Trieste: Via Cesare Battisti 18. Caffè San Marco.

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Trieste: Via Cesare Battisti 18. Caffè San Marco.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Via Cesare Battisti 18. Caffè San Marco.
– Palazzo realizzato il 1903 dall’Architetto Giorgio Polli, su commissione delle Assicurazioni Generali, tra Via Cesare Battisti, Via Gaetano Donizetti e Via Guido Zanetti. Via Cesare Battisti precedentemente si chiamava Corsia Stadion, dal nome del Conte Stadion che nel 1846 fu promotore dell’imbonimento del torrente detto dello Scoglio.
– Lo storico caffè San Marco, al cui posto precedentemente c’era la Latteria Trifolium, è stato inaugurato il 3 gennaio 1914 da Marco Lovrinovich. il locale, in stile floreale Liberty, è decorato da stucchi dorati, specchi, diversi dipinti raffiguranti figure di maschere, opera di artisti come Giuseppe Barison, Glauco Cambon, Ugo Flumiani e Guido Marussig, Vito Timmel. Il locale viene ricordato come ritrovo degli irredentisti italiani e di letterati quali Italo Svevo, Gianni Stuparich, Virgilio Giotti, Giorgio Voghera. Umberto Saba e attualmente da Claudio Magris. Nel maggio 1915 un gruppo di soldati dell’esercito austroungarico penetrò nel locale, lo devastò e incendiò e ne decretò la chiusura. Dalla fine della Prima Guerra Mondiale fino al termine della Seconda, il Caffè giacque in uno stato di abbandono. E’ stato integralmente restaurato nel 1989.
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– Palazzo realizzato il 1903 dall’Architetto Giorgio Polli, su commissione delle Assicurazioni Generali, tra Via Cesare Battisti, Via Gaetano Donizetti e Via Guido Zanetti. Via Cesare Battisti precedentemente si chiamava Corsia Stadion, dal nome del Conte Stadion che nel 1846 fu promotore dell’imbonimento del torrente detto dello Scoglio.
– Lo storico caffè San Marco, al cui posto precedentemente c’era la Latteria Trifolium, è stato inaugurato il 3 gennaio 1914 da Marco Lovrinovich. il locale, in stile floreale Liberty, è decorato da stucchi dorati, specchi, diversi dipinti raffiguranti figure di maschere, opera di artisti come Giuseppe Barison, Glauco Cambon, Ugo Flumiani e Guido Marussig, Vito Timmel. Il locale viene ricordato come ritrovo degli irredentisti italiani e di letterati quali Italo Svevo, Gianni Stuparich, Virgilio Giotti, Giorgio Voghera. Umberto Saba e attualmente da Claudio Magris. Nel maggio 1915 un gruppo di soldati dell’esercito austroungarico penetrò nel locale, lo devastò e incendiò e ne decretò la chiusura. Dalla fine della Prima Guerra Mondiale fino al termine della Seconda, il Caffè giacque in uno stato di abbandono. E’ stato integralmente restaurato nel 1989.
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– Lo storico caffè San Marco, al cui posto precedentemente c’era la Latteria Trifolium, è stato inaugurato il 3 gennaio 1914 da Marco Lovrinovich. il locale, in stile floreale Liberty, è decorato da stucchi dorati, specchi, diversi dipinti raffiguranti figure di maschere, opera di artisti come Giuseppe Barison, Glauco Cambon, Ugo Flumiani e Guido Marussig, Vito Timmel. Il locale viene ricordato come ritrovo degli irredentisti italiani e di letterati quali Italo Svevo, Gianni Stuparich, Virgilio Giotti, Giorgio Voghera. Umberto Saba e attualmente da Claudio Magris. Nel maggio 1915 un gruppo di soldati dell’esercito austroungarico penetrò nel locale, lo devastò e incendiò e ne decretò la chiusura. Dalla fine della Prima Guerra Mondiale fino al termine della Seconda, il Caffè giacque in uno stato di abbandono. E’ stato integralmente restaurato nel 1989.
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– Lo storico caffè San Marco, al cui posto precedentemente c’era la Latteria Trifolium, è stato inaugurato il 3 gennaio 1914 da Marco Lovrinovich. il locale, in stile floreale Liberty, è decorato da stucchi dorati, specchi, diversi dipinti raffiguranti figure di maschere, opera di artisti come Giuseppe Barison, Glauco Cambon, Ugo Flumiani e Guido Marussig, Vito Timmel. Il locale viene ricordato come ritrovo degli irredentisti italiani e di letterati quali Italo Svevo, Gianni Stuparich, Virgilio Giotti, Giorgio Voghera. Umberto Saba e attualmente da Claudio Magris. Nel maggio 1915 un gruppo di soldati dell’esercito austroungarico penetrò nel locale, lo devastò e incendiò e ne decretò la chiusura. Dalla fine della Prima Guerra Mondiale fino al termine della Seconda, il Caffè giacque in uno stato di abbandono. E’ stato integralmente restaurato nel 1989.
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