Trieste – Piazzale Europa

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Piazzale Europa (Google Maps)

 

EUROPA (piazzale)

Piazzale Europa: Cologna-Scorcola. Tra via Fabio Severo e via A. Valerio. C.A.P. 34127.
Si tratta di «denominazione simboleggiante la’unità Europea […] assegnata in ottemperanza a quanto disposto dal Ministro dell’Interno con circolare […] pervenuta alla Segreteria della Commissione toponomastica in allegato alla nota numero XXV/a/20 d.d. 5.3.1958 della locale Prefettura»; così dal 6.3.1961 (Delibera del Consiglio Comunale numero 59). L’intitolazione venne suggerita a seguito della firma dei Trattati di Roma (25 marzo 1957), cioè del trattato istitutivo della Comunità Economica Europea (C.E.E.) e del trattato istitutivo della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). Quello relativo alla Comunità Economica Europea stabilisce l’instaurazione di un mercato comune generale, il progressivo ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri e uno sviluppo armonioso e continuo delle attività economiche, provvedendo alla libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali nell’ambito comunitario. Il trattato istitutivo della Comunità europea dell’energia atomica prevede invece lo sviluppo delle industrie nucleari e il miglioramento del tenore di vita negli stati membri, un mercato comune dei materiali e delle attrezzature speciali e delle materie fissili.
Al numero civico 1 si trova il complesso dell’Università degli Studi di Trieste; l’edificio principale, che prospetta piazzale Europa e che ospita anche il Rettorato, venne costruito dagli architetto U. Nordio e R. Fagnoni (prima pietra posta il 19.9.1938) e l’atrio dell’ala destra è decorato con mosaici pavimentali di U. Carà. Il complesso venne inaugurato dal Ministro Gonella il 3.11.1950; gli edifici della Facoltà di Ingegneria vennero costruiti nel 1965-1971 su progetto dell’architetto U. Nordio mentre la nuova Casa dello studente è opera dell’architetto R. Boico (1974). Il bassorilievo posto alla base dell’avancorpo di destra dell’edificio principale venne scolpito dal fiorentino M. Moschi (1943); quello dell’avancorpo di sinistra, che ha di fronte una statua Minerva dello scultore M. Mascherini, fu posto nel secondo dopoguerra. L’attuale Università degli Studi di Trieste deriva dal R. Istituto Superiore di Studi Commerciali che con R.D. 8 agosto 1924 numero 1338 assunse il nome di Regia Università degli Studi Economici e Commerciali; con R.D. 8 luglio 1938 numero 252, infine, divenne Università degli Studi. Alla Facoltà di Economia e Commercio seguì l’istituzione della Facoltà di Giurisprudenza (R.D. 8.7.1938), della Facoltà di Lettere (1943, conval. G.M.A. 8.11.1945), della Facoltà di Ingegneria (1945, istituita nominalmente già nel 1942), della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali (1946), della Facoltà di Magistero e della Facoltà di Farmacia (1955-1956), della Facoltà di Medicina (1965), della Facoltà di Scienze Politiche (1970). Gli edifici dell’I.A.C.P. ai nnumero civico 2-5, progettati dallo studio Ghira-Polacco, vennero costruiti nel 1926.

L’aspirazione della comunità triestina a dotarsi di istituzioni universitarie è documentata sin dal XVIII secolo, quando lo sviluppo portuale della città indusse l’establishment locale a chiedere alla Casa d’Austria la fondazione di un ateneo, capace di affiancare la fiorente attività mercantile con adeguate infrastrutture formative in ambito giuridico ed economico.

È noto che il governo di Vienna si rifiutò reiteratamente di assecondare tale aspirazione, tanto più quando, con il secolo successivo, l’apertura di una sede universitaria a Trieste finì per rientrare tra le istanze irredentiste della locale comunità italiana. La mancata soluzione della “questione universitaria” non impedì, peraltro, che la città si dotasse d’istituti di alta formazione, ancorché non universitari. È il caso della “Scuola Superiore di Commercio”, creata nel 1877 dal barone Pasquale Revoltella, protagonista della Trieste emporiale ottocentesca e grande mecenate della cultura e dell’arte, al fine di corrispondere alle crescenti esigenze professionali e pratiche nei settori del commercio, della navigazione e delle discipline collegate.

È solo con il passaggio alla sovranità italiana, a seguito del primo conflitto mondiale, che Trieste inizia a sviluppare proprie istituzioni di studi superiori e universitari. In particolare, il regio decreto-legge 7 novembre 1920, numero 1667, trasformava la Scuola, con l’aggiunta di un terzo anno di corso, in “Istituto Superiore di Studi Commerciali”, parificandolo ai consimili istituti italiani e, di fatto, incardinando quella che sarebbe divenuta, di lì a poco, sede universitaria sulle fondamenta della Scuola Superiore voluta da Revoltella.

Aggiunto nel 1921 un quarto anno all’ordinamento degli studi e conseguita l’assimilazione degli istituti superiori alle università, grazie al voto del corpo docente e all’impegno finanziario del Comune di Trieste, che devolveva i fondi raccolti sotto la dominazione austriaca per la realizzazione dell’università, l’Istituto Superiore veniva costituito, con regio decreto 8 agosto 1924, numero 1338, in “Università degli Studi Economici e Commerciali”, comprendente la sola Facoltà di Scienze Economiche e Commerciali. Primo rettore ne fu il giurista Alberto Asquini, titolare della cattedra di diritto commerciale.

Dal 1° dicembre 1930 il rettorato veniva assunto da Manlio Udina, titolare della cattedra di diritto internazionale. Udina si adoperò per il potenziamento dell’Università triestina, giovandosi dell’appoggio del ministro dei Lavori Pubblici dell’epoca, il triestino Cobolli Gigli, e del sostegno del ministro dell’Educazione Nazionale Bottai. Questi, in occasione di una visita all’Università, il 15 maggio 1938, annunziava l’istituzione della nuova Facoltà di Giurisprudenza, ordinata nei due corsi di laurea in giurisprudenza e in scienze politiche: impegno, questo, concretizzatosi con il regio decreto 8 luglio 1938, numero 252, con il quale si disponeva, al contempo, che l’Ateneo, ormai costituito da due facoltà, assumesse la denominazione di ”Regia Università degli Studi”.

Nei decenni successivi, l’Università avrebbe registrato un progressivo sviluppo, con l’insediamento graduale di ulteriori dieci facoltà: Ingegneria (1942), Lettere e Filosofia (1943), Scienze Matematiche Fisiche e Naturali (1946), Farmacia (1956), Scienze della Formazione (1956), Medicina e Chirurgia (1965), Scienze Politiche (1974),Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori (1978), Psicologia (1997) e Architettura (1998).

Tale assetto si è mantenuto in vita sino alla riforma universitaria del 2010 (l. 30 dicembre 2010, numero 240), in attuazione della quale il nuovo Statuto di Ateneo, entrato in vigore nel 2012, ha ridisegnato l’architettura istituzionale dell’Università, decretando, per un verso, la cessazione delle preesistenti facoltà e, per l’altro, l’attribuzione delle funzioni di organizzazione didattica e di gestione dell’attività scientifica ai seguenti dipartimenti: Fisica; Ingegneria e Architettura; Matematica e Geoscienze; Scienze Chimiche e Farmaceutiche; Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche; Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione; Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute; Scienze Politiche e Sociali; Scienze della Vita; Studi Umanistici.

Elenco dei rettori e direttori dal 1877 ad oggi.

 

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

Un sentito ringraziamento va al Prof. Antonio Trampus, per aver acconsentito all'utilizzo dei suoi testi.
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