Francesco Beda (Trieste, 29 novembre 1840 – 21 giugno 1900)

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Caffè Orientale di Trieste (1888)

Francesco Beda si forma artisticamente alla scuola di Karl von Blaas a Venezia (secondo altre fonti a Vienna), a partire dal 1858, grazie all’aiuto del barone Revoltella.

Il von Blaas nel 1850 aveva ottenuto la cattedra presso l’Accademia di Vienna come professore di storia della pittura, ma già nel 1855 gli fu affidata una cattedra all’Accademia di Venezia, dove rimase fino al 1866, quando decise di rientrare definitivamente a Vienna. Vi morirà nel 1894.

 

Gli inizi di Francesco Beda lo vedono in viaggio attraverso Austria, Ungheria, Croazia e Inghilterra, dedito ai soggetti storici e alla ritrattista, per la quale era molto richiesto. Tra i suoi ritratti più celebri spiccano quello dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, del principe di Rolian e del vescovo Strossmayer di Zagabria. Successivamente passò alle scene di genere che raffiguravano personaggi in eleganti costumi dai sgargianti colori, scene galanti ambientate nel XVIII secolo. Predilesse i piccoli formati.

Dal 1876 assunse i toni del Fortuny, mantenendo però uno stile accademico dal tratto preciso e dettagliato. Rari i dipinti orientalisti, molto alla moda in quel tempo, come Caffè Orientale di Trieste (1888), attualmente esposto nel Museo Civico d’Arte Orientale. Al Museo Revoltella si conserva un quadro della sua prima maniera (1868): CarloVI riceve gli ambasciatori veneti.

A partire dal 1896 condividerà il proprio studio di pittura con il figlio Giulio. Molte delle opere di Francesco venivano acquistate dal mercante d’arte viennese Winterstein, il quale disponeva di una ricca clientela.
Francesco Beda, negli anni tra il 1875 e il 1880 era solito recarsi allo storico Caffè Chiozza, frequentato dai pittori Alfredo Tominz, Giuseppe Pogna, Giovanni Battista Crevatin, Giuseppe Savorgnani, Antonio Lonza, Eugenio Scomparini, gli architetti Ruggero Berlam e Giacomo Zammattio, gli scultori Attilio Depaul, Eduardo Baldini, Luigi Conti, Francesco Pezzicar, l’ebanista Stella e il decoratore Abeatici. Al Chiozza, erano di casa Giuseppe Caprin e Giuseppe Lorenzo Gatteri, e amavano discorrere d’arte, circondati sempre da un nutrito auditorio, attento e riverente. Del Gatteri, si dice fosse uomo di rara cultura. Fu in quell’ambito che si parlò per la prima volta di un Circolo artistico triestino, che avrebbe visto la luce solo un decennio più tardi.

 

Carlo Wostry nella sua “Storia del Circolo Artistico”, del 1934, ricorderà Francesco Beda come uno dei personaggi più divertenti del Circolo: “ …faceva dei discorsoni, incominciando le sue filippiche in una lingua purgata a modo suo per dare un maggior tono di autorità al suo fare punto dittatorio. Vi innestava qua e là dei triestinismi di sua fabbricazione che facevano ridere tutti. Se le sballava grosse, rideva egli stesso, e nel suo strabismo guardava stranamente l’uno a destra e l’altro a sinistra. Eternamente di buon umore, prendeva gusto a dare istruzione ai giovani sulla maniera di fabbricare un quadro.

 

Aveva una figura alquanto scombussolata nelle linee: il naso rispettabile voltato un po’ a sinistra, e dalla stessa parte, per strabismo, tendeva anche uno dei suoi occhi.

Giocatore di bigliardo impenitente, faceva ogni sera una partita col Crevatin, e l’assistervi era una commedia. Tutti e due erano bravi giocatori. Se il Crevatin perdeva, non voleva ammettere la sua inferiorità e ne dava la colpa alla moglie, che alla mattina gli aveva fatto infilare delle calze troppo grosse o dei polsini che gli solleticavano la pelle.

Anche Silvio Benco, nel 1922, scrisse un sintetico giudizio del Beda: “dipingeva un settecento miniato e agghindato”.

Morì a Trieste il 21 giugno 1900, improvvisamente, mentre stava dipingendo.

Giorgio Catania

 

Bibliografia:

S. Benco, introduz. a S. Sibilia, Pittori e scultori di Trieste, Milano 1922;

Catalogo del Museo Revoltella di Trieste, Trieste 1933;

Carlo Wostry, Storia del Circolo Artistico di Trieste, 1934;

M. Comanducci, Pittori italiani dell’Ottocento, Milano 1935;

C.H. Martelli, Artisti Triestini del Novecento, Trieste, 1979;

Thieme-F. Becker, Künstler-Lexikon, III, 1991.

 

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