Trieste: Piazza Unità d’Italia. Palazzo Pitteri.

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Trieste: Piazza Unità d'Italia. Palazzo Pitteri.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Piazza Unità d’Italia.
Palazzo Pitteri. L’edificio (il più antico palazzo della piazza), in stile neoclassico triestino con influenze barocche e rococò, venne costruito nel 1780 su progetto di Ulderico Moro per il negoziante Domenico Plenario. In origine il sito ospitava le seicentesche case Piccardi. Nel 1801 il palazzo venne acquistato da Giovanni Iovovitz. Nel 1834 l’intera proprietà passò a Leopoldo Pitteri. Nel 1880 nei locali del pianterreno venne aperto il Caffè Flora per volere di Giuseppe Mander, che durante il giorno era il ritrovo dei coristi del teatro Verdi, mentre la notte era frequentato dagli abitanti proletari di Cittavecchia. Dopo il 1918 il locale assunse il nome di Nazionale. Negli anni Sessanta venne trasformato in locale a cura dell’esercente con l’insegna Piccolo Mondo. Nel 1937 vennero apportate delle modifiche ai locali del pianterreno. L’edificio subì una ristrutturazione generale su progetto degli architetti Celli e Tognon nel 1982. (da:biblioteche.comune.it)
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Trieste – Panorama Cantieri, Officina del Gas e Servola

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Trieste, Panorama Cantieri, Officina del Gas e Servola. 
Coll. Giancarla Scubini
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Trieste: Piazza Vittorio Veneto. Il Palazzo delle Poste.

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Trieste: Piazza Vittorio Veneto. Il Palazzo delle Poste.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Piazza Vittorio Veneto.
Il Palazzo delle Poste, progetto dell’architetto austriaco Friedrich Setz dipendente dell’Imperial Regio Ministero del Commercio di Vienna, era già sede dell’Imperial Regia Direzione delle Poste e Telegrafi dell’Impero Asburgico, fu costruito negli anni 1890-1894 nel luogo già occupato dalla Dogana. E’stato inaugurato il 28 ottobre 1894.
Le sei statue allegoriche sul frontale rappresentano la Navigazione, la Ferrovia, il Commercio, la Viticultura, l’Agricoltura, e l’Industria. Sulla parte centrale della facciata vi è una grande cupola a forma di calotta tronca dagli spigoli curvi e convergenti, al centro della quale è collocato un abbaino delimitato da due erme e con un’apertura rotonda in cui sta un orologio. Al di sopra dell’abbaino è posta una statuetta di postiglione e al di sotto dell’orologio si legge l’anno di costruzione 1894 in cifre romane. All’interno c’è il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa dove sono esposti reperti, modulistica e documenti inerenti al servizio postale, dai tempi dell’Austria ad oggi, attrezzature telegrafiche, carte d’epoca. Sull’entrata di Via Galatti sono visibili due putti, un postino e un postiglione.
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Trieste – Edificio (Edifizio) della Direzione dell’Ospedale alla Maddalena

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Edificio (Edifizio) della Direzione dell'Ospedale alla Maddalena - periodo K.U.K. duplice Monarchia Imperiale e Regia. Coll. Giancarla Scubini
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Trieste: Piazza Vittorio Veneto. Il Palazzo delle Poste.

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Trieste: Piazza Vittorio Veneto. Il Palazzo delle Poste.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Piazza Vittorio Veneto.
Il Palazzo delle Poste, progetto dell’architetto austriaco Friedrich Setz dipendente dell’Imperial Regio Ministero del Commercio di Vienna, era già sede dell’Imperial Regia Direzione delle Poste e Telegrafi dell’Impero Asburgico, fu costruito negli anni 1890-1894 nel luogo già occupato dalla Dogana. E’stato inaugurato il 28 ottobre 1894.
Le sei statue allegoriche sul frontale rappresentano la Navigazione, la Ferrovia, il Commercio, la Viticultura, l’Agricoltura, e l’Industria. Sulla parte centrale della facciata vi è una grande cupola a forma di calotta tronca dagli spigoli curvi e convergenti, al centro della quale è collocato un abbaino delimitato da due erme e con un’apertura rotonda in cui sta un orologio. Al di sopra dell’abbaino è posta una statuetta di postiglione e al di sotto dell’orologio si legge l’anno di costruzione 1894 in cifre romane. All’interno c’è il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa dove sono esposti reperti, modulistica e documenti inerenti al servizio postale, dai tempi dell’Austria ad oggi, attrezzature telegrafiche, carte d’epoca. Sull’entrata di Via Galatti sono visibili due putti, un postino e un postiglione.
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Trieste: Piazza Vittorio Veneto. Il Palazzo delle Poste.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Piazza Vittorio Veneto.
Il Palazzo delle Poste, progetto dell’architetto austriaco Friedrich Setz dipendente dell’Imperial Regio Ministero del Commercio di Vienna, era già sede dell’Imperial Regia Direzione delle Poste e Telegrafi dell’Impero Asburgico, fu costruito negli anni 1890-1894 nel luogo già occupato dalla Dogana. E’stato inaugurato il 28 ottobre 1894.
Le sei statue allegoriche sul frontale rappresentano la Navigazione, la Ferrovia, il Commercio, la Viticultura, l’Agricoltura, e l’Industria. Sulla parte centrale della facciata vi è una grande cupola a forma di calotta tronca dagli spigoli curvi e convergenti, al centro della quale è collocato un abbaino delimitato da due erme e con un’apertura rotonda in cui sta un orologio. Al di sopra dell’abbaino è posta una statuetta di postiglione e al di sotto dell’orologio si legge l’anno di costruzione 1894 in cifre romane. All’interno c’è il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa dove sono esposti reperti, modulistica e documenti inerenti al servizio postale, dai tempi dell’Austria ad oggi, attrezzature telegrafiche, carte d’epoca. Sull’entrata di Via Galatti sono visibili due putti, un postino e un postiglione.
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Trieste: Piazza Vittorio Veneto. Il Palazzo delle Poste.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Piazza Vittorio Veneto.
Il Palazzo delle Poste, progetto dell’architetto austriaco Friedrich Setz dipendente dell’Imperial Regio Ministero del Commercio di Vienna, era già sede dell’Imperial Regia Direzione delle Poste e Telegrafi dell’Impero Asburgico, fu costruito negli anni 1890-1894 nel luogo già occupato dalla Dogana. E’stato inaugurato il 28 ottobre 1894.
Le sei statue allegoriche sul frontale rappresentano la Navigazione, la Ferrovia, il Commercio, la Viticultura, l’Agricoltura, e l’Industria. Sulla parte centrale della facciata vi è una grande cupola a forma di calotta tronca dagli spigoli curvi e convergenti, al centro della quale è collocato un abbaino delimitato da due erme e con un’apertura rotonda in cui sta un orologio. Al di sopra dell’abbaino è posta una statuetta di postiglione e al di sotto dell’orologio si legge l’anno di costruzione 1894 in cifre romane. All’interno c’è il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa dove sono esposti reperti, modulistica e documenti inerenti al servizio postale, dai tempi dell’Austria ad oggi, attrezzature telegrafiche, carte d’epoca. Sull’entrata di Via Galatti sono visibili due putti, un postino e un postiglione.
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Trieste: Piazza Vittorio Veneto. Il Palazzo delle Poste.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Piazza Vittorio Veneto.
Il Palazzo delle Poste, progetto dell’architetto austriaco Friedrich Setz dipendente dell’Imperial Regio Ministero del Commercio di Vienna, era già sede dell’Imperial Regia Direzione delle Poste e Telegrafi dell’Impero Asburgico, fu costruito negli anni 1890-1894 nel luogo già occupato dalla Dogana. E’stato inaugurato il 28 ottobre 1894.
Le sei statue allegoriche sul frontale rappresentano la Navigazione, la Ferrovia, il Commercio, la Viticultura, l’Agricoltura, e l’Industria. Sulla parte centrale della facciata vi è una grande cupola a forma di calotta tronca dagli spigoli curvi e convergenti, al centro della quale è collocato un abbaino delimitato da due erme e con un’apertura rotonda in cui sta un orologio. Al di sopra dell’abbaino è posta una statuetta di postiglione e al di sotto dell’orologio si legge l’anno di costruzione 1894 in cifre romane. All’interno c’è il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa dove sono esposti reperti, modulistica e documenti inerenti al servizio postale, dai tempi dell’Austria ad oggi, attrezzature telegrafiche, carte d’epoca. Sull’entrata di Via Galatti sono visibili due putti, un postino e un postiglione.
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Trieste: Piazza Vittorio Veneto. Il Palazzo delle Poste.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Piazza Vittorio Veneto.
Il Palazzo delle Poste, progetto dell’architetto austriaco Friedrich Setz dipendente dell’Imperial Regio Ministero del Commercio di Vienna, era già sede dell’Imperial Regia Direzione delle Poste e Telegrafi dell’Impero Asburgico, fu costruito negli anni 1890-1894 nel luogo già occupato dalla Dogana. E’stato inaugurato il 28 ottobre 1894.
Le sei statue allegoriche sul frontale rappresentano la Navigazione, la Ferrovia, il Commercio, la Viticultura, l’Agricoltura, e l’Industria. Sulla parte centrale della facciata vi è una grande cupola a forma di calotta tronca dagli spigoli curvi e convergenti, al centro della quale è collocato un abbaino delimitato da due erme e con un’apertura rotonda in cui sta un orologio. Al di sopra dell’abbaino è posta una statuetta di postiglione e al di sotto dell’orologio si legge l’anno di costruzione 1894 in cifre romane. All’interno c’è il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa dove sono esposti reperti, modulistica e documenti inerenti al servizio postale, dai tempi dell’Austria ad oggi, attrezzature telegrafiche, carte d’epoca. Sull’entrata di Via Galatti sono visibili due putti, un postino e un postiglione.
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Trieste: Piazza Vittorio Veneto.
Il Palazzo delle Poste, progetto dell’architetto austriaco Friedrich Setz dipendente dell’Imperial Regio Ministero del Commercio di Vienna, era già sede dell’Imperial Regia Direzione delle Poste e Telegrafi dell’Impero Asburgico, fu costruito negli anni 1890-1894 nel luogo già occupato dalla Dogana. E’stato inaugurato il 28 ottobre 1894.
Le sei statue allegoriche sul frontale rappresentano la Navigazione, la Ferrovia, il Commercio, la Viticultura, l’Agricoltura, e l’Industria. Sulla parte centrale della facciata vi è una grande cupola a forma di calotta tronca dagli spigoli curvi e convergenti, al centro della quale è collocato un abbaino delimitato da due erme e con un’apertura rotonda in cui sta un orologio. Al di sopra dell’abbaino è posta una statuetta di postiglione e al di sotto dell’orologio si legge l’anno di costruzione 1894 in cifre romane. All’interno c’è il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa dove sono esposti reperti, modulistica e documenti inerenti al servizio postale, dai tempi dell’Austria ad oggi, attrezzature telegrafiche, carte d’epoca. Sull’entrata di Via Galatti sono visibili due putti, un postino e un postiglione.

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Trieste: Via Carlo Ghega 9.

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Trieste: Via Carlo Ghega 9.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Via Carlo Ghega 9.
Casa datata 1836. Attribuita dalla critica all’architetto Angelo Gorian. Del palazzo non si conserva alcun progetto originale. Diverse modifiche hanno interessato l’edificio dalla fine del XIX secolo. Nel 1925 venne modificato il pianoterra per ospitare i nuovi locali commerciali. Attualmente l’edificio è occupato da negozi al piano terra, da uffici e unità abitative ai piani superiori (da: biblioteche.comune.trieste.it/).

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Trieste: Via Trento 8

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Trieste: Via Trento 8.
Foto Paolo Carbonaio

Trieste: Via Trento 8.
L’edificio, costruito all’angolo tra la vie di Torre Bianca e Trento, è databile alla metà dell’Ottocento. In particolare, il portale d’ingresso reca un iscrizione con la data 1844. L’autore della costruzione resta anonimo. Ospitò gli uffici delle Assicurazioni Generali.
Via di Torre Bianca, che assunse tale nome per via di una torre che nel XIV secolo esisteva in questa zona, fino al 1902 si chiamava Contrada di Carintia; mentre via Trento nell’Ottocento era conosciuta come via dei Carradori.
Il vincolo è limitato alle facciate.
Nella corrispondenza interna con il Ministero della Pubblica Istruzione del 17 giugno 1971, il Prof. Arch. Alessandro Degani, a seguito del ricorso interposto dalla proprietà, evidenzia come “l’edificio costituisce una valida e insostituibile testimonianza di una sobria ma elegante costruzione tipicamente teresiana, con elementi del repertorio barocco e di quello classico, tra cui notevole il portale legato allo splendido balcone settecentesco di ferro battuto”.
Da: biblioteche.comune.trieste.it/

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Trieste: Via XXX Ottobre 4.Palazzo Pimodan.

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Trieste: Via XXX Ottobre 4.
Palazzo Pimodan: Nel 1820 il negoziante Giovanni Giorgio Eckhel acquistò un palazzo nel Borgo Teresiano, che era stato costruito nel 1784. Eckhel fece demolire il fabbricato e nel 1833 fece erigere un nuovo palazzo, affidando il progetto all’architetto Antonio Buttazzoni. L’immobile fu oggetto di successivi interventi. Nel 1953 venne modificata la facciata al pianterreno, mentre tra il 1995 e il 1997 l’intero fabbricato fu sottoposto ad un intervento di restauro su progetto dell’architetto Giovanni Paolo Bartoli. L’edificio è noto come Palazzo Pimodan, perché attorno alla metà Ottocento gli Eckhel vendettero il palazzo alla famiglia aristocratica francese Pimodan de Rarècourt de la Vallèe, che ne mantennero la proprietà per molti anni. Nel 1933 il palazzo venne acquistato da Alfred Pollitzer de Pollenghi. (da: biblioteche.comune.trieste.it)

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Trieste: Via XXX Ottobre 4.Palazzo Pimodan.

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Trieste: Via XXX Ottobre 4.
Palazzo Pimodan: Nel 1820 il negoziante Giovanni Giorgio Eckhel acquistò un palazzo nel Borgo Teresiano, che era stato costruito nel 1784. Eckhel fece demolire il fabbricato e nel 1833 fece erigere un nuovo palazzo, affidando il progetto all’architetto Antonio Buttazzoni. L’immobile fu oggetto di successivi interventi. Nel 1953 venne modificata la facciata al pianterreno, mentre tra il 1995 e il 1997 l’intero fabbricato fu sottoposto ad un intervento di restauro su progetto dell’architetto Giovanni Paolo Bartoli. L’edificio è noto come Palazzo Pimodan, perché attorno alla metà Ottocento gli Eckhel vendettero il palazzo alla famiglia aristocratica francese Pimodan de Rarècourt de la Vallèe, che ne mantennero la proprietà per molti anni. Nel 1933 il palazzo venne acquistato da Alfred Pollitzer de Pollenghi. (da: biblioteche.comune.trieste.it)

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Trieste: Via XXX Ottobre 4.
Palazzo Pimodan: Nel 1820 il negoziante Giovanni Giorgio Eckhel acquistò un palazzo nel Borgo Teresiano, che era stato costruito nel 1784. Eckhel fece demolire il fabbricato e nel 1833 fece erigere un nuovo palazzo, affidando il progetto all’architetto Antonio Buttazzoni. L’immobile fu oggetto di successivi interventi. Nel 1953 venne modificata la facciata al pianterreno, mentre tra il 1995 e il 1997 l’intero fabbricato fu sottoposto ad un intervento di restauro su progetto dell’architetto Giovanni Paolo Bartoli. L’edificio è noto come Palazzo Pimodan, perché attorno alla metà Ottocento gli Eckhel vendettero il palazzo alla famiglia aristocratica francese Pimodan de Rarècourt de la Vallèe, che ne mantennero la proprietà per molti anni. Nel 1933 il palazzo venne acquistato da Alfred Pollitzer de Pollenghi. (da: biblioteche.comune.trieste.it)

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Trieste: Via XXX Ottobre 4.
Palazzo Pimodan: Nel 1820 il negoziante Giovanni Giorgio Eckhel acquistò un palazzo nel Borgo Teresiano, che era stato costruito nel 1784. Eckhel fece demolire il fabbricato e nel 1833 fece erigere un nuovo palazzo, affidando il progetto all’architetto Antonio Buttazzoni. L’immobile fu oggetto di successivi interventi. Nel 1953 venne modificata la facciata al pianterreno, mentre tra il 1995 e il 1997 l’intero fabbricato fu sottoposto ad un intervento di restauro su progetto dell’architetto Giovanni Paolo Bartoli. L’edificio è noto come Palazzo Pimodan, perché attorno alla metà Ottocento gli Eckhel vendettero il palazzo alla famiglia aristocratica francese Pimodan de Rarècourt de la Vallèe, che ne mantennero la proprietà per molti anni. Nel 1933 il palazzo venne acquistato da Alfred Pollitzer de Pollenghi. (da: biblioteche.comune.trieste.it)

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Trieste: Via Trento 8

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Trieste: Via Trento 8
Foto Paolo Carbonaio

Trieste: Via Trento 8.
L’edificio, costruito all’angolo tra la vie di Torre Bianca e Trento, è databile alla metà dell’Ottocento. In particolare, il portale d’ingresso reca un iscrizione con la data 1844. L’autore della costruzione resta anonimo. Ospitò gli uffici delle Assicurazioni Generali.
Via di Torre Bianca, che assunse tale nome per via di una torre che nel XIV secolo esisteva in questa zona, fino al 1902 si chiamava Contrada di Carintia; mentre via Trento nell’Ottocento era conosciuta come via dei Carradori.
Il vincolo è limitato alle facciate.
Nella corrispondenza interna con il Ministero della Pubblica Istruzione del 17 giugno 1971, il Prof. Arch. Alessandro Degani, a seguito del ricorso interposto dalla proprietà, evidenzia come “l’edificio costituisce una valida e insostituibile testimonianza di una sobria ma elegante costruzione tipicamente teresiana, con elementi del repertorio barocco e di quello classico, tra cui notevole il portale legato allo splendido balcone settecentesco di ferro battuto”.
Da: biblioteche.comune.trieste.it/

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Trieste: Via Trento 8
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Trieste: Via Trento 8.
L’edificio, costruito all’angolo tra la vie di Torre Bianca e Trento, è databile alla metà dell’Ottocento. In particolare, il portale d’ingresso reca un iscrizione con la data 1844. L’autore della costruzione resta anonimo. Ospitò gli uffici delle Assicurazioni Generali.
Via di Torre Bianca, che assunse tale nome per via di una torre che nel XIV secolo esisteva in questa zona, fino al 1902 si chiamava Contrada di Carintia; mentre via Trento nell’Ottocento era conosciuta come via dei Carradori.
Il vincolo è limitato alle facciate.
Nella corrispondenza interna con il Ministero della Pubblica Istruzione del 17 giugno 1971, il Prof. Arch. Alessandro Degani, a seguito del ricorso interposto dalla proprietà, evidenzia come “l’edificio costituisce una valida e insostituibile testimonianza di una sobria ma elegante costruzione tipicamente teresiana, con elementi del repertorio barocco e di quello classico, tra cui notevole il portale legato allo splendido balcone settecentesco di ferro battuto”.
Da: biblioteche.comune.trieste.it/

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Trieste: Via Trento 8
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Trieste: Via Trento 8.
L’edificio, costruito all’angolo tra la vie di Torre Bianca e Trento, è databile alla metà dell’Ottocento. In particolare, il portale d’ingresso reca un iscrizione con la data 1844. L’autore della costruzione resta anonimo. Ospitò gli uffici delle Assicurazioni Generali.
Via di Torre Bianca, che assunse tale nome per via di una torre che nel XIV secolo esisteva in questa zona, fino al 1902 si chiamava Contrada di Carintia; mentre via Trento nell’Ottocento era conosciuta come via dei Carradori.
Il vincolo è limitato alle facciate.
Nella corrispondenza interna con il Ministero della Pubblica Istruzione del 17 giugno 1971, il Prof. Arch. Alessandro Degani, a seguito del ricorso interposto dalla proprietà, evidenzia come “l’edificio costituisce una valida e insostituibile testimonianza di una sobria ma elegante costruzione tipicamente teresiana, con elementi del repertorio barocco e di quello classico, tra cui notevole il portale legato allo splendido balcone settecentesco di ferro battuto”.
Da: biblioteche.comune.trieste.it/

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Trieste: Piazza Unità d’Italia. Il Palazzo del Governo.

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Trieste: Piazza Unità d'Italia. Il Palazzo del Governo.
Foto Paolo Carbonaio

Trieste: Piazza Unità d’Italia.
Il Palazzo del Governo (palazzo della Luogotenenza austriaca): Progettato dall’architetto viennese Emil Artmann (allievo Heinrich von Ferstel), fu costruito tra il 1901 ed il 1905 sul sito del vecchio Palazzo Governiale, costruito nel 1764 per ordine di Maria Teresa, secondo il disegno di Giovanni Fusconi, dove si trovavano gli uffici dell’Arsenale imperiale (allora Palast der k.k. Statthalterei). In origine la struttura era costituita da due soli piani a cui ne venne aggiunto un terzo nel 1825. Fu demolito nel 1899. Come altri edifici costruiti in riva al mare, la Prefettura poggia su una piattaforma spessa 160 cm, sostenuta da 3.000 pali in cemento, per contrastare l’instabilità del sottosuolo.
L’architetto si è ispirato all’architettura del Rinascimento e allo stile della Secession viennese. e facciate esterne sono a tre fasce: un basamento a bugnato in pietra bianca fino al primo piano, una seconda fascia rivestita da una decorazione a mosaico, la balaustra in pietra della terrazza di copertura. Sulla facciata principale è presente una loggia a due livelli sovrapposti divisa in tre campate ad archivolto. Esternamente, il palazzo è ingentilito dal rivestimento di mosaici in vetro di Murano nella parte superiore, dove si notano disegni, testine allegoriche e medaglioni con lo stemma di Casa Savoia realizzati dopo la Prima Guerra Mondiale (in sostituzione dei mosaici originali, disegnati da Giuseppe Straka di Vienna, che presentavano elementi di derivazione austriaca) e dal rivestimento in pietra bianca nella parte inferiore. L’edificio, ultima delle imprese monumentali della piazza, venne molto criticato tanto che già nel 1910 si pensava ad un suo ampliamento fino al progetto incompiuto di demolizione antecedente alla prima guerra mondiale.
I putti sulla prefettura sono opera dello scultore A. Brenek (Vienna 1905)
Prima del 1918, con l’arrivo dell’Ilalia, i putti reggevano la coppa della corona Austro Ungarica
Nei primi anni 60 l’edificio fu sottoposto ad interventi di restauro, tra cui era compreso anche il rifacimento dell’arredamento, su progetto degli architetti Nordio e Cervi. Oggi il palazzo è sede degli uffici del Commissariato del Governo nella regione Friuli Venezia Giulia nonché quelli della Prefettura – UTG di Trieste. I saloni di rappresentanza governativa nazionale e le sale di accoglienza e pernottamento per Alte Personalità dello Stato e di Stati Esteri, in visita ufficiale nella città e nella regione, si trovano al primo piano. (da: biblioteche.comune.it)

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Trieste: Piazza Unità d’Italia. Il Palazzo del Governo.

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Trieste: Piazza Unità d'Italia. Il Palazzo del Governo.
Foto Paolo Carbonaio

Trieste: Piazza Unità d’Italia.
Il Palazzo del Governo (palazzo della Luogotenenza austriaca): Progettato dall’architetto viennese Emil Artmann (allievo Heinrich von Ferstel), fu costruito tra il 1901 ed il 1905 sul sito del vecchio Palazzo Governiale, costruito nel 1764 per ordine di Maria Teresa, secondo il disegno di Giovanni Fusconi, dove si trovavano gli uffici dell’Arsenale imperiale (allora Palast der k.k. Statthalterei). In origine la struttura era costituita da due soli piani a cui ne venne aggiunto un terzo nel 1825. Fu demolito nel 1899. Come altri edifici costruiti in riva al mare, la Prefettura poggia su una piattaforma spessa 160 cm, sostenuta da 3.000 pali in cemento, per contrastare l’instabilità del sottosuolo.
L’architetto si è ispirato all’architettura del Rinascimento e allo stile della Secession viennese. e facciate esterne sono a tre fasce: un basamento a bugnato in pietra bianca fino al primo piano, una seconda fascia rivestita da una decorazione a mosaico, la balaustra in pietra della terrazza di copertura. Sulla facciata principale è presente una loggia a due livelli sovrapposti divisa in tre campate ad archivolto. Esternamente, il palazzo è ingentilito dal rivestimento di mosaici in vetro di Murano nella parte superiore, dove si notano disegni, testine allegoriche e medaglioni con lo stemma di Casa Savoia realizzati dopo la Prima Guerra Mondiale (in sostituzione dei mosaici originali, disegnati da Giuseppe Straka di Vienna, che presentavano elementi di derivazione austriaca) e dal rivestimento in pietra bianca nella parte inferiore. L’edificio, ultima delle imprese monumentali della piazza, venne molto criticato tanto che già nel 1910 si pensava ad un suo ampliamento fino al progetto incompiuto di demolizione antecedente alla prima guerra mondiale.
I putti sulla prefettura sono opera dello scultore A. Brenek (Vienna 1905)
Prima del 1918, con l’arrivo dell’Ilalia, i putti reggevano la coppa della corona Austro Ungarica
Nei primi anni 60 l’edificio fu sottoposto ad interventi di restauro, tra cui era compreso anche il rifacimento dell’arredamento, su progetto degli architetti Nordio e Cervi. Oggi il palazzo è sede degli uffici del Commissariato del Governo nella regione Friuli Venezia Giulia nonché quelli della Prefettura – UTG di Trieste. I saloni di rappresentanza governativa nazionale e le sale di accoglienza e pernottamento per Alte Personalità dello Stato e di Stati Esteri, in visita ufficiale nella città e nella regione, si trovano al primo piano. (da: biblioteche.comune.it)

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Trieste: Piazza Unità d’Italia.
Il Palazzo del Governo (palazzo della Luogotenenza austriaca): Progettato dall’architetto viennese Emil Artmann (allievo Heinrich von Ferstel), fu costruito tra il 1901 ed il 1905 sul sito del vecchio Palazzo Governiale, costruito nel 1764 per ordine di Maria Teresa, secondo il disegno di Giovanni Fusconi, dove si trovavano gli uffici dell’Arsenale imperiale (allora Palast der k.k. Statthalterei). In origine la struttura era costituita da due soli piani a cui ne venne aggiunto un terzo nel 1825. Fu demolito nel 1899. Come altri edifici costruiti in riva al mare, la Prefettura poggia su una piattaforma spessa 160 cm, sostenuta da 3.000 pali in cemento, per contrastare l’instabilità del sottosuolo.
L’architetto si è ispirato all’architettura del Rinascimento e allo stile della Secession viennese. e facciate esterne sono a tre fasce: un basamento a bugnato in pietra bianca fino al primo piano, una seconda fascia rivestita da una decorazione a mosaico, la balaustra in pietra della terrazza di copertura. Sulla facciata principale è presente una loggia a due livelli sovrapposti divisa in tre campate ad archivolto. Esternamente, il palazzo è ingentilito dal rivestimento di mosaici in vetro di Murano nella parte superiore, dove si notano disegni, testine allegoriche e medaglioni con lo stemma di Casa Savoia realizzati dopo la Prima Guerra Mondiale (in sostituzione dei mosaici originali, disegnati da Giuseppe Straka di Vienna, che presentavano elementi di derivazione austriaca) e dal rivestimento in pietra bianca nella parte inferiore. L’edificio, ultima delle imprese monumentali della piazza, venne molto criticato tanto che già nel 1910 si pensava ad un suo ampliamento fino al progetto incompiuto di demolizione antecedente alla prima guerra mondiale.
I putti sulla prefettura sono opera dello scultore A. Brenek (Vienna 1905)
Prima del 1918, con l’arrivo dell’Ilalia, i putti reggevano la coppa della corona Austro Ungarica
Nei primi anni 60 l’edificio fu sottoposto ad interventi di restauro, tra cui era compreso anche il rifacimento dell’arredamento, su progetto degli architetti Nordio e Cervi. Oggi il palazzo è sede degli uffici del Commissariato del Governo nella regione Friuli Venezia Giulia nonché quelli della Prefettura – UTG di Trieste. I saloni di rappresentanza governativa nazionale e le sale di accoglienza e pernottamento per Alte Personalità dello Stato e di Stati Esteri, in visita ufficiale nella città e nella regione, si trovano al primo piano. (da: biblioteche.comune.it)

 

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Trieste: Piazza Unità d'Italia. Il Palazzo del Governo.
Foto Paolo Carbonaio

Trieste: Piazza Unità d’Italia.
Il Palazzo del Governo (palazzo della Luogotenenza austriaca): Progettato dall’architetto viennese Emil Artmann (allievo Heinrich von Ferstel), fu costruito tra il 1901 ed il 1905 sul sito del vecchio Palazzo Governiale, costruito nel 1764 per ordine di Maria Teresa, secondo il disegno di Giovanni Fusconi, dove si trovavano gli uffici dell’Arsenale imperiale (allora Palast der k.k. Statthalterei). In origine la struttura era costituita da due soli piani a cui ne venne aggiunto un terzo nel 1825. Fu demolito nel 1899. Come altri edifici costruiti in riva al mare, la Prefettura poggia su una piattaforma spessa 160 cm, sostenuta da 3.000 pali in cemento, per contrastare l’instabilità del sottosuolo.
L’architetto si è ispirato all’architettura del Rinascimento e allo stile della Secession viennese. e facciate esterne sono a tre fasce: un basamento a bugnato in pietra bianca fino al primo piano, una seconda fascia rivestita da una decorazione a mosaico, la balaustra in pietra della terrazza di copertura. Sulla facciata principale è presente una loggia a due livelli sovrapposti divisa in tre campate ad archivolto. Esternamente, il palazzo è ingentilito dal rivestimento di mosaici in vetro di Murano nella parte superiore, dove si notano disegni, testine allegoriche e medaglioni con lo stemma di Casa Savoia realizzati dopo la Prima Guerra Mondiale (in sostituzione dei mosaici originali, disegnati da Giuseppe Straka di Vienna, che presentavano elementi di derivazione austriaca) e dal rivestimento in pietra bianca nella parte inferiore. L’edificio, ultima delle imprese monumentali della piazza, venne molto criticato tanto che già nel 1910 si pensava ad un suo ampliamento fino al progetto incompiuto di demolizione antecedente alla prima guerra mondiale.
I putti sulla prefettura sono opera dello scultore A. Brenek (Vienna 1905)
Prima del 1918, con l’arrivo dell’Ilalia, i putti reggevano la coppa della corona Austro Ungarica
Nei primi anni 60 l’edificio fu sottoposto ad interventi di restauro, tra cui era compreso anche il rifacimento dell’arredamento, su progetto degli architetti Nordio e Cervi. Oggi il palazzo è sede degli uffici del Commissariato del Governo nella regione Friuli Venezia Giulia nonché quelli della Prefettura – UTG di Trieste. I saloni di rappresentanza governativa nazionale e le sale di accoglienza e pernottamento per Alte Personalità dello Stato e di Stati Esteri, in visita ufficiale nella città e nella regione, si trovano al primo piano. (da: biblioteche.comune.it)

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Il Palazzo del Governo (palazzo della Luogotenenza austriaca): Progettato dall’architetto viennese Emil Artmann (allievo Heinrich von Ferstel), fu costruito tra il 1901 ed il 1905 sul sito del vecchio Palazzo Governiale, costruito nel 1764 per ordine di Maria Teresa, secondo il disegno di Giovanni Fusconi, dove si trovavano gli uffici dell’Arsenale imperiale (allora Palast der k.k. Statthalterei). In origine la struttura era costituita da due soli piani a cui ne venne aggiunto un terzo nel 1825. Fu demolito nel 1899. Come altri edifici costruiti in riva al mare, la Prefettura poggia su una piattaforma spessa 160 cm, sostenuta da 3.000 pali in cemento, per contrastare l’instabilità del sottosuolo.
L’architetto si è ispirato all’architettura del Rinascimento e allo stile della Secession viennese. e facciate esterne sono a tre fasce: un basamento a bugnato in pietra bianca fino al primo piano, una seconda fascia rivestita da una decorazione a mosaico, la balaustra in pietra della terrazza di copertura. Sulla facciata principale è presente una loggia a due livelli sovrapposti divisa in tre campate ad archivolto. Esternamente, il palazzo è ingentilito dal rivestimento di mosaici in vetro di Murano nella parte superiore, dove si notano disegni, testine allegoriche e medaglioni con lo stemma di Casa Savoia realizzati dopo la Prima Guerra Mondiale (in sostituzione dei mosaici originali, disegnati da Giuseppe Straka di Vienna, che presentavano elementi di derivazione austriaca) e dal rivestimento in pietra bianca nella parte inferiore. L’edificio, ultima delle imprese monumentali della piazza, venne molto criticato tanto che già nel 1910 si pensava ad un suo ampliamento fino al progetto incompiuto di demolizione antecedente alla prima guerra mondiale.
I putti sulla prefettura sono opera dello scultore A. Brenek (Vienna 1905)
Prima del 1918, con l’arrivo dell’Ilalia, i putti reggevano la coppa della corona Austro Ungarica
Nei primi anni 60 l’edificio fu sottoposto ad interventi di restauro, tra cui era compreso anche il rifacimento dell’arredamento, su progetto degli architetti Nordio e Cervi. Oggi il palazzo è sede degli uffici del Commissariato del Governo nella regione Friuli Venezia Giulia nonché quelli della Prefettura – UTG di Trieste. I saloni di rappresentanza governativa nazionale e le sale di accoglienza e pernottamento per Alte Personalità dello Stato e di Stati Esteri, in visita ufficiale nella città e nella regione, si trovano al primo piano. (da: biblioteche.comune.it)

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L’architetto si è ispirato all’architettura del Rinascimento e allo stile della Secession viennese. e facciate esterne sono a tre fasce: un basamento a bugnato in pietra bianca fino al primo piano, una seconda fascia rivestita da una decorazione a mosaico, la balaustra in pietra della terrazza di copertura. Sulla facciata principale è presente una loggia a due livelli sovrapposti divisa in tre campate ad archivolto. Esternamente, il palazzo è ingentilito dal rivestimento di mosaici in vetro di Murano nella parte superiore, dove si notano disegni, testine allegoriche e medaglioni con lo stemma di Casa Savoia realizzati dopo la Prima Guerra Mondiale (in sostituzione dei mosaici originali, disegnati da Giuseppe Straka di Vienna, che presentavano elementi di derivazione austriaca) e dal rivestimento in pietra bianca nella parte inferiore. L’edificio, ultima delle imprese monumentali della piazza, venne molto criticato tanto che già nel 1910 si pensava ad un suo ampliamento fino al progetto incompiuto di demolizione antecedente alla prima guerra mondiale.
I putti sulla prefettura sono opera dello scultore A. Brenek (Vienna 1905)
Prima del 1918, con l’arrivo dell’Ilalia, i putti reggevano la coppa della corona Austro Ungarica
Nei primi anni 60 l’edificio fu sottoposto ad interventi di restauro, tra cui era compreso anche il rifacimento dell’arredamento, su progetto degli architetti Nordio e Cervi. Oggi il palazzo è sede degli uffici del Commissariato del Governo nella regione Friuli Venezia Giulia nonché quelli della Prefettura – UTG di Trieste. I saloni di rappresentanza governativa nazionale e le sale di accoglienza e pernottamento per Alte Personalità dello Stato e di Stati Esteri, in visita ufficiale nella città e nella regione, si trovano al primo piano. (da: biblioteche.comune.it)

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L’architetto si è ispirato all’architettura del Rinascimento e allo stile della Secession viennese. e facciate esterne sono a tre fasce: un basamento a bugnato in pietra bianca fino al primo piano, una seconda fascia rivestita da una decorazione a mosaico, la balaustra in pietra della terrazza di copertura. Sulla facciata principale è presente una loggia a due livelli sovrapposti divisa in tre campate ad archivolto. Esternamente, il palazzo è ingentilito dal rivestimento di mosaici in vetro di Murano nella parte superiore, dove si notano disegni, testine allegoriche e medaglioni con lo stemma di Casa Savoia realizzati dopo la Prima Guerra Mondiale (in sostituzione dei mosaici originali, disegnati da Giuseppe Straka di Vienna, che presentavano elementi di derivazione austriaca) e dal rivestimento in pietra bianca nella parte inferiore. L’edificio, ultima delle imprese monumentali della piazza, venne molto criticato tanto che già nel 1910 si pensava ad un suo ampliamento fino al progetto incompiuto di demolizione antecedente alla prima guerra mondiale.
I putti sulla prefettura sono opera dello scultore A. Brenek (Vienna 1905)
Prima del 1918, con l’arrivo dell’Ilalia, i putti reggevano la coppa della corona Austro Ungarica
Nei primi anni 60 l’edificio fu sottoposto ad interventi di restauro, tra cui era compreso anche il rifacimento dell’arredamento, su progetto degli architetti Nordio e Cervi. Oggi il palazzo è sede degli uffici del Commissariato del Governo nella regione Friuli Venezia Giulia nonché quelli della Prefettura – UTG di Trieste. I saloni di rappresentanza governativa nazionale e le sale di accoglienza e pernottamento per Alte Personalità dello Stato e di Stati Esteri, in visita ufficiale nella città e nella regione, si trovano al primo piano. (da: biblioteche.comune.it)

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L’architetto si è ispirato all’architettura del Rinascimento e allo stile della Secession viennese. e facciate esterne sono a tre fasce: un basamento a bugnato in pietra bianca fino al primo piano, una seconda fascia rivestita da una decorazione a mosaico, la balaustra in pietra della terrazza di copertura. Sulla facciata principale è presente una loggia a due livelli sovrapposti divisa in tre campate ad archivolto. Esternamente, il palazzo è ingentilito dal rivestimento di mosaici in vetro di Murano nella parte superiore, dove si notano disegni, testine allegoriche e medaglioni con lo stemma di Casa Savoia realizzati dopo la Prima Guerra Mondiale (in sostituzione dei mosaici originali, disegnati da Giuseppe Straka di Vienna, che presentavano elementi di derivazione austriaca) e dal rivestimento in pietra bianca nella parte inferiore. L’edificio, ultima delle imprese monumentali della piazza, venne molto criticato tanto che già nel 1910 si pensava ad un suo ampliamento fino al progetto incompiuto di demolizione antecedente alla prima guerra mondiale.
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L’architetto si è ispirato all’architettura del Rinascimento e allo stile della Secession viennese. e facciate esterne sono a tre fasce: un basamento a bugnato in pietra bianca fino al primo piano, una seconda fascia rivestita da una decorazione a mosaico, la balaustra in pietra della terrazza di copertura. Sulla facciata principale è presente una loggia a due livelli sovrapposti divisa in tre campate ad archivolto. Esternamente, il palazzo è ingentilito dal rivestimento di mosaici in vetro di Murano nella parte superiore, dove si notano disegni, testine allegoriche e medaglioni con lo stemma di Casa Savoia realizzati dopo la Prima Guerra Mondiale (in sostituzione dei mosaici originali, disegnati da Giuseppe Straka di Vienna, che presentavano elementi di derivazione austriaca) e dal rivestimento in pietra bianca nella parte inferiore. L’edificio, ultima delle imprese monumentali della piazza, venne molto criticato tanto che già nel 1910 si pensava ad un suo ampliamento fino al progetto incompiuto di demolizione antecedente alla prima guerra mondiale.
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L’architetto si è ispirato all’architettura del Rinascimento e allo stile della Secession viennese. e facciate esterne sono a tre fasce: un basamento a bugnato in pietra bianca fino al primo piano, una seconda fascia rivestita da una decorazione a mosaico, la balaustra in pietra della terrazza di copertura. Sulla facciata principale è presente una loggia a due livelli sovrapposti divisa in tre campate ad archivolto. Esternamente, il palazzo è ingentilito dal rivestimento di mosaici in vetro di Murano nella parte superiore, dove si notano disegni, testine allegoriche e medaglioni con lo stemma di Casa Savoia realizzati dopo la Prima Guerra Mondiale (in sostituzione dei mosaici originali, disegnati da Giuseppe Straka di Vienna, che presentavano elementi di derivazione austriaca) e dal rivestimento in pietra bianca nella parte inferiore. L’edificio, ultima delle imprese monumentali della piazza, venne molto criticato tanto che già nel 1910 si pensava ad un suo ampliamento fino al progetto incompiuto di demolizione antecedente alla prima guerra mondiale.
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L’architetto si è ispirato all’architettura del Rinascimento e allo stile della Secession viennese. e facciate esterne sono a tre fasce: un basamento a bugnato in pietra bianca fino al primo piano, una seconda fascia rivestita da una decorazione a mosaico, la balaustra in pietra della terrazza di copertura. Sulla facciata principale è presente una loggia a due livelli sovrapposti divisa in tre campate ad archivolto. Esternamente, il palazzo è ingentilito dal rivestimento di mosaici in vetro di Murano nella parte superiore, dove si notano disegni, testine allegoriche e medaglioni con lo stemma di Casa Savoia realizzati dopo la Prima Guerra Mondiale (in sostituzione dei mosaici originali, disegnati da Giuseppe Straka di Vienna, che presentavano elementi di derivazione austriaca) e dal rivestimento in pietra bianca nella parte inferiore. L’edificio, ultima delle imprese monumentali della piazza, venne molto criticato tanto che già nel 1910 si pensava ad un suo ampliamento fino al progetto incompiuto di demolizione antecedente alla prima guerra mondiale.
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