Trieste : via Giuseppe Bernardi

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BERNARDI Giuseppe, via

Roiano-Gretta-Barcola. Da strada del Friuli a via U. Moro. C.A.P. 34136.

Giuseppe Bernardi (o de Bernardi), il cui nome è ricordato con questa strada dal 14.7.1967 (Del. Cons. n. 605), nacque nel Canton Ticino nel 1807. Compì gli studi di architettura presso l’Accademia e il Politecnico di Vienna e poi, a Trieste, divenne ingegnere del comune e ispettore edile. In tale veste operò attivamente nella Trieste di metà Ottocento, costruendo numerosi edifici, tra i primi dei quali si colloca la casa di via S. Lazzaro 7 (1844, modificata 1859). La sua stagione più matura coincise con il decennio 1850-1860, che vide la costruzione del nuovo macello comunale, in stile neoclassico (1852, via dei Macelli n. 6), la casa in via S. Marco 17-19 (1853), l’Istituto dei Poveri (1858-1862, via G. Pascoli n. 31). Con riguardo all’architettura di edifici destinati al culto, Bernardi firmò il progetto della chiesa dei SS. Ermacora e Fortunato a Roiano (1862), oltre a quello per l’altare marmoreo di S. Giusto (1856), già posto nell’abside della navata destra della Cattedrale e oggi esistente presso la chiesa di Lanischie. Nel 1863 diresse i lavori per la ristrutturazione della chiesa della B.V. del Soccorso, che portarono alla costruzione del nuovo campanile. Al Bernardi è pure attribuita la fontana di piazza Garibaldi, risalente al 1859.
Giuseppe Bernardi fu anzitutto ingegnere e come tale addetto a costruzioni in cui difficilmente era dato spazio al suo personale intervento stilistico.
Prevale nelle sue opere, non ancora complessivamente studiate, l’impostazione razionalistico-neoclassica, con l’eccezione vistosa, dovuta totalmente, però, alle direttive del committente, della villa Bottacin costruita dal Bernardi nel 1855 c. in via S. Cilino, dal composito e inconsueto
stile architettonico.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

Un sentito ringraziamento va al Prof. Antonio Trampus, per aver acconsentito all'utilizzo dei suoi testi.
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