Muggia, Via G. D’Annunzio: la Nuova Scuola Elementare E. de Amicis, costruita nel 1948

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Muggia, Via G. D'Annunzio: la Nuova Scuola Elementare E. de Amicis, costruita nel 1948 (senza ancora la palestra) e il cinema Volta, cosiddetto dei Socialisti perché Sede del Partito Socialista del FVG, anni ’50. 
Collezione Dino Cafagna
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Muggia

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Muggia

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Muggia, Muja in dialetto triestino, è un comune della provincia di Trieste con 13.140 abitanti, il comune più a sud della regione Friuli-Venezia Giulia, confinate con la Slovenia.
La popolazione è quasi per la sua totalità di madrelingua italiana. La minoranza slovena è concentrata soprattutto nella zona di Rabuiese-Vignano/Rabujez-Vinjan, Belpoggio/Beloglav e nella frazione di Santa Barbara/Korošci. Le origini di Muggia sono protostoriche (età del ferro, VIII-VI secolo a.C.), con l’insediamento dei castellieri. Dopo la fondazione di Aquileia, nel 181 a.C., il territorio subì la conquista Romana e Muggia divenne colonia, Castrum Muglae, presidio a difesa delle incursioni degli Istri e degli Avari. Alla caduta dell’Impero romano d’Occidente, Muggia subì le dominazioni dei Goti, dei Longobardi, dei Bizantini e dei Franchi. Nel 931 i re d’Italia Ugo e Lotario la cedettero al Patriarcato di Aquileia. Nel 1420 passò alla Repubblica di Venezia e progressivamente gli abitanti dei colli circostanti si trasferirono sulla riva del mare, nel “Borgo Lauro”, dove tutt’oggi è concentrata la cittadina. Con il dissolversi della Repubblica di Venezia (1797) e il decennio di conquista napoleonica (1805-1814), Muggia passò sotto il dominio asburgico, sviluppando una considerevole industria cantieristica navale, che continuerà la sua attività fino alla seconda metà del XX secolo, quando le nuove strategie produttive la resero poco competitiva. Nell’Ottocento il dialetto muglisano, dialetto di tipo istro-veneto che per lungo tempo convisse con l’attuale muggesano, si estinse. Alla fine della prima guerra mondiale il territorio di Muggia passò al Regno d’Italia. Nel 1923 il comune di Muggia cedette la frazione di Albaro Vescovà e parte della frazione di Valle Oltra al comune di Capodistria. Dopo l’8 settembre 1943 il territorio passò sotto l’amministrazione tedesca diventando parte dell’Adriatisches Küstenland. A seguito del trattato di pace del 1947 e delle definitive rettifiche territoriali previste dal Memorandum di Londra del 1954, Muggia dovette cedere alla Jugoslavia, Barisoni (Barizoni) Bosini (Bosinj) San Colombano (Kolomban) Crevatini (Hrvatini) Elleri (Elerji) Faiti (Fajti) Plavia Monte d’Oro (Plavje) Premanzano (Premančan) Punta Grossa (Debeli Rtič) e nuovamente Albaro Vescovà (Škofije) – più di 10 km² con 3.500 abitanti, quasi la metà del suo territorio. Il 10 novembre 1975 venne firmato il trattato di Osimo che sancì gli accordi riguardo i confini. Oggi la cittadina di Muggia poggia la sua economia sul turismo e sul commercio. Sull’antico colle di Muggia Vecchia, si trova l’antica chiesa dedicata a Maria Assunta, eretta su una precedente del VIII o IX secolo, della quale si conservano alcuni elementi sopravvissuti al rifacimento avvenuto nel secolo XIII: l’ambone, il leggio e due grandi pilastri, a destra ed a sinistra dell’ingresso. Vicino alla chiesa è stato realizzato un Parco archeologico (Castrum Muglae), dove sono venuti alla luce resti di un borgo medievale: una strada con cinta muraria, l’officina di un fabbro e diverse abitazioni private, una di queste conserva resti del piano superiore e della scala d’accesso.

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Muggia, Campanile del Duomo

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 Muggia, Campanile del Duomo
 

La chiesa, dedicata ai Santi Giovanni e Paolo, edificata sui resti di un precedente edificio di culto, venne consacrata nel 1263 dal Vescovo di Trieste Arlongo dei Visgoni. Nel XIV secolo subì lavori di ingrandimento e verso la metà del XV secolo, la facciata, che presenta la parte superiore trilobata, venne rivestita in lastre di pietra bianca d’Istria. Nella parte superiore venne collocato un imponente rosone sorretto da sedici raggi in marmo rosso e pietra bianca, in stile gotico, al cui centro si trova l’immagine della Madonna con il Bambino. Lo contornano tre epigrafi: quella di destra menziona il podestà Pietro Dandolo (1466-1467), che seguì il completamento dell’opera, quella di sinistra ricorda il restauro del 1865 e quella sopra l’inizio dei lavori della facciata sotto il Vescovo Nicolò. Nel 1873, venne costruito l’abside per allungare il presbiterio. Nella parte inferiore della facciata, due eleganti e slanciate finestre gotiche spiccano ai lati del portale a cui è sovrapposta una lunetta ad arco con la Santissima Trinità e i Santi Giovanni e Paolo.
L’interno, diviso in tre navate, separate con quattro archi a tutto sesto e copertura a capriate, alla fine del 1930, ha subito sostanziali consolidamenti e restauri, compresa l’asportazione degli altari barocchi laterali. Rimane un frammento dell’affresco del XIV secolo che occupava la navata centrale. Il tesoro del duomo conserva alcuni lavori in argento. Il campanile è in stile veneziano, a base quadrata con cuspide ottagonale.

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Duomo di Muggia

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 Muggia, Il Duomo, dedicato ai Santi Giovanni e Paolo
 

La chiesa, dedicata ai Santi Giovanni e Paolo, edificata sui resti di un precedente edificio di culto, venne consacrata nel 1263 dal Vescovo di Trieste Arlongo dei Visgoni. Nel XIV secolo subì lavori di ingrandimento e verso la metà del XV secolo, la facciata, che presenta la parte superiore trilobata, venne rivestita in lastre di pietra bianca d’Istria. Nella parte superiore venne collocato un imponente rosone sorretto da sedici raggi in marmo rosso e pietra bianca, in stile gotico, al cui centro si trova l’immagine della Madonna con il Bambino. Lo contornano tre epigrafi: quella di destra menziona il podestà Pietro Dandolo (1466-1467), che seguì il completamento dell’opera, quella di sinistra ricorda il restauro del 1865 e quella sopra l’inizio dei lavori della facciata sotto il Vescovo Nicolò. Nel 1873, venne costruito l’abside per allungare il presbiterio. Nella parte inferiore della facciata, due eleganti e slanciate finestre gotiche spiccano ai lati del portale a cui è sovrapposta una lunetta ad arco con la Santissima Trinità e i Santi Giovanni e Paolo.
L’interno, diviso in tre navate, separate con quattro archi a tutto sesto e copertura a capriate, alla fine del 1930, ha subito sostanziali consolidamenti e restauri, compresa l’asportazione degli altari barocchi laterali. Rimane un frammento dell’affresco del XIV secolo che occupava la navata centrale. Il tesoro del duomo conserva alcuni lavori in argento. Il campanile è in stile veneziano, a base quadrata con cuspide ottagonale.

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