Trieste: Via Silvio Pellico 3. Civico Monte di Pietà.

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Trieste: Via Silvio Pellico 3. Civico Monte di Pietà.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Via Silvio Pellico 3. Civico Monte di Pietà.
Il Palazzo del Civico Monte di Pietà venne eretto tra l’ottobre 1902 e l’agosto 1905, su disegno dell’ingegnere Giorgio Polli.
La costruzione dell’edificio comportò la demolizione della precedente casa del “Monte verde”.
Il Monte di Pietà, ricostituito a metà Ottocento, era ospitato nell’ex ospedale comunale sul colle di San Giusto. Posizione rivelatasi poco accessibile, per cui il Comune decise di trasferire l’istituto nell’attuale via Silvio Pellico, un tempo denominata Borgo della Fornace.
Il 20 luglio 1900 venne deliberato l’acquisto della casa e del giardino detti del “Monte verde”, già della famiglia Marenzi, allora trattoria e luogo di riunioni politiche per la costruzione della nuova sede del Monte di Pietà.
Nel 1929 fu sottoscritto un accordo per il trapasso di gestione del Monte dal Comune alla Cassa di Risparmio di Trieste.
Recentemente lo stabile è stato interessato da un intervento di restauro.
Descrizione morfo – tipologica: Il fabbricato è strutturato su cinque piani, con un basamento con pendenza accentuata. La facciata, tripartita, è contraddistinta da elementi classicheggianti e da qualche componente di origine nordica. Il piano terra è a bugnato, mentre la parte superiore è rivestita da intonaco trattato a bugnato. Le due parti laterali del prospetto, leggermente aggettanti, sono caratterizzate da una cornice che divide il primo piano dalla parte superiore decorata con triglifi e tondi e finestre timpanate al secondo piano. La parte centrale della facciata presenta ampie finestre fra nude lesene di ordine ionico. Alcune finestre del primo e dell’ultimo piano sono tripartite da colonnine in pietra.
A coronamento della facciata è collocata un’ iscrizione scolpita nella pietra. Sotto lo sporto di linda del tetto corre una cornice a dentelli. Il tetto culmina con delle terrazze con parapetto in pietra nelle parti laterali della facciata e una cornice con decorazioni geometriche in pietra nella parte centrale. (da: biblioteche.comune.trieste.it)
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Il Palazzo del Civico Monte di Pietà venne eretto tra l’ottobre 1902 e l’agosto 1905, su disegno dell’ingegnere Giorgio Polli.
La costruzione dell’edificio comportò la demolizione della precedente casa del “Monte verde”.
Il Monte di Pietà, ricostituito a metà Ottocento, era ospitato nell’ex ospedale comunale sul colle di San Giusto. Posizione rivelatasi poco accessibile, per cui il Comune decise di trasferire l’istituto nell’attuale via Silvio Pellico, un tempo denominata Borgo della Fornace.
Il 20 luglio 1900 venne deliberato l’acquisto della casa e del giardino detti del “Monte verde”, già della famiglia Marenzi, allora trattoria e luogo di riunioni politiche per la costruzione della nuova sede del Monte di Pietà.
Nel 1929 fu sottoscritto un accordo per il trapasso di gestione del Monte dal Comune alla Cassa di Risparmio di Trieste.
Recentemente lo stabile è stato interessato da un intervento di restauro.
Descrizione morfo – tipologica: Il fabbricato è strutturato su cinque piani, con un basamento con pendenza accentuata. La facciata, tripartita, è contraddistinta da elementi classicheggianti e da qualche componente di origine nordica. Il piano terra è a bugnato, mentre la parte superiore è rivestita da intonaco trattato a bugnato. Le due parti laterali del prospetto, leggermente aggettanti, sono caratterizzate da una cornice che divide il primo piano dalla parte superiore decorata con triglifi e tondi e finestre timpanate al secondo piano. La parte centrale della facciata presenta ampie finestre fra nude lesene di ordine ionico. Alcune finestre del primo e dell’ultimo piano sono tripartite da colonnine in pietra.
A coronamento della facciata è collocata un’ iscrizione scolpita nella pietra. Sotto lo sporto di linda del tetto corre una cornice a dentelli. Il tetto culmina con delle terrazze con parapetto in pietra nelle parti laterali della facciata e una cornice con decorazioni geometriche in pietra nella parte centrale. (da: biblioteche.comune.trieste.it)
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Il Palazzo del Civico Monte di Pietà venne eretto tra l’ottobre 1902 e l’agosto 1905, su disegno dell’ingegnere Giorgio Polli.
La costruzione dell’edificio comportò la demolizione della precedente casa del “Monte verde”.
Il Monte di Pietà, ricostituito a metà Ottocento, era ospitato nell’ex ospedale comunale sul colle di San Giusto. Posizione rivelatasi poco accessibile, per cui il Comune decise di trasferire l’istituto nell’attuale via Silvio Pellico, un tempo denominata Borgo della Fornace.
Il 20 luglio 1900 venne deliberato l’acquisto della casa e del giardino detti del “Monte verde”, già della famiglia Marenzi, allora trattoria e luogo di riunioni politiche per la costruzione della nuova sede del Monte di Pietà.
Nel 1929 fu sottoscritto un accordo per il trapasso di gestione del Monte dal Comune alla Cassa di Risparmio di Trieste.
Recentemente lo stabile è stato interessato da un intervento di restauro.
Descrizione morfo – tipologica: Il fabbricato è strutturato su cinque piani, con un basamento con pendenza accentuata. La facciata, tripartita, è contraddistinta da elementi classicheggianti e da qualche componente di origine nordica. Il piano terra è a bugnato, mentre la parte superiore è rivestita da intonaco trattato a bugnato. Le due parti laterali del prospetto, leggermente aggettanti, sono caratterizzate da una cornice che divide il primo piano dalla parte superiore decorata con triglifi e tondi e finestre timpanate al secondo piano. La parte centrale della facciata presenta ampie finestre fra nude lesene di ordine ionico. Alcune finestre del primo e dell’ultimo piano sono tripartite da colonnine in pietra.
A coronamento della facciata è collocata un’ iscrizione scolpita nella pietra. Sotto lo sporto di linda del tetto corre una cornice a dentelli. Il tetto culmina con delle terrazze con parapetto in pietra nelle parti laterali della facciata e una cornice con decorazioni geometriche in pietra nella parte centrale. (da: biblioteche.comune.trieste.it)
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La costruzione dell’edificio comportò la demolizione della precedente casa del “Monte verde”.
Il Monte di Pietà, ricostituito a metà Ottocento, era ospitato nell’ex ospedale comunale sul colle di San Giusto. Posizione rivelatasi poco accessibile, per cui il Comune decise di trasferire l’istituto nell’attuale via Silvio Pellico, un tempo denominata Borgo della Fornace.
Il 20 luglio 1900 venne deliberato l’acquisto della casa e del giardino detti del “Monte verde”, già della famiglia Marenzi, allora trattoria e luogo di riunioni politiche per la costruzione della nuova sede del Monte di Pietà.
Nel 1929 fu sottoscritto un accordo per il trapasso di gestione del Monte dal Comune alla Cassa di Risparmio di Trieste.
Recentemente lo stabile è stato interessato da un intervento di restauro.
Descrizione morfo – tipologica: Il fabbricato è strutturato su cinque piani, con un basamento con pendenza accentuata. La facciata, tripartita, è contraddistinta da elementi classicheggianti e da qualche componente di origine nordica. Il piano terra è a bugnato, mentre la parte superiore è rivestita da intonaco trattato a bugnato. Le due parti laterali del prospetto, leggermente aggettanti, sono caratterizzate da una cornice che divide il primo piano dalla parte superiore decorata con triglifi e tondi e finestre timpanate al secondo piano. La parte centrale della facciata presenta ampie finestre fra nude lesene di ordine ionico. Alcune finestre del primo e dell’ultimo piano sono tripartite da colonnine in pietra.
A coronamento della facciata è collocata un’ iscrizione scolpita nella pietra. Sotto lo sporto di linda del tetto corre una cornice a dentelli. Il tetto culmina con delle terrazze con parapetto in pietra nelle parti laterali della facciata e una cornice con decorazioni geometriche in pietra nella parte centrale. (da: biblioteche.comune.trieste.it)
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Trieste. Piazza Venezia 3.

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Trieste. Piazza Venezia 3.
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Trieste. Piazza Venezia 3.
L’edificio sorge sul sito occupato fino agli inizi del XIX secolo dalla proprietà della famiglia Dubane, confinante con Piazza Venezia già Ganza all’interno del Borgo Giuseppino, interessato tra gli anni Venti e Trenta da un fase di espansione urbanistica che favorisce l’edificazione di numerosi palazzi di stile neoclassico concentrati in particolare sulle rive. L’edificio in esame rappresenta uno degli esiti più importanti nella produzione dell’architetto neoclassico Valentino Valle, che firma il progetto l’8 marzo 1834 (ACT_583). Rispetto al disegno originale l’edificio presenta un piano aggiuntivo progettato da Valle nello stesso anno; la struttura dell’immobile viene modificata già nel 1861 con l’aggiunta di un poggiolo a balaustra su disegno dell’architetto Feliciano Vittori. L’edificio ospita l’antica farmacia “Al S. Andrea”, in origine di proprietà del farmacista Raoul Pozzetto in Via del Lazzaretto Vecchio. Nel 1900 Giovanni Mizzan acquista la farmacia, inaugurata il 1 gennaio 1903 nella sede attuale, che rimane fino al 1973 di proprietà del figlio Ettore Mizzan. La farmacia, conosciuta anche come “Mizzan” in onore del suo primo proprietario, conserva al suo interno le originali decorazioni e gli arredi, tra cui la boiseries intagliata e le vetrate lavorate a fuoco con immagini mitologiche.
La struttura è costituita da quattro livelli fuori terra con unico affaccio su Piazza Venezia. Il prospetto, seguendo la configurazione del fondo, si piega ad angolo ottuso per un breve lato verso Via Torino. Il pianoterra presenta un rivestimento a bugnato liscio su cui si aprono fori commerciali ad arco a tutto sesto; l’accesso ai piani superiori è consentito da un portone rettangolare in legno collocato sul lato breve. Ad arricchire la superficie muraria sono collocate quattro lesene doriche lisce di ordine gigante, poggianti su di una alta fascia in pietra bianca; i fori finestra del secondo piano presentano una cimasa lineare sostenuta da volute in pietra bianca. Il lato breve si distingue per un balcone con parapetto a balaustra in pietra bianca. (da: biblioteche.comune.trieste.it)
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L’edificio sorge sul sito occupato fino agli inizi del XIX secolo dalla proprietà della famiglia Dubane, confinante con Piazza Venezia già Ganza all’interno del Borgo Giuseppino, interessato tra gli anni Venti e Trenta da un fase di espansione urbanistica che favorisce l’edificazione di numerosi palazzi di stile neoclassico concentrati in particolare sulle rive. L’edificio in esame rappresenta uno degli esiti più importanti nella produzione dell’architetto neoclassico Valentino Valle, che firma il progetto l’8 marzo 1834 (ACT_583). Rispetto al disegno originale l’edificio presenta un piano aggiuntivo progettato da Valle nello stesso anno; la struttura dell’immobile viene modificata già nel 1861 con l’aggiunta di un poggiolo a balaustra su disegno dell’architetto Feliciano Vittori. L’edificio ospita l’antica farmacia “Al S. Andrea”, in origine di proprietà del farmacista Raoul Pozzetto in Via del Lazzaretto Vecchio. Nel 1900 Giovanni Mizzan acquista la farmacia, inaugurata il 1 gennaio 1903 nella sede attuale, che rimane fino al 1973 di proprietà del figlio Ettore Mizzan. La farmacia, conosciuta anche come “Mizzan” in onore del suo primo proprietario, conserva al suo interno le originali decorazioni e gli arredi, tra cui la boiseries intagliata e le vetrate lavorate a fuoco con immagini mitologiche.
La struttura è costituita da quattro livelli fuori terra con unico affaccio su Piazza Venezia. Il prospetto, seguendo la configurazione del fondo, si piega ad angolo ottuso per un breve lato verso Via Torino. Il pianoterra presenta un rivestimento a bugnato liscio su cui si aprono fori commerciali ad arco a tutto sesto; l’accesso ai piani superiori è consentito da un portone rettangolare in legno collocato sul lato breve. Ad arricchire la superficie muraria sono collocate quattro lesene doriche lisce di ordine gigante, poggianti su di una alta fascia in pietra bianca; i fori finestra del secondo piano presentano una cimasa lineare sostenuta da volute in pietra bianca. Il lato breve si distingue per un balcone con parapetto a balaustra in pietra bianca. (da: biblioteche.comune.trieste.it)
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L’edificio sorge sul sito occupato fino agli inizi del XIX secolo dalla proprietà della famiglia Dubane, confinante con Piazza Venezia già Ganza all’interno del Borgo Giuseppino, interessato tra gli anni Venti e Trenta da un fase di espansione urbanistica che favorisce l’edificazione di numerosi palazzi di stile neoclassico concentrati in particolare sulle rive. L’edificio in esame rappresenta uno degli esiti più importanti nella produzione dell’architetto neoclassico Valentino Valle, che firma il progetto l’8 marzo 1834 (ACT_583). Rispetto al disegno originale l’edificio presenta un piano aggiuntivo progettato da Valle nello stesso anno; la struttura dell’immobile viene modificata già nel 1861 con l’aggiunta di un poggiolo a balaustra su disegno dell’architetto Feliciano Vittori. L’edificio ospita l’antica farmacia “Al S. Andrea”, in origine di proprietà del farmacista Raoul Pozzetto in Via del Lazzaretto Vecchio. Nel 1900 Giovanni Mizzan acquista la farmacia, inaugurata il 1 gennaio 1903 nella sede attuale, che rimane fino al 1973 di proprietà del figlio Ettore Mizzan. La farmacia, conosciuta anche come “Mizzan” in onore del suo primo proprietario, conserva al suo interno le originali decorazioni e gli arredi, tra cui la boiseries intagliata e le vetrate lavorate a fuoco con immagini mitologiche.
La struttura è costituita da quattro livelli fuori terra con unico affaccio su Piazza Venezia. Il prospetto, seguendo la configurazione del fondo, si piega ad angolo ottuso per un breve lato verso Via Torino. Il pianoterra presenta un rivestimento a bugnato liscio su cui si aprono fori commerciali ad arco a tutto sesto; l’accesso ai piani superiori è consentito da un portone rettangolare in legno collocato sul lato breve. Ad arricchire la superficie muraria sono collocate quattro lesene doriche lisce di ordine gigante, poggianti su di una alta fascia in pietra bianca; i fori finestra del secondo piano presentano una cimasa lineare sostenuta da volute in pietra bianca. Il lato breve si distingue per un balcone con parapetto a balaustra in pietra bianca. (da: biblioteche.comune.trieste.it)
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