Il Castelliere di Martinischie

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Il Castelliere di Martinischie

 

Assai meglio conservato all’incontro é il castelliere di Martinischie (345 metri), presso Sutta, che é uno dei più vasti del nostro Carso, misurando quasi un chilometro e mezzo di periferia (T. IV, f. 3). Esso giace su un’elevazione poco emergente dalle circostanti campagne e comprende due collinette, tra cui si stende una vallicella imboscata. Di forma alquanto irregolare, si compone di due parti distinte: l’orientale, più piccola (periferia 790 metri), ma con vallo assai forte, alto 5 a 6 metri e largo 8 a 20, munita inoltre di un avancorpo semicircolare, del pari robustissimo, ed attraversata dalla strada regionale che da Sutta conduce a Scherbina; e l’occidentale molto vasta (perif. 1200 metri), però maggiormente alterata dalla riduzione del terreno a campi ed a prati.

Di questo castelliere mi riuscì di scoprire la relativa necropoli, se anche pur troppo per la massima parte distrutta dai lavori agricoli. Essa giace a circa mezzo chilometro di distanza in alcuni campi del villaggio di Sutta e consta di tombe di combusti ricoperte da lastre di pietra. Oltre ad alcuni spilloni a globetti, ad anelli, ad armille, a coltellini di ferro, ecc. noterò un bel lebete di bronzo ed una fibula conservatissima con pendagli a catenella.

Tratto da: Carlo de Marchesetti, I castellieri preistorici di Trieste e della regione Giulia, in Atti del Museo civico di Storia naturale, Trieste 1903.


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