Trieste – Largo Riborgo

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Largo Riborgo (Google Maps)

 

RIBORGO (largo)

Largo Riborgo: San Vito-Città Vecchia. Lungo corso Italia, all’inizio di via del Teatro romano. C.A.P. 34121.

L’attuale largo Riborgo venne ricavato negli anni Trenta con la demolizione di numerosi edifici già esistenti attorno all’antica piazzetta San Giacomo. Già con delibera Giunta Municipale d.d. 28.3.1919 n. IX-31/5-19 venne soppressa la denominazione «piazzetta S. Giacomo», di modo che la piazzetta stessa divenne parte della via Riborgo (attuale via del Teatro Romano). Con Delibera del Podestà n. 2023 d.d. 24.11.1934 venne stabilito di battezzare il nuovo largo, risultante dall’atterramento di alcuni edifici, «piazza Malta». Infine, con Delibera Presidenziale n. 407 d.d. 6.7.1946 la denominazione «piazza Malta» venne mutata in quella di «largo Riborgo». Riborgo è toponimo attestato almeno dal 1297 («in contrata Riburgi»), che in epoca medioevale indicava anche una torre vicina e l’intero quartiere cittadino che si trovava nei pressi. Il toponimo è ampiamente documentato per tutto il Medioevo e l’età moderna in varie forme (Riborch, Riborgh, ecc.) e ha per base la voce lat.-germ. BURGUS. Più discussa è invece l’ origine della particella RI-; secondo Tribel (1884) la denominazione originaria era Triborgo (perché avrebbe indicato tre borghi incorporati nella città) che avrebbe perduto successivamente la T, riducendosi a Riborgo. Secondo Ravasini (1929), che riprende Coletti (1840), il nome sarebbe derivato da un «rio del borgo», con riferimento al rio che scorreva nel fossato lungo le mura cittadine. Rutteri (1981) accoglie l’interpretazione di Tribel. In largo Riborgo, oltre alle facciate laterali del palazzo sede del Banco di Napoli e dell’edificio delle Assicurazioni Generali attraverso il quale è aperta galleria Protti, si trova la casa-torre o meglio grattacielo Cernitz-Opiglia, eretto su progetto dell’arch. U. Nordio (in collaborazione con l’ing. Orazio Sturli) nel 1936; al centro del largo si nota invece una scultura di M. Mascherini (1961) qui posta nel 1968 raffigurante un «guerriero morente».

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

Un sentito ringraziamento va al Prof. Antonio Trampus, per aver acconsentito all'utilizzo dei suoi testi.
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