LA BARCOLANA – COPPA D’AUTUNNO (STORIA)

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La Società Velica di Barcola nasce il 20 dicembre 1968 con atto costitutivo redatto dal notaio Glauco Modugno: in data 3 febbraio 1970 ha assunto la denominazione di “Società Velica di Barcola-Grignano” (S.V.B.G. – viale Miramare 32, 34135 Trieste). Negli anni 1968-1978 la sede della Società ha avuto ospitalità nella taverna di casa Zini in viale Miramare 123 e successivamente nella pescheria abbandonata del porticciolo di Barcola: nel 1978 la SVBG ha ottenuto un’area sul terrapieno dove ha costruito la sede sociale definitiva. Nel 1994 i soci iscritti alla SVBG erano 581 e la società si trovava al decimo posto nella lista delle società veliche italiane.

La prima Coppa d’Autunno, ideata con una formula semplice (barche divise per lunghezza d’acqua e classificate in tempo reale), ha avuto luogo il 19 ottobre 1969 con la partecipazione di 51 barche di stazza piccola e media: è stata assegnata a “Betelgeuse” di Piero Napp (STV-Triestina della vela) e si è svolta in una bella giornata con poco vento. Le barche partono allineate tutte assieme e il campo di regata si sviluppa per 15 miglia circa, con un percorso a triangolo che ha la direzione verso Muggia e l’Istria, poi verso la baia di Sistiana: si conclude, dopo aver doppiato Miramare, davanti alla sede della Società Velica Barcola-Grignano. (Fonte F. Zubini – Barcola. Trieste, Ed. Italo Svevo)

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Barcolana 2017 : contatti e numeri utili

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Barcolana: contatti e numeri utili 

Per iscriversi alla Barcolana, la Segreteria Regate è operativa tutti i giorni fino a sabato 7 ottobre dalle 9.00 alle 19.00. Per informazioni: 040 411 664

Società Velica di Barcola e Grignano – Centralino:

tel. +39 040 411664
fax +39 040 413838
orario: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18
Indirizzo PEC: xiii-354@federvelapec.it

Per informazioni su marketing, sponsorizzazioni e stand Villaggio Barcolana:

e-mail: marketing@barcolana.it

Via Diaz 7, Trieste – tel. +39 040 2456210

Ufficio Stampa Barcolana:

Wordpower srl – analogical&digital PR – +39 331 6783323 – ufficiostampa@barcolana.it
Francesca Capodanno (Capo ufficio stampa) – +39 349 8810482 – francesca.capodanno@wordpower.srl

Valentina Petto – +39 3203433323 – valentina.petto@wordpower.srl
Serena Cappetti – +39 333 1301526 – serena.cappetti@wordpower.srl
INFORMAZIONI REGATA / Sezione sportiva:
Per informazioni inerenti la parte sportiva della Barcolana, iscrizioni escluse.
e-mail: regate@svbg.it
Per informazioni sulla regata Barcolana Classic rivolgersi a:
Yacht Club Adriaco – Asd tel.: +39 040 304539
e-mail: info@ycadriaco.it
Iscrizioni alla Coppa d’Autunno – Barcolana:
Per informazioni sull’iscrizione alla regata e problematiche connesse.
e-mail: iscrizioni@barcolana.it
Amministrazione Società Velica di Barcola e Grignano:
Per la segreteria di presidenza e per tutti gli aspetti contabili e amministrativi.
e-mail: barcolana@svbg.it
Segreteria Società Velica di Barcola e Grignano:
Per informazioni di carattere generale.
e-mail: info@barcolana.it
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Barcolana – Albo d’oro delle regate : dal 1969 al 2018

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BARCOLANA – ALBO D’ORO DELLE REGATE : 
 
Anno/Iscritti Imbarcazione Skipper Società
1969 / 51 Betelgeuse Napp STV
1970 / 63 Marie Pesle YCA
1971 / 60 Carla Sigovich Circolo velico Torri del Benaco
1972 / 70 Sandra Toffaloni YCA
1973 / 83 Vento di Mare Rizzi STV
1974 / 100 Kaiten Zalukar SVBG
1975 / 127 El Raguseo Colonna STV
1976 / 120 El Raguseo Colonna STV
1977 / 179 Papillon Drioli YCA
1978 / 230 El Cid Bartoli-Zago STV
1979 / 290 El Cid Bartoli-Zago STV
1980 / 351 Rupe Hoffmeister-Stadler YCM
1981 / 400 White Shadow Drioli SVBG
1982 / 400 Condor Battiston YCL
1983 / 596 White Shadow Drioli SVBG
1984 / 537 Condornonsisamai Becchetti YCL
1985 / 602 Blue Eyed Princess Bardelli SVBG
1986 / 639 La Fenice  Venerucci CNC
1987 / 673 Il Moro  Ferruzzi-Nava Circolo Velico Ravennate
1988 / 699 Uragan Battiston YCL
1989 / 882 Il Moro  2 Ferruzzi-Nava Ravennate
1990 / 846 Fanatic Zizala-Battiston YCL
1991 / 893 Satanasso Calbre Gaburri-Poli ANS
1992 / 962 Il Moro Ferruzzi-Chieffi YCI
1993 / 1.025 Fanatic Zizala-Battiston YCL
1994 / 1.289 Fanatic Zizala-Puh YCL
1995 / 1.305 Gaia Legend Kosmina YCJK
1996 / 1.442 Gaia Legend Kosmina YCJK
1997 / 1.482 Gaia Legend Kosmina YCJK
1998 / 1.589 Riviera di Rimini Benvenuti-Cian CV Rimini
1999 / 1.864 @DRIACOM Cilenti CDV Pd
2000 / 1.795 @DRIACOM Cilenti CDV Pd
2001 / 1.964 Cometa Pfizer-Favini CVMM
2002 / 1.969 Uniflair Cilenti-Bressani CVV
2003 / 1.961 Alfa Romeo Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2004 / 1.960 Alfa Romeo Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2005 / 1.750 Provincia di Trieste Lorenzo Bressani
2006 / 1.780 Alfa Romeo 2 Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2007 / 1.841 Alfa Romeo 2 Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2008 / 1.909 Alfa Romeo 2 Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2009 / 1.782 Maxi Jena Mitja Kosmina Jahtni Klub
2010 / 1.855 Esimit Europa 2 Igor Simčič
2011 / 1.763 Esimit Europa 2 Igor Simčič
2012 / 1.737 Esimit Europa 2 Igor Simčič Yacht Club de Monaco
2013 / 1.657 Esimit Europa 2 Igor Simčič Yacht Club de Monaco
2014 / 1.878 Esimit Europa 2 Igor Simčič Yacht Club de Monaco
2015 / 1.681 Robertissima III Vasco Vascotto
2016 / 1.758

 

2017/ 2102

 

2018/ 2689

  

Alfa Romeo

 

Spirit Of Porto Piccolo

Spirit Of Porto Piccolo

 

Gabriele e Furio Benussi

                          F.lli Benussi

 

F.lli Benussi

Yacht Club Adriaco

 

 

 

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Preparativi della Barcolana 2017 – venerdì 29 settembre

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Preparativi della Barcolana 2017 - venerdì 29 settembre 

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

 

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Preparativi della Barcolana 2017 : venerdì 29 settembre

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Preparativi della Barcolana 2017 

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

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BARCOLANA 2017: 29 settembre – 8 ottobre 2017

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BARCOLANA 2017
Trieste, 29 settembre 2017, ore 13.00 : inaugurazione ufficiale della 49a edizione della Barcolana presso la sede della Società Velica di Barcola e Grignano – Viale Miramare, 32.

Per iscriversi alla Barcolana, la Segreteria Regate è operativa tutti i giorni fino a sabato 7 ottobre dalle 9.00 alle 19.00. Per informazioni: 040/411664

 

 

STORIA

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

 

ALBO D’ORO DELLE REGATE : 

Edizione/Iscritti Imbarcazione Skipper Società
1969 / 51 Betelgeuse Napp STV
1970 / 63 Marie Pesle YCA
1971 / 60 Carla Sigovich Circolo velico Torri del Benaco
1972 / 70 Sandra Toffaloni YCA
1973 / 83 Vento di Mare Rizzi STV
1974 / 100 Kaiten Zalukar SVBG
1975 / 127 El Raguseo Colonna STV
1976 / 120 El Raguseo Colonna STV
1977 / 179 Papillon Drioli YCA
1978 / 230 El Cid Bartoli-Zago STV
1979 / 290 El Cid Bartoli-Zago STV
1980 / 351 Rupe Hoffmeister-Stadler YCM
1981 / 400 White Shadow Drioli SVBG
1982 / 400 Condor Battiston YCL
1983 / 596 White Shadow Drioli SVBG
1984 / 537 Condornonsisamai Becchetti YCL
1985 / 602 Blue Eyed Princess Bardelli SVBG
1986 / 639 La Fenice  Venerucci CNC
1987 / 673 Il Moro  Ferruzzi-Nava Circolo Velico Ravennate
1988 / 699 Uragan Battiston YCL
1989 / 882 Il Moro  2 Ferruzzi-Nava Ravennate
1990 / 846 Fanatic Zizala-Battiston YCL
1991 / 893 Satanasso Calbre Gaburri-Poli ANS
1992 / 962 Il Moro Ferruzzi-Chieffi YCI
1993 / 1.025 Fanatic Zizala-Battiston YCL
1994 / 1.289 Fanatic Zizala-Puh YCL
1995 / 1.305 Gaia Legend Kosmina YCJK
1996 / 1.442 Gaia Legend Kosmina YCJK
1997 / 1.482 Gaia Legend Kosmina YCJK
1998 / 1.589 Riviera di Rimini Benvenuti-Cian CV Rimini
1999 / 1.864 @DRIACOM Cilenti CDV Pd
2000 / 1.795 @DRIACOM Cilenti CDV Pd
2001 / 1.964 Cometa Pfizer-Favini CVMM
2002 / 1.969 Uniflair Cilenti-Bressani CVV
2003 / 1.961 Alfa Romeo Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2004 / 1.960 Alfa Romeo Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2005 / 1.750 Provincia di Trieste Lorenzo Bressani
2006 / 1.780 Alfa Romeo 2 Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2007 / 1.841 Alfa Romeo 2 Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2008 / 1.909 Alfa Romeo 2 Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2009 / 1.782 Maxi Jena Mitja Kosmina Jahtni Klub
2010 / 1.855 Esimit Europa 2 Igor Simčič
2011 / 1.763 Esimit Europa 2 Igor Simčič
2012 / 1.737 Esimit Europa 2 Igor Simčič Yacht Club de Monaco
2013 / 1.657 Esimit Europa 2 Igor Simčič Yacht Club de Monaco
2014 / 1.878 Esimit Europa 2 Igor Simčič Yacht Club de Monaco
2015 / 1.681 Robertissima III Vasco Vascotto
2016 / 1.758 Alfa Romeo Gabriele e Furio Benussi Yacht Club Adriaco

 

 

 

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Recapiti Barcolana

Società Velica di Barcola e Grignano – Centralino:

tel. +39 040 411664
fax +39 040 413838
orario: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18
Indirizzo PEC: xiii-354@federvelapec.it

Per informazioni su marketing, sponsorizzazioni e stand Villaggio Barcolana:

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Via Diaz 7, Trieste – tel. +39 040 2456210

Ufficio Stampa Barcolana:

Wordpower srl – analogical&digital PR – +39 331 6783323 – ufficiostampa@barcolana.it
Francesca Capodanno (Capo ufficio stampa) – +39 349 8810482 – francesca.capodanno@wordpower.srl

Valentina Petto – +39 3203433323 – valentina.petto@wordpower.srl
Serena Cappetti – +39 333 1301526 – serena.cappetti@wordpower.srl
INFORMAZIONI REGATA / Sezione sportiva:
Per informazioni inerenti la parte sportiva della Barcolana, iscrizioni escluse.
e-mail: regate@svbg.it
Per informazioni sulla regata Barcolana Classic rivolgersi a:
Yacht Club Adriaco – Asd tel.: +39 040 304539
e-mail: info@ycadriaco.it
Iscrizioni alla Coppa d’Autunno – Barcolana:
Per informazioni sull’iscrizione alla regata e problematiche connesse.
e-mail: iscrizioni@barcolana.it
Amministrazione Società Velica di Barcola e Grignano:
Per la segreteria di presidenza e per tutti gli aspetti contabili e amministrativi.
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Segreteria Società Velica di Barcola e Grignano:
Per informazioni di carattere generale.
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Presso la Società Velica di Barcola e Grignano – Viale Miramare, 32: Esposizione dei quadri del pittore triestino Livio Rosignano

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Dalle ore 13.00 del 29 settembre 2017, per tutto il periodo di apertura delle iscrizioni, presso la sede della Società Velica di Barcola e Grignano – Viale Miramare, 32 – si terrà una piccola esposizione dei quadri che il pittore triestino Livio Rosignano, ha dedicato alla Barcolana.

 

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

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Trieste, 29 settembre 2017, ore 13.00 : inaugurazione ufficiale della 49a edizione della Barcolana

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Trieste, 29 settembre 2017, ore 13.00 : inaugurazione ufficiale della 49a edizione della Barcolana presso la sede della Società Velica di Barcola e Grignano – Viale Miramare, 32.
Per iscriversi alla Barcolana, la Segreteria Regate è operativa tutti i giorni fino a sabato 7 ottobre dalle 9.00 alle 19.00. Per informazioni: 040 411 664

 


La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

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Preparativi della Barcolana 2017: giovedì 28

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Preparativi della Barcolana 2017 

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

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Vincitore del 2015: Robertissima III – Vasco Vascotto

Vincitore del 2016: Alfa Romeo – dei fratelli Furio e Gabriele Benussi


Recapiti Barcolana:

Società Velica di Barcola e Grignano – Centralino:

tel. +39 040 411664
fax +39 040 413838
orario: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18
Indirizzo PEC: xiii-354@federvelapec.it

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Via Diaz 7, Trieste – tel. +39 040 2456210

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Wordpower srl – analogical&digital PR – +39 331 6783323 – ufficiostampa@barcolana.it
Francesca Capodanno (Capo ufficio stampa) – +39 349 8810482 – francesca.capodanno@wordpower.srl

Valentina Petto – +39 3203433323 – valentina.petto@wordpower.srl
Serena Cappetti – +39 333 1301526 – serena.cappetti@wordpower.srl
INFORMAZIONI REGATA / Sezione sportiva:
Per informazioni inerenti la parte sportiva della Barcolana, iscrizioni escluse.
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Yacht Club Adriaco – Asd tel.: +39 040 304539
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Amministrazione Società Velica di Barcola e Grignano:
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BARCOLANA 49 edizione : 29 settembre – 8 ottobre 2017

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Preparativi della Barcolana 2017 

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

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Vincitore del 2015: Robertissima III – Vasco Vascotto

Vincitore del 2016: Alfa Romeo – dei fratelli Furio e Gabriele Benussi


Recapiti Barcolana:

Società Velica di Barcola e Grignano – Centralino:

tel. +39 040 411664
fax +39 040 413838
orario: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18
Indirizzo PEC: xiii-354@federvelapec.it

Per informazioni su marketing, sponsorizzazioni e stand Villaggio Barcolana:

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Via Diaz 7, Trieste – tel. +39 040 2456210

Ufficio Stampa Barcolana:

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Francesca Capodanno (Capo ufficio stampa) – +39 349 8810482 – francesca.capodanno@wordpower.srl

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BARCOLANA 49 edizione – TRIESTE : 29 settembre – 8 ottobre 2017

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Regata 2016 - Foto E. Marcovich
Mitja Gialuz,  presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, ha annunciato che presumibilmente si raggiungerà, in questa edizione, il nuovo record di iscritti, superando le “duemila barche”.

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

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Vincitore del 2015: Robertissima III – Vasco Vascotto

Vincitore del 2016: Alfa Romeo – dei fratelli Furio e Gabriele Benussi


Recapiti Barcolana:

Società Velica di Barcola e Grignano – Centralino:

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fax +39 040 413838
orario: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18
Indirizzo PEC: xiii-354@federvelapec.it

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Francesca Capodanno (Capo ufficio stampa) – +39 349 8810482 – francesca.capodanno@wordpower.srl

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Trieste. via del Bergamino

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BERGAMINO, via del

Chiadino-Rozzol. Da strada di Rozzol a via dei Cergna. C.A.P. 34139.
Risale al 6.4.1956 (Del. Cons. n. 60) l’imposizione a questa strada del nome «bergamino», motivato come toponimo. Deriverebbe, secondo alcune interpretazioni difficilmente controllabili, dal nome di una «campagna Bergamina», a sua volta fitonimo indicante una specie di vitigno conosciuto anche nella nostra regione. Nessun riferimento, quindi, al «bergamino» essenza artificiale simile al bergamotto.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

Un sentito ringraziamento va al Prof. Antonio Trampus, per aver acconsentito all'utilizzo dei suoi testi.
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Trieste: via Bergamasco

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BERGAMASCO, via

San Giacomo. Da via Molino a Vento a largo del Pestalozzi. C.A.P. 34137.
Denominazione ottocentesca suggerita, secondo la storiografia del secolo scorso, dal nome di un’antica famiglia Bergamasco, probabilmente originaria di Bergamo, alla quale sarebbero appartenuti alcuni terreni nella zona, ma della quale non sono rintracciabili notizie più precise.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Giovanni Berchet

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BERCHET Giovanni, via

Cologna-Scorcola. Da via dello Scoglio a via P. Ferrari. C.A.P. 34127.
Risale al 6.4.1956 (Del. Cons. n. 60) l’intitolazione della strada a Giovanni Berchet, poeta e critico. Nato a Milano nel 1783 da famiglia originaria della Svizzera francese, fu allievo di F. Parini e amico di U. Foscolo e di V. Monti. Studioso delle lingue moderne e traduttore valido di Gray, Goldsmith e di Schiller, Giovanni Berchet fu convinto propugnatore delle idee romantiche, sostenute specialmente nella Lettera semiseria di Grisostomo (Milano 1816). Collaborò al Conciliatore nel 1818-19, fu partecipe dell’attività di F. Confalonieri per la liberazione della Lombardia dall’ Austria e, all’arresto di questi (1821), si rifugiò prima a Parigi e poi a Londra dove visse, operando come traduttore, fino al 1848. Rientrato in Italia, partecipò al governo provvisorio della Lombardia che voleva unita al Piemonte. Ritornati gli austriaci, si rifugiò a Torino, ove fu eletto deputato del parlamento piemontese. Morì nel 1851.
L’Archivio Diplomatico della Biblioteca Civica di Trieste conserva (Raccolta Zajotti n. 117) una lettera di Giovanni Berchet a Gaetano Cattaneo, direttore del gabinetto numismatico in Milano, scritta dalla capitale lombarda il 2 giugno 1816 e riguardante il monumento Rossi.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Benussi Bernardo

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BENUSSI Bernardo, via

Valmaura-Borgo San Sergio. Da via Flavia a via Costalunga. C.A.P. dal n. 1 al n. 21 e dal n. 2 al n. 8:
34148; dai nn. 23 e 10 a fine: 34149.
Dello storico Bernardo Benussi la strada reca il nome dal 6.4.1956 (Del. Cons. n. 60).
Nato a Rovigno d’Istria nel 1846, Benussi frequentò dapprima il seminario arcivescovile di Udine e poi il ginnasio superiore di Capodistria; quindi si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell’ Università di Padova, che dopo poco abbandonò per andare a studiare a Vienna e a Graz, diplomandosi nel 1869 e laureandosi in filosofia nel 1871.
Dal 1869, conseguita l’abilitazione all’insegnamento della storia e della geografia, insegnò al ginnasio di Capodistria; dal 1874 fu al ginnasio comunale di Trieste finché, nel 1894, venne nominato direttore del Liceo femminile nella stessa città. Fu direttore degli «Atti e memorie della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria» dal 1899 al 1925, presidente dell’Università popolare di Trieste dal 1909 al 1913, tenne corsi di storia, di geografia commerciale, di filosofia pratica e di pedagogia alla Scuola superiore di commercio di fondazione Revoltella. Considerato il maggiore storico istriano attivo a cavallo del XIX secolo, Benussi fu autore della pregevole Storia documentata di Rovigno (Tip. del Lloyd, Trieste 1888); studioso preparato e documentato, sostenne con valore l’impostazione patriottica, anche in funzione polemica, della storiografia istriana ottocentesca; carattere che si ritrova anche nell’opera maggiore di Bernardo Benussi, Nel Medioevo. Pagine di storia istriana (Coana, Parenzo 1897) e nell’altro testo fondamentale L ‘Istria nei suoi due millenni di storia (Caprin, Trieste 1924) o, ancora, nel Manuale di geografia, storia e statistica della Regione Giulia (Litorale) (II a ed. Coana, Parenzo 1903). Benussi approfondì anche il periodo storico antico, dapprima con il giovanile Saggio d’una storia dell’Istria dai primi tempi sino all’epoca della dominazione romana («Atti dell’I.R. Ginnasio Superiore Statale di Capodistria», a. 1871-1872), poi con la più matura opera L’Istria sino ad Augusto (Herrmanstorfer, Trieste 1883), testi dei quali non sono sottaciuti i limiti scientifici in rapporto agli attuali risultati dell’indagine storica specialistica, ma comunque notevole documento dell’evoluzione della storiografia locale medievistica e romanistica di stampo liberale nazionale nell’Otto-Novecento.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via San Benedetto

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BENEDETTO SAN, via

Servola-Chiarbola. Da via Visinada a via del Carnaro. C.A.P. 34144.
Con Del. Cons. d.d. 9.2.1968 n. 178 la strada venne intitolata a San Benedetto, patrono d’Europa.

San Benedetto da Norcia, patriarca dei monaci d’occidente (ricorrenza 21 marzo), fondatore dell’ordine dei benedettini, padre d’Europa, nacque a Norcia intorno al 488 da famiglia agiata e studiò a Roma lettere e diritto. Dedicatosi alla vita ascetica e scoperta la vocazione, venne riconosciuto per le sue virtù ed ebbe ben presto notevole seguito. Tra il 525 ed il 529 fondò a Montecassino il noto monastero, costituito secondo le Regole scritte da lui stesso. Morì verso il 546 e le sue spoglie riposano a Montecassino.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

 

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Trieste: Scala al Belvedere

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BELVEDERE, scala al

Città Nuova-Barriera Nuova. C.A.P. 34135.
A questa scala venne esteso il 13 gennaio 1902 (delibera Del. Mun. n. 83523) il nome già attribuito al campo omonimo e alla via, poi Udine.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

 

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Trieste: via di Basovizza

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BASOVIZZA, via di

Altipiano Est (Villa Opicina). Da via Nazionale alla frazione di Basovizza. C.A.P. 34016.
La strada che collega la frazione di Villa Opicina con l’abitato di Basovizza, costruita su progetto di C. Dini nel 1780-1781, reca dall’8.11.1929 il nome di via di Basovizza (Del. Pod. n. 63/51-V-31/52-29).
L’antico villaggio di Basovizza, noto fin dal XIII e XIV secolo, si sviluppò all’incrocio di importanti strutture viarie esistenti fin dall’epoca romana, la strada del Carso e la strada del Monte Spaccato. Basovizza ebbe fin dal XIV secolo una cappella dedicata a Santa Maria Maddalena, consacrata dal vescovo fra Pace da Vedano e amministrata da una confraternita. La chiesetta, sottoposta fino al 1785 alla parrocchia di Grozzana come filiale, venne ristrutturata nel 1660; abbattuta nel 1857 perché troppo angusta, venne ricostruita più ampia e consacrata il 27.7.1862. Cappellania dal 1785 e curazia dal 1864, venne eretta parrocchia indipendente nel 1892. All’interno fu collocato, oltre al marmoreo altare maggiore, l’altare ligneo dedicato a San Rocco proveniente dalla demolita chiesa omonima già esistente nell’odierna piazza Unità d’Italia (la campana era stata donata, invece, alla chiesa di Grozzana).
Al n. civ. 2 di via Basovizza è la sede (1967) della Cassa Rurale ed Artigiana di Opicina, fondata nel 1908; al n. civ. 5, in edificio inaugurato nell’anno 1957, si trova la Scuola Media Statale «Muzio de Tommasini», mentre al n. civ. 7 è la Scuola Media Statale di lingua slovena «Srecko Kosovel».

Al n. civ. 60 il complesso che ospita oggi la scuola elementare di Banne e la succursale della Scuola media statale M. de Tommasini venne inaugurato nel 1933 quale sede della Colonia feriale di Banne. Costruito mediante pubblica sottoscrizione a ricordo delle nozze dei principi Umberto di Piemonte e Maria Josè del Belgio, l’edificio venne progettato dall’arch. L. Braidotti e decorato da fregi scultorei di A. Canciani.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via dei Baseggio

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BASEGGIO (via dei)

Roiano-Gretta-Barcola. Da via del Cisternone a via Palmanova. C.A.P. 34136.
Il 13 febbraio 1903 con delibera della Delegazione Municipale venne dato a questa strada il nome di una delle famiglie patrizie delle XIII casade.
La famiglia dei Baseggio (Baséo, Basejo) fece parte della confraternita dei Nobili dal 1246; proprietaria di terreni nel circondario della città, e specialmente nella zona di S. Anna, disponeva di propria tomba nella chiesa della B.V. del Soccorso vulgo di S. Antonio Vecchio. Una delle torri scoperte della cinta muraria medioevale di Trieste era detta «dei Basegi». Il vicedomino Giovanni de Baseggio annotò nel 1551 che «Basiliam primam ponunt generosa propago Urbis a Basilio genito de stirpe Quirina consonant moros Urbis stricti Tures». La famiglia si estinse con Liberale Baseio (1671-1749). Lungo la via dei Baseggio sorsero a cavallo del nostro secolo abitazioni destinate al ceto popolare, specialmente operai, come il gruppo di quattro casette dell’arch. F. Ferluga (1898, fondo tav. 694) e altre case per operai costruite nel 1900-1901.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Salvatore Barzilai

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BARZILAI Salvatore (via)

Chiadino-Rozzol. Ottava laterale destra di via C. de Marchesetti. C.A.P. 34142.
Con Del. Cons. d.d. 9.7.1962 n. 369 venne dato nome alla nuova strada disimpegnante piazzale E. Popovich-D’Angeli. Salvatore Barzilai nacque a Trieste nel 1860; trasferitosi giovanissimo dalla città natale dopo essere stato processato e condannato a un anno di reclusione dal governo austriaco, fu collaboratore a Bologna de L’eco del Popolo, giornale redatto dai fuoriusciti triestini Giacomo Venezian e Giuseppe Picciola e dal trentino Albino Zenatti. Laureatosi in giurisprudenza nel 1882, Barzilai si dedicò all’avvocatura. Fu collaboratore da Roma del giornale triestino L’Indipendente e della Tribuna di Roma per la politica estera.
Eletto deputato nel 1890, si adoperò in favore dei territori di lingua italiana soggetti all’Austria; convinto repubblicano, si allontanò da quel partito nel 1911 e quattro anni dopo, nel 1915, venne nominato ministro per le terre liberate, essendo presidente del consiglio A. Salandra; nel 1919 fu delegato italiano alla Conferenza della pace. Per molti anni presidente dell’Associazione della Stampa, venne nominato senatore nel 1920. Morì a Roma nel 1939.
Dei legami sempre intensi con la città natale è interessante esempio una lettera datata Roma 1937 di Barzilai a Silvio Benco (Trieste, Archivio Diplomatico, segn. R.P. MS. MISC. 58/X161-80): «Illustre amico ma non ancora accademico d’Italia in quel Palazzo della Farnesina ove è pure entrato quell’ottimo Marinetti che io feci assolvere a Milano per un suo libro, alquanto si diceva, pornografico dal titolo Mafarka il futurista. Non ancora accademico ma, nella nostra città — ove qualche volta la realtà sembra meno radiosa del sogno — alta espressione del pensiero italiano che si manifesta nelle forme più degne ed elette. Onde ricevere da lui manifestazioni come quella recata oggi dal Piccolo, perché viene da lui e dal natio loco, è il maggiore compenso che potevo aspettarmi per la mia qualunque recente fatica. Anche perché Silvio Benco ha l’abitudine di leggere i libri dei quali crede di scrivere, mentre altri pure con molta benevolenza preferiscono scorrerli, riproducendone brani, inghirlandati di aggettivi laudatori. Purtroppo Ella deve anche ricordare tra le luci del libro l’ombra dei 77 anni (non ancora compiuti) del suo estensore; ma senza iattanza devo riconoscere che me ne accorgo solo per le implacabili notazioni dell’ufficio di stato civile mentre mi pare che il loro lungo decorso sia servito a schiarire molto le idee liberandole da molte scorie, anzichè a mortificarle. Io ricordo l’avvocato Benco suo padre che era intimo amico del mio nel comune rifugio della Minerva, e, pur di lontano, mi pare vi sia tra i nati da loro un vincolo spirituale, che non si spezza. E prima di chiudere il corso della esistenza io spero di assistere ad una giustizia resa a chi nel campo delle lettere, ha il primissimo posto nella città dei nostri sogni giovanili, a cui spetterebbe considerazione pari ai sagrifici fatti per acquistarla». Opere principali di S. Barzilai: Vita Internazionale (Quattrini, Firenze 1911); Vita parlamentare. Discorsi eprofili politici (Tip. Ed. Naz., Roma 1912), Contro la Triplice Alleanza (Ravà, Milano 1915), Luci e ombre del passato. Memorie di vita politica (Treves, Milano 1937), Nel mondo della giustizia. Memorie di vita forense (Treves, Milano 1939).

Bibliografia.: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 198

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Trieste: Strada pr Basovizza

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BASOVIZZA (strada per)

San Giovanni. Da via A. Valerio alla Strada Statale 14. C.A.P. numeri pari da 2 a 78 e dispari da 1 a 31: 34128; rimanenti: 34149.

Denominazione ottocentesca per la strada, aperta dopo la costruzione della strada commerciale nuova (oggi strada nuova per Opicina, 1830), che conduce all’abitato di Basovizza, frazione di Trieste. Il nome di Basovizza, attestato almeno dal 1297, deriva dallo sloveno dialettale bez (gen. bezà) con allargamento -ov e suffisso diminutivo -ica, «piccolo sambuco», toponimo derivante dalla presenza nella zona di questo tipo di flora. Il nome della località fu oggetto di discussione nella commissione speciale per lo studio dei nomi italiani delle frazioni di Trieste (1940); in quella sede vennero formulate diverse proposte per la sostituzione del toponimo con i nomi: «Sambucheto, Sambucheta» o «Bovolenta» o «Basovinia» (proposta Scocchi), «Basovinia» o «Villa Sambuco» o «Villapero» (proposta Rutteri), «Sambuco» o «Bovolenta» o «Bassavilla» (proposta Sticotti) Bovolenta (proposta Cesari). Prevalse comunque l’opinione del presidente di quella Commissione, che non ritenne necessario il cambiamento dell’antico nome.
La grande cava all’inizio della strada iniziò l’attività estrattiva della pietra calcarea nei primi anni del secolo; divenuta proprietà della ditta ing. Francesco Faccanoni sr. (iscritta alla Camera di Commercio 24.4.1925), venne data in affitto nel 1971 alla S.I.C.A.T. s.p.a. che l’acquistò poi nel 1974. Il lavoro di estrazione, sospeso nel 1977 per lo studio della situazione geologica, è ripreso nel 1985.Dalla presenza delle cave di pietra calcarea derivò il toponimo, diffuso nei primi decenni di questo secolo, «Alle Cave», frazione della località di Guardiella.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Belpoggio

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BELPOGGIO, via

San Vito-Città Vecchia. Da riva Grumula a via Franca. C.A.P. 34123.
Il toponimo ottocentesco, suggerito dall’amenità della zona, era apposto nel 1884 a un tratto di questa strada, da riva Grumula a salita al Promontorio (Generini). Tra il 1903 ed il 1905 assunse il nome di via Belpoggio solo il tratto da riva Grumula alla via Santi Martiri, più tardi fino alla curva a gomito nei pressi del parco di villa Necker; al secondo tratto venne riservato il nome di via Remota, esteso dall’omonima androna, mutato poi con delibera Giun. Mun. d.d. 19.3.1919 con quello del medico Moisè Luzzatto.
Con Del. Pod. n. 863 d.d. 6.7.1940 le vie Belpoggio e Luzzatto assunsero il nome di Italo Balbo (Guartesana presso Ferrara 1896 – Tobruk 1940), uomo politico, interventista nel 1915, fondatore e direttore a Udine de «L’Alpino», gerarca fascista; ministro dell’aereonautica (1929-1933), divenne governatore della Libia nel 1933 e vi morì nel 1940 con l’abbattimento per errore dell’aereo sul quale viaggiava. Con Del. Comm. Prefett. n. 648 d.d. 4.9.1943 vennero ripristinate le precedenti denominazioni, per il primo e per il secondo tratto, di via Belpoggio e di via M. Luzzatto; con delibera n. 407 d.d. 6.7.1946 l’intitolazione di via Belpoggio venne estesa a tutta la strada. Al n. civ. 1, angolo riva Grumula, si trova casa Stabile (arch. M. Fabiani, 1906) con lo scudo d’angolo recante le iniziali «E.S.S. 1906»; al n. civ. 21, nell’edificio ottocentesco in stile gotico quadrato, è la sezione staccata del Genio Militare cui segue, al n. civ. 27, una casa liberty del 1911-12 (ing. A. Bruna).

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Veduta di Trieste a volo d’uccello

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Veduta di Trieste a volo d'uccello

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Trieste : Prospetto del Porto e città di Trieste, 1755

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Prospetto del Porto e città di Trieste, 1755
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Trieste: via Bellosguardo

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BELLOSGUARDO, via

San Vito-Città Vecchia. Da via V. Locchi a via F. Dall’Ongaro. C.A.P. dal n. 1 al n. 33 e dal n. 2 al n. 16: 34123; dal n. 35 al n. 55 e dal n. 18 al n. 44: 34124; dai nn. 57 e 46 a fine: 34143.
Fino alla delibera del 25.4.1887, che appose alla strada il nome attuale, recava il toponimo di «vicolo delle Bombe». Bellosguardo è voce moderna di origine letteraria, dovuta alla posizione panoramica caratteristica della strada prima della moderna urbanizzazione. Con Del. Cons. d.d. 6.3.1961 n. 59 venne esteso il nome di via Bellosguardo «al nuovo tronco stradale compreso tra le vie Vittorio Locchi e Carlo Combi». Molti edifici e ville del Settecento che si trovavano nella zona, tipico soggiorno estivo della borghesia triestina del XVIII e XIX secolo, furono sottoposte a ristrutturazioni o vennero demolite nell’ultimo mezzo secolo. All’angolo con via N. De Rin l’edificio che vide trascorrere la giovinezza di Giuseppe Caprin fu trasformato nel 1884 in «casinetto con torre», quest’ultima demolita nel 1939 nel corso di una nuova ristrutturazione dovuta all’arch. A. Paladini. Al n. civ. 46 è l’ingresso di villa Homero (arch. L. Colnhuber, 1849), completamente ristrutturata, fino ad alterarne l’aspetto originario, nel 1912; al n. civ. 28 era villa già Tarnoldi poi Arnstein (arch. P. Palese 1850 c.), ingrandita nel 1911 e demolita nel 1963 per fare posto a moderni complessi condominiali. Al n. civ. 50 si trovava villa già Baraux poi Holt, costruita nel 1796-1797 per il commerciante di Anversa Francesco Emanuele Giuseppe Baraux, ristrutturata nel 1885 e demolita anch’essa nel 1966 per lasciare spazio a caseggiati moderni.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Vincenzo Bellini

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BELLINI Vincenzo, via

Città Nuova-Barriera Nuova. Da riva III novembre a piazza S. Antonio Nuovo, riva destra del Canal Grande. C.A.P. 34121.
Già denominata, dal Settecento, via del Canale, ebbe nuova intitolazione con delibera Del. Mun. del 13.1.1902 n. 83523, quando anche la città di Trieste volle rendere omaggio al grande italiano nell’occasione del centenario della nascita. La proposta di onorare Vincenzo Bellini era stata discussa nel Consiglio Comunale il 30.10.1901 e in quella sede era stato stabilito anche che il Podestà avrebbe inviato un telegramma al Sindaco di Catania nella ricorrenza dell’anniversario. Vincenzo Bellini nacque a Catania nel 1801; dimostrata precoce inclinazione per la musica, ebbe i primi insegnamenti dal padre e dal nonno materno. Nel 1819 si recò a studiare a Napoli presso il Conservatorio di S. Sebastiano e le sue prime esperienze di compositore risalgono agli anni 1824-25. L’opera Bianca e Fernando venne data con successo per la prima volta al teatro San Carlo il 30.5.1826, mentre Il Pirata venne rappresentato alla Scala di Milano il 27.10.1827. Sua fu l’opera data per l’inaugurazione del teatro Carlo Felice di Genova (7.4.1828); quindi la sua fama crebbe e negli anni successivi scrisse capolavori come I Capuleti e i Montecchi (La Fenice, Venezia, 11.3.1830), la Norma (La Scala, Milano, 26.12.1831), Beatrice di Tenda (teatro Fenice, Venezia 16.3.1833), I Puritani (Parigi, 25.1.1835). Morì a Puteaux presso Parigi il 24.9.1835 e le sue spoglie vennero accolte nella cattedrale di Catania nel 1876. Prime rappresentazioni delle opere di V. Bellini a Trieste presso il teatro Grande (oggi G. Verdi): Il pirata (28.12.1830), La straniera (22.2.1831), I Capuleti e i Montecchi (6.10.1831), Norma (5.11.1834), La sonnambula (1834). Il nome di via del Canale fu ripristinato per breve tempo dopo la dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria (1915).

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Cristoforo Belli

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BELLI Cristoforo, via

San Giacomo. Prima laterale destra di via dell’Istria. C.A.P. n. 7/2, 7/3, 7/4: 34144; rimanenti: 34137.
Reca dal 1909 il nome di Cristoforo Belli, di famiglia appartenente alle XIII casade nobili. Personaggio dalla solida e, per quei tempi, vasta cultura (studiò il greco, il latino, poesia, calligrafia e, secondo le fonti, anche diritto), Belli fu esponente della vita politica cittadina nel Cinquecento. Nato a Trieste nel 1508, fu membro del Consiglio Maggiore della città nel 1528, divenne nel 1530 notaio dei Provvisori e nel 1531 notaio del Procuratore generale.
Convinto autonomista e difensore dell’intangibilità del particolarismo municipale (suo padre Boncino, all’entrata dei veneziani nel 1508, aveva spazzato la piazza maggiore con il vessillo imperiale per dimostrare il suo disprezzo nei confronti dell’Austria), Cristoforo Belli fece rapida carriera nelle magistrature cittadine; nel 1540 fu Provisore e nel 1541 Cancelliere di palazzo e notaio al Banco dei Malefici. Nel 1549 venne prescelto dalla città come proprio rappresentante a Vienna per la discussione dei nuovi statuti comunali e pure in quella sede si rivelò fermo assertore dell’autonomismo municipale, rifiutando l’imposizione di statuti non concordati e ribadendo che i triestini non dovevano essere considerati vassalli ma «confederati a Casa d’Austria o da essa protetti, formando una repubblica o una comunità libera». Incarcerato dal capitano Hoyos nel 1551 con l’accusa di essere «ammutinatore del popolo», Belli ricoprì la carica di vicedomino cinque volte (1544, 1548, 1552, 1556, 1560) e quella massima di giudice e rettore per sette volte (1553, 1554, 1555, 1557, 1558, 1563, 1564).
Esercitò la professione di pubblico notaio dal 1564 al 1585. Sposatosi nel 1533 con Maria di Giovanni Barilari da Genova, morì a Trieste nel gennaio 1586. Con Del. Cons. d.d. 6.3.1961 n. 59 la denominazione di via C. Belli venne parzialmente sostituita con quella di A. Gramsci nel tratto di strada compreso tra i numeri anagrafici 55 e 22 di Chiarbola.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via della Bellavista

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BELLAVISTA, via della

Cologna-Scorcola. Continuazione della salita di Conconello. C.A.P. 34134.
Nome imposto con Del. Cons. del 6.4.1956 n. 60. Toponimo suggerito dalla posizione panoramica della strada.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Beirut

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BEIRUT, via

Roiano-Gretta-Barcola. Da viale Miramare all’omonima stazione ferroviaria. C.A.P. 34013.
Alla «laterale destra della Strada Statale n. 14, disimpegnante la stazione ferroviaria di Miramare e l’erigenda scuola elementare di Grignano» venne il nome di via Beirut il 13.2.1967 (delibera Giun. Mun. n. 392). Beirut, dal 1946 capitale del Libano, conta oltre due milioni di abitanti; fondata secondo la leggenda da Crono, la città venne distrutta da un terremoto nel 529, poi ricostruita e conquistata dai Crociati; nel 1110 divenne capitale del regno franco di Gerusalemme. Occupata dai turchi nel 1516, conobbe una lenta decadenza per rifiorire nel nostro secolo. Rifugio dei palestinesi dopo la creazione dello stato di Israele (1948), fu oggetto di ritorsioni israeliane (1968) e venne a trovarsi al centro del conflitto tra guerriglieri palestinesi e milizia della destra cristiana (1975-1976). La guerra tra milizie cristiane e «forza interaraba di pace» riesplose nel 1978 e dura tuttora, a nulla essendo valso l’intervento (1983) del «contingente misto di pace» (U.S.A., Francia, Inghilterra, Italia). Dal febbraio del 1960 Trieste è gemellata con la città di Beirut; le cerimonie di gemellaggio ebbero inizio allorché, il 27.6.1956, l’Amministratore di Beirut, nella sala del Consiglio Comunale, consegnò al Sindaco G. Bartoli le chiavi della città quale simbolo di continua amicizia e fratellanza. Le cerimonie si conclusero con i festeggiamenti a Beirut (24-29.2.1960), quando il Sindaco di Trieste M. Franzil fu ospite dell’Amministratore della città di Beirut P. Boulos. Al n. civ. 7 di via Beirut si trova il Centro di Fisica teorica, prestigiosa istituzione scientifica internazionale, inaugurato il 4.6.1968 e donato da Trieste all’O.N.U. Per l’inaugurazione venne coniata una medaglia dallo stabilimento S. Johnson di Milano; reca sul recto l’immagine della facciata della sede con le parole INTERNATIONAL CENTRE FOR THEORETICAL PHYSICS e, nell’esergo, TRIESTE 1968 con, in basso a caratteri più piccoli, IMP. G. CANARUTTO (l’impresa costruttrice della sede); sul rovescio, entro due rami di alloro disposti a ghirlanda, è raffigurato il simbolo della fisica atomica, sovrastato dalle parole: INTERNATIONAL ATOMIC ENERGY AGENCY.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Francesco Beda

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BEDA Francesco, via

Chiadino-Rozzol. Laterale sinistra di strada di Rozzol. C.A.P. 34139.
Francesco Beda, cui la strada venne intitolata con Del. Cons. d.d. 6.4.1956 n. 60, nacque a Trieste il 29.11.1840. Pittore, studiò a Vienna avendo per maestro Karl von Blaas; iniziò come autore di ritratti e di soggetti storici ma poi, analogamente al concittadino Giuseppe Barison, preferì le scene di genere. Pittore di notevole notorietà a Trieste e anche in Austria, Ungheria e Croazia, ebbe commissioni da nobili, da prelati e dall’imperatrice Elisabetta. Tuttavia la sua opera, è stato scritto, non raggiunse «grandi risultati né con la prima (scene storiche e ritrattistica) né con la seconda maniera (pittura di genere), ma la sua era sempre una pittura pulita, attenta al disegno e non senza gusto nella distribuzione del colore: accademicamente corretta più che poeticamente originale.. Presso il Museo Revoltella di Trieste esiste un suo quadro Carlo VI riceve gli ambasciatori veneti (1868). Fece parte della direzione del Circolo Artistico Triestino. Morì a Trieste il 21.6.1900. Il figlio Giulio, pure pittore, visse e operò a Monaco di Baviera (Trieste 1879-Monaco di Baviera 1942).

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via delle Beccherie Vecchie

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BECCHERIE VECCHIE, via delle

San Vito-Città Vecchia. Prima laterale destra di via dei Capitelli. C.A.P. 34121.
La strada prese nome dal macello qui trasferito dall’attuale piazza Unità d’Italia nel 1650, prima che fosse nuovamente trasferito nei pressi dell’attuale via delle Beccherie. Il tratto iniziale di via delle Beccherie Vecchie, con gli edifici angolo via dei Capitelli, è compreso nel piano di ristrutturazione urbanistica di Cittavecchia (1984-1987).

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via delle Beccherie

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BECCHERIE, via delle 

San Vito-Città Vecchia. Prima laterale sinistra di via Malcanton. C.A.P. 34121.
Una delle più antiche strade della città, che correva a fianco delle mura medioevali, è la via delle Beccherie; prese nome allorché, nel 1754, venne costruito nei pressi un nuovo macello comunale e questa strada venne destinata ai venditori di carne. Beccherie (becheria) è termine dialettale di stampo veneto (a Padova nel 1146 beccaro) derivato da beco = maschio della capra.
L’ultimo tratto di via delle Beccherie, verso l’attuale largo Riborgo, venne cancellato nel 1934 con la demolizione degli edifici al cui posto sarebbe sorta, nel 1938, la Casa del Fascio, attuale Questura.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Cesare Beccaria

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BECCARIA Cesare, via

Città Nuova-Barriera Nuova. Da piazza G. Oberdan a largo Piave. C.A.P. 34133.
Ad una delle nuove strade risultanti dalla pianificazione urbanistica del cosiddetto quartiere Oberdan venne dato, con delibera Giun. Mun. d.d. 12.6.192 5 n. 54, il nome del letterato, giurista ed economista Cesare Beccaria. Nato a Milano nel 1738, Beccaria è l’autore celebre de Dei delitti e delle pene (apparso anonimo nel 1764), in cui tratta del diritto e della procedura penale riconducendo il concetto di giustizia alla teoria contrattualista e intendendo per giustizia «il vincolo necessario per tenere uniti gli interessi particolari, che senza di essa, si scioglierebbero nell’antico stato di insocialità»; affermando che la misura della responsabilità penale corrisponde all’entità del danno derivato alla società dall’illecito, Beccaria introdusse quindi il concetto, fondamentale per la storia del diritto penale italiano, della proporzionalità delle pene ai delitti, sancita dal legislatore espresso dalla società unita dal contratto sociale. Nel campo delle scienze economiche è importante, oltre alle Lezioni ed elementi di economia (apparso postumo nel 1804), il saggio Dei disordini e dei rimedi delle monete nello Stato di Milano nel 1762 (Lucca 1762), opera per la cui stesura ricevette consigli da Gian Rinaldo Carli da Capodistria, all’epoca presidente dell’amministrazione economica di Milano e già autore dei tre volumi Delle monete e dell’istituzione delle zecche d ‘Italia… (L ‘Aia-Pisa-Lucca, 1754-1760). Nel giovane Beccaria che lo ammirava, Carli riconobbe talento e acutezza di pensiero, pur se accompagnati da tendenza all’ideologismo e al ragionamento puramente matematico.
Su Cesare Beccaria, morto a Milano nel 1794, parlò a Trieste il 19.3.1871 presso il Gabinetto di Minerva il mazziniano milanese prof. Giacomo Oddo. Lungo via Beccaria sorgono edifici costruiti negli anni Trenta, come le case Ghira all’angolo con via Cicerone (ing. A. e G. Ghira, 1931- 32), e quelle progettate dagli arch. R. Battigelli (1932) e U. Nordio (1933).

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: Piazza Unità

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Piazza Unità d'Italia

Stampa di Rieger che ricostruisce di fantasia la Torre del Porto, coi due Mori all'orologio, la Madonna del porto sotto l'arco e a destra il Teatro san Pietro, prima sede del Comune, demolito. 

Piazza Unità d’Italia (già Piazza Unità, Piazza Grande o anche Piazza san Pietro o Piazza Francesco Giuseppe).

Piazza Unità d’Italia è la piazza principale della città, su cui fin dal Medioevo si affacciavano gli edifici pubblici comunali.

Per un periodo la piazza si chiamò San Pietro, dal nome di una chiesa ivi esistente fin dal XIV secolo e demolita nella seconda metà dell’Ottocento, ma era principalmente nota come Piazza Grande, anche per distinguerla dalla Piazza Piccola dietro l’antico palazzo del Comune. Durante la prima guerra mondiale, dal 1915 al 18 venne denominata Piazza Francesco Giuseppe, Con l’annessione di Trieste all’Italia, prese il nome di Piazza Unità, dal 1955 Piazza Unità d’Italia.

In origine la piazza era meno della metà di come si presenta oggi, delimitata dal Palazzo del Comune, chiusa dal lato verso il mare dalle mura e dalla Torre del Porto e si affacciava sull’antico porto detto Mandracchio: ai lati si alternavano diversi edifici ed al centro si trovava la Locanda Grande. I lavori ottocenteschi l’aprirono dal lato verso il mare, l’interramento del Mandracchio (1858-1863) ospitò per circa mezzo secolo un giardino ed i palazzi che l’attorniano vennero costruiti dal Settecento ai primi del Novecento.
La piazza ha assunto l’aspetto attuale dopo la ristrutturazione del 2001-2005, quando la pavimentazione in asfalto è stata sostituita con blocchi in pietra arenaria che vogliono ricordare i masegni che lastricavano anticamente la piazza; la fontana dei Quattro Continenti è stata riportata quasi nella sua posizione originaria, allineata all’ingresso principale del Municipio. Un sistema di illuminazione con led blu, nella pavimentazione lato mare, ricorda fin dove il mare arrivava dentro l’antico porticciolo.


I palazzi che si affacciano sulla piazza sono in senso orario dal lato mare:

Il palazzo della Luogotenenza austriaca (1905 – architetto Emil Artmann), ora sede della Prefettura, che era andato a sostituire una precedente sede della Luogotenenza.

Il palazzo Stratti (1839 – architetto Antonio Buttazzoni, neoclassico ma poi rimaneggiato), dove si trova anche il caffè degli Specchi, un storico caffè triestino. Sulla sommità del palazzo un gruppo scultoreo raffigura Trieste con allegorie di fortuna e progresso, in quanto fu una delle prime sedi delle Assicurazioni Generali.

Il palazzo Modello (1871 – architetto Giuseppe Bruni)

Il municipio, dalla particolare architettura per unificare edifici preesistenti (1875 – architetto Giuseppe Bruni); sulla torre municipale due automi bronzei fanno udire i loro rintocchi allo scoccare delle ore.

Il palazzo Pitteri (1780 – architetto Ulderico Moro); è il più antico palazzo di piazza Unità.

Il Grand Hotel Duchi d’Aosta (1873 – ingegner Eugenio Geiringer e architetto Giovanni Righetti);

Il palazzo della compagnia di navigazione Lloyd Austriaco di Navigazione, poi Lloyd Triestino, ed ora sede della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia (1884 – architetto Heinrich von Ferstel)


Altri manufatti in piazza:

Sul lato mare si trovano due pili portabandiera, donati nel 1932 dagli autieri della prima guerra mondiale, ove vengono effettuati gli alza e gli ammaina bandiera solenni.

La fontana dei Continenti del bergamasco Giovanni Battista Mazzoleni.
Tra il 1751 e il 1754 nell’allora piazza Grande si decise la costruzione di una fontana alimentata dal nuovo acquedotto teresiano, che doveva rappresentare Trieste come la città favorita dalla fortuna grazie all’istituzione del porto franco da parte di Carlo VI e delle politiche di sviluppo di Maria Teresa d’Austria.
Il mondo è rappresentato da quattro statue allegoriche che richiamano i tratti delle persone che vivevano nei continenti allora conosciuti (Europa, Asia, Africa e America).
L’acqua sgorgava da quattro figure allegoriche di fiumi, sempre ad indicare i continenti.
Sulla sommità della fontana sovrasta una figura femminile alata e a braccia aperte che rappresenta Trieste. Adagiata sulle rocce del Carso la statua è circondata da pacchi, balle di cotone e cordame.

Statua di Carlo VI
La statua di Carlo VI, del veneto Lorenzo Fanoli
A pochi metri a destra della fontana dei Quattro Continenti (avendo il mare alle spalle e osservando il municipio) una colonna in pietra bianca sorregge una statua di un imperatore. Essa è la colonna di Carlo VI d’Asburgo.
Figlio di Leopoldo I d’Austria (la cui statua si trova nell’attuale piazza della Borsa) e padre di Maria Teresa d’Austria, Carlo VI nel 1719 istituì il porto franco a Trieste, dando un notevole impulso al commercio e allo sviluppo cittadino.
La statua raffigura l’Imperatore in piedi che indica il mare, con il porto franco da lui istituito. (Elisabetta Marcovich)

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Trieste: via del Beato Angelico

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BEATO ANGELICO, via del

San Giovanni. Quinta laterale sinistra di via S. Cilino. C.A.P. 34128.
Ebbe questa denominazione con delibera della Del. Mun. dd. 13.6.1905 n. 14811/05. Frate Giovanni da Fiesole, detto il Beato Angelico, nacque a Vicchio di Mugello (Firenze) intorno al 1380. Pittore attivo già nel 1417 (all’inizio anche miniatore), fu esponente della cultura artistica domenicana del tempo, attento alla lezione tardogotica e sensibile alle novità stilistiche rinascimentali. Eseguì numerose opere a Firenze ( Trittico di S. Marco 1425-28 c., Tabernacolo dei Linaioli, stessi anni) dove visse la sua stagione artistica più matura; celebre l’Incoronazione del Louvre (1434-35), il Trittico di Cortona (1435-36), il Trittico di Perugia (1437 c.). Trasferitosi a Roma, lavorò alle decorazioni della Cappella Niccolina in Vaticano (1448). Rientrato a Firenze, venne nominato priore al convento di S. Marco. Morì a Roma nel 1455.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via alle Beatitudini

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BEATITUDINI, via alle

San Giovanni. Prima laterale destra della strada nuova per Opicina. C.A.P. 34016.
Il nome della nuova strada deriva (Del. Cons. d.d. 15.7.1969 n. 551) dalla presenza della Casa per esercizi spirituali «Beatam me dicent», detta «Casa delle Beatitudini». Venne costruita dall’arch. M. Melan nel 1966 su fondi donati dalla benefattrice prof.ssa De Rin. Venne inaugurata dal vescovo mons. A. Santin il 9.7.1966 e affidata alle suore Figlie della Chiesa. Casa canonicamente eretta il 10.7.1966.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Bazzoni

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BAZZONI Riccardo, via

San Vito-Città Vecchia. Seconda laterale sinistra di via Navali. C.A.P. 34124.


A Riccardo Bazzoni si volle intitolare, il 23.12.1926 (Del. Comm. Prefett. n. 43-117-VIII-31/80-26) la via «che congiunge via Rossetti a via dell’Eremo, di fianco alle nuove caserme». Senonché la figlia del Bazzoni fece istanza affinché fosse intitolata a suo padre una strada a San Vito, quanto più possibile vicina alla villa che aveva visto trascorrere la sua vita. Con Del. Comm. Prefett. d.d. 4.6.1927 (n. 39/44-VII-31/36-27), quindi, si diede il nome di via Bazzoni a un tratto della già via San Vito. Riccardo Bazzoni nacque a Trieste nel 1827, figlio di Gracco, facoltoso commerciante proveniente da famiglia di patrioti milanesi. Accostatosi alla vita politica assumendo posizioni moderate, Riccardo Bazzoni fece parte del Comitato dei liberali, detto anche Comitato del Monteverde dal nome del locale in cui avvenivano le riunioni. Nel 1878, dopo un periodo di tensione politica che aveva visto l’opposizione del governo austriaco all’elezione a primo cittadino del nazionale-liberale Massimiliano D’Angeli, Riccardo Bazzoni venne eletto podestà di Trieste, incarico che mantenne fino al 1890. Studioso di letteratura italiana, francese e tedesca oltre che di scienze giuridiche, morì a Trieste il 17.11.1891.
Il ritratto ad olio di Riccardo Bazzoni, collocato nella galleria dei ritratti dei Podestà e Sindaci di Trieste nel Municipio, venne eseguito appena nel 1933 dal pittore triestino Erminio Loy. Al n. civ. 4 di via Riccardo Bazzoni è il terzo villino Bazzoni, costruito nel 1888 dall’arch. Ruggero Berlam. Al n. civ. 15 si trova la casa natale di Scipio Slataper con lapide recante incise alcune parole de Il mio Carso.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Bazzarini

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BAZZARINI Antonio, via

San Giacomo. Prima laterale destra di via Campanelle. C.A.P. 34137.
Reca, dal 6.4.1956 (Del. Cons. n. 60) il nome di Antonio Bazzarini, nato a Rovigno d’Istria nel 1782 e trasferitosi fin da giovane a Venezia, ove trascorse quasi tutta la sua vita. Al primo, curioso saggio dal titolo Piano di sostituzione al cioccolato e al caffè (Venezia 1813) Bazzarini fece seguire uno studio sull’opera del Metastasio, Lettere drammatico-critiche sopra la Didone abbandonata di P. Metastasio (Padova 1816) che lo pone tra i primi autori italiani di una revisione critica dell’opera di Pietro Metastasio.
Autore, nel 1819, di una raccolta di drammi per teatro, Bazzarini si atteggiò a deciso classicista e antiromantico; tradusse e pubblicò in lingua italiana i Commenti alle Pandette di J. Vost (Venezia 1837) e diede alle stampe, nel 1839, il suo Vocabolario usuale tascabile della lingua italiana, destinato a grande successo editoriale. Collaboratore assieme a Cesare Balbo e a Cesare Cantù, nel 1841, della Nuova Enciclopedia Popolare (Torino 1841), Bazzarini si trasferì a Torino nel 1843 e in quella città compilò, su commissione dell’editore Pomba, il Vocabolario universale latino-italiano e italiano-latino, pubblicato postumo. L’interesse del Bazzarini per la cultura classica è testimoniato, anche nel campo della storia del diritto, dall’edizione parziale che curò nel 1834 a Venezia di G. Domat, Scelta di leggi tratte dai Digesti e dal Codice… con le citazioni delle Pandette riordinate da G. Pothier.
Morì a Torino nel 1850.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: Basovizza

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L’antico villaggio di Basovizza, noto fin dal XIII e XIV secolo, si sviluppò all’incrocio di importanti strutture viarie esistenti fin dall’epoca romana, la strada del Carso e la strada del Monte Spaccato. Basovizza ebbe fin dal XIV secolo una cappella dedicata a Santa Maria Maddalena, consacrata dal vescovo fra Pace da Vedano e amministrata da una confraternita. La chiesetta, sottoposta fino al 1785 alla parrocchia di Grozzana come filiale, venne ristrutturata nel 1660; abbattuta nel 1857 perché troppo angusta, venne ricostruita più ampia e consacrata il 27.7.1862. Cappellania dal 1785 e curazia dal 1864, venne eretta parrocchia indipendente nel 1892. All’interno fu collocato, oltre al marmoreo altare maggiore, l’altare ligneo dedicato a San Rocco proveniente dalla demolita chiesa omonima già esistente nell’odierna piazza Unità d’Italia (la campana era stata donata, invece, alla chiesa di Grozzana).

Al n. civ. 2 di via Basovizza, la sede (1967) della Cassa Rurale ed Artigiana di Opicina, fondata nel 1908; al n. civ. 5, in edificio inaugurato nell’anno 1957, si trova la Scuola Media Statale Muzio de Tommasini, mentre al n. civ. 7 la Scuola Media Statale di lingua slovena Srecko Kosovel. Al n. civ. 60 il complesso che ospita oggi la scuola elementare di Banne e la succursale della Scuola media statale M. de Tommasini venne inaugurato nel 1933 quale sede della Colonia feriale di Banne. Costruito mediante pubblica sottoscrizione a ricordo delle nozze dei principi Umberto di Piemonte e Maria Jos. del Belgio, l’edificio venne progettato dall’arch. L. Braidotti e decorato da fregi scultorei di A. Canciani.

Il nome di Basovizza, attestato almeno dal 1297, deriva dallo sloveno dialettale bez (gen. bez.) con allargamento -ov e suffisso diminutivo -ica, piccolo sambuco, toponimo derivante dalla presenza nella zona di questo tipo di flora.

Il nome della località fu oggetto di discussione nella commissione speciale per lo studio dei nomi italiani delle frazioni di Trieste (1940); in quella sede vennero formulate diverse proposte per la sostituzione del toponimo con i nomi: Sambucheto, Sambucheta o Bovolenta o Basovinia (proposta Scocchi), Basovinia o Villa Sambuco o Villapero (proposta Rutteri), Sambuco o Bovolenta o Bassavilla (proposta Sticotti), Bovolenta (proposta Cesari). Prevalse comunque l’opinione del presidente di quella Commissione, che non ritenne necessario il cambiamento dell’antico nome.

Tratto da: Antonio Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, 1989

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Trieste: Barriera Nuova

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Il toponimo Barriera Nuova, affermatosi nel secolo scorso, deriva dalla presenza dell’antica barriera daziaria trasferita in questa zona nel 1779 e spostata poi presso l’attuale piazza G. Garibaldi.

Tratto da: Antonio Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, 1989

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Trieste: Barriera Vecchia

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Il toponimo Barriera Vecchia, affermatosi nel secolo scorso, deriva dalla presenza dell’antica barriera daziaria trasferita in questa zona nel 1779 e spostata poi presso l’attuale piazza G. Garibaldi. Vecchia Barriera è attestato nel 1787, in contrapposizione alla barriera nuova posta all’inizio della strada commerciale per Opicina, assieme alla forma schranga vecchia (o sranga, o stranga) dal tedesco Schranke.

Tratto da: Antonio Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, 1989

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Rioni storici di Trieste: Barcola

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Rioni storici di Trieste: Barcola

 

Barcola è una frazione di Trieste, che si sviluppa tra Roiano e Miramare. Comprende il lungomare e la pineta di Barcola, luoghi di passeggio, di ritrovo e di balneazione.
 
In epoca romana l’occupazione del territorio lungo la costa, si attuò attraverso il moltiplicarsi di ville urbano-rustiche che utilizzarono le risorse locali, in relazione con i commerci, resi sempre più intensi dalla continua espansione di Aquileia. Anche la riviera di Barcola attrasse l’attenzione dei romani per la posizione incantevole, e per il fatto che nell’ampia insenatura a riparo dai venti il mare consentiva l’attracco delle navi. Nell’autunno del 1887, all’altezza del porticciolo del Cedas, durante alcuni scavi vennero alla luce dei mosaici che rivelarono i resti di un complesso romano risalente al I°-II° sec. a.C.
Si giunse poi alla conclusione che si trattava di una grande villa romana che si estendeva su una superficie di oltre quattromila metri quadrati, con un fronte a mare di 140 metri. L’edificio, disposto su più terrazze, era composto da numerosi ambienti residenziali e di servizio che per grandezza del complesso e la ricchezza delle decorazioni e dei mosaici, indicava che la villa apparteneva a personaggi di alto rango. Molti ambienti erano decorati da mosaici e statue. I maggiori reperti rinvenuti sono ora conservati nel Lapidario Tergestino al Castello di San Giusto.
In età moderna, fino a metà del XIX secolo, Barcola è stata un insediamento di pescatori,  con una popolazione media di 400 persone.
Dal 1884, Barcola divenne la sede della distilleria a vapore Camis & Stock, fino al 1929, quando si la fabbrica venne trasferita nel nuovo stabilimento di Roiano.
Uno degli edifici sacri più importanti di Barcola è la chiesa di San Bartolomeo, costruita nel 1785, con un rosone proveniente dalla chiesa di San Pietro di Piazza Grande (attuale Piazza Unità). Vi si trova anche la statua di San Matteo dello scultore veneziano Enrico Merengo.
A monte di Barcola si trova quello che rimane del forte austriaco Kressich, costruito nel 1854, sopra il quale venne eretto tra il 1923 ed il 1927 il Faro della Vittoria.
Dal 1969, ogni anno, la seconda domenica del mese di ottobre, il mare antistante la frazione ospita un’importante manifestazione nautica, la Barcolana.
 
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Borghi storici di Trieste: Banne

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Rioni storici di Trieste: Banne

 

Il Borgo carsico di Banne dista 4 km da Trieste e si trova a 366 metri di altitudine.

Banne prende il nome dal suo primo abitante, Matteo Ban, originario di Vipacco, che vi si era stabilito nella prima metà del ‘600. Nel 1773 il borgo contava 70 o 80 abitanti, tra i quali sei famiglie Ban; nel 1782 gli abitanti erano 94. Nel 1810 la frazione era composta da 25 case con circa 130 abitanti. Un ventennio più tardi gli abitanti erano diventati 150 (71 maschi e 79 femmine), vennero inoltre censiti 28 bovini e un asino. Nel 1846 i bovini erano diventati 51, poi si contavano 27 pecore, un maiale e un cavallo. Nel 1884 le case erano 44 con 215 abitanti, nel 1900 si contavano 206 abitanti, distribuiti in 52 case.

Nell’agosto del 1933 il Mensile della Città di Trieste cita la località di Banne con il nove di Busello (dalle antiche denominazioni: Busel, Buselo, Besele, Besela), quale residenza di patrizi triestini.

Fonte: Fabio Zubini – Opicina, 2007

Come arrivare: Bus 39: partendo dalla Stazione Centrale – Villa Carsia (Fermata: Banne, Strada per Opicina)

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Rioni di Trieste: Banne

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Rioni storici di Trieste: Banne negli anni Trenta. Cartolina

 

Il Borgo carsico di Banne dista 4 km da Trieste e si trova a 366 metri di altitudine.

Banne prende il nome dal suo primo abitante, Matteo Ban, originario di Vipacco, che vi si era stabilito nella prima metà del ‘600. Nel 1773 il borgo contava 70 o 80 abitanti, tra i quali sei famiglie Ban; nel 1782 gli abitanti erano 94. Nel 1810 la frazione era composta da 25 case con circa 130 abitanti. Un ventennio più tardi gli abitanti erano diventati 150 (71 maschi e 79 femmine), vennero inoltre censiti 28 bovini e un asino. Nel 1846 i bovini erano diventati 51, poi si contavano 27 pecore, un maiale e un cavallo. Nel 1884 le case erano 44 con 215 abitanti, nel 1900 si contavano 206 abitanti, distribuiti in 52 case.

Nell’agosto del 1933 il Mensile della Città di Trieste cita la località di Banne con il nove di Busello (dalle antiche denominazioni: Busel, Buselo, Besele, Besela), quale residenza di patrizi triestini.

Fonte: Fabio Zubini – Opicina, 2007

Come arrivare: Bus 39: partendo dalla Stazione Centrale – Villa Carsia (Fermata: Banne, Strada per Opicina)

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I Rioni di Trieste

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Rioni di Trieste

 

Rioni storici:
Banne
Barcola
Barriera Nuova
Barriera Vecchia
Basovizza
Borgo Franceschino
Borgo Giuseppino
Borgo San Sergio
Borgo Teresiano
Cattinara
Chiadino
Chiarbola
Città vecchia
Città nuova
Cologna
Contovello
Duino Aurisina
Guardiella
Gretta
Gropada
Longera
Muggia
Padriciano
Prosecco
Roiano
Rozzol
San Giacomo
San Giovanni
San Vito
Santa Croce
Santa Maria Maddalena
Scorcola
Servola
Trebiciano
Valmaura
Villa Opicina
Zaule

Rioni – Nuove Circoscrizioni:
Altipiano Ovest
Altipiano Est
Roiano – Gretta – Barcola – Cologna – Scorcola
Città Nuova – Barriera Nuova – San Vito – Città Vecchia
Barriera Vecchia – S. Giacomo
S. Giovanni – Chiadino – Rozzol
Servola – Chiarbola – Valmaura – Borgo S. Sergio

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Trieste – Settembre 1992 – Tram de Opcina

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Trieste - Settembre 1992 - Tram de Opcina. 
Foto Giorgio Giorgetti

La funicolare inizia la salita dopo piazza Casali, superando una pendenza massima del 26% e passando per l’Obelisco, una delle fermate preferite di chi ha deciso di percorrere la Strada Napoleonica (un itinerario panoramico di circa 4 km sul ciglione carsico con panorami su Trieste e il golfo). 
Il Tram ha il suo capolinea a Villa Opicina (329 m s.l.m.).

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Trieste – Vicolo dei Calafai, anni Ottanta

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Trieste - Vicolo dei Calafai, anni Ottanta
Foto Giorgio Giorgetti

Da viale III armata a via E. De Amicis.

Così intitolato nel 1901 a ricordo degli addetti al calafataggio delle navi, operanti nei vicini cantieri. Calafà è voce dialettale per calafato = operaio addetto al calafataggio, operazione atta a rendere stagna una struttura metallica o di legno. Dal greco bizantino kalapbâtes.
A Trieste una confraternita dei calafati esisteva già prima del XVIII secolo ed ebbe sede, dal 1830, nella demolita cappella Conti in via di Rena. (A. Trampus – Vie e Piazze di Trieste Moderna, 1989)

 
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Trieste – Via Capitelli alta verso piazza Barbacan, novembre 1983

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Trieste - Via Capitelli alta verso piazza Barbacan, novembre 1983
Foto Giorgio Giorgetti


CAPITELLI, via dei, San Vito-Città Vecchia. Da via Cavana a piazza del Barbacan. 
Fin dal Settecento noto, con riferimento a questa strada, il toponimo via dei capitelli, dalla voce dialettale capitel = tabernacolo, presente anche
in altre zone italiane di parlata veneta. Questa parte di Cittavecchia subì numerosi interventi demolitori nel quarto decennio del nostro secolo,
in particolare tra il 1938 ed il 1939. Secondo il piano regolatore del 1933 la via dei Capitelli avrebbe dovuto scomparire del tutto dalla pianta
topografica cittadina, ma lo scoppio del secondo conflitto mondiale interruppe l'opera di demolizione che pure era già incominciata.
Nel 1938 venne atterrato l'edificio al n. tav. 257 (a destra dopo via Sporcavilla) del quale rimane la facciata con le aperture oggi murate; appartenne ai Burlo fino al 1840, quando divenne proprietà dell'arch. D. Corti.
Dal 1912 era proprietà del Comune di Trieste; recava una piccola lapide con l'iscrizione .QVID.RETRIBVAM.DOMINO..
La casa n. tav. 271 (angolo via dei Capitelli-via Trauner), pure demolita nel 1938, non era nota per particolaritù architettoniche; fu proprietà dal 1926 di Ettore Vram, noto libraio dell'epoca irredentista. Venne acquistata dal Comune nel 1934 per essere abbattuta.
Al n. tav. 283 (a sinistra dopo via di Crosada) c'era una casa appartenuta all'economista Antonio de Giuliani. Acquistata dal Comune nel 1934, fu atterrata nel 1938; recava una lapide co l'iscrizione: .HABEBITIS.MULTA.BONA. SI.TIMUERITIS.DEUM.1723..
Scomparvero successivamente gli edifici n. tav. 210 (a destra, prima di via Sporcavilla, con l'iscrizione ancora esistente .16.OSTVM.NON.HOSTIVM.91 .), n. tav. 211 (casa Baiardi, recava l'iscrizione oggi scomparsa .AD.T.DEI.GLORIAM. 1657.), n. tav. 196 (a sinistra, prima di via di Crosada, portava l'iscrizione
. NON.NOBIS.D.NE.NON.NOBIS . del 1651).
Dei capitelli che diedero il nome alla strada rimangono superstiti due, il primo all'angolo via dei Capitelli-piazza Cavana (a destra), il secondo all'angolo via dei Capitelli-androna della Corte (a destra). Più recentemente (1987) la via dei Capitelli è stata individuata quale punto centrale del nuovo
piano di recupero edilizio di Cittavecchia.
(Antonio Trampus - Vie e Piazze di Trieste Moderna, 1989)
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