TRIESTE – Androna dell’Olio, giugno 1985

Androna dell’Olio, giugno 1985. Foto Giorgio Giorgetti

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San Vito-Città Vecchia. Perpendicolare a via
dei Cavazzeni. 
Denominazione sette-ottocentesca, suggerita dalla presenza di un torchio oleario che — riferisce A. Tribel (1884) — «affittavasi in fondo all’androna, nel magazzino della casa N. 195 del cav. Antonello. de Francolsberg». Antonio Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, 1989.
Giorgio Giorgetti (Trieste, 14 ottobre 1944 - 3 marzo 2014). Collezionista e fotografo per diletto.

Giorgio Giorgetti nasce a Trieste il 14 ottobre 1944 da Giovanni e da Ofelia Milocco, di origini muggesane. Agli inizi degli anni Cinquanta la famiglia Giorgetti si trasferisce in via San Michele. 
Giorgio, dopo aver completato gli studi presso la Scuola di Avviamento Professionale Brunner, trova un primo lavoro come apprendista meccanico. Esentato dal servizio militare, causa salute cagionevole, dal 1963 al 1970 lavora come aiuto salumiere. Lasciato questo impiego, viene assunto dalle Poste Italiane di Piazza Vittorio Veneto come portalettere, per passare successivamente al ruolo di impiegato. Nel 1971 si unisce in matrimonio con Anna Maria, fissando la propria dimora in via Corti, e dal 1974 in via Foschiatti 4 (ex via del Solitario). 
Sarà proprio agli inizi degli anni Settanta che il Giorgetti svilupperà quella passione per la fotografia e per il collezionismo storico che lo avrebbe accompagnato per il resto della sua vita. Nell’abitazione di via Foschiatti allestisce una camera oscura per lo sviluppo e la stampa dei negativi. 
Stringe amicizia con i colleghi Adriano Mosetti, Bruno Degrassi, Gaetano Spina e Ruggero Pignatelli, tutti accomunati dalla passione per la fotografia. Nel 1974 nasce il figlio Walter che già dai primi anni di vita e fino al 2000, lo seguirà nelle sue escursioni e mostre fotografiche. Per le sue foto usa agli inizi una Praktica reflex, poi una Yashica. Dagli anni Ottanta partecipa ai Concorsi nazionali indetti dal Dopolavoro delle Poste Italiane: Umbria 1989; Bologna 1990; Liguria 1992; Torino 1995. 
Dal 1980 inizia la sua collaborazione con la F.lli Alinari e ancor più con Fabio Zubini - a quest’ultimo concederà di pubblicare le proprie foto e quelle della sua collezione nella collana sui “Rioni di Trieste” editi dalla nostra ”Italo Svevo”. Zubini lo cita nei ringraziamenti assieme all'amico Mosetti.
Tra gli scatti del Giorgetti pubblicati da Zubini citiamo nel volume S. Maria Maddalena e Zaule: Macello Comunale di S. Sabba, demolito nel 1988 (foto del 1985 ); Entrata del parco della Villa Mon Bijou o Villa Brigido e altri particolari della stessa (foto del 1992); Case dette d'emergenza, ormai scomparse, in via Frescobaldi: in primo piano compare la madre del Giorgetti (Ofelia Milocco); Entrata del parco della Villa Mon Bijou o Villa Brigido e altri particolari della stessa (foto del 1992); Corte Morel a Koloncovec (foto del 1992); nel volume "Borgo Franceschino": Giardino Pubblico Tommasini: busto di Pietro Kandler, sotto la neve; nel volume "Borgo Giuseppino": Via Economo: falegname al lavoro in quella che era chiamata androna Consortiva (foto del 1982); Via Economo, già androna Consortiva (foto del 1986); Pescheria nuova, torre dell'orologio; nel volume "Muggia": La vecchia e la nuova lapide a ricordo delle dodici vittime nel naufragio della brazzera "Veloce", rovesciata nel golfo da una tromba d'aria il 26 luglio 1878; nel volume "San Giacomo": Lavatoio di via Ponzanino (1986); Ultime casette di via S. Giovanni Bosco, prima della demolizione, giugno 1983; Via S. Zenone, dopo la demolizione di un gruppo di case, giugno 1983; Caldarrostaio in campo S. Giacomo, angolo via S. Zenone (foto del 1984); Barbiere in via S. Marco 4 (foto del 1982); Orto in androna Riparata (1984); S. Giacomo, I° maggio 1990; Panoramica dell'Officina Comunale del Gas (1983). 
Il Giorgetti si esprimerà al massimo nel volume "Cittavecchia", con una corposa serie di scatti (anche a colori): 
Scavi archeologici in via di Donota all'angolo di via Battaglia (foto del 1981); Scavi in via di Donota, angolo via Battaglia: ruderi di una domus romana del I secolo e di un sepolcreto (foto del 1981); Vecchia bottega di alimentari in via di Donota 20: sul marciapiedi Bruno dei cartoni (foto del febbraio 1981); Via del Pane (foto del 1985); Via delle Beccherie Vecchie (foto del maggio 1985); Via Crosada: in fondo l'edicola sulla casa di via Capitelli 11 (maggio 1983); Incrocio tra via Pozzo di Crosada e via dei Capitelli (luglio 1984); Via di Crosada 9 (aprile 1983); Androna S.Saverio (giugno 1983); Via della Pescheria (gennaio 1983); Via delle Scuole verso via della Bora (giugno 1984); Androna dell'Olio (luglio 1991); Via Malcanton (luglio 1991); Via delle Beccherie 9 (giugno 1983); Via delle Beccherie: case ai n.ri 15 e 17 (foto del 1990); Rigattieri in via del Ponte (novembre 1986); Via delle Ombrelle con il passaggio per via delle Beccherie chiuso (foto del 1984); Via Pozzo di Crosada (agosto 1986); Casa abbandonata in via delle Mura (luglio 1988); Via Punta del Forno (ottobre 1986); Pergolati in androna S.Saverio (foto del 1986); Androna della Pergola (luglio 1988); Via Aldraga 5, già dimora del consigliere imperiale, letterato e sacerdote, Aldrago Antonio de Piccardi (luglio 1989); Vetrina sulla via S. Rocco del negozio G.P. Cesca e Chiesetta di S.Sebastiano e S. Rocco, via S.Sebastiano 3: negozio di articoli casalinghi G.P Cesca (entrambe dell'ottobre 1989); Via dei Cavazzeni, tra via S.Sebastiano e via di Crosada (giugno 1985); Via Capitelli alta verso piazza Barbacan dove compaiono le scritte "POISSONERIE Fruits de Mer" (novembre 1983); Casa al n. 5 in Corte Trauner, demolita tra Natale 2000 e Capodanno 2001 (agosto 1984); Bifora della casa al n. 5 di Corte Trauner, ormai scomparsa (marzo 1983); Piazza Trauner, piazzetta del Ghetto vecchio (novembre 1982); Via Trauner, 1982; Piazza Trauner (novembre 1982); Via del Monte, porta murata dell'antico cimitero della Comunità elvetica o dei Grigioni, trasferito nel 1842 a Sant'Anna, che porta la scritta CHRISTUS EST VITA (settembre 1982); Chiesa anglicana, tra via della Cereria e via della Valle: tetto andato a fuoco nel marzo 1983.

Innumerevoli immagini della collezione Giorgetti compaiono in tutti i Volumi di Fabio Zubini.

Dal novembre 1990 si trasferisce con la famiglia in via Giulia.
Il Giorgetti, durante quaranta anni di attività fotografica, pone il suo massimo interesse nella documentazione di Trieste e del suo Territorio, in particolare la Città Vecchia, le Rive e i limitrofi paesi del Carso. Il suo linguaggio visivo è caratterizzato da un assoluto rispetto per il vero, quasi esente da interpretazioni poetiche o ricerca artistica; è la città e non i suoi abitanti a farla da padrone. Pochi gli scatti a colori, a partire dagli anni Ottanta.
Nel 1997 arriva il pensionamento.

Alla passione per la fotografia il Giorgetti affianca da sempre quella del collezionismo - vecchie cartoline, foto storiche di Trieste... 
Dal 2004 si fa strada in lui una forte simpatia per il celebre burattino di Carlo Lorenzini, che realizza, per diletto, in più versioni lignee intagliate di sua mano.
Nel 2006 accusa i primi seri problemi di salute, nel 2009 subirà un intervento chirurgico, con apparente esito positivo. In quello stesso anno acquista tutto il corpus della collezione Mario Cermeli, ex poliziotto e collezionista, composto da migliaia di cartoline e fotografie. Sarà proprio questa importante acquisizione a rendere difficile la successiva identificazione univoca degli scatti del Giorgetti.
Nell’estate 2013 gli viene diagnosticata una nuova neoplasia maligna, che di fatto segnerà un rapido e impietoso declino fisico.
Il 3 marzo 2014 porrà fine alle sue sofferenze terrene.

Dopo la morte del Giorgetti, il suo archivio fotografico (gli scatti architettonici e paesaggistici), negativi compresi, viene venduto dagli eredi, ed attualmente è da considerarsi disperso. 
Sono tuttora al vaglio un certo numero di foto (2.000 scansioni digitali fronte/retro) da me recuperate in Friuli presso un rigattiere, delle quali alcune riportano al retro il timbro del fotografo. 

Giorgio Catania (maggio 2019)

Le informazioni e le foto di famiglia sono state cortesemente fornite dal figlio Walter Giorgetti, grazie all'interessamento del Sig. Ruggero Pignatelli.

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Trieste – Via del Monte, settembre 1982.

Via del Monte, settembre 1982. Foto Giorgio Giorgetti




MONTE, via del, San Vito-Città Vecchia. Da piazza S. Benco a via Capitolina. Denominazione entrata nella toponomastica ufficiale del XIX secolo, ma attestata come toponimo in tempi più antichi, con riferimento al monte (colle) della Fornace, nome originario del colle di San Giusto. In questa strada, ricordata con affetto da Umberto Saba in una delle sue liriche (Le tre vie), si trovavano dal XVIII secolo alcuni cimiteri acattolici, tra i quali quello della comunità ebraica e quello della comunità evangelica, il cui ingresso (murato) si pu. ancora notare, salendo, sul lato sinistro. Ricordava Cratey (1808) a proposito della contrada del Monte: Nella Piazza detta della Fornase ossia Fornace ha il principio la Contrada del Monte, la quale conduce dietro il nostro Castello, che propriamente locato sopra un Monte, e perciò ella viene denominata del Monte. In questa Contrada trovansi l’Ospitale degli Ebrei […] ed i Cimiterj della Confessione Elvetica e del Militare stati eretti nel 1784, non che quello della stessa Nazione Ebrea.. All’inizio della strada, a destra, si trova oggi il nuovo edificio della Scuola israelitica, eretto nel 1929-1930 su progetto dell’ing. Fabio Eppinigi. Più avanti, sempre sul lato destro, un gruppo di case ancora in corso di ristrutturazione su progetto (1986) degli arch. Celli e Tognon.

Bibl.: Antonio TrampusVie e Piazze di Trieste Moderna, Ed. Italo Svevo, 1989.

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