Le lapidi di san Giusto: la lapide di fra Pace da Vedano

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Lapide di fra Pace da Vedano a san Giusto navata sinistra. Foto di Elisabetta Marcovich

La lapide di fra Pace da Vedano vescovo dal 1330 al 1341. Si trovava per terra nella cappella di s Caterina ora dedicata a san Carlo Borromeo, detta pure dei Borboni per le sepolture dei Carlisti, c’è per terra una lapide che ricorda che era sepolto qua, ma questa è addossata ad un muro della buia navata destra.

Non ha senso distinguere fra lapidi interne ed esterne in quanto all’origine: in chiesa venivano seppelliti Vescovi e notabili e le loro lapidi tombali erano sparse su tutta la pavimentazione, come ben descrive Pietro Kandler in un suo prezioso articolo: nei lavori del 1842 vennero tutte tolte dal pavimento e messe a decorare la base esterna della chiesa, assieme a qualche altra lapide proveniente dalla chiesa del Rosario, allora assegnata alla Comunità evangelica. I restauri degli anni trenta riportarono dentro, al loro posto, grazie al lavoro di Kandler, la maggior parte delle lapidi, tranne quelle dei Vescovi che erano nel presbiterio. Una parte rimane esposta esternamente alla chiesa, sul retro. (E. Marcovich)

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Le lapidi di san Giusto: la lapide dei Bonomo

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La lapide della tomba dei Bonomo a san Giusto.
Foto Elisabetta Marcovich

Non ha senso distinguere fra lapidi interne ed esterne in quanto all’origine: in chiesa venivano seppelliti Vescovi e notabili e le loro lapidi tombali erano sparse su tutta la pavimentazione, come ben descrive Pietro Kandler in un suo prezioso articolo: nei lavori del 1842 vennero tutte tolte dal pavimento e messe a decorare la base esterna della chiesa, assieme a qualche altra lapide proveniente dalla chiesa del Rosario, allora assegnata alla Comunità evangelica. I restauri degli anni trenta riportarono dentro, al loro posto, grazie al lavoro di Kandler, la maggior parte delle lapidi, tranne quelle dei Vescovi che erano nel presbiterio. Una parte rimane esposta esternamente alla chiesa, sul retro.

la lapide della famiglia Bonomo. 1635. Esterno della chiesa. I Bonomo furono una delle famose Tredici Casade e diedero in particolare a Trieste un importante vescovo

(E. Marcovich)

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Le lapidi di san Giusto : la lapide della famiglia Locatelli

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Lapide della famiglia Locatelli, un tempo al Rosario ora esposta sul retro della Cattedrale.
Foto Elisabetta Marcovich

 

Non ha senso distinguere fra lapidi interne ed esterne in quanto all’origine: in chiesa venivano seppelliti Vescovi e notabili e le loro lapidi tombali erano sparse su tutta la pavimentazione, come ben descrive Pietro Kandler in un suo prezioso articolo: nei lavori del 1842 vennero tutte tolte dal pavimento e messe a decorare la base esterna della chiesa, assieme a qualche altra lapide proveniente dalla chiesa del Rosario, allora assegnata alla Comunità evangelica. I restauri degli anni trenta riportarono dentro, al loro posto, grazie al lavoro di Kandler, la maggior parte delle lapidi, tranne quelle dei Vescovi che erano nel presbiterio. Una parte rimane esposta esternamente alla chiesa, sul retro.

La lapide della famiglia Locatelli, 1638, dalla chiesa del Rosario, quando la chiesa passò al culto augustano, alcuni elementi cattolici vennero recuperati . (E. Marcovich)

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Le mura di Augusto: le lapidi

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(Epigrafe dedicatoria delle mura di Augusto: Lapidario tergestino. Foto di Elisabetta Marcovich)

Le lapidi delle mura di Augusto ( non ancora imperatore, era ancora Caio Giulio Cesare Ottaviano triumviro). Sono state trovate utilizzate in diverse zone di cittavecchia.
Il testo: co(n)s(ul) desig(natus) tert(ium) c( constituendae) iter(um)murum turreque fecit
Console designato per la terza volta costituenda ( la repubblica) di nuovo fece le mura e le torri. La scritta è monca perché mancano parti, il testo completo si desume da un’altra iscrizione. In altra lapide il testo è “imp(eratore) Caesare imperatore V III ( )viro.. cos(tituendae) de(signato)..
Durante il secondo triumvirato per la costituzione dello stato dell’imperatore Cesare ( Ottaviano) figlio del Divino ( Cesare) comandante per la quinta volta console designato per la terza volta”

Queste due lapidi si trovano al Lapidario Tergestino al Castello d i san Giusto. All’Orto Lapidario si trova invece la stele più tarda,  una copia dei tempi dell’imperatore Federico III, il testo completo è Imp(erator) Caesar co(n)s(ul) design(atus) tert(ium) IIIvir r(ei) p(ublicae) c(costituendae) iterum murum turresque fecit
L’imperatore Cesare ( Augusto) console designato per la terza volta triumviro per la costituzione dello stato per la seconda volta fece le mura e le torri.

Più sotto: Fri(dericus) Ter(tius) Ro(manorum) imp)erator) dux Austr(riae) et(cetera)do(minus)q(ue) Tergesti quarta vice muru(m reedi) ficari iussit

ossia Federico III imperatore dei romani, duca d’Austria etc e signore di Trieste ordinò che per la quarta volta le mura fossero ricostruite.

Questa lapide di Federico III che si riferisce al 1470 ricopia la prima presentando Federico come successore di Augusto.

(testo E.M. lettura epigrafi da Lapidario Tergestino e Orto lapidario)

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Le lapidi di san Giusto: la lapide del vescovo Frangipani

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La lapide del vescovo Frangipani, una delle più belle delle non molte opere rinascimentali a Trieste, del  1574: venne nominato vescovo, ma morì prima di assumere la cattedra (foto E. Marcovich).

Non ha senso distinguere fra lapidi interne ed esterne in quanto all’origine: in chiesa venivano seppelliti Vescovi e notabili e le loro lapidi tombali erano sparse su tutta la pavimentazione, come ben descrive Pietro Kandler in un suo prezioso articolo: nei lavori del 1842 vennero tutte tolte dal pavimento e messe a decorare la base esterna della chiesa, assieme a qualche altra lapide proveniente dalla chiesa del Rosario, allora assegnata alla Comunità evangelica. I restauri degli anni trenta riportarono dentro, al loro posto, grazie al lavoro di Kandler, la maggior parte delle lapidi, tranne quelle dei Vescovi che erano nel presbiterio. Una parte rimane esposta esternamente alla chiesa, sul retro. (E. Marcovich)

Questa lapide è stata ripetutamente spostata, ma è sempre visibile all’esterno della chiesa.

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Le lapidi di san Giusto: la lapide dell’antica famiglia dei Baiardi

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La lapide dell'antica famiglia dei Baiardi

Non ha senso distinguere fra lapidi interne ed esterne in quanto all’origine: in chiesa venivano seppelliti Vescovi e notabili e le loro lapidi tombali erano sparse su tutta la pavimentazione, come ben descrive Pietro Kandler in un suo prezioso articolo: nei lavori del 1842 vennero tutte tolte dal pavimento e messe a decorare la base esterna della chiesa, assieme a qualche altra lapide proveniente dalla chiesa del Rosario, allora assegnata alla Comunità evangelica. I restauri degli anni trenta riportarono dentro, al loro posto, grazie al lavoro di Kandler, la maggior parte delle lapidi, tranne quelle dei Vescovi che erano nel presbiterio. Una parte rimane esposta esternamente alla chiesa, sul retro (E. Marcovich).

 

La tomba di famiglia dei Baiardi, interna: l’epigrafe dice:

Sotto sassosa e tenebrosa tomba/ la poca polve dei Baiardi giace/ sorgerà teco al suon d’ultima tromba/ lettor pensando a ciò vattene in pace.

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