Trieste: Riva Nazario Sauro. Molo Bersaglieri. Stazione Marittima.

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Trieste: Riva Nazario Sauro. Molo Bersaglieri. Stazione Marittima.
Foto Paolo Carbonaio
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Nel 1924 l’amministrazione dei Magazzini generali decide di costruire a Trieste una stazione marittima per navi passeggeri. Il Governo fascista inserisce questa costruzione tra le opere pubbliche di immediata esecuzione su progetto degli architetti triestini Giacomo Zamattio ed Umberto Nordio. L’area prescelta è quella occupata dai magazzini 41 e 42 (che, durante la dominazione asburgica, erano principalmente destinati a deposito dei vini di importazione dal Regno d’Italia)
Nel 1927 Zamattio muore lasciando la progettazione nelle mani di Nordio che rivede tutto l’edificio. Umberto Nordio risolve con felice risultato i problemi posti da tanti vincoli, sfruttando le caratteristiche del cemento armato che consentono l’eliminazione del secondo ordine di pilastri, semplificando il frontone che verrà completato ai lati dell’orologio da due grandi bassorilievi. La personale concezione dell’arte di Nordio portò lo stesso a curare direttamente l’estetica di ogni dettaglio dell’opera, ivi compresi i lampadari e le pavimentazioni.
Nel 1933 l’edificio viene riconosciuto da “Emporium”, celebre rivista italiana di arti e grafica, come una delle cinque opere che ha segnato l’inizio dell’architettura moderna in Italia.
Nordio elabora tra il 1926 e il 1928 un progetto che prevede la parziale demolizione dell’hangar 41, le cui fondazioni verranno utilizzate dal nuovo corpo di fabbrica, e la conservazione dell’hangar 42, tuttora esistente. Vista la sua particolare posizione lungo le Rive, poco distante dalla piazza dell’Unità, il prospetto principale assume un carattere monumentale
Il progetto viene approvato nel luglio 1928, dopo due anni di lavoro e ripetute richieste di modifiche estetiche della facciata e di variazione dei corpi centrali e dei prospetti laterali. Questi infatti sono ripensati dal progettista e caratterizzati da una lunga teoria di arcate, di cui è visibile l’elemento strutturale. Il molo Bersaglieri viene trasformato e modificato strutturalmente per consentire l’attracco dei transatlantici sulla nuova banchina a Sud e quello delle navi minori a Nord. Nell’aprile 1930 Nordio elabora i progetti per l’allestimento degli interni, in coerenza con una concezione del linguaggio architettonico quale linguaggio della buona qualità dell’opera, dalla configurazione generale fino ai minimi dettagli, e il 28 ottobre dello stesso anno la stazione marittima viene inaugurata. (Fonte: architetti.san.beniculturali.it e Wikipedia)
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Nel 1924 l’amministrazione dei Magazzini generali decide di costruire a Trieste una stazione marittima per navi passeggeri. Il Governo fascista inserisce questa costruzione tra le opere pubbliche di immediata esecuzione su progetto degli architetti triestini Giacomo Zamattio ed Umberto Nordio. L’area prescelta è quella occupata dai magazzini 41 e 42 (che, durante la dominazione asburgica, erano principalmente destinati a deposito dei vini di importazione dal Regno d’Italia)
Nel 1927 Zamattio muore lasciando la progettazione nelle mani di Nordio che rivede tutto l’edificio. Umberto Nordio risolve con felice risultato i problemi posti da tanti vincoli, sfruttando le caratteristiche del cemento armato che consentono l’eliminazione del secondo ordine di pilastri, semplificando il frontone che verrà completato ai lati dell’orologio da due grandi bassorilievi. La personale concezione dell’arte di Nordio portò lo stesso a curare direttamente l’estetica di ogni dettaglio dell’opera, ivi compresi i lampadari e le pavimentazioni.
Nel 1933 l’edificio viene riconosciuto da “Emporium”, celebre rivista italiana di arti e grafica, come una delle cinque opere che ha segnato l’inizio dell’architettura moderna in Italia.
Nordio elabora tra il 1926 e il 1928 un progetto che prevede la parziale demolizione dell’hangar 41, le cui fondazioni verranno utilizzate dal nuovo corpo di fabbrica, e la conservazione dell’hangar 42, tuttora esistente. Vista la sua particolare posizione lungo le Rive, poco distante dalla piazza dell’Unità, il prospetto principale assume un carattere monumentale
Il progetto viene approvato nel luglio 1928, dopo due anni di lavoro e ripetute richieste di modifiche estetiche della facciata e di variazione dei corpi centrali e dei prospetti laterali. Questi infatti sono ripensati dal progettista e caratterizzati da una lunga teoria di arcate, di cui è visibile l’elemento strutturale. Il molo Bersaglieri viene trasformato e modificato strutturalmente per consentire l’attracco dei transatlantici sulla nuova banchina a Sud e quello delle navi minori a Nord. Nell’aprile 1930 Nordio elabora i progetti per l’allestimento degli interni, in coerenza con una concezione del linguaggio architettonico quale linguaggio della buona qualità dell’opera, dalla configurazione generale fino ai minimi dettagli, e il 28 ottobre dello stesso anno la stazione marittima viene inaugurata. (Fonte: architetti.san.beniculturali.it e Wikipedia)
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Nel 1927 Zamattio muore lasciando la progettazione nelle mani di Nordio che rivede tutto l’edificio. Umberto Nordio risolve con felice risultato i problemi posti da tanti vincoli, sfruttando le caratteristiche del cemento armato che consentono l’eliminazione del secondo ordine di pilastri, semplificando il frontone che verrà completato ai lati dell’orologio da due grandi bassorilievi. La personale concezione dell’arte di Nordio portò lo stesso a curare direttamente l’estetica di ogni dettaglio dell’opera, ivi compresi i lampadari e le pavimentazioni.
Nel 1933 l’edificio viene riconosciuto da “Emporium”, celebre rivista italiana di arti e grafica, come una delle cinque opere che ha segnato l’inizio dell’architettura moderna in Italia.
Nordio elabora tra il 1926 e il 1928 un progetto che prevede la parziale demolizione dell’hangar 41, le cui fondazioni verranno utilizzate dal nuovo corpo di fabbrica, e la conservazione dell’hangar 42, tuttora esistente. Vista la sua particolare posizione lungo le Rive, poco distante dalla piazza dell’Unità, il prospetto principale assume un carattere monumentale
Il progetto viene approvato nel luglio 1928, dopo due anni di lavoro e ripetute richieste di modifiche estetiche della facciata e di variazione dei corpi centrali e dei prospetti laterali. Questi infatti sono ripensati dal progettista e caratterizzati da una lunga teoria di arcate, di cui è visibile l’elemento strutturale. Il molo Bersaglieri viene trasformato e modificato strutturalmente per consentire l’attracco dei transatlantici sulla nuova banchina a Sud e quello delle navi minori a Nord. Nell’aprile 1930 Nordio elabora i progetti per l’allestimento degli interni, in coerenza con una concezione del linguaggio architettonico quale linguaggio della buona qualità dell’opera, dalla configurazione generale fino ai minimi dettagli, e il 28 ottobre dello stesso anno la stazione marittima viene inaugurata. (Fonte: architetti.san.beniculturali.it e Wikipedia)
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Nel 1927 Zamattio muore lasciando la progettazione nelle mani di Nordio che rivede tutto l’edificio. Umberto Nordio risolve con felice risultato i problemi posti da tanti vincoli, sfruttando le caratteristiche del cemento armato che consentono l’eliminazione del secondo ordine di pilastri, semplificando il frontone che verrà completato ai lati dell’orologio da due grandi bassorilievi. La personale concezione dell’arte di Nordio portò lo stesso a curare direttamente l’estetica di ogni dettaglio dell’opera, ivi compresi i lampadari e le pavimentazioni.
Nel 1933 l’edificio viene riconosciuto da “Emporium”, celebre rivista italiana di arti e grafica, come una delle cinque opere che ha segnato l’inizio dell’architettura moderna in Italia.
Nordio elabora tra il 1926 e il 1928 un progetto che prevede la parziale demolizione dell’hangar 41, le cui fondazioni verranno utilizzate dal nuovo corpo di fabbrica, e la conservazione dell’hangar 42, tuttora esistente. Vista la sua particolare posizione lungo le Rive, poco distante dalla piazza dell’Unità, il prospetto principale assume un carattere monumentale
Il progetto viene approvato nel luglio 1928, dopo due anni di lavoro e ripetute richieste di modifiche estetiche della facciata e di variazione dei corpi centrali e dei prospetti laterali. Questi infatti sono ripensati dal progettista e caratterizzati da una lunga teoria di arcate, di cui è visibile l’elemento strutturale. Il molo Bersaglieri viene trasformato e modificato strutturalmente per consentire l’attracco dei transatlantici sulla nuova banchina a Sud e quello delle navi minori a Nord. Nell’aprile 1930 Nordio elabora i progetti per l’allestimento degli interni, in coerenza con una concezione del linguaggio architettonico quale linguaggio della buona qualità dell’opera, dalla configurazione generale fino ai minimi dettagli, e il 28 ottobre dello stesso anno la stazione marittima viene inaugurata. (Fonte: architetti.san.beniculturali.it e Wikipedia)
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Nel 1927 Zamattio muore lasciando la progettazione nelle mani di Nordio che rivede tutto l’edificio. Umberto Nordio risolve con felice risultato i problemi posti da tanti vincoli, sfruttando le caratteristiche del cemento armato che consentono l’eliminazione del secondo ordine di pilastri, semplificando il frontone che verrà completato ai lati dell’orologio da due grandi bassorilievi. La personale concezione dell’arte di Nordio portò lo stesso a curare direttamente l’estetica di ogni dettaglio dell’opera, ivi compresi i lampadari e le pavimentazioni.
Nel 1933 l’edificio viene riconosciuto da “Emporium”, celebre rivista italiana di arti e grafica, come una delle cinque opere che ha segnato l’inizio dell’architettura moderna in Italia.
Nordio elabora tra il 1926 e il 1928 un progetto che prevede la parziale demolizione dell’hangar 41, le cui fondazioni verranno utilizzate dal nuovo corpo di fabbrica, e la conservazione dell’hangar 42, tuttora esistente. Vista la sua particolare posizione lungo le Rive, poco distante dalla piazza dell’Unità, il prospetto principale assume un carattere monumentale
Il progetto viene approvato nel luglio 1928, dopo due anni di lavoro e ripetute richieste di modifiche estetiche della facciata e di variazione dei corpi centrali e dei prospetti laterali. Questi infatti sono ripensati dal progettista e caratterizzati da una lunga teoria di arcate, di cui è visibile l’elemento strutturale. Il molo Bersaglieri viene trasformato e modificato strutturalmente per consentire l’attracco dei transatlantici sulla nuova banchina a Sud e quello delle navi minori a Nord. Nell’aprile 1930 Nordio elabora i progetti per l’allestimento degli interni, in coerenza con una concezione del linguaggio architettonico quale linguaggio della buona qualità dell’opera, dalla configurazione generale fino ai minimi dettagli, e il 28 ottobre dello stesso anno la stazione marittima viene inaugurata. (Fonte: architetti.san.beniculturali.it e Wikipedia)
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Nel 1927 Zamattio muore lasciando la progettazione nelle mani di Nordio che rivede tutto l’edificio. Umberto Nordio risolve con felice risultato i problemi posti da tanti vincoli, sfruttando le caratteristiche del cemento armato che consentono l’eliminazione del secondo ordine di pilastri, semplificando il frontone che verrà completato ai lati dell’orologio da due grandi bassorilievi. La personale concezione dell’arte di Nordio portò lo stesso a curare direttamente l’estetica di ogni dettaglio dell’opera, ivi compresi i lampadari e le pavimentazioni.
Nel 1933 l’edificio viene riconosciuto da “Emporium”, celebre rivista italiana di arti e grafica, come una delle cinque opere che ha segnato l’inizio dell’architettura moderna in Italia.
Nordio elabora tra il 1926 e il 1928 un progetto che prevede la parziale demolizione dell’hangar 41, le cui fondazioni verranno utilizzate dal nuovo corpo di fabbrica, e la conservazione dell’hangar 42, tuttora esistente. Vista la sua particolare posizione lungo le Rive, poco distante dalla piazza dell’Unità, il prospetto principale assume un carattere monumentale
Il progetto viene approvato nel luglio 1928, dopo due anni di lavoro e ripetute richieste di modifiche estetiche della facciata e di variazione dei corpi centrali e dei prospetti laterali. Questi infatti sono ripensati dal progettista e caratterizzati da una lunga teoria di arcate, di cui è visibile l’elemento strutturale. Il molo Bersaglieri viene trasformato e modificato strutturalmente per consentire l’attracco dei transatlantici sulla nuova banchina a Sud e quello delle navi minori a Nord. Nell’aprile 1930 Nordio elabora i progetti per l’allestimento degli interni, in coerenza con una concezione del linguaggio architettonico quale linguaggio della buona qualità dell’opera, dalla configurazione generale fino ai minimi dettagli, e il 28 ottobre dello stesso anno la stazione marittima viene inaugurata. (Fonte: architetti.san.beniculturali.it e Wikipedia)
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Nel 1927 Zamattio muore lasciando la progettazione nelle mani di Nordio che rivede tutto l’edificio. Umberto Nordio risolve con felice risultato i problemi posti da tanti vincoli, sfruttando le caratteristiche del cemento armato che consentono l’eliminazione del secondo ordine di pilastri, semplificando il frontone che verrà completato ai lati dell’orologio da due grandi bassorilievi. La personale concezione dell’arte di Nordio portò lo stesso a curare direttamente l’estetica di ogni dettaglio dell’opera, ivi compresi i lampadari e le pavimentazioni.
Nel 1933 l’edificio viene riconosciuto da “Emporium”, celebre rivista italiana di arti e grafica, come una delle cinque opere che ha segnato l’inizio dell’architettura moderna in Italia.
Nordio elabora tra il 1926 e il 1928 un progetto che prevede la parziale demolizione dell’hangar 41, le cui fondazioni verranno utilizzate dal nuovo corpo di fabbrica, e la conservazione dell’hangar 42, tuttora esistente. Vista la sua particolare posizione lungo le Rive, poco distante dalla piazza dell’Unità, il prospetto principale assume un carattere monumentale
Il progetto viene approvato nel luglio 1928, dopo due anni di lavoro e ripetute richieste di modifiche estetiche della facciata e di variazione dei corpi centrali e dei prospetti laterali. Questi infatti sono ripensati dal progettista e caratterizzati da una lunga teoria di arcate, di cui è visibile l’elemento strutturale. Il molo Bersaglieri viene trasformato e modificato strutturalmente per consentire l’attracco dei transatlantici sulla nuova banchina a Sud e quello delle navi minori a Nord. Nell’aprile 1930 Nordio elabora i progetti per l’allestimento degli interni, in coerenza con una concezione del linguaggio architettonico quale linguaggio della buona qualità dell’opera, dalla configurazione generale fino ai minimi dettagli, e il 28 ottobre dello stesso anno la stazione marittima viene inaugurata. (Fonte: architetti.san.beniculturali.it e Wikipedia)
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