Trieste : via Bartolomeo Biasoletto

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BIASOLETTO Bartolomeo, via

Chiadino-Rozzol. Da campo San Luigi a via C. de Marchesetti. C.A.P. 34142.
Per onorare la memoria dello scienziato e naturalista Bartolomeo Biasoletto il Comune di Trieste stabilì di intitolare al suo nome una strada cittadina con Del. Pod. n. 817 d.d. 3.7.1937.

Biasoletto nacque a Dignano d’Istria il 24.4.1793 e fin dal 1807 entrò a far pratica nella farmacia del suo paese e poi a Fiume (1811) e a Trieste (1812). Si iscrisse all’Università di Vienna ove si diplomò in farmacia il 30.8.1814 e fu allievo di J. Jacquin, frequentando l’Orto Botanico di quella città. Rientrato a Trieste, divenne proprietario di una farmacia che fu punto d’incontro di studiosi regionali ed europei. Nel 1823 si laureò in filosofia all’Università di Padova; ebbe stretti rapporti scientifici con i maggiori naturalisti europei, fu corrispondente della Flora di Regensburg, partecipò come relatore a numerosi congressi a Regensburg, a Vienna e a Praga. Nel 1837 la Reale Società botanica bavarese di Regensburg gli dedicò il secondo numero del XX volume di Flora. Fondatore dell’Orto botanico di Trieste (1827), fu consigliere municipale di Trieste (1840-1848) e direttore del Gremio farmaceutico triestino. Membro dell’Accademia botanica di Regensburg, delle Accademie di orticoltura di Vienna e di Londra, della Società dei Naturalisti di Halle, dell’Accademia dei curiosi della natura di Mosca, Biasoletto legò il proprio nome a notevoli scoperte scientifiche; a quella di due nuove specie di rosa fatta nel 1826 assieme a K. Sternberg di Praga (Rosa gentilis Stern. e Rosa affinis Stern. ), fece seguito la scoperta del nuovo trifoglio a lui dedicato, il Trifolium Biasoletti. Il dott. R. de Visiani gli dedicò l’Artemisia Biasolettiana, il prof. C.A. Agardh la Hutchinsia Biasolettiana, il prof. F.T. Kiitzing la Draparnaldia Biasolettiana e il prof. G. Kunze la Malva Biasolettiana e molte altre. Morì a Trieste il 17.1.1858. Opere principali di B. Biasoletto: Bericht ubereine Reise durch Istrien, «Flora», n. 33, 7.9.1829, pp. 513-525 e n. 34, pp. 529-541; Di alcune alghe microscopiche, Weis, Trieste 1832; Relazione del viaggio fatto nella primavera dell’anno 1838 dalla Maestà del Re Federico Augusto di Sassonia…, Weis, Trieste 1841 (trad. ted., Gottschalck, Dresden 1842); Escursioni botaniche sullo Schneeberg (Monte Nevoso) nella Carniola, Papsch, Trieste 1846; Sull’Hydrodictyon graniforme…, «Atti della I riunione degli Scienziati italiani-1839», Pisa 1840, pp. 174-175. Lungo via B. Biasoletto sorgono le case dell’I.C.A.M. costruite nel 1912.

Al n. civ. 14 è il ricreatorio comunale «E. Lucchini», aperto nel 1914.

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Trieste : via del Biancospino

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BIANCOSPINO, via del

Altipiano Est (Villa Opicina). Dalla via di Prosecco alla via dei Cipressi. C.A.P. 34016.
Fitonimo attribuito alla strada con Del. Cons. n. 60 d.d. 6.4.1956.

Il biancospino è un arboscello della famiglia delle rosacee (Crataegus oxyacantha), diffuso anche sul Carso, pur preferendo i terreni argillosi, freschi, le boscaglie e le pinete. Cresce ad altezze comprese tra il livello del mare e i 1200 metri. Fiorisce in marzo-giugno; le foglie essiccate, i fiori e i frutti freschi o essiccati hanno proprietà medicinali: ipotensiva, cardioregolatrice, febbrifuga e sedativa.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via San Biagio

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BIAGIO San, via

Altipiano Est (Villa Opicina). Seconda laterale destra di via S. Isidoro. C.A.P. 34016.
Con Del. Cons. n. 238 d.d. 24.6.1960 il Comune di Trieste volle ricordare, delle strade nella zona di Villa Carsia-Campo profughi istriani, i Santi protettori delle città dell’Istria passate sotto l’amministrazione jugoslava. San Biagio, patrono di Dignano, vescovo di Sebaste in Armenia fu martirizzato probabilmente all’epoca di Licinio (307-323). Allontanatosi infatti dalla sede vescovile venne arrestato e poi decapitato. E’ celebrato dagli orientali 1’11 febbraio, dagli occidentali il 3 o il 15 dello stesso mese. È invocato come taumaturgo per le malattie della pelle.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste : via Pasquale Besenghi

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BESENGHI Pasquale, via

San Giacomo/San Vito-Città Vecchia.
Da via San Giacomo in monte a piazzale A. Rosmini. C.A.P. dal n. 1 al n. 27 e dal n. 2 al n. 8: 34131; dai nn. 29 e 10 a fine: 34143.
La Delegazione Municipale della città di Trieste decise nella seduta del 24.7.1896 (Del. n. 38611) di intitolare una via di San Vito al poeta istriano Pasquale Besenghi. La notizia venne accolta con favore nella regione e il Magistrato Civico ricevette numerosi telegrammi di plauso: dal Municipio di Isola che telegrafò il 3.8.1896 «ringrazia plaudente riconoscentissimo codesta inclita delegazione onorante memoria poeta isolano nominando Besenghi», dalla Gioventù Isolana che alla stessa data telegrafò: «Gioventù Isolana riconoscentissima ringrazia delegazione onorarne poeta nostro denominando via Besenghi» e dalla Società Corale Besenghi di Isola. La strada venne poi prolungata da via Montecucco a via San Giacomo in monte nel 1902-1903.
Pasquale Besenghi degli Ughi nacque a Isola d’Istria da nobile famiglia il 31.3.1797; studiò al collegio vescovile di Capodistria e si laureò in giurisprudenza all’Università di Padova. I suoi interessi erano orientati però soprattutto alla letteratura: studente a Padova aveva scritto una tragedia Francesca da Rimini e nel 1820 pubblicò a Venezia una canzone in morte di Carlotta Taffoni. Spirito irrequieto, esuberante e romantico, Besenghi viaggiò attraverso la Grecia, durante la guerra di indipendenza, per due anni (1827-1829) partecipando pure ad azioni di guerra. Rientrato in Italia, visse in Friuli studiando e componendo poesie, poi si trasferì a Venezia e infine ritornò a Trieste, città nella quale aveva lavorato come impiegato al Tribunale Mercantile, in tempo per vivervi i moti del 1848. Morì di lì a poco, il 24.9.1849, di colera.
Considerato il maggiore poeta istriano e giuliano della prima metà dell’ Ottocento, Besenghi nelle sue liriche rivela l’ideale romantico pur perdurando in esse — è stato osservato — «alcune feconde istanze classiche, neoclassiche e tradizionali». Prosatore dal piglio polemico e satireggiante, pubblicò a Venezia nel 1826 il Saggio di novelle orientali, satira mordace nei confronti di Trieste e dei suoi abitanti, la prima indicata come «Cucibrech» e sottolineando dei secondi la «babuaggine». E un’impostazione critico-letteraria che si ritrova nella sua poesia degli Apologhi, dove si riallaccia «al favolismo settecentesco, ma con più corrosivo estro lucianesco compenetrato di aceti voltairiani».
Al n. civ. 8 di via P. Besenghi è la chiesa della Madonna della Provvidenza, eretta nel 1914 in stile gotico inglese dall’arch. Giuseppe Gualandi per conto delle Suore della Visitazione e dedicata alla Beata Vergine Ausiliatrice. Benedetta il 14.5.1914, divenne sede di parrocchia il 1.12.1958, riconosciuta civilmente il 27.8.1977. Al n. civ. 16, su fondo acquistato nel 1905 dalle Suore Scolastiche di Marburgo, venne eretto nel 1908 un ampio edificio (arch. Francesco Ferluga), destinato ad educandato femminile, che nel 1910 divenne proprietà del Sovrano Erario; fu destinato quindi a Liceo femminile e, dopo la guerra, a caserma dei R. Carabinieri. Distrutto durante il II conflitto mondiale (dal 1939 ospitava il seminario vescovile), venne ricostruito più ampio su progetto dell’arch. Vittorio Frandoli e inaugurato 1’11.10.1950 (annessa cappella della B.V. Immacolata).
Al n. civ. 23 è il villino Ganzoni-Livesey (arch. R. Berlam, 1884), al n. civ. 31 il villino Knipfer poi Mosco (arch. G.M. Mosco, 1903), con la caratteristica torretta; al n. civ. 46 era un villino sociale dell’arch. R. Berlam (1894) oggi demolito, mentre al n. civ. 48 è il villino Cantoni (arch. R. Berlam, 1897). In fondo alla strada, dirimpetto a un ingresso secondario dell’Osservatorio Astronomico, era villa Basevi, eretta dall’ing. E. Geiringer (1895), ristrutturata nel 1910 (arch. G. Polli) ad uso di «museo didattico», sede dal 1926 del Museo del Risorgimento e distrutta nel 1944.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste : via Vittorio Bersezio

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BERSEZIO Vittorio, via

Servola-Chiarbola. Da via del Roncheto a via dei Soncini. C.A.P. 34146.
Con Del. Cons. n. 60 d.d. 6.4.1956 questa strada di Servola assunse il nome di Vittorio Bersezio, nato a Cuneo nel 1828, novelliere e commediografo italiano. Autore prolifico, Bersezio ha il merito di avere riportato sulle scene teatrali il dialetto, nella specie quello piemontese, con la commedia Le miserie ‘d monsù Travet (1863), «capolavoro in vernacolo piemontese carissimo al pubblico ed applaudito con gioia perfino dal Manzoni». Oltre alle commedie I violenti, Una bolla di sapone, Da galeotto a marinaio e ai racconti La povera Giovanna e Il volontario di Palestro, Bersezio fu autore dell’opera in otto volumi Trent’anni di vita italiana. Morì a Torino nel 1900.
L’edificio al n. civ. 22 di via V. Bersezio venne costruito su progetto dell’arch. R. Depaoli datato 2.12.1905.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste : via Lorenzo Bernini

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BERNINI Lorenzo, via

Barriera Vecchia/San Giacomo. Da piazza del Sansovino a scala Stendhal. C.A.P. dal n. 1 al n. 8: 34131; dal n. 9 a fine: 34137.

Lorenzo (rectius Gian Lorenzo) Bernini, al quale la strada venne intitolata nel 1909, nacque a Napoli nel 1598. Architetto, scultore e pittore, esordì come scultore presso la bottega del padre eseguendo, tra il 1619 ed il 1625, alcune opere per Scipione Borghese (Roma, Galleria Borghese). La sua notorietà crebbe sotto il pontificato di Urbano VIII (1623-1644), quando realizzò assieme a Francesco Borromini il baldacchino bronzeo di San Pietro (basilica di S. Pietro) una delle principali e più alte espressioni dell’arte barocca (1624-1633). Nel 1629 divenne architetto alla Fabbrica di S. Pietro affiancando pure alle attività di scultore e di architetto quella di pittore. Tra le sue opere scultoree: fontana dei fiumi (1648-1657, piazza Navona, Roma), tombe di Urbano VIII e di Alessandro VII (San Pietro, Roma).

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste 29 settembre 2017: Allestimento del Watly

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Trieste 29 settembre 2017

Allestimento del Watly, stazione di servizio indipendente alimentata interamente ad energia solare.

Nato da un’idea di Marco Attisani e prodotto in partnership con Primiceri SpA, l’impianto è in grado di purificare l’acqua (fino a 3 milioni di litri anno), compresa quella del mare, da ogni forma di contaminazione: chimica, fisica o batteriologica, senza la necessità di utilizzare membrane o agenti chimici.
E’ destinato ad aziende e istituzioni.

 
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Barcolana 2017 – domenica 1° ottobre: posizionamento delle boe

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Barcolana 2017 - domenica 1° ottobre

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

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Barcolana 2017 - domenica 1° ottobre

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

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Barcolana 2017 - domenica 1° ottobre

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

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La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

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Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

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Barcolana 2017 - domenica 1° ottobre

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Barcolana 2017 – sabato 30 settembre

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Barcolana 2017 - sabato 30 settembre

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Barcolana 2017 - domenica 1° ottobre

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Barcolana 2017 – sabato 30 settembre

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Preparativi della Barcolana 2017 - sabato 30 settembre

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Preparativi per la Barcolana – sabato 30 settembre

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Preparativi della Barcolana 2017 - sabato 30 settembre 

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

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Trieste : via Giuseppe Bernardi

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BERNARDI Giuseppe, via

Roiano-Gretta-Barcola. Da strada del Friuli a via U. Moro. C.A.P. 34136.

Giuseppe Bernardi (o de Bernardi), il cui nome è ricordato con questa strada dal 14.7.1967 (Del. Cons. n. 605), nacque nel Canton Ticino nel 1807. Compì gli studi di architettura presso l’Accademia e il Politecnico di Vienna e poi, a Trieste, divenne ingegnere del comune e ispettore edile. In tale veste operò attivamente nella Trieste di metà Ottocento, costruendo numerosi edifici, tra i primi dei quali si colloca la casa di via S. Lazzaro 7 (1844, modificata 1859). La sua stagione più matura coincise con il decennio 1850-1860, che vide la costruzione del nuovo macello comunale, in stile neoclassico (1852, via dei Macelli n. 6), la casa in via S. Marco 17-19 (1853), l’Istituto dei Poveri (1858-1862, via G. Pascoli n. 31). Con riguardo all’architettura di edifici destinati al culto, Bernardi firmò il progetto della chiesa dei SS. Ermacora e Fortunato a Roiano (1862), oltre a quello per l’altare marmoreo di S. Giusto (1856), già posto nell’abside della navata destra della Cattedrale e oggi esistente presso la chiesa di Lanischie. Nel 1863 diresse i lavori per la ristrutturazione della chiesa della B.V. del Soccorso, che portarono alla costruzione del nuovo campanile. Al Bernardi è pure attribuita la fontana di piazza Garibaldi, risalente al 1859.
Giuseppe Bernardi fu anzitutto ingegnere e come tale addetto a costruzioni in cui difficilmente era dato spazio al suo personale intervento stilistico.
Prevale nelle sue opere, non ancora complessivamente studiate, l’impostazione razionalistico-neoclassica, con l’eccezione vistosa, dovuta totalmente, però, alle direttive del committente, della villa Bottacin costruita dal Bernardi nel 1855 c. in via S. Cilino, dal composito e inconsueto
stile architettonico.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

Un sentito ringraziamento va al Prof. Antonio Trampus, per aver acconsentito all'utilizzo dei suoi testi.
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Trieste : via dei Berlam

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BERLAM (via dei)

Roiano-Gretta-Barcola. Laterale destra di strada del Friuli. C.A.P. 34136.
Con delibera Giun. Mun. del 9.11.1966 (n. 2822) si volle ricordare i nomi degli architetti triestini Giovanni e Ruggero Berlam.


Giovanni Andrea Berlam nacque a Trieste il 3.7.1823; studiò architettura a Venezia e fu allievo di Francesco Lazzari, architetto veneto di fama, discepolo di G. Selva. Successivamente continuò gli studi presso l’Accademia di Vienna, ove si laureò ingegnere civile. Rientrato a Trieste, entrò a far parte del cenacolo artistico che si riuniva in casa Artelli e alcuni anni dopo divenne segretario della Società per l’Arte e l’Industria, presieduta dal barone C. Reinelt. Sue realizzazioni principali, tuttora visibili, sono casa Gopcevich (1851 c., via G. Rossini n. 4), casa Zoratti poi Girardelli (1852, via C. Battisti n. 4), casa Bardeau (1854, via Milano n. 13) e poi ancora palazzina Ruzzier (1872, via C. Battisti 17), palazzo Morpurgo de Nilma (1875, via M.R. Imbriani 5), casa Caccia (1875, piazza C. Goldoni 11) e infine casa Herrmanstorfer (in collaborazione col figlio), da lui ricostruita nel 1876-78 essendo stata distrutta da un incendio (via C. Battisti 6). Tra i numerosi edifici costruiti nel circondario meritano menzione la sede della Società Triestina del Bersaglio al Cacciatore (1859) e villa Sigmundt (1861, via D. Rossetti 44-46). L’opera di Giovanni Berlam è stata giudicata in modo discorde dagli studiosi: «stilistica accademica, ora di pura maniera lombardesca, ora viziata da punte di eclettismo, che non può più riscuotere, oggi, un autonomo interesse critico»; oppure, piuttosto: «la comprensione profonda della spazialità che respira nelle cupole, nelle volte, nelle nicchie circolari, nel compenetrarsi di elementi curvilinei in forme volumetriche cubiche, è quella che predomina in G. Berlam, è la sua luce nella piatta adesione dei molti alla moda, quella che lo fa artista tra gli artisti migliori di Trieste ma quella che anche, purtroppo, non ne fa la fortuna».

Ruggero Berlam, figlio di Giovanni, nacque a Trieste il 20.9.1854; abbandonati giovanili studi di musica, frequentò l’Accademia di Venezia, ove fu allievo di Giacomo Franco, e poi la Regia Accademia di belle arti di Milano, avendo per maestro Camillo Boito. Tornato a Trieste, entrò nello studio del padre per continuare poi l’attività indipendentemente. Architetto valido e di chiara fama, realizzò importanti edifici a Trieste (casa Berlam, 1879, via G. Carducci 24; casa Leitenburg, 1887, via Giulia 2; villa Haggiconsta, 1890, viale R. Gessi), a Pola (Politeama Ciscutti, 1881) e nella regione (castello di Spessa, Spessa di Capriva, 1880) e poi a Udine e a Parenzo tra il 1887 ed il 1915, solo per citare alcune delle sue numerose opere. Fu tra i fondatori del Circolo Artistico Triestino (1884), consigliere municipale e componente della giunta (dal 1893) e membro del curatorio del Museo Revoltella. Dopo il 1904 lavorò assieme al figlio Arduino, realizzando a Trieste palazzo Vianello (1904, piazza G. Oberdan 1), la Scala dei Giganti (1905-07), il Tempio Israelitico (1906-12, piazza V. Giotti), il palazzo della R.A.S. (1909-13, piazza della Repubblica) e a Udine i padiglioni Pro Infanzia (1907, via A. Manzoni 7), palazzo Schiavi (1912, via Savorgnan) oltre al Municipio di Parenzo (1910, lungomare). «II suo merito principale» — si è notato — «è stato quello di aver a tal punto assimilato gli stili del passato da essere poi in grado di produrre opere del tutto originali, pur rimanendo sempre nell’ambito della tradizione».
Giovanni Berlam morì a Trieste nel 1892; Ruggero, pure a Trieste, nel 1920.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

Un sentito ringraziamento va al Prof. Antonio Trampus, per aver acconsentito all'utilizzo dei suoi testi.
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LA BARCOLANA – COPPA D’AUTUNNO (STORIA)

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La Società Velica di Barcola nasce il 20 dicembre 1968 con atto costitutivo redatto dal notaio Glauco Modugno: in data 3 febbraio 1970 ha assunto la denominazione di “Società Velica di Barcola-Grignano” (S.V.B.G. – viale Miramare 32, 34135 Trieste). Negli anni 1968-1978 la sede della Società ha avuto ospitalità nella taverna di casa Zini in viale Miramare 123 e successivamente nella pescheria abbandonata del porticciolo di Barcola: nel 1978 la SVBG ha ottenuto un’area sul terrapieno dove ha costruito la sede sociale definitiva. Nel 1994 i soci iscritti alla SVBG erano 581 e la società si trovava al decimo posto nella lista delle società veliche italiane.

La prima Coppa d’Autunno, ideata con una formula semplice (barche divise per lunghezza d’acqua e classificate in tempo reale), ha avuto luogo il 19 ottobre 1969 con la partecipazione di 51 barche di stazza piccola e media: è stata assegnata a “Betelgeuse” di Piero Napp (STV-Triestina della vela) e si è svolta in una bella giornata con poco vento. Le barche partono allineate tutte assieme e il campo di regata si sviluppa per 15 miglia circa, con un percorso a triangolo che ha la direzione verso Muggia e l’Istria, poi verso la baia di Sistiana: si conclude, dopo aver doppiato Miramare, davanti alla sede della Società Velica Barcola-Grignano. (Fonte F. Zubini – Barcola. Trieste, Ed. Italo Svevo)

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Barcolana 2017 : contatti e numeri utili

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Barcolana: contatti e numeri utili 

Per iscriversi alla Barcolana, la Segreteria Regate è operativa tutti i giorni fino a sabato 7 ottobre dalle 9.00 alle 19.00. Per informazioni: 040 411 664

Società Velica di Barcola e Grignano – Centralino:

tel. +39 040 411664
fax +39 040 413838
orario: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18
Indirizzo PEC: xiii-354@federvelapec.it

Per informazioni su marketing, sponsorizzazioni e stand Villaggio Barcolana:

e-mail: marketing@barcolana.it

Via Diaz 7, Trieste – tel. +39 040 2456210

Ufficio Stampa Barcolana:

Wordpower srl – analogical&digital PR – +39 331 6783323 – ufficiostampa@barcolana.it
Francesca Capodanno (Capo ufficio stampa) – +39 349 8810482 – francesca.capodanno@wordpower.srl

Valentina Petto – +39 3203433323 – valentina.petto@wordpower.srl
Serena Cappetti – +39 333 1301526 – serena.cappetti@wordpower.srl
INFORMAZIONI REGATA / Sezione sportiva:
Per informazioni inerenti la parte sportiva della Barcolana, iscrizioni escluse.
e-mail: regate@svbg.it
Per informazioni sulla regata Barcolana Classic rivolgersi a:
Yacht Club Adriaco – Asd tel.: +39 040 304539
e-mail: info@ycadriaco.it
Iscrizioni alla Coppa d’Autunno – Barcolana:
Per informazioni sull’iscrizione alla regata e problematiche connesse.
e-mail: iscrizioni@barcolana.it
Amministrazione Società Velica di Barcola e Grignano:
Per la segreteria di presidenza e per tutti gli aspetti contabili e amministrativi.
e-mail: barcolana@svbg.it
Segreteria Società Velica di Barcola e Grignano:
Per informazioni di carattere generale.
e-mail: info@barcolana.it
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Barcolana – Albo d’oro delle regate : dal 1969 al 2018

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BARCOLANA – ALBO D’ORO DELLE REGATE : 
 
Anno/Iscritti Imbarcazione Skipper Società
1969 / 51 Betelgeuse Napp STV
1970 / 63 Marie Pesle YCA
1971 / 60 Carla Sigovich Circolo velico Torri del Benaco
1972 / 70 Sandra Toffaloni YCA
1973 / 83 Vento di Mare Rizzi STV
1974 / 100 Kaiten Zalukar SVBG
1975 / 127 El Raguseo Colonna STV
1976 / 120 El Raguseo Colonna STV
1977 / 179 Papillon Drioli YCA
1978 / 230 El Cid Bartoli-Zago STV
1979 / 290 El Cid Bartoli-Zago STV
1980 / 351 Rupe Hoffmeister-Stadler YCM
1981 / 400 White Shadow Drioli SVBG
1982 / 400 Condor Battiston YCL
1983 / 596 White Shadow Drioli SVBG
1984 / 537 Condornonsisamai Becchetti YCL
1985 / 602 Blue Eyed Princess Bardelli SVBG
1986 / 639 La Fenice  Venerucci CNC
1987 / 673 Il Moro  Ferruzzi-Nava Circolo Velico Ravennate
1988 / 699 Uragan Battiston YCL
1989 / 882 Il Moro  2 Ferruzzi-Nava Ravennate
1990 / 846 Fanatic Zizala-Battiston YCL
1991 / 893 Satanasso Calbre Gaburri-Poli ANS
1992 / 962 Il Moro Ferruzzi-Chieffi YCI
1993 / 1.025 Fanatic Zizala-Battiston YCL
1994 / 1.289 Fanatic Zizala-Puh YCL
1995 / 1.305 Gaia Legend Kosmina YCJK
1996 / 1.442 Gaia Legend Kosmina YCJK
1997 / 1.482 Gaia Legend Kosmina YCJK
1998 / 1.589 Riviera di Rimini Benvenuti-Cian CV Rimini
1999 / 1.864 @DRIACOM Cilenti CDV Pd
2000 / 1.795 @DRIACOM Cilenti CDV Pd
2001 / 1.964 Cometa Pfizer-Favini CVMM
2002 / 1.969 Uniflair Cilenti-Bressani CVV
2003 / 1.961 Alfa Romeo Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2004 / 1.960 Alfa Romeo Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2005 / 1.750 Provincia di Trieste Lorenzo Bressani
2006 / 1.780 Alfa Romeo 2 Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2007 / 1.841 Alfa Romeo 2 Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2008 / 1.909 Alfa Romeo 2 Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2009 / 1.782 Maxi Jena Mitja Kosmina Jahtni Klub
2010 / 1.855 Esimit Europa 2 Igor Simčič
2011 / 1.763 Esimit Europa 2 Igor Simčič
2012 / 1.737 Esimit Europa 2 Igor Simčič Yacht Club de Monaco
2013 / 1.657 Esimit Europa 2 Igor Simčič Yacht Club de Monaco
2014 / 1.878 Esimit Europa 2 Igor Simčič Yacht Club de Monaco
2015 / 1.681 Robertissima III Vasco Vascotto
2016 / 1.758

 

2017/ 2102

 

2018/ 2689

  

Alfa Romeo

 

Spirit Of Porto Piccolo

Spirit Of Porto Piccolo

 

Gabriele e Furio Benussi

                          F.lli Benussi

 

F.lli Benussi

Yacht Club Adriaco

 

 

 

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Preparativi della Barcolana 2017 – venerdì 29 settembre

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Preparativi della Barcolana 2017 - venerdì 29 settembre 

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

 

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Preparativi della Barcolana 2017 : venerdì 29 settembre

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Preparativi della Barcolana 2017 

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

Scarica il calendario eventi del 29 e 30 settembre

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BARCOLANA 2017: 29 settembre – 8 ottobre 2017

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BARCOLANA 2017
Trieste, 29 settembre 2017, ore 13.00 : inaugurazione ufficiale della 49a edizione della Barcolana presso la sede della Società Velica di Barcola e Grignano – Viale Miramare, 32.

Per iscriversi alla Barcolana, la Segreteria Regate è operativa tutti i giorni fino a sabato 7 ottobre dalle 9.00 alle 19.00. Per informazioni: 040/411664

 

 

STORIA

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

 

ALBO D’ORO DELLE REGATE : 

Edizione/Iscritti Imbarcazione Skipper Società
1969 / 51 Betelgeuse Napp STV
1970 / 63 Marie Pesle YCA
1971 / 60 Carla Sigovich Circolo velico Torri del Benaco
1972 / 70 Sandra Toffaloni YCA
1973 / 83 Vento di Mare Rizzi STV
1974 / 100 Kaiten Zalukar SVBG
1975 / 127 El Raguseo Colonna STV
1976 / 120 El Raguseo Colonna STV
1977 / 179 Papillon Drioli YCA
1978 / 230 El Cid Bartoli-Zago STV
1979 / 290 El Cid Bartoli-Zago STV
1980 / 351 Rupe Hoffmeister-Stadler YCM
1981 / 400 White Shadow Drioli SVBG
1982 / 400 Condor Battiston YCL
1983 / 596 White Shadow Drioli SVBG
1984 / 537 Condornonsisamai Becchetti YCL
1985 / 602 Blue Eyed Princess Bardelli SVBG
1986 / 639 La Fenice  Venerucci CNC
1987 / 673 Il Moro  Ferruzzi-Nava Circolo Velico Ravennate
1988 / 699 Uragan Battiston YCL
1989 / 882 Il Moro  2 Ferruzzi-Nava Ravennate
1990 / 846 Fanatic Zizala-Battiston YCL
1991 / 893 Satanasso Calbre Gaburri-Poli ANS
1992 / 962 Il Moro Ferruzzi-Chieffi YCI
1993 / 1.025 Fanatic Zizala-Battiston YCL
1994 / 1.289 Fanatic Zizala-Puh YCL
1995 / 1.305 Gaia Legend Kosmina YCJK
1996 / 1.442 Gaia Legend Kosmina YCJK
1997 / 1.482 Gaia Legend Kosmina YCJK
1998 / 1.589 Riviera di Rimini Benvenuti-Cian CV Rimini
1999 / 1.864 @DRIACOM Cilenti CDV Pd
2000 / 1.795 @DRIACOM Cilenti CDV Pd
2001 / 1.964 Cometa Pfizer-Favini CVMM
2002 / 1.969 Uniflair Cilenti-Bressani CVV
2003 / 1.961 Alfa Romeo Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2004 / 1.960 Alfa Romeo Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2005 / 1.750 Provincia di Trieste Lorenzo Bressani
2006 / 1.780 Alfa Romeo 2 Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2007 / 1.841 Alfa Romeo 2 Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2008 / 1.909 Alfa Romeo 2 Neville Crichton Cruising Yacht Club Australia
2009 / 1.782 Maxi Jena Mitja Kosmina Jahtni Klub
2010 / 1.855 Esimit Europa 2 Igor Simčič
2011 / 1.763 Esimit Europa 2 Igor Simčič
2012 / 1.737 Esimit Europa 2 Igor Simčič Yacht Club de Monaco
2013 / 1.657 Esimit Europa 2 Igor Simčič Yacht Club de Monaco
2014 / 1.878 Esimit Europa 2 Igor Simčič Yacht Club de Monaco
2015 / 1.681 Robertissima III Vasco Vascotto
2016 / 1.758 Alfa Romeo Gabriele e Furio Benussi Yacht Club Adriaco

 

 

 

Scarica il calendario eventi del 29 e 30 settembre


Recapiti Barcolana

Società Velica di Barcola e Grignano – Centralino:

tel. +39 040 411664
fax +39 040 413838
orario: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18
Indirizzo PEC: xiii-354@federvelapec.it

Per informazioni su marketing, sponsorizzazioni e stand Villaggio Barcolana:

e-mail: marketing@barcolana.it

Via Diaz 7, Trieste – tel. +39 040 2456210

Ufficio Stampa Barcolana:

Wordpower srl – analogical&digital PR – +39 331 6783323 – ufficiostampa@barcolana.it
Francesca Capodanno (Capo ufficio stampa) – +39 349 8810482 – francesca.capodanno@wordpower.srl

Valentina Petto – +39 3203433323 – valentina.petto@wordpower.srl
Serena Cappetti – +39 333 1301526 – serena.cappetti@wordpower.srl
INFORMAZIONI REGATA / Sezione sportiva:
Per informazioni inerenti la parte sportiva della Barcolana, iscrizioni escluse.
e-mail: regate@svbg.it
Per informazioni sulla regata Barcolana Classic rivolgersi a:
Yacht Club Adriaco – Asd tel.: +39 040 304539
e-mail: info@ycadriaco.it
Iscrizioni alla Coppa d’Autunno – Barcolana:
Per informazioni sull’iscrizione alla regata e problematiche connesse.
e-mail: iscrizioni@barcolana.it
Amministrazione Società Velica di Barcola e Grignano:
Per la segreteria di presidenza e per tutti gli aspetti contabili e amministrativi.
e-mail: barcolana@svbg.it
Segreteria Società Velica di Barcola e Grignano:
Per informazioni di carattere generale.
e-mail: info@barcolana.it
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Presso la Società Velica di Barcola e Grignano – Viale Miramare, 32: Esposizione dei quadri del pittore triestino Livio Rosignano

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Dalle ore 13.00 del 29 settembre 2017, per tutto il periodo di apertura delle iscrizioni, presso la sede della Società Velica di Barcola e Grignano – Viale Miramare, 32 – si terrà una piccola esposizione dei quadri che il pittore triestino Livio Rosignano, ha dedicato alla Barcolana.

 

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

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Trieste, 29 settembre 2017, ore 13.00 : inaugurazione ufficiale della 49a edizione della Barcolana

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Trieste, 29 settembre 2017, ore 13.00 : inaugurazione ufficiale della 49a edizione della Barcolana presso la sede della Società Velica di Barcola e Grignano – Viale Miramare, 32.
Per iscriversi alla Barcolana, la Segreteria Regate è operativa tutti i giorni fino a sabato 7 ottobre dalle 9.00 alle 19.00. Per informazioni: 040 411 664

 


La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

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Preparativi della Barcolana 2017: giovedì 28

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Preparativi della Barcolana 2017 

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

Scarica il calendario eventi 2017


Vincitore del 2015: Robertissima III – Vasco Vascotto

Vincitore del 2016: Alfa Romeo – dei fratelli Furio e Gabriele Benussi


Recapiti Barcolana:

Società Velica di Barcola e Grignano – Centralino:

tel. +39 040 411664
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BARCOLANA 49 edizione : 29 settembre – 8 ottobre 2017

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Preparativi della Barcolana 2017 

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

Scarica il calendario eventi del 29 e 30 settembre


Vincitore del 2015: Robertissima III – Vasco Vascotto

Vincitore del 2016: Alfa Romeo – dei fratelli Furio e Gabriele Benussi


Recapiti Barcolana:

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BARCOLANA 49 edizione – TRIESTE : 29 settembre – 8 ottobre 2017

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Regata 2016 - Foto E. Marcovich
Mitja Gialuz,  presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, ha annunciato che presumibilmente si raggiungerà, in questa edizione, il nuovo record di iscritti, superando le “duemila barche”.

La Barcolana è una regata velica internazionale, nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano, che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini, ma anno dopo anno è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.

La regata si svolge su un percorso di circa 15 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche (per molti anni ha avuto una boa collocata in acque slovene). La linea di partenza è fissata tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano con la linea di arrivo collocata nel tratto di mare di fronte a Piazza Unità d’Italia (dal 2014).

La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma prevede una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per alcuni giorni precedenti.

Scarica il calendario eventi del 29 e 30 settembre


Vincitore del 2015: Robertissima III – Vasco Vascotto

Vincitore del 2016: Alfa Romeo – dei fratelli Furio e Gabriele Benussi


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Trieste. via del Bergamino

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BERGAMINO, via del

Chiadino-Rozzol. Da strada di Rozzol a via dei Cergna. C.A.P. 34139.
Risale al 6.4.1956 (Del. Cons. n. 60) l’imposizione a questa strada del nome «bergamino», motivato come toponimo. Deriverebbe, secondo alcune interpretazioni difficilmente controllabili, dal nome di una «campagna Bergamina», a sua volta fitonimo indicante una specie di vitigno conosciuto anche nella nostra regione. Nessun riferimento, quindi, al «bergamino» essenza artificiale simile al bergamotto.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Bergamasco

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BERGAMASCO, via

San Giacomo. Da via Molino a Vento a largo del Pestalozzi. C.A.P. 34137.
Denominazione ottocentesca suggerita, secondo la storiografia del secolo scorso, dal nome di un’antica famiglia Bergamasco, probabilmente originaria di Bergamo, alla quale sarebbero appartenuti alcuni terreni nella zona, ma della quale non sono rintracciabili notizie più precise.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Giovanni Berchet

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BERCHET Giovanni, via

Cologna-Scorcola. Da via dello Scoglio a via P. Ferrari. C.A.P. 34127.
Risale al 6.4.1956 (Del. Cons. n. 60) l’intitolazione della strada a Giovanni Berchet, poeta e critico. Nato a Milano nel 1783 da famiglia originaria della Svizzera francese, fu allievo di F. Parini e amico di U. Foscolo e di V. Monti. Studioso delle lingue moderne e traduttore valido di Gray, Goldsmith e di Schiller, Giovanni Berchet fu convinto propugnatore delle idee romantiche, sostenute specialmente nella Lettera semiseria di Grisostomo (Milano 1816). Collaborò al Conciliatore nel 1818-19, fu partecipe dell’attività di F. Confalonieri per la liberazione della Lombardia dall’ Austria e, all’arresto di questi (1821), si rifugiò prima a Parigi e poi a Londra dove visse, operando come traduttore, fino al 1848. Rientrato in Italia, partecipò al governo provvisorio della Lombardia che voleva unita al Piemonte. Ritornati gli austriaci, si rifugiò a Torino, ove fu eletto deputato del parlamento piemontese. Morì nel 1851.
L’Archivio Diplomatico della Biblioteca Civica di Trieste conserva (Raccolta Zajotti n. 117) una lettera di Giovanni Berchet a Gaetano Cattaneo, direttore del gabinetto numismatico in Milano, scritta dalla capitale lombarda il 2 giugno 1816 e riguardante il monumento Rossi.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Benussi Bernardo

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BENUSSI Bernardo, via

Valmaura-Borgo San Sergio. Da via Flavia a via Costalunga. C.A.P. dal n. 1 al n. 21 e dal n. 2 al n. 8:
34148; dai nn. 23 e 10 a fine: 34149.
Dello storico Bernardo Benussi la strada reca il nome dal 6.4.1956 (Del. Cons. n. 60).
Nato a Rovigno d’Istria nel 1846, Benussi frequentò dapprima il seminario arcivescovile di Udine e poi il ginnasio superiore di Capodistria; quindi si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell’ Università di Padova, che dopo poco abbandonò per andare a studiare a Vienna e a Graz, diplomandosi nel 1869 e laureandosi in filosofia nel 1871.
Dal 1869, conseguita l’abilitazione all’insegnamento della storia e della geografia, insegnò al ginnasio di Capodistria; dal 1874 fu al ginnasio comunale di Trieste finché, nel 1894, venne nominato direttore del Liceo femminile nella stessa città. Fu direttore degli «Atti e memorie della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria» dal 1899 al 1925, presidente dell’Università popolare di Trieste dal 1909 al 1913, tenne corsi di storia, di geografia commerciale, di filosofia pratica e di pedagogia alla Scuola superiore di commercio di fondazione Revoltella. Considerato il maggiore storico istriano attivo a cavallo del XIX secolo, Benussi fu autore della pregevole Storia documentata di Rovigno (Tip. del Lloyd, Trieste 1888); studioso preparato e documentato, sostenne con valore l’impostazione patriottica, anche in funzione polemica, della storiografia istriana ottocentesca; carattere che si ritrova anche nell’opera maggiore di Bernardo Benussi, Nel Medioevo. Pagine di storia istriana (Coana, Parenzo 1897) e nell’altro testo fondamentale L ‘Istria nei suoi due millenni di storia (Caprin, Trieste 1924) o, ancora, nel Manuale di geografia, storia e statistica della Regione Giulia (Litorale) (II a ed. Coana, Parenzo 1903). Benussi approfondì anche il periodo storico antico, dapprima con il giovanile Saggio d’una storia dell’Istria dai primi tempi sino all’epoca della dominazione romana («Atti dell’I.R. Ginnasio Superiore Statale di Capodistria», a. 1871-1872), poi con la più matura opera L’Istria sino ad Augusto (Herrmanstorfer, Trieste 1883), testi dei quali non sono sottaciuti i limiti scientifici in rapporto agli attuali risultati dell’indagine storica specialistica, ma comunque notevole documento dell’evoluzione della storiografia locale medievistica e romanistica di stampo liberale nazionale nell’Otto-Novecento.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via San Benedetto

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BENEDETTO SAN, via

Servola-Chiarbola. Da via Visinada a via del Carnaro. C.A.P. 34144.
Con Del. Cons. d.d. 9.2.1968 n. 178 la strada venne intitolata a San Benedetto, patrono d’Europa.

San Benedetto da Norcia, patriarca dei monaci d’occidente (ricorrenza 21 marzo), fondatore dell’ordine dei benedettini, padre d’Europa, nacque a Norcia intorno al 488 da famiglia agiata e studiò a Roma lettere e diritto. Dedicatosi alla vita ascetica e scoperta la vocazione, venne riconosciuto per le sue virtù ed ebbe ben presto notevole seguito. Tra il 525 ed il 529 fondò a Montecassino il noto monastero, costituito secondo le Regole scritte da lui stesso. Morì verso il 546 e le sue spoglie riposano a Montecassino.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

 

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Trieste: Scala al Belvedere

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BELVEDERE, scala al

Città Nuova-Barriera Nuova. C.A.P. 34135.
A questa scala venne esteso il 13 gennaio 1902 (delibera Del. Mun. n. 83523) il nome già attribuito al campo omonimo e alla via, poi Udine.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

 

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Trieste: via di Basovizza

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BASOVIZZA, via di

Altipiano Est (Villa Opicina). Da via Nazionale alla frazione di Basovizza. C.A.P. 34016.
La strada che collega la frazione di Villa Opicina con l’abitato di Basovizza, costruita su progetto di C. Dini nel 1780-1781, reca dall’8.11.1929 il nome di via di Basovizza (Del. Pod. n. 63/51-V-31/52-29).
L’antico villaggio di Basovizza, noto fin dal XIII e XIV secolo, si sviluppò all’incrocio di importanti strutture viarie esistenti fin dall’epoca romana, la strada del Carso e la strada del Monte Spaccato. Basovizza ebbe fin dal XIV secolo una cappella dedicata a Santa Maria Maddalena, consacrata dal vescovo fra Pace da Vedano e amministrata da una confraternita. La chiesetta, sottoposta fino al 1785 alla parrocchia di Grozzana come filiale, venne ristrutturata nel 1660; abbattuta nel 1857 perché troppo angusta, venne ricostruita più ampia e consacrata il 27.7.1862. Cappellania dal 1785 e curazia dal 1864, venne eretta parrocchia indipendente nel 1892. All’interno fu collocato, oltre al marmoreo altare maggiore, l’altare ligneo dedicato a San Rocco proveniente dalla demolita chiesa omonima già esistente nell’odierna piazza Unità d’Italia (la campana era stata donata, invece, alla chiesa di Grozzana).
Al n. civ. 2 di via Basovizza è la sede (1967) della Cassa Rurale ed Artigiana di Opicina, fondata nel 1908; al n. civ. 5, in edificio inaugurato nell’anno 1957, si trova la Scuola Media Statale «Muzio de Tommasini», mentre al n. civ. 7 è la Scuola Media Statale di lingua slovena «Srecko Kosovel».

Al n. civ. 60 il complesso che ospita oggi la scuola elementare di Banne e la succursale della Scuola media statale M. de Tommasini venne inaugurato nel 1933 quale sede della Colonia feriale di Banne. Costruito mediante pubblica sottoscrizione a ricordo delle nozze dei principi Umberto di Piemonte e Maria Josè del Belgio, l’edificio venne progettato dall’arch. L. Braidotti e decorato da fregi scultorei di A. Canciani.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via dei Baseggio

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BASEGGIO (via dei)

Roiano-Gretta-Barcola. Da via del Cisternone a via Palmanova. C.A.P. 34136.
Il 13 febbraio 1903 con delibera della Delegazione Municipale venne dato a questa strada il nome di una delle famiglie patrizie delle XIII casade.
La famiglia dei Baseggio (Baséo, Basejo) fece parte della confraternita dei Nobili dal 1246; proprietaria di terreni nel circondario della città, e specialmente nella zona di S. Anna, disponeva di propria tomba nella chiesa della B.V. del Soccorso vulgo di S. Antonio Vecchio. Una delle torri scoperte della cinta muraria medioevale di Trieste era detta «dei Basegi». Il vicedomino Giovanni de Baseggio annotò nel 1551 che «Basiliam primam ponunt generosa propago Urbis a Basilio genito de stirpe Quirina consonant moros Urbis stricti Tures». La famiglia si estinse con Liberale Baseio (1671-1749). Lungo la via dei Baseggio sorsero a cavallo del nostro secolo abitazioni destinate al ceto popolare, specialmente operai, come il gruppo di quattro casette dell’arch. F. Ferluga (1898, fondo tav. 694) e altre case per operai costruite nel 1900-1901.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Salvatore Barzilai

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BARZILAI Salvatore (via)

Chiadino-Rozzol. Ottava laterale destra di via C. de Marchesetti. C.A.P. 34142.
Con Del. Cons. d.d. 9.7.1962 n. 369 venne dato nome alla nuova strada disimpegnante piazzale E. Popovich-D’Angeli. Salvatore Barzilai nacque a Trieste nel 1860; trasferitosi giovanissimo dalla città natale dopo essere stato processato e condannato a un anno di reclusione dal governo austriaco, fu collaboratore a Bologna de L’eco del Popolo, giornale redatto dai fuoriusciti triestini Giacomo Venezian e Giuseppe Picciola e dal trentino Albino Zenatti. Laureatosi in giurisprudenza nel 1882, Barzilai si dedicò all’avvocatura. Fu collaboratore da Roma del giornale triestino L’Indipendente e della Tribuna di Roma per la politica estera.
Eletto deputato nel 1890, si adoperò in favore dei territori di lingua italiana soggetti all’Austria; convinto repubblicano, si allontanò da quel partito nel 1911 e quattro anni dopo, nel 1915, venne nominato ministro per le terre liberate, essendo presidente del consiglio A. Salandra; nel 1919 fu delegato italiano alla Conferenza della pace. Per molti anni presidente dell’Associazione della Stampa, venne nominato senatore nel 1920. Morì a Roma nel 1939.
Dei legami sempre intensi con la città natale è interessante esempio una lettera datata Roma 1937 di Barzilai a Silvio Benco (Trieste, Archivio Diplomatico, segn. R.P. MS. MISC. 58/X161-80): «Illustre amico ma non ancora accademico d’Italia in quel Palazzo della Farnesina ove è pure entrato quell’ottimo Marinetti che io feci assolvere a Milano per un suo libro, alquanto si diceva, pornografico dal titolo Mafarka il futurista. Non ancora accademico ma, nella nostra città — ove qualche volta la realtà sembra meno radiosa del sogno — alta espressione del pensiero italiano che si manifesta nelle forme più degne ed elette. Onde ricevere da lui manifestazioni come quella recata oggi dal Piccolo, perché viene da lui e dal natio loco, è il maggiore compenso che potevo aspettarmi per la mia qualunque recente fatica. Anche perché Silvio Benco ha l’abitudine di leggere i libri dei quali crede di scrivere, mentre altri pure con molta benevolenza preferiscono scorrerli, riproducendone brani, inghirlandati di aggettivi laudatori. Purtroppo Ella deve anche ricordare tra le luci del libro l’ombra dei 77 anni (non ancora compiuti) del suo estensore; ma senza iattanza devo riconoscere che me ne accorgo solo per le implacabili notazioni dell’ufficio di stato civile mentre mi pare che il loro lungo decorso sia servito a schiarire molto le idee liberandole da molte scorie, anzichè a mortificarle. Io ricordo l’avvocato Benco suo padre che era intimo amico del mio nel comune rifugio della Minerva, e, pur di lontano, mi pare vi sia tra i nati da loro un vincolo spirituale, che non si spezza. E prima di chiudere il corso della esistenza io spero di assistere ad una giustizia resa a chi nel campo delle lettere, ha il primissimo posto nella città dei nostri sogni giovanili, a cui spetterebbe considerazione pari ai sagrifici fatti per acquistarla». Opere principali di S. Barzilai: Vita Internazionale (Quattrini, Firenze 1911); Vita parlamentare. Discorsi eprofili politici (Tip. Ed. Naz., Roma 1912), Contro la Triplice Alleanza (Ravà, Milano 1915), Luci e ombre del passato. Memorie di vita politica (Treves, Milano 1937), Nel mondo della giustizia. Memorie di vita forense (Treves, Milano 1939).

Bibliografia.: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 198

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Trieste: Strada pr Basovizza

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BASOVIZZA (strada per)

San Giovanni. Da via A. Valerio alla Strada Statale 14. C.A.P. numeri pari da 2 a 78 e dispari da 1 a 31: 34128; rimanenti: 34149.

Denominazione ottocentesca per la strada, aperta dopo la costruzione della strada commerciale nuova (oggi strada nuova per Opicina, 1830), che conduce all’abitato di Basovizza, frazione di Trieste. Il nome di Basovizza, attestato almeno dal 1297, deriva dallo sloveno dialettale bez (gen. bezà) con allargamento -ov e suffisso diminutivo -ica, «piccolo sambuco», toponimo derivante dalla presenza nella zona di questo tipo di flora. Il nome della località fu oggetto di discussione nella commissione speciale per lo studio dei nomi italiani delle frazioni di Trieste (1940); in quella sede vennero formulate diverse proposte per la sostituzione del toponimo con i nomi: «Sambucheto, Sambucheta» o «Bovolenta» o «Basovinia» (proposta Scocchi), «Basovinia» o «Villa Sambuco» o «Villapero» (proposta Rutteri), «Sambuco» o «Bovolenta» o «Bassavilla» (proposta Sticotti) Bovolenta (proposta Cesari). Prevalse comunque l’opinione del presidente di quella Commissione, che non ritenne necessario il cambiamento dell’antico nome.
La grande cava all’inizio della strada iniziò l’attività estrattiva della pietra calcarea nei primi anni del secolo; divenuta proprietà della ditta ing. Francesco Faccanoni sr. (iscritta alla Camera di Commercio 24.4.1925), venne data in affitto nel 1971 alla S.I.C.A.T. s.p.a. che l’acquistò poi nel 1974. Il lavoro di estrazione, sospeso nel 1977 per lo studio della situazione geologica, è ripreso nel 1985.Dalla presenza delle cave di pietra calcarea derivò il toponimo, diffuso nei primi decenni di questo secolo, «Alle Cave», frazione della località di Guardiella.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Belpoggio

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BELPOGGIO, via

San Vito-Città Vecchia. Da riva Grumula a via Franca. C.A.P. 34123.
Il toponimo ottocentesco, suggerito dall’amenità della zona, era apposto nel 1884 a un tratto di questa strada, da riva Grumula a salita al Promontorio (Generini). Tra il 1903 ed il 1905 assunse il nome di via Belpoggio solo il tratto da riva Grumula alla via Santi Martiri, più tardi fino alla curva a gomito nei pressi del parco di villa Necker; al secondo tratto venne riservato il nome di via Remota, esteso dall’omonima androna, mutato poi con delibera Giun. Mun. d.d. 19.3.1919 con quello del medico Moisè Luzzatto.
Con Del. Pod. n. 863 d.d. 6.7.1940 le vie Belpoggio e Luzzatto assunsero il nome di Italo Balbo (Guartesana presso Ferrara 1896 – Tobruk 1940), uomo politico, interventista nel 1915, fondatore e direttore a Udine de «L’Alpino», gerarca fascista; ministro dell’aereonautica (1929-1933), divenne governatore della Libia nel 1933 e vi morì nel 1940 con l’abbattimento per errore dell’aereo sul quale viaggiava. Con Del. Comm. Prefett. n. 648 d.d. 4.9.1943 vennero ripristinate le precedenti denominazioni, per il primo e per il secondo tratto, di via Belpoggio e di via M. Luzzatto; con delibera n. 407 d.d. 6.7.1946 l’intitolazione di via Belpoggio venne estesa a tutta la strada. Al n. civ. 1, angolo riva Grumula, si trova casa Stabile (arch. M. Fabiani, 1906) con lo scudo d’angolo recante le iniziali «E.S.S. 1906»; al n. civ. 21, nell’edificio ottocentesco in stile gotico quadrato, è la sezione staccata del Genio Militare cui segue, al n. civ. 27, una casa liberty del 1911-12 (ing. A. Bruna).

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Veduta di Trieste a volo d'uccello

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Trieste : Prospetto del Porto e città di Trieste, 1755

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Prospetto del Porto e città di Trieste, 1755
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Trieste: via Bellosguardo

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BELLOSGUARDO, via

San Vito-Città Vecchia. Da via V. Locchi a via F. Dall’Ongaro. C.A.P. dal n. 1 al n. 33 e dal n. 2 al n. 16: 34123; dal n. 35 al n. 55 e dal n. 18 al n. 44: 34124; dai nn. 57 e 46 a fine: 34143.
Fino alla delibera del 25.4.1887, che appose alla strada il nome attuale, recava il toponimo di «vicolo delle Bombe». Bellosguardo è voce moderna di origine letteraria, dovuta alla posizione panoramica caratteristica della strada prima della moderna urbanizzazione. Con Del. Cons. d.d. 6.3.1961 n. 59 venne esteso il nome di via Bellosguardo «al nuovo tronco stradale compreso tra le vie Vittorio Locchi e Carlo Combi». Molti edifici e ville del Settecento che si trovavano nella zona, tipico soggiorno estivo della borghesia triestina del XVIII e XIX secolo, furono sottoposte a ristrutturazioni o vennero demolite nell’ultimo mezzo secolo. All’angolo con via N. De Rin l’edificio che vide trascorrere la giovinezza di Giuseppe Caprin fu trasformato nel 1884 in «casinetto con torre», quest’ultima demolita nel 1939 nel corso di una nuova ristrutturazione dovuta all’arch. A. Paladini. Al n. civ. 46 è l’ingresso di villa Homero (arch. L. Colnhuber, 1849), completamente ristrutturata, fino ad alterarne l’aspetto originario, nel 1912; al n. civ. 28 era villa già Tarnoldi poi Arnstein (arch. P. Palese 1850 c.), ingrandita nel 1911 e demolita nel 1963 per fare posto a moderni complessi condominiali. Al n. civ. 50 si trovava villa già Baraux poi Holt, costruita nel 1796-1797 per il commerciante di Anversa Francesco Emanuele Giuseppe Baraux, ristrutturata nel 1885 e demolita anch’essa nel 1966 per lasciare spazio a caseggiati moderni.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Vincenzo Bellini

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BELLINI Vincenzo, via

Città Nuova-Barriera Nuova. Da riva III novembre a piazza S. Antonio Nuovo, riva destra del Canal Grande. C.A.P. 34121.
Già denominata, dal Settecento, via del Canale, ebbe nuova intitolazione con delibera Del. Mun. del 13.1.1902 n. 83523, quando anche la città di Trieste volle rendere omaggio al grande italiano nell’occasione del centenario della nascita. La proposta di onorare Vincenzo Bellini era stata discussa nel Consiglio Comunale il 30.10.1901 e in quella sede era stato stabilito anche che il Podestà avrebbe inviato un telegramma al Sindaco di Catania nella ricorrenza dell’anniversario. Vincenzo Bellini nacque a Catania nel 1801; dimostrata precoce inclinazione per la musica, ebbe i primi insegnamenti dal padre e dal nonno materno. Nel 1819 si recò a studiare a Napoli presso il Conservatorio di S. Sebastiano e le sue prime esperienze di compositore risalgono agli anni 1824-25. L’opera Bianca e Fernando venne data con successo per la prima volta al teatro San Carlo il 30.5.1826, mentre Il Pirata venne rappresentato alla Scala di Milano il 27.10.1827. Sua fu l’opera data per l’inaugurazione del teatro Carlo Felice di Genova (7.4.1828); quindi la sua fama crebbe e negli anni successivi scrisse capolavori come I Capuleti e i Montecchi (La Fenice, Venezia, 11.3.1830), la Norma (La Scala, Milano, 26.12.1831), Beatrice di Tenda (teatro Fenice, Venezia 16.3.1833), I Puritani (Parigi, 25.1.1835). Morì a Puteaux presso Parigi il 24.9.1835 e le sue spoglie vennero accolte nella cattedrale di Catania nel 1876. Prime rappresentazioni delle opere di V. Bellini a Trieste presso il teatro Grande (oggi G. Verdi): Il pirata (28.12.1830), La straniera (22.2.1831), I Capuleti e i Montecchi (6.10.1831), Norma (5.11.1834), La sonnambula (1834). Il nome di via del Canale fu ripristinato per breve tempo dopo la dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria (1915).

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Cristoforo Belli

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BELLI Cristoforo, via

San Giacomo. Prima laterale destra di via dell’Istria. C.A.P. n. 7/2, 7/3, 7/4: 34144; rimanenti: 34137.
Reca dal 1909 il nome di Cristoforo Belli, di famiglia appartenente alle XIII casade nobili. Personaggio dalla solida e, per quei tempi, vasta cultura (studiò il greco, il latino, poesia, calligrafia e, secondo le fonti, anche diritto), Belli fu esponente della vita politica cittadina nel Cinquecento. Nato a Trieste nel 1508, fu membro del Consiglio Maggiore della città nel 1528, divenne nel 1530 notaio dei Provvisori e nel 1531 notaio del Procuratore generale.
Convinto autonomista e difensore dell’intangibilità del particolarismo municipale (suo padre Boncino, all’entrata dei veneziani nel 1508, aveva spazzato la piazza maggiore con il vessillo imperiale per dimostrare il suo disprezzo nei confronti dell’Austria), Cristoforo Belli fece rapida carriera nelle magistrature cittadine; nel 1540 fu Provisore e nel 1541 Cancelliere di palazzo e notaio al Banco dei Malefici. Nel 1549 venne prescelto dalla città come proprio rappresentante a Vienna per la discussione dei nuovi statuti comunali e pure in quella sede si rivelò fermo assertore dell’autonomismo municipale, rifiutando l’imposizione di statuti non concordati e ribadendo che i triestini non dovevano essere considerati vassalli ma «confederati a Casa d’Austria o da essa protetti, formando una repubblica o una comunità libera». Incarcerato dal capitano Hoyos nel 1551 con l’accusa di essere «ammutinatore del popolo», Belli ricoprì la carica di vicedomino cinque volte (1544, 1548, 1552, 1556, 1560) e quella massima di giudice e rettore per sette volte (1553, 1554, 1555, 1557, 1558, 1563, 1564).
Esercitò la professione di pubblico notaio dal 1564 al 1585. Sposatosi nel 1533 con Maria di Giovanni Barilari da Genova, morì a Trieste nel gennaio 1586. Con Del. Cons. d.d. 6.3.1961 n. 59 la denominazione di via C. Belli venne parzialmente sostituita con quella di A. Gramsci nel tratto di strada compreso tra i numeri anagrafici 55 e 22 di Chiarbola.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via della Bellavista

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BELLAVISTA, via della

Cologna-Scorcola. Continuazione della salita di Conconello. C.A.P. 34134.
Nome imposto con Del. Cons. del 6.4.1956 n. 60. Toponimo suggerito dalla posizione panoramica della strada.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Beirut

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BEIRUT, via

Roiano-Gretta-Barcola. Da viale Miramare all’omonima stazione ferroviaria. C.A.P. 34013.
Alla «laterale destra della Strada Statale n. 14, disimpegnante la stazione ferroviaria di Miramare e l’erigenda scuola elementare di Grignano» venne il nome di via Beirut il 13.2.1967 (delibera Giun. Mun. n. 392). Beirut, dal 1946 capitale del Libano, conta oltre due milioni di abitanti; fondata secondo la leggenda da Crono, la città venne distrutta da un terremoto nel 529, poi ricostruita e conquistata dai Crociati; nel 1110 divenne capitale del regno franco di Gerusalemme. Occupata dai turchi nel 1516, conobbe una lenta decadenza per rifiorire nel nostro secolo. Rifugio dei palestinesi dopo la creazione dello stato di Israele (1948), fu oggetto di ritorsioni israeliane (1968) e venne a trovarsi al centro del conflitto tra guerriglieri palestinesi e milizia della destra cristiana (1975-1976). La guerra tra milizie cristiane e «forza interaraba di pace» riesplose nel 1978 e dura tuttora, a nulla essendo valso l’intervento (1983) del «contingente misto di pace» (U.S.A., Francia, Inghilterra, Italia). Dal febbraio del 1960 Trieste è gemellata con la città di Beirut; le cerimonie di gemellaggio ebbero inizio allorché, il 27.6.1956, l’Amministratore di Beirut, nella sala del Consiglio Comunale, consegnò al Sindaco G. Bartoli le chiavi della città quale simbolo di continua amicizia e fratellanza. Le cerimonie si conclusero con i festeggiamenti a Beirut (24-29.2.1960), quando il Sindaco di Trieste M. Franzil fu ospite dell’Amministratore della città di Beirut P. Boulos. Al n. civ. 7 di via Beirut si trova il Centro di Fisica teorica, prestigiosa istituzione scientifica internazionale, inaugurato il 4.6.1968 e donato da Trieste all’O.N.U. Per l’inaugurazione venne coniata una medaglia dallo stabilimento S. Johnson di Milano; reca sul recto l’immagine della facciata della sede con le parole INTERNATIONAL CENTRE FOR THEORETICAL PHYSICS e, nell’esergo, TRIESTE 1968 con, in basso a caratteri più piccoli, IMP. G. CANARUTTO (l’impresa costruttrice della sede); sul rovescio, entro due rami di alloro disposti a ghirlanda, è raffigurato il simbolo della fisica atomica, sovrastato dalle parole: INTERNATIONAL ATOMIC ENERGY AGENCY.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via Francesco Beda

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BEDA Francesco, via

Chiadino-Rozzol. Laterale sinistra di strada di Rozzol. C.A.P. 34139.
Francesco Beda, cui la strada venne intitolata con Del. Cons. d.d. 6.4.1956 n. 60, nacque a Trieste il 29.11.1840. Pittore, studiò a Vienna avendo per maestro Karl von Blaas; iniziò come autore di ritratti e di soggetti storici ma poi, analogamente al concittadino Giuseppe Barison, preferì le scene di genere. Pittore di notevole notorietà a Trieste e anche in Austria, Ungheria e Croazia, ebbe commissioni da nobili, da prelati e dall’imperatrice Elisabetta. Tuttavia la sua opera, è stato scritto, non raggiunse «grandi risultati né con la prima (scene storiche e ritrattistica) né con la seconda maniera (pittura di genere), ma la sua era sempre una pittura pulita, attenta al disegno e non senza gusto nella distribuzione del colore: accademicamente corretta più che poeticamente originale.. Presso il Museo Revoltella di Trieste esiste un suo quadro Carlo VI riceve gli ambasciatori veneti (1868). Fece parte della direzione del Circolo Artistico Triestino. Morì a Trieste il 21.6.1900. Il figlio Giulio, pure pittore, visse e operò a Monaco di Baviera (Trieste 1879-Monaco di Baviera 1942).

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste: via delle Beccherie Vecchie

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BECCHERIE VECCHIE, via delle

San Vito-Città Vecchia. Prima laterale destra di via dei Capitelli. C.A.P. 34121.
La strada prese nome dal macello qui trasferito dall’attuale piazza Unità d’Italia nel 1650, prima che fosse nuovamente trasferito nei pressi dell’attuale via delle Beccherie. Il tratto iniziale di via delle Beccherie Vecchie, con gli edifici angolo via dei Capitelli, è compreso nel piano di ristrutturazione urbanistica di Cittavecchia (1984-1987).

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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