Trieste: Strada pr Basovizza

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BASOVIZZA (strada per)

San Giovanni. Da via A. Valerio alla Strada Statale 14. C.A.P. numeri pari da 2 a 78 e dispari da 1 a 31: 34128; rimanenti: 34149.

Denominazione ottocentesca per la strada, aperta dopo la costruzione della strada commerciale nuova (oggi strada nuova per Opicina, 1830), che conduce all’abitato di Basovizza, frazione di Trieste. Il nome di Basovizza, attestato almeno dal 1297, deriva dallo sloveno dialettale bez (gen. bezà) con allargamento -ov e suffisso diminutivo -ica, «piccolo sambuco», toponimo derivante dalla presenza nella zona di questo tipo di flora. Il nome della località fu oggetto di discussione nella commissione speciale per lo studio dei nomi italiani delle frazioni di Trieste (1940); in quella sede vennero formulate diverse proposte per la sostituzione del toponimo con i nomi: «Sambucheto, Sambucheta» o «Bovolenta» o «Basovinia» (proposta Scocchi), «Basovinia» o «Villa Sambuco» o «Villapero» (proposta Rutteri), «Sambuco» o «Bovolenta» o «Bassavilla» (proposta Sticotti) Bovolenta (proposta Cesari). Prevalse comunque l’opinione del presidente di quella Commissione, che non ritenne necessario il cambiamento dell’antico nome.
La grande cava all’inizio della strada iniziò l’attività estrattiva della pietra calcarea nei primi anni del secolo; divenuta proprietà della ditta ing. Francesco Faccanoni sr. (iscritta alla Camera di Commercio 24.4.1925), venne data in affitto nel 1971 alla S.I.C.A.T. s.p.a. che l’acquistò poi nel 1974. Il lavoro di estrazione, sospeso nel 1977 per lo studio della situazione geologica, è ripreso nel 1985.Dalla presenza delle cave di pietra calcarea derivò il toponimo, diffuso nei primi decenni di questo secolo, «Alle Cave», frazione della località di Guardiella.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

Un sentito ringraziamento al Prof. Antonio Trampus, per aver acconsentito all'utilizzo dei suoi testi.

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