La Trieste di Enea Silvio Piccolomini

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Itinerario dedicato al vescovo Piccolomini (Corsignano, 18 ottobre 1405 – Ancona, 14 agosto 1464), poi papa Pio II.

Il solo vescovo di Trieste – per pochi anni vescovo di Trieste dal 19 aprile 1447 fino al 24 ottobre 1449- diventato papa. I luoghi suggeriti sono in parte legati a lui, sulla facciata di san Giusto il busto di bronzo è ottocentesco, però la lapide è uno dei pochi manufatti di squisita arte rinascimentale che abbiamo a Trieste. Da papa (1458-1464), cercò di aiutare la città. Prima di giungere alla carriera ecclesiastica fu umanista. Presso la biblioteca civica c’è il museo petrarchesco piccolomineo. Si dice che la scelta del nome come papa sia stata ispirata dal virgiliano “Pius Aeneas” il Pio Enea. E a lui è attribuita una battuta in versi, che cito a memoria ” Fin ch’ero Enea- nessuno mi volea- adesso che son Pio- tutti mi chiaman zio”

La Cappella dell’Arcivescovado

Cappella Arcivescovile

 
A Trieste esiste un gioiello architettonico che pochi conoscono. Si tratta della Cappella Arcivescovile dell’architetto di origini slovene Ivan Vurnik formatosi a Vienna (dove ha conosciuto la moglie Helene Kottler, validissima pittrice) negli anni della Secession austriaca e che rientrato a Trieste riceve l’incarico dall’Arcivescovo (Enzo Lorenzetti)
 
 
 

Visibile anche qua ( foto di Enzo Lorenzetti e Elisabetta Marcovich )