Trieste – Riva del Mandracchio

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Post di Dino Cafagna

Stampa (insolita) della Piazza Grande, 1850 ca.

La Riva del Mandracchio (mandrakion – dal greco “piccolo recinto”) va da Piazza Unità d’Italia a Riva Nazario Sauro, il toponimo deriva dal nome dell’antico porto di Trieste, interrato nel 1863 e corrispondente alla metà, lato mare, della piazza Unità. Dal 1865 si inizia a costruire la riva a cui viene dato il nome nel 1883. (Margherita Tauceri)

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Post di Elisabetta Marcovich

 

La Riva del Mandracchio (mandrakion – dal greco “piccolo recinto”) va da Piazza Unità d’Italia a Riva Nazario Sauro, il toponimo deriva dal nome dell’antico porto di Trieste, interrato nel 1863 e corrispondente alla metà, lato mare, della piazza Unità. Dal 1865 si inizia a costruire la riva a cui viene dato il nome nel 1883. (Margherita Tauceri)

 

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Post di Elisabetta Marcovich

La Riva del Mandracchio (mandrakion – dal greco “piccolo recinto”) va da Piazza Unità d’Italia a Riva Nazario Sauro, il toponimo deriva dal nome dell’antico porto di Trieste, interrato nel 1863 e corrispondente alla metà, lato mare, della piazza Unità. Dal 1865 si inizia a costruire la riva a cui viene dato il nome nel 1883. (Margherita Tauceri)

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Post di Elisabetta Marcovich

La Riva del Mandracchio (mandrakion – dal greco “piccolo recinto”) va da Piazza Unità d’Italia a Riva Nazario Sauro, il toponimo deriva dal nome dell’antico porto di Trieste, interrato nel 1863 e corrispondente alla metà, lato mare, della piazza Unità. Dal 1865 si inizia a costruire la riva a cui viene dato il nome nel 1883. (Margherita Tauceri)

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Post di Mario Salich

La Riva del Mandracchio (mandrakion – dal greco “piccolo recinto”) va da Piazza Unità d’Italia a Riva Nazario Sauro, il toponimo deriva dal nome dell’antico porto di Trieste, interrato nel 1863 e corrispondente alla metà, lato mare, della piazza Unità. Dal 1865 si inizia a costruire la riva a cui viene dato il nome nel 1883. (Margherita Tauceri)

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Post di Giorgio Catania

La Riva del Mandracchio (mandrakion – dal greco “piccolo recinto”) va da Piazza Unità d’Italia a Riva Nazario Sauro, il toponimo deriva dal nome dell’antico porto di Trieste, interrato nel 1863 e corrispondente alla metà, lato mare, della piazza Unità. Dal 1865 si inizia a costruire la riva a cui viene dato il nome nel 1883. (Margherita Tauceri)

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Post di Margherita Tauceri, foto collezione Sergio Sergas

 

Il tram con rimorchi estivo e le tende svolazzanti passa per piazza Unità.
In primo piano un vaporetto, potrebbe trattarsi del Vettor Pisani (1919). Per curiosità aggiungo che sulla linea tradizionale le corse erano sette od otto al giorno in andata e ritorno, con toccata ad Ancarano, San Nicolò Bagni (o Lido di San Nicolò), Ospizio Marino, Lazzaretto-San Bartolomeo.

La Riva del Mandracchio (mandrakion – dal greco “piccolo recinto”) va da Piazza Unità d’Italia a Riva Nazario Sauro, il toponimo deriva dal nome dell’antico porto di Trieste, interrato nel 1863 e corrispondente alla metà, lato mare, della piazza Unità. Dal 1865 si inizia a costruire la riva a cui viene dato il nome nel 1883. (Margherita Tauceri)

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Post di Margherita Tauceri – Foto collezione Sergio Sergas

Lungo la riva davanti a piazza Grande, gente che cammina veloce, chiacchiera, lavora o aspetta in modo indolente che passi il tempo.

La Riva del Mandracchio (mandrakion – dal greco “piccolo recinto”) va da Piazza Unità d’Italia a Riva Nazario Sauro, il toponimo deriva dal nome dell’antico porto di Trieste, interrato nel 1863 e corrispondente alla metà, lato mare, della piazza Unità. Dal 1865 si inizia a costruire la riva a cui viene dato il nome nel 1883. (Margherita Tauceri)

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Post di Mario Salich

La Riva del Mandracchio (mandrakion – dal greco “piccolo recinto”) va da Piazza Unità d’Italia a Riva Nazario Sauro, il toponimo deriva dal nome dell’antico porto di Trieste, interrato nel 1863 e corrispondente alla metà, lato mare, della piazza Unità. Dal 1865 si inizia a costruire la riva a cui viene dato il nome nel 1883. (Margherita Tauceri)

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Post di Mario Salich

 

La Riva del Mandracchio (mandrakion – dal greco “piccolo recinto”) va da Piazza Unità d’Italia a Riva Nazario Sauro, il toponimo deriva dal nome dell’antico porto di Trieste, interrato nel 1863 e corrispondente alla metà, lato mare, della piazza Unità. Dal 1865 si inizia a costruire la riva a cui viene dato il nome nel 1883. (Margherita Tauceri)

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Post di Margherita Tauceri – Foto collezione Sergio Sergas

Incredibile quante persone si vedano sul vaporetto proveniente da Capodistria e quante altre siano in attesa di salire.
Nel 1910 il movimento dei vaporini (io preferisco vaporetti) nel porto di Trieste era così intenso, che essi dovevano attendere prima di attraccare per sbarcare i passeggeri. Ciò provocava malumori e proteste, tanto che l’autorità portuale decise di destinare quale sito di approdo, sia alla società Capodistriana che ad altri piccoli armatori, il molo dei pescatori in Sacchetta, scomodo e lontano dall’approdo tradizionale davanti alla Piazza Grande. Vi furono vari interventi e ricorsi anche da parte dei podestà delle cittadine istriane interessate, finché venne assegnata alla società Capodistriana la radice sinistra del Molo della Sanità. Nel 1912 entrava in linea il “Tergeste”, la prima “nave bianca” della Società (gli altri vaporini avevano, per lo più, lo scafo dipinto di nero). Questa ripresa nella foto potrebbe essere”l’Egida” il più piccolo mezzo della società.


La Riva del Mandracchio (mandrakion – dal greco “piccolo recinto”) va da Piazza Unità d’Italia a Riva Nazario Sauro, il toponimo deriva dal nome dell’antico porto di Trieste, interrato nel 1863 e corrispondente alla metà, lato mare, della piazza Unità. Dal 1865 si inizia a costruire la riva a cui viene dato il nome nel 1883. (Margherita Tauceri)

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Modiano – Industria cartotecnica

L’industria cartotecnica venne fondata nel 1873 da Saul Davide Modiano, nato a Salonicco nel 1840 e morto a Trieste nel 1922. Lo stabilimento aveva sede in via dei Leo dove inizialmente venivano fabbricate carte da sigarette. Nel 1884 venne installato un reparto litografico per la fabbricazione di carte da parati e carte da gioco. Verso il 1890 la Modiano intraprese una campagna pubblicitaria avvalendosi dell’opera di Giuseppe Sigon (1864-1922), incisore e grafico, il quale diede vita al cartellonismo nella nostra città. Nel 1898 la sua produzione consisteva in “libretti per zigarette”, carte da gioco, carta colorata, registri commerciali e buste da lettere. Nei primi del ‘900 vennero aperti altri stabilimenti a Romans d’Isonzo, Fiume e Budapest. L’attività dello stabilimento continuò con il figlio comm. Ettore Modiano (Trieste, 1880 – Bologna, 1956).
Nel 1915 la Modiano rilevò la fabbrica di carte da gioco di Ariodante Mengotti, a metà degli anni ’60 la fabbrica per sigarette A. Salto, nel 1966 il marchio della Cambissa & C. e nel 1968 il marchio Armanino.

Successivamente il figlio Pollione Sigon (1895-1971) continuò alla Modiano l’attività del padre fino al 1969 realizzando oltre 1200 bozzetti. Tutte le principali imprese triestine si affidarono alla Modiano per le loro campagne pubblicitarie.

Foto tratte da: lokalpatrioti – Rijeka. – Il Risorgimento Economico della Venezia Giulia.

(Post di Margherita Tauceri)


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