Trieste : Viale Regina Elena, ora Viale Miramare, 1931

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Viale Miramare, 1910. Viale Regina Elena, 1931.
Dal 1922 al 1944 il Viale Miramare si chiamò Viale Regina Elena.
Collezione Dino Cafagna‎ 

Viale Miramare

Già via di Miramare nel 1922 venne ribattezzata “Viale Regina Elena”, la denominazione venne soppressa nel 1944 e sostituita con “via di Miramare” fino alla chiesa di Barcola, dalla chiesa al bivio di Miramare venne denominata “riviera di Barcola” e “viale a Miramare” il tratto terminale che conduce al castello. Nel 1946 le tre denominazioni vennero unificate in quella di “viale Miramare”

Miramare è la forma popolare di Miramar, nome del castello dell’arciduca Ferdinando Massimiliano, da precisare che la forma Miramare venne affermandosi nell’uso popolare già pochi anni dopo la costruzione del castello.
All’inizio del viale troviamo il palazzo Parisi costruito su progetto dell’architetto viennese Friedrich Schachner.
Fra le vie L. Ariosto e A. Gazzoletti si ergeva l’ampio edificio noto come “Casa del ferroviere” costruito nel 1857 quale sede della direzione delle officine ferroviarie, poi destinato all’amministrazione della Südbahn (Società della Ferrovia Meridionale), dopo il primo conflitto mondiale utilizzato dalle Ferrovie dello Stato come abitazione per i propri dipendenti. Demolito nel 1973, nell’ampia area ricavata oggi vediamo un giardino pensile che si trova alla sommità di un edificio adibito a parcheggio. Il giardino che nel dicembre 2014 è stato intitolato alla pittrice Leonor Fini, è ricco di aiuole con alcuni pergolati di rampicanti potrebbe essere un punto di incontro e di svago per i bambini gli adolescenti. (Margherita Tauceri)

Trieste : Viale Miramare, 1910

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Viale Miramare, 1910. Collezione Dino Cafagna‎ 

Viale Miramare

Già via di Miramare nel 1922 venne ribattezzata “Viale Regina Elena”, la denominazione venne soppressa nel 1944 e sostituita con “via di Miramare” fino alla chiesa di Barcola, dalla chiesa al bivio di Miramare venne denominata “riviera di Barcola” e “viale a Miramare” il tratto terminale che conduce al castello. Nel 1946 le tre denominazioni vennero unificate in quella di “viale Miramare”

Miramare è la forma popolare di Miramar, nome del castello dell’arciduca Ferdinando Massimiliano, da precisare che la forma Miramare venne affermandosi nell’uso popolare già pochi anni dopo la costruzione del castello.
All’inizio del viale troviamo il palazzo Parisi costruito su progetto dell’architetto viennese Friedrich Schachner.
Fra le vie L. Ariosto e A. Gazzoletti si ergeva l’ampio edificio noto come “Casa del ferroviere” costruito nel 1857 quale sede della direzione delle officine ferroviarie, poi destinato all’amministrazione della Südbahn (Società della Ferrovia Meridionale), dopo il primo conflitto mondiale utilizzato dalle Ferrovie dello Stato come abitazione per i propri dipendenti. Demolito nel 1973, nell’ampia area ricavata oggi vediamo un giardino pensile che si trova alla sommità di un edificio adibito a parcheggio. Il giardino che nel dicembre 2014 è stato intitolato alla pittrice Leonor Fini, è ricco di aiuole con alcuni pergolati di rampicanti potrebbe essere un punto di incontro e di svago per i bambini gli adolescenti. (Margherita Tauceri)

Trieste – Barcola, viale Miramare, “Fabbrica di ghiaccio cristallino”

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Trieste – Barcola, viale Miramare, “Fabbrica di ghiaccio cristallino”

Questo edificio con il tetto così particolare da sembrare un campanile è la “Fabbrica di ghiaccio cristallino” a Barcola in viale Miramare.
Nel 1887 Enrico Ritter de Zahony (1815- 1903) sposato con Angelina baronessa Sartorio, comperò un terreno con il fine di costruire una fabbrica di ghiaccio, l’anno seguente su questa stessa area venne condotta la prima campagna di scavi delle ville romane.
Il 31.10.1894 venne creata la fabbrica Triestina di ghiaccio cristallino Enrico Ritter & C.o (o anche Triester Krystall-Eisfabrik Heinrich Ritter &C.o); al culmine della sua attività aveva 80 operai.
Nella guida del 1895 la fabbrica viene così descritta: “produce 280 quintali di ghiaccio ogni 24 ore. Su solide fondamenta è piantato un grande bacino di ferro, contenente una soluzione concentrata di sale: esso è il generatore. Un congegno di tubi in fondo a questo è posto in comunicazione con la macchina del ghiaccio. Le gru mobili, collocate in alto su rotaie, servono ad immergere i blocchi che passano nei depositi o sui carri. la macchina del ghiaccio è fatta col sistema Lindt, le caldaie con quello Pen Bruck. Elegantissimo è il salone delle macchine”.
Dal 1901 cambiò diverse ragioni sociali, nel 1926 S.A. per l’industria del Ghiaccio a Trieste, nel 1931 Frigoriferi Triestini S.A.. Nel 1936 la proprietà passò a Luigi Livellara.
Negli anni ’50 questo spazio sarà occupato dalla concessionari Fiat Antonio Grandi .
Foto collezione privata. (M. Tauceri)