle poesie in dialetto triestino»), la deroga richiesta non venne concessa.
Virgilio Schònbeck (in arte V. Giotti) nacque a Trieste il 15 gennaio 1885; frequentò la Scuola Industriale e dal 1907 al 1919 visse a Firenze, ove pubblicò la sua prima opera, il Piccolo canzoniere in dialetto triestino (Gonnelli, Firenze 1914). Rientrato nella città natale al termine della guerra, aprì una rivendita di giornali in Cittavecchia, per ottenere poi un impiego alla Lega Nazionale (1920) e venendo assunto, infine, presso il Comune di Trieste (1932) con l’incarico, successivamente, di avventizio all’Ospedale Maggiore. Nel 1920 apparve la sua seconda opera, Il mio cuore e la mia casa e negli anni successivi, raccolta sempre maggiore attenzione dalla critica nazionale, venne affermandosi come uno dei più interessanti poeti triestini; nel 1941 venne pubblicato il volume di poesie Colori (Parenti, Firenze), *destinato a numerose ristampe. Morì a Trieste il 21 settembre 1957. Negli ultimi anni si è rinnovata l’attenzione della critica per l’opera poetica di Giotti (che ha scoperto, pure, il suo estro di disegnatore) attraverso un proficuo confronto tra studiosi culminato nel 1985 con la creazione del Comitato per le celebrazioni di V. Giotti nel centenario della nascita al quale si deve la recente edizione delle Opere. L’edificio più significativo della piazza è il Tempio Israelitico. Per la costruzione di questo nuovo edificio sacro venne bandito un concorso cui parteciparono gli architetti R. e A. Berlam di Trieste, F. Matouschek ed E. Adler di Budapest, E. Forh e J. Sandy di Budapest, E. Lindner e T. Schreier di Vienna; risultarono vincitori i Berlam, padre e figlio (23.6.1904). I lavori di costruzione iniziarono nel 1908 e si conclusero nel 1912; l’edificio venne inaugurato il 27 giugno 1912. Il Tempio Israelitico di Trieste è considerato uno degli edifici di culto ebraico più importanti d’Europa e il più significativo esempio – assieme al Tempio Israelitico di Torino – di sinagoga italiana moderna.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

Un sentito ringraziamento va al Prof. Antonio Trampus, per aver acconsentito all'utilizzo dei suoi testi.
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