Trieste – Piazza Dalmazia

Per iscrivervi al Gruppo cliccate sull’immagine sottostante:

Gruppo Facebook Trieste di ieri e di oggi


 
Piazza Dalmazia (Google Maps)

DALMAZIA (piazza)

Piazza Dalmazia: città Nuova-Barriera Nuova. Attigua a piazza G. Oberdanumero C.A.P. numero 1: 34132; numero 2/a: 34122; numero 3: 34133; numero 4: 34134.
Dal 12.6.1925 (Delibera della Giunta Municipale numero 54) si decise di «denominare il nuovo largo formato in seguito alla regolazione della piazza G. Oberdan: piazza Dalmazia», dalla regione balcanica lungo la fascia costiera dell’Adriatico dal 1947 appartenente alla Jugoslavia. La regione, abitata fino a non molto tempo fa nella zona costiera da popolazioni di lingua italiana e nell’interno da una maggioranza serbo-croata, era stata definitivamente romana dal I secolo a.C.; successivamente fece parte dell’impero romano d’Occidente, poi di quello bizantino. Contesa fra la Repubblica di San Marco e il Regno d’Ungheria, venne ceduta a Venezia nel 1409. Dal 1814, dopo la parentesi napoleonica, fece parte dell’impero austriaco fino al 1918; con il trattato di Rapallo (1920) Zara e le isole del Quarnaro (tranne Veglia) vennero cedute al Regno d’Italia mentre la Dalmazia venne a far parte del Regno di Jugoslavia. Militarmente occupata dalle truppe italiane (1941), fu riconquistata dagli jugoslavi nel 1943.
Attualmente la Dalmazia (3.985 kmq) è divisa dal punto di vista amministrativo fra Croazia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro; confina a nord con il passo Vrata, a sud con il fiume Boiana, a est con le Alpi Beble e Dinariche. Città principali: Zara, Sebenico, Spalato, Arbe, Pago, Ragusa.

Al numero civico 2 di piazza Dalmazia si trova il palazzo della SAIMA s.p.a., eretto negli anni 1923-1925 dall’imp. Pollak e Ghira; il sito apparteneva, in precedenza, a piazza della Caserma con, al centro, il fontanone pubblico costruito nel 1851 dall’ing. G. Sforzi e demolito nel 1923. Reca il numero civico 1 casa Nussa, poi Di Demetrio, appartenuta dal 1785 al commerciante greco Antonio Nussa; l’edificio venne sopraelevato nella seconda metà dell’Ottocento. Segue al numero civico 3 (palazzo dell’I.numeroA., 1929) casa Fabris (numero civico 4), già sede di un noto caffè cittadino; l’edificio venne costruito dall’architetto F. Giordani nel 1853 per Giovanni Fabris.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

Un sentito ringraziamento va al Prof. Antonio Trampus, per aver acconsentito all'utilizzo dei suoi testi.
Please follow and like us: