Trieste: Piazza Unità d’Italia. Palazzo Stratti

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Trieste: Piazza Unità d'Italia. Palazzo Stratti. Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Piazza dell’Unità d’Italia.
Palazzo Stratti in stile tardo neoclassico, progettato dall’architetto Antonio Buttazzoni nel 1839 su incarico del mercante di panni greco Nicolò Stratti, personaggio di spicco dei primi dell’ottocento. Stratti fu negoziante di Borsa, membro dell’Unione di Beneficienza, fondatore dell’Istituto dei Poveri, direttore del Teatro Nuovo e capitano della Milizia Civica Territoriale).
Nel 1846, per difficoltà finanziarie dello Stratti, il palazzo, costato 500 mila fiorini d’oro, passò in proprietà alle Assicurazioni Generali per 400.000 fiorini e nel 1872 fu attuata una ristrutturazione radicale della facciata su progeto degli architetti Geiringer e Righetti.
Al piano terreno dell’edificio c’è lo storico Caffè degli Specchi inaugurato nel 1839 ma completato solamente nel 1846 quando la proprietà del palazzo passò alle Assicurazioni Generali.
Il fastigio di Palazzo Stratti (precedentemente montato sulla facciata postica e spostato nel 1872) con la figura allegorica di Trieste tra varie rappresentazioni di arti, industria, navigazione, commercio e novità tecnologiche, come la locomotiva di George Stephenson che nel 1837 fornì all’Austria che in quel periodo stava creando la sua rete ferroviaria. Oltre alla locomotiva, ci sono una ruota dentata, una incudine con un martello, una pinza e una ancora, come allegorie al progresso tecnologico, il tutto a destra della figura di donna che rappresenta Trieste. A sinistra ci sono una colonna e un capitello sormontato da una civetta sacra a Minerva, una cetra, un busto e una tavolozza da pittore, come allegorie delle arti e dello sviluppo culturale della città. L’opera è dello scultore Pietro Zandomeneghi.
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Trieste: Piazza dell’Unità d’Italia.
Palazzo Stratti in stile tardo neoclassico, progettato dall’architetto Antonio Buttazzoni nel 1839 su incarico del mercante di panni greco Nicolò Stratti, personaggio di spicco dei primi dell’ottocento. Stratti fu negoziante di Borsa, membro dell’Unione di Beneficienza, fondatore dell’Istituto dei Poveri, direttore del Teatro Nuovo e capitano della Milizia Civica Territoriale).
Nel 1846, per difficoltà finanziarie dello Stratti, il palazzo, costato 500 mila fiorini d’oro, passò in proprietà alle Assicurazioni Generali per 400.000 fiorini e nel 1872 fu attuata una ristrutturazione radicale della facciata su progeto degli architetti Geiringer e Righetti.
Al piano terreno dell’edificio c’è lo storico Caffè degli Specchi inaugurato nel 1839 ma completato solamente nel 1846 quando la proprietà del palazzo passò alle Assicurazioni Generali.
Il fastigio di Palazzo Stratti (precedentemente montato sulla facciata postica e spostato nel 1872) con la figura allegorica di Trieste tra varie rappresentazioni di arti, industria, navigazione, commercio e novità tecnologiche, come la locomotiva di George Stephenson che nel 1837 fornì all’Austria che in quel periodo stava creando la sua rete ferroviaria. Oltre alla locomotiva, ci sono una ruota dentata, una incudine con un martello, una pinza e una ancora, come allegorie al progresso tecnologico, il tutto a destra della figura di donna che rappresenta Trieste. A sinistra ci sono una colonna e un capitello sormontato da una civetta sacra a Minerva, una cetra, un busto e una tavolozza da pittore, come allegorie delle arti e dello sviluppo culturale della città. L’opera è dello scultore Pietro Zandomeneghi.
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Palazzo Stratti in stile tardo neoclassico, progettato dall’architetto Antonio Buttazzoni nel 1839 su incarico del mercante di panni greco Nicolò Stratti, personaggio di spicco dei primi dell’ottocento. Stratti fu negoziante di Borsa, membro dell’Unione di Beneficienza, fondatore dell’Istituto dei Poveri, direttore del Teatro Nuovo e capitano della Milizia Civica Territoriale).
Nel 1846, per difficoltà finanziarie dello Stratti, il palazzo, costato 500 mila fiorini d’oro, passò in proprietà alle Assicurazioni Generali per 400.000 fiorini e nel 1872 fu attuata una ristrutturazione radicale della facciata su progeto degli architetti Geiringer e Righetti.
Al piano terreno dell’edificio c’è lo storico Caffè degli Specchi inaugurato nel 1839 ma completato solamente nel 1846 quando la proprietà del palazzo passò alle Assicurazioni Generali.
Il fastigio di Palazzo Stratti (precedentemente montato sulla facciata postica e spostato nel 1872) con la figura allegorica di Trieste tra varie rappresentazioni di arti, industria, navigazione, commercio e novità tecnologiche, come la locomotiva di George Stephenson che nel 1837 fornì all’Austria che in quel periodo stava creando la sua rete ferroviaria. Oltre alla locomotiva, ci sono una ruota dentata, una incudine con un martello, una pinza e una ancora, come allegorie al progresso tecnologico, il tutto a destra della figura di donna che rappresenta Trieste. A sinistra ci sono una colonna e un capitello sormontato da una civetta sacra a Minerva, una cetra, un busto e una tavolozza da pittore, come allegorie delle arti e dello sviluppo culturale della città. L’opera è dello scultore Pietro Zandomeneghi.
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Palazzo Stratti in stile tardo neoclassico, progettato dall’architetto Antonio Buttazzoni nel 1839 su incarico del mercante di panni greco Nicolò Stratti, personaggio di spicco dei primi dell’ottocento. Stratti fu negoziante di Borsa, membro dell’Unione di Beneficienza, fondatore dell’Istituto dei Poveri, direttore del Teatro Nuovo e capitano della Milizia Civica Territoriale).
Nel 1846, per difficoltà finanziarie dello Stratti, il palazzo, costato 500 mila fiorini d’oro, passò in proprietà alle Assicurazioni Generali per 400.000 fiorini e nel 1872 fu attuata una ristrutturazione radicale della facciata su progeto degli architetti Geiringer e Righetti.
Al piano terreno dell’edificio c’è lo storico Caffè degli Specchi inaugurato nel 1839 ma completato solamente nel 1846 quando la proprietà del palazzo passò alle Assicurazioni Generali.
Il fastigio di Palazzo Stratti (precedentemente montato sulla facciata postica e spostato nel 1872) con la figura allegorica di Trieste tra varie rappresentazioni di arti, industria, navigazione, commercio e novità tecnologiche, come la locomotiva di George Stephenson che nel 1837 fornì all’Austria che in quel periodo stava creando la sua rete ferroviaria. Oltre alla locomotiva, ci sono una ruota dentata, una incudine con un martello, una pinza e una ancora, come allegorie al progresso tecnologico, il tutto a destra della figura di donna che rappresenta Trieste. A sinistra ci sono una colonna e un capitello sormontato da una civetta sacra a Minerva, una cetra, un busto e una tavolozza da pittore, come allegorie delle arti e dello sviluppo culturale della città. L’opera è dello scultore Pietro Zandomeneghi.
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Nel 1846, per difficoltà finanziarie dello Stratti, il palazzo, costato 500 mila fiorini d’oro, passò in proprietà alle Assicurazioni Generali per 400.000 fiorini e nel 1872 fu attuata una ristrutturazione radicale della facciata su progeto degli architetti Geiringer e Righetti.
Al piano terreno dell’edificio c’è lo storico Caffè degli Specchi inaugurato nel 1839 ma completato solamente nel 1846 quando la proprietà del palazzo passò alle Assicurazioni Generali.
Il fastigio di Palazzo Stratti (precedentemente montato sulla facciata postica e spostato nel 1872) con la figura allegorica di Trieste tra varie rappresentazioni di arti, industria, navigazione, commercio e novità tecnologiche, come la locomotiva di George Stephenson che nel 1837 fornì all’Austria che in quel periodo stava creando la sua rete ferroviaria. Oltre alla locomotiva, ci sono una ruota dentata, una incudine con un martello, una pinza e una ancora, come allegorie al progresso tecnologico, il tutto a destra della figura di donna che rappresenta Trieste. A sinistra ci sono una colonna e un capitello sormontato da una civetta sacra a Minerva, una cetra, un busto e una tavolozza da pittore, come allegorie delle arti e dello sviluppo culturale della città. L’opera è dello scultore Pietro Zandomeneghi.
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Nel 1846, per difficoltà finanziarie dello Stratti, il palazzo, costato 500 mila fiorini d’oro, passò in proprietà alle Assicurazioni Generali per 400.000 fiorini e nel 1872 fu attuata una ristrutturazione radicale della facciata su progeto degli architetti Geiringer e Righetti.
Al piano terreno dell’edificio c’è lo storico Caffè degli Specchi inaugurato nel 1839 ma completato solamente nel 1846 quando la proprietà del palazzo passò alle Assicurazioni Generali.
Il fastigio di Palazzo Stratti (precedentemente montato sulla facciata postica e spostato nel 1872) con la figura allegorica di Trieste tra varie rappresentazioni di arti, industria, navigazione, commercio e novità tecnologiche, come la locomotiva di George Stephenson che nel 1837 fornì all’Austria che in quel periodo stava creando la sua rete ferroviaria. Oltre alla locomotiva, ci sono una ruota dentata, una incudine con un martello, una pinza e una ancora, come allegorie al progresso tecnologico, il tutto a destra della figura di donna che rappresenta Trieste. A sinistra ci sono una colonna e un capitello sormontato da una civetta sacra a Minerva, una cetra, un busto e una tavolozza da pittore, come allegorie delle arti e dello sviluppo culturale della città. L’opera è dello scultore Pietro Zandomeneghi.
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