Trieste – Piazzale Antonio De Berti

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Piazzale Antonio De Berti (Google Maps)

 

DE BERTI Antonio (piazzale)

Piazzale Antonio De Berti: Valmaura-Borgo San Sergio. A destra di via R. Batagely. C.A.P. 34148.
Ricorda dal 9.7.1962 (Delibera del Consiglio Comunale numero 370) Antonio De Berti, nato a Pago in Dalmazia nel 1889; studiò al ginnasio di Trieste e fin da giovane fu attratto dagli ideali mazziniani e irredentistici. Fu iscritto alla Democrazia Sociale Italiana e nel 1908 venne arrestato mentre partecipava al congresso giovanile regionale di quel partito e fu condannato a qualche mese di reclusione (1909). Nel 1911 intervenne a Capodistria al congresso del Fascio Giovanile Istriano e nel 1912, trasferitosi a Pola, divenne segretario del Circolo Sportivo «Edera» fondando pure, assieme a A. Pesante e a R. Rinaldi, il periodico La Fiamma. Giornalista di valore, difensore dell’identità italiana dell’Istria, ammiratore e diffusore del pensiero crociano, De Berti si avvicinò alla socialdemocrazia. Richiamato alle armi nel 1914 nelle file dell’esercito austriaco, dopo avere tentato inutilmente la fuga in Italia venne internato nel campo di concentramento di Mittergraben dal quale fuggì nel 1917 nascondendosi in Istria e organizzando un servizio clandestino di informazioni per l’Esercito italiano. Concluso il primo conflitto mondiale si laureò in giurisprudenza e fu collaboratore dell’amm. U. Cagni a Pola, ove fondò il quotidiano L ‘Azione. Nel 1921 fu eletto deputato del Blocco Nazionale e operò in Parlamento manifestando opposizione al comunismo e al fascismo; dopo la marcia su Roma (1922), sospese le pubblicazioni de L ‘Azione, esercitò l’avvocatura e presentò le dimissioni dalla carica di deputato, però non accettate; dal 1943 aderì al socialismo riformista e fu Commissario prefettizio a Pola. Arrestato dai tedeschi nel dicembre 1944, venne rilasciato nel marzo 1945 e si trasferì a Trieste ove partecipò attivamente ai programmi del Comitato di Liberazione Nazionale. Dopo il 1945 fu a Roma presidente del Comitato per l’assistenza ai profughi e venne nominato membro della Consulta Nazionale e delegato italiano alla Conferenza della pace a Parigi e a Londra. Nel 1946 partecipò ai lavori della Commissione alleata per la regolazione dei confini e diresse il quotidiano La ricostruzione; successivamente ottenne la nomina a Capo di gabinetto alla Vicepresidenza del Consiglio e al Ministero della Marina mercantile e inoltre fu Consigliere di Stato nonché membro del Supremo Tribunale Militare e del Consiglio superiore delle Forze Armate. Morì a Roma il 2 maggio 1952.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

Un sentito ringraziamento va al Prof. Antonio Trampus, per aver acconsentito all'utilizzo dei suoi testi.
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