Carlo Braulin – Fotografo (Trieste 1859 -1949)

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Carlo Braulin - Fotografo (Trieste 1859 -1949)
Apprendista come fotografo viaggiatore svolto presso lo stabilimento Saul D. Modiano a Trieste nel 1907. Partecipa alla prima esposizione provinciale istriana del 1910.
Nel 1928 risulta registrata alla Camera di commercio di Trieste, con inizio dell’attività nel 1910, la ditta di fotografia Carlo Braulin, con sede in via S. Pellico 1, poi in via delle Poste n°8 (oggi via Roma). In seguito la ditta cambia sede e si trasferisce prima in via S. Nicolò 36, poi in Corso Vittorio Emanuele 39. Nel 1933 cessa l’attività per problemi finanziari e mancanza di lavoro.
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Lakenbacher Johann Baptiste – Fotografo (attivo a Vienna 1860-1876)

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Lakenbacher Johann Baptiste - Fotografo (attivo a Vienna 1860-1876)Fotografia: Ritratto di donna in piedi / J. Bapt. v. Lakenbacher, Wien - Wipplingerstrasse 28 - Carte de visit, positivo: albumina. 
Coll. G. Catania

 

Lakenbacher Johann Baptiste, fotografo attivo a Vienna dal 1860 al 1876, con Studio in Hohe Brucke n. 143; dal settembre 1863 sino al 1868 anche in Wipplingerstrasse 28; nel 1867 in Wasagasse 7. 

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Lakenbacher Johann Baptiste – Fotografo (attivo a Vienna dal 1860 al 1876)

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Lakenbacher Johann Baptiste Fotografo (attivo a Vienna 1860-1876)Fotografia: Ritratto di donna in piedi / J. Bapt. v. Lakenbacher, Wien - Wipplingerstrasse 28 - Carte de visit, positivo: albumina. 
Coll. G. Catania

 

Lakenbacher Johann Baptiste, fotografo attivo a Vienna dal 1860 al 1876, con Studio in Hohe Brucke n. 143; dal settembre 1863 sino al 1868 anche in Wipplingerstrasse 28; nel 1867 in Wasagasse 7. 

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Mahlknecht Karl  (1810-1893) – Fotografo, incisore e pittore

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Mahlknecht Karl  (1810-1893) -  Fotografo, incisore e pittoreFotografia: Ritratto di uomo in uniforme militare / Photographie von Mahlknecht Atelier Mariahilf, Windmuehlgasse Nr. 23, Wien - Carte de visit, positivo: albumina. 
Coll. G. Catania

 

Karl Mahlknecht nasce a Vienna il 24 dicembre 1810. Figlio del pittore Christoph Mahlknecht (1787-1851), fratello del pittore Edmund, dal 1835 apprende dall’Inghilterra la tecnica dell’incisone. Intorno al 1860 si specializza nella ritrattistica fotografica e nelle fotografie a colori su porcellana. Nel 1868 riceve un diploma d’onore per la fotografia. Muore a Baden il 9 dicembre 1893.  

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Sebastianutti e Benque – Fotografi (attivi a Trieste dal 1867 al 1898)

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Sebastianutti e Benque - Fotografi (attivi a Trieste dal 1867 al 1898). Fotografia: Ritratto di donna / Fotografia Benque - Sebastianutti Trieste - Carte de visit, positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania

Guglielmo Sebastianutti (1824-1881) e Franz Benque (1841-1921)

Iniziano a collaborare dal 1867 e proseguono con alterne vicende insieme sino al 1898 con il logo comune. Il loro studio è uno dei più accreditati e famosi in Trieste.
Dal sito del Comune
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Benque Francesco – Fotografo (attivo a Trieste dal 1864 al 1903)

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Benque Francesco - Fotografo (attivo a Trieste dal 1864 al 1903). Fotografia: Ritratto di donna / F. Benque Fotografia dietro Sant'Antonio Vecchio - via dell'Annunziata N° 11 - Trieste - Carte de visit, positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania
Franz / Francesco Benque (Ludwigslust, 12 marzo 1841 – Villaco, 30 marzo 1921), figlio di un professore, ricevette i primi rudimenti di fotografia presso la CC Hersen, prima di trasferirsi a Trieste nel 1864, dove aprì un monolocale in collaborazione con l’orologiaio Guglielmo Sebastianutti (1825-1881), sposandone poi la figliastra Isabella, nel 1868.
Ricevette una medaglia d’argento alla Fiera Mondiale di Parigi nel 1867. Ritornato in Germania nel 1869, aprì uno studio con il cugino Corrado Kindermann, ad Amburgo.
Un anno dopo, nel 1870, emigrò con la sua famiglia in Brasile, dove si associò con Alberto Henschel (1827-1882), un tedesco di Berlino già trasferitosi in Brasile nel 1866, e titolare della ditta Photographia Allemã, che sarebbe diventata una delle più rinomate ditte di fotografia brasiliana dell’epoca.
Nel 1878 Francesco Benque fa ritorno a Trieste e riprende a lavorare con Sebastianutti. Nel 1903 si trasferisce nella città austriaca di Villaco, dove morì nel 1921.
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Benque Francesco – Fotografo (attivo a Trieste dal 1864 al 1903)

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Benque Francesco - Fotografo (attivo a Trieste dal 1864 al 1903). Fotografia: Ritratto di uomo con barba / F. Benque Fotografia dietro Sant'Antonio Vecchio - via dell'Annunziata N° 11 - Trieste - Carte de visit, positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania
Franz / Francesco Benque (Ludwigslust, 12 marzo 1841 – Villaco, 30 marzo 1921), figlio di un professore, ricevette i primi rudimenti di fotografia presso la CC Hersen, prima di trasferirsi a Trieste nel 1864, dove aprì un monolocale in collaborazione con l’orologiaio Guglielmo Sebastianutti (1825-1881), sposandone poi la figliastra Isabella, nel 1868.
Ricevette una medaglia d’argento alla Fiera Mondiale di Parigi nel 1867. Ritornato in Germania nel 1869, aprì uno studio con il cugino Corrado Kindermann, ad Amburgo.
Un anno dopo, nel 1870, emigrò con la sua famiglia in Brasile, dove si associò con Alberto Henschel (1827-1882), un tedesco di Berlino già trasferitosi in Brasile nel 1866, e titolare della ditta Photographia Allemã, che sarebbe diventata una delle più rinomate ditte di fotografia brasiliana dell’epoca.
Nel 1878 Francesco Benque fa ritorno a Trieste e riprende a lavorare con Sebastianutti. Nel 1903 si trasferisce nella città austriaca di Villaco, dove morì nel 1921.
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Benque Francesco – Fotografo (attivo a Trieste dal 1864 al 1903)

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Benque Francesco - Fotografo (attivo a Trieste dal 1864 al 1903). Fotografia: Ritratto di fanciulla / F. Benque Fotografia dietro Sant'Antonio Vecchio - via dell'Annunziata N° 11 - Trieste - Carte de visit, positivo: albumina. 
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Franz / Francesco Benque (Ludwigslust, 12 marzo 1841 – Villaco, 30 marzo 1921), figlio di un professore, ricevette i primi rudimenti di fotografia presso la CC Hersen, prima di trasferirsi a Trieste nel 1864, dove aprì un monolocale in collaborazione con l’orologiaio Guglielmo Sebastianutti (1825-1881), sposandone poi la figliastra Isabella, nel 1868.
Ricevette una medaglia d’argento alla Fiera Mondiale di Parigi nel 1867. Ritornato in Germania nel 1869, aprì uno studio con il cugino Corrado Kindermann, ad Amburgo.
Un anno dopo, nel 1870, emigrò con la sua famiglia in Brasile, dove si associò con Alberto Henschel (1827-1882), un tedesco di Berlino già trasferitosi in Brasile nel 1866, e titolare della ditta Photographia Allemã, che sarebbe diventata una delle più rinomate ditte di fotografia brasiliana dell’epoca.
Nel 1878 Francesco Benque fa ritorno a Trieste e riprende a lavorare con Sebastianutti. Nel 1903 si trasferisce nella città austriaca di Villaco, dove morì nel 1921.
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Benque Francesco – Fotografo (attivo a Trieste dal 1864 al 1903)

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Benque Francesco - Fotografo (attivo a Trieste dal 1864 al 1903). Fotografia: Ritratto di giovane donna / F. Benque Fotografia dietro Sant'Antonio Vecchio - via dell'Annunziata N° 11 - Trieste - Carte de visit, positivo: albumina. 
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Franz / Francesco Benque (Ludwigslust, 12 marzo 1841 – Villaco, 30 marzo 1921), figlio di un professore, ricevette i primi rudimenti di fotografia presso la CC Hersen, prima di trasferirsi a Trieste nel 1864, dove aprì un monolocale in collaborazione con l’orologiaio Guglielmo Sebastianutti (1825-1881), sposandone poi la figliastra Isabella, nel 1868.
Ricevette una medaglia d’argento alla Fiera Mondiale di Parigi nel 1867. Ritornato in Germania nel 1869, aprì uno studio con il cugino Corrado Kindermann, ad Amburgo.
Un anno dopo, nel 1870, emigrò con la sua famiglia in Brasile, dove si associò con Alberto Henschel (1827-1882), un tedesco di Berlino già trasferitosi in Brasile nel 1866, e titolare della ditta Photographia Allemã, che sarebbe diventata una delle più rinomate ditte di fotografia brasiliana dell’epoca.
Nel 1878 Francesco Benque fa ritorno a Trieste e riprende a lavorare con Sebastianutti. Nel 1903 si trasferisce nella città austriaca di Villaco, dove morì nel 1921.
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Benque Francesco - Fotografo (attivo a Trieste dal 1864 al 1903). Fotografia: Ritratto di uomo / F. Benque Fotografia dietro Sant'Antonio Vecchio - via dell'Annunziata N° 11 - Trieste - Carte de visit, positivo: albumina. 
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Franz / Francesco Benque (Ludwigslust, 12 marzo 1841 – Villaco, 30 marzo 1921), figlio di un professore, ricevette i primi rudimenti di fotografia presso la CC Hersen, prima di trasferirsi a Trieste nel 1864, dove aprì un monolocale in collaborazione con l’orologiaio Guglielmo Sebastianutti (1825-1881), sposandone poi la figliastra Isabella, nel 1868.
Ricevette una medaglia d’argento alla Fiera Mondiale di Parigi nel 1867. Ritornato in Germania nel 1869, aprì uno studio con il cugino Corrado Kindermann, ad Amburgo.
Un anno dopo, nel 1870, emigrò con la sua famiglia in Brasile, dove si associò con Alberto Henschel (1827-1882), un tedesco di Berlino già trasferitosi in Brasile nel 1866, e titolare della ditta Photographia Allemã, che sarebbe diventata una delle più rinomate ditte di fotografia brasiliana dell’epoca.
Nel 1878 Francesco Benque fa ritorno a Trieste e riprende a lavorare con Sebastianutti. Nel 1903 si trasferisce nella città austriaca di Villaco, dove morì nel 1921.
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Benque Francesco - Fotografo (attivo a Trieste dal 1864 al 1903). Fotografia: Ritratto di giovane donna / F. Benque Fotografia dietro Sant'Antonio Vecchio - via dell'Annunziata N° 11 - Trieste - Carte de visit, positivo: albumina. 
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Franz / Francesco Benque (Ludwigslust, 12 marzo 1841 – Villaco, 30 marzo 1921), figlio di un professore, ricevette i primi rudimenti di fotografia presso la CC Hersen, prima di trasferirsi a Trieste nel 1864, dove aprì un monolocale in collaborazione con l’orologiaio Guglielmo Sebastianutti (1825-1881), sposandone poi la figliastra Isabella, nel 1868.
Ricevette una medaglia d’argento alla Fiera Mondiale di Parigi nel 1867. Ritornato in Germania nel 1869, aprì uno studio con il cugino Corrado Kindermann, ad Amburgo.
Un anno dopo, nel 1870, emigrò con la sua famiglia in Brasile, dove si associò con Alberto Henschel (1827-1882), un tedesco di Berlino già trasferitosi in Brasile nel 1866, e titolare della ditta Photographia Allemã, che sarebbe diventata una delle più rinomate ditte di fotografia brasiliana dell’epoca.
Nel 1878 Francesco Benque fa ritorno a Trieste e riprende a lavorare con Sebastianutti. Nel 1903 si trasferisce nella città austriaca di Villaco, dove morì nel 1921.
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Benque Francesco - Fotografo (attivo a Trieste dal 1864 al 1903). Fotografia: Ritratto di giovane donna seduta / F. Benque Fotografia dietro Sant'Antonio Vecchio - via dell'Annunziata N° 11 - Trieste - Carte de visit, positivo: albumina. 
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Franz / Francesco Benque (Ludwigslust, 12 marzo 1841 – Villaco, 30 marzo 1921), figlio di un professore, ricevette i primi rudimenti di fotografia presso la CC Hersen, prima di trasferirsi a Trieste nel 1864, dove aprì un monolocale in collaborazione con l’orologiaio Guglielmo Sebastianutti (1825-1881), sposandone poi la figliastra Isabella, nel 1868.
Ricevette una medaglia d’argento alla Fiera Mondiale di Parigi nel 1867. Ritornato in Germania nel 1869, aprì uno studio con il cugino Corrado Kindermann, ad Amburgo.
Un anno dopo, nel 1870, emigrò con la sua famiglia in Brasile, dove si associò con Alberto Henschel (1827-1882), un tedesco di Berlino già trasferitosi in Brasile nel 1866, e titolare della ditta Photographia Allemã, che sarebbe diventata una delle più rinomate ditte di fotografia brasiliana dell’epoca.
Nel 1878 Francesco Benque fa ritorno a Trieste e riprende a lavorare con Sebastianutti. Nel 1903 si trasferisce nella città austriaca di Villaco, dove morì nel 1921.
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Benque Francesco - Fotografo (attivo a Trieste dal 1864 al 1903). Fotografia: Ritratto di donna seduta / F. Benque Fotografia dietro Sant'Antonio Vecchio - via dell'Annunziata N° 11 - Trieste - Carte de visit, positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania
Franz / Francesco Benque (Ludwigslust, 12 marzo 1841 – Villaco, 30 marzo 1921), figlio di un professore, ricevette i primi rudimenti di fotografia presso la CC Hersen, prima di trasferirsi a Trieste nel 1864, dove aprì un monolocale in collaborazione con l’orologiaio Guglielmo Sebastianutti (1825-1881), sposandone poi la figliastra Isabella, nel 1868.
Ricevette una medaglia d’argento alla Fiera Mondiale di Parigi nel 1867. Ritornato in Germania nel 1869, aprì uno studio con il cugino Corrado Kindermann, ad Amburgo.
Un anno dopo, nel 1870, emigrò con la sua famiglia in Brasile, dove si associò con Alberto Henschel (1827-1882), un tedesco di Berlino già trasferitosi in Brasile nel 1866, e titolare della ditta Photographia Allemã, che sarebbe diventata una delle più rinomate ditte di fotografia brasiliana dell’epoca.
Nel 1878 Francesco Benque fa ritorno a Trieste e riprende a lavorare con Sebastianutti. Nel 1903 si trasferisce nella città austriaca di Villaco, dove morì nel 1921.

 

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Weintraub Wilhelm / Guglielmo – Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884)

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Weintraub Wilhelm / Guglielmo - Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884). Fotografia: Ritratto di donna in piedi / Fotografia Guglielmo Weintraub - Imp. reg. esclus. privilegiato Fotografo - Trieste Acquedotto 1980. - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania

 

Nato a Vienna opera quale fotografo a Trieste in Corso 669, appoggiandosi allo studio Goldstein e Lindehmer nel 1864, e in via Acquedotto 1980-27 fra il 1862 ed il 1868; poi, dal 1860 a Salerno dove sembra attivo ancora nel 1881, in via Arco di Piazza. Amava autodefinirsi “fotografo e fotoscultore privilegiato”. Il suo studio è anche “Deposito ingredienti e macchine Scuola di fotografia/Fotografia di notte/Stereoscopi e vedute”. Chierico e membro delle Società fotografiche di Vienna e di Berlino, si specializza nei processi meccanici di fotoriproduzione e in fotolitografia, fototipia, chimigrafia e vitrotipia. Questa tecnica gli permette di sperimentarsi nella riproduzione a colore e a fuoco di immagini fotografiche su tazze e piatti di porcellana e di coccio, oltre che sul cristallo. Nel periodo più florido della sua ditta apre diverse succursali, a Milano in Borgo Porta Venezia 30, a Napoli strada Nardones 8 e a Messina unitamente al Damianos, in strada Garibaldi 111, intensificando gli aspetti commerciali della professione. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 è tra i fotografi presenti alla grande Esposizione industriale italiana di Milano. Nel 1868 si fa promotore del periodico di fotografia “Giornale di fotografia” che ebbe vita breve. Nell’editoriale del primo numero datato 15 agosto 1868, scusandosi di non essere perfettamente padrone della lingua italiana, scrive: “Ricompenserà” questa mia mancanza, nel mio giornale coll’introdurre in Italia quel progresso della fotografia di che si vanta altamente tutta la Germania, col farvi rapporto di tutto che succede nella sfera fotografica sia in Germania che in Francia, non omettendo nessuna particolarità riguardante arte od interessi”.
L’ultimo giorno di Carnevale del 1879 fotografa la grande mareggiata di Salerno, documentando le conseguenze dell’evento, le lunghe didascalie che accompagnano la serie di sette immagini hanno il compito di dare un’immediata informazione svolta in genere dalla stampa quotidiana.
Dichiara sui cartoncini: G. Weintraub socio effettivo della società fotografica della sala verde dell’I.R. Accademia delle scienze nell’I.r. Università di Vienna.
Nel 1863 un articolo informa come Weintraub metta a proprio agio la clientela a suon di musica, visto che “il più delle volte coloro che si fanno ritrarre si tengono lì duri duri, co’ muscoli del volto per così dire irrigiditi” (Fotografia a suon di musica in Il tempo, 27 settembre 1863).

Attività:

Trieste, via delle Legna, 859 dal 1862-1863; Acquedotto, 1980 – 27 dal 28 febbraio 1862 al febbraio 1865; Corso, 669 – 39 da post febbraio 1865 al 1866; palazzo Panfili, dietro la Dogana [via Squero Nuovo 990 – 4] dal 1867 ad ante 1870; Piazza della Borsa 6 dal 1882 al 1883 [cfr. Maurizio Radacich];
Salerno, via Arco di Piazza, dal 1860 al 1875; largo Corte Vecchia, palazzo Sica dal 1875 al 1879; salita San Matteo dal 1879 al 1881 ca.
Napoli, strada Nardones, 8 Hotel Montpellier dal 1872 al 1875;
Messina, strada Garibaldi, 111 palazzo Pizzimenti [Weintraub e Damianos];
Milano Borgo Porta Venezia 3 post 1862 ante 1866
Vienna, Doebling 234 dal 1862 al 1865
Vienna, Landstrasse, Hauptstrasse 29, nel 1865 ca.
Il 16 febbraio 1864 ottiene il privilegio esclusivo per l’invenzione di un apparato per la fotoscultura. Dall’aprile 1862 l'”I. R. esclusivamente privilegiato fotografo”. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 figura fra i fotografi presenti alla grande Esposizione Industriale Italiana di Milano. Nel 1868 fondò a Salerno il “Giornale di Fotografia”. Membro delle Società Fotografiche di Vienna e Berlino. 
(Fonte: Biblioteche Comune Trieste)
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Weintraub Wilhelm / Guglielmo – Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884)

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Weintraub Wilhelm / Guglielmo - Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884). Fotografia: Ritratto di donna / Fotografia Guglielmo Weintraub - Imp. reg. esclus. privilegiato Fotografo - Trieste Acquedotto 1980. - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania

 

Nato a Vienna opera quale fotografo a Trieste in Corso 669, appoggiandosi allo studio Goldstein e Lindehmer nel 1864, e in via Acquedotto 1980-27 fra il 1862 ed il 1868; poi, dal 1860 a Salerno dove sembra attivo ancora nel 1881, in via Arco di Piazza. Amava autodefinirsi “fotografo e fotoscultore privilegiato”. Il suo studio è anche “Deposito ingredienti e macchine Scuola di fotografia/Fotografia di notte/Stereoscopi e vedute”. Chierico e membro delle Società fotografiche di Vienna e di Berlino, si specializza nei processi meccanici di fotoriproduzione e in fotolitografia, fototipia, chimigrafia e vitrotipia. Questa tecnica gli permette di sperimentarsi nella riproduzione a colore e a fuoco di immagini fotografiche su tazze e piatti di porcellana e di coccio, oltre che sul cristallo. Nel periodo più florido della sua ditta apre diverse succursali, a Milano in Borgo Porta Venezia 30, a Napoli strada Nardones 8 e a Messina unitamente al Damianos, in strada Garibaldi 111, intensificando gli aspetti commerciali della professione. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 è tra i fotografi presenti alla grande Esposizione industriale italiana di Milano. Nel 1868 si fa promotore del periodico di fotografia “Giornale di fotografia” che ebbe vita breve. Nell’editoriale del primo numero datato 15 agosto 1868, scusandosi di non essere perfettamente padrone della lingua italiana, scrive: “Ricompenserà” questa mia mancanza, nel mio giornale coll’introdurre in Italia quel progresso della fotografia di che si vanta altamente tutta la Germania, col farvi rapporto di tutto che succede nella sfera fotografica sia in Germania che in Francia, non omettendo nessuna particolarità riguardante arte od interessi”.
L’ultimo giorno di Carnevale del 1879 fotografa la grande mareggiata di Salerno, documentando le conseguenze dell’evento, le lunghe didascalie che accompagnano la serie di sette immagini hanno il compito di dare un’immediata informazione svolta in genere dalla stampa quotidiana.
Dichiara sui cartoncini: G. Weintraub socio effettivo della società fotografica della sala verde dell’I.R. Accademia delle scienze nell’I.r. Università di Vienna.
Nel 1863 un articolo informa come Weintraub metta a proprio agio la clientela a suon di musica, visto che “il più delle volte coloro che si fanno ritrarre si tengono lì duri duri, co’ muscoli del volto per così dire irrigiditi” (Fotografia a suon di musica in Il tempo, 27 settembre 1863).

Attività:

Trieste, via delle Legna, 859 dal 1862-1863; Acquedotto, 1980 – 27 dal 28 febbraio 1862 al febbraio 1865; Corso, 669 – 39 da post febbraio 1865 al 1866; palazzo Panfili, dietro la Dogana [via Squero Nuovo 990 – 4] dal 1867 ad ante 1870; Piazza della Borsa 6 dal 1882 al 1883 [cfr. Maurizio Radacich];
Salerno, via Arco di Piazza, dal 1860 al 1875; largo Corte Vecchia, palazzo Sica dal 1875 al 1879; salita San Matteo dal 1879 al 1881 ca.
Napoli, strada Nardones, 8 Hotel Montpellier dal 1872 al 1875;
Messina, strada Garibaldi, 111 palazzo Pizzimenti [Weintraub e Damianos];
Milano Borgo Porta Venezia 3 post 1862 ante 1866
Vienna, Doebling 234 dal 1862 al 1865
Vienna, Landstrasse, Hauptstrasse 29, nel 1865 ca.
Il 16 febbraio 1864 ottiene il privilegio esclusivo per l’invenzione di un apparato per la fotoscultura. Dall’aprile 1862 l'”I. R. esclusivamente privilegiato fotografo”. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 figura fra i fotografi presenti alla grande Esposizione Industriale Italiana di Milano. Nel 1868 fondò a Salerno il “Giornale di Fotografia”. Membro delle Società Fotografiche di Vienna e Berlino. 
(Fonte: Biblioteche Comune Trieste)
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Weintraub Wilhelm / Guglielmo – Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884)

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Weintraub Wilhelm / Guglielmo - Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884). Fotografia: Ritratto di adolescente in piedi / Fotografia Guglielmo Weintraub - Imp. reg. esclus. privilegiato Fotografo - Trieste Acquedotto 1980. - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania

 

Nato a Vienna opera quale fotografo a Trieste in Corso 669, appoggiandosi allo studio Goldstein e Lindehmer nel 1864, e in via Acquedotto 1980-27 fra il 1862 ed il 1868; poi, dal 1860 a Salerno dove sembra attivo ancora nel 1881, in via Arco di Piazza. Amava autodefinirsi “fotografo e fotoscultore privilegiato”. Il suo studio è anche “Deposito ingredienti e macchine Scuola di fotografia/Fotografia di notte/Stereoscopi e vedute”. Chierico e membro delle Società fotografiche di Vienna e di Berlino, si specializza nei processi meccanici di fotoriproduzione e in fotolitografia, fototipia, chimigrafia e vitrotipia. Questa tecnica gli permette di sperimentarsi nella riproduzione a colore e a fuoco di immagini fotografiche su tazze e piatti di porcellana e di coccio, oltre che sul cristallo. Nel periodo più florido della sua ditta apre diverse succursali, a Milano in Borgo Porta Venezia 30, a Napoli strada Nardones 8 e a Messina unitamente al Damianos, in strada Garibaldi 111, intensificando gli aspetti commerciali della professione. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 è tra i fotografi presenti alla grande Esposizione industriale italiana di Milano. Nel 1868 si fa promotore del periodico di fotografia “Giornale di fotografia” che ebbe vita breve. Nell’editoriale del primo numero datato 15 agosto 1868, scusandosi di non essere perfettamente padrone della lingua italiana, scrive: “Ricompenserà” questa mia mancanza, nel mio giornale coll’introdurre in Italia quel progresso della fotografia di che si vanta altamente tutta la Germania, col farvi rapporto di tutto che succede nella sfera fotografica sia in Germania che in Francia, non omettendo nessuna particolarità riguardante arte od interessi”.
L’ultimo giorno di Carnevale del 1879 fotografa la grande mareggiata di Salerno, documentando le conseguenze dell’evento, le lunghe didascalie che accompagnano la serie di sette immagini hanno il compito di dare un’immediata informazione svolta in genere dalla stampa quotidiana.
Dichiara sui cartoncini: G. Weintraub socio effettivo della società fotografica della sala verde dell’I.R. Accademia delle scienze nell’I.r. Università di Vienna.
Nel 1863 un articolo informa come Weintraub metta a proprio agio la clientela a suon di musica, visto che “il più delle volte coloro che si fanno ritrarre si tengono lì duri duri, co’ muscoli del volto per così dire irrigiditi” (Fotografia a suon di musica in Il tempo, 27 settembre 1863).

Attività:

Trieste, via delle Legna, 859 dal 1862-1863; Acquedotto, 1980 – 27 dal 28 febbraio 1862 al febbraio 1865; Corso, 669 – 39 da post febbraio 1865 al 1866; palazzo Panfili, dietro la Dogana [via Squero Nuovo 990 – 4] dal 1867 ad ante 1870; Piazza della Borsa 6 dal 1882 al 1883 [cfr. Maurizio Radacich];
Salerno, via Arco di Piazza, dal 1860 al 1875; largo Corte Vecchia, palazzo Sica dal 1875 al 1879; salita San Matteo dal 1879 al 1881 ca.
Napoli, strada Nardones, 8 Hotel Montpellier dal 1872 al 1875;
Messina, strada Garibaldi, 111 palazzo Pizzimenti [Weintraub e Damianos];
Milano Borgo Porta Venezia 3 post 1862 ante 1866
Vienna, Doebling 234 dal 1862 al 1865
Vienna, Landstrasse, Hauptstrasse 29, nel 1865 ca.
Il 16 febbraio 1864 ottiene il privilegio esclusivo per l’invenzione di un apparato per la fotoscultura. Dall’aprile 1862 l'”I. R. esclusivamente privilegiato fotografo”. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 figura fra i fotografi presenti alla grande Esposizione Industriale Italiana di Milano. Nel 1868 fondò a Salerno il “Giornale di Fotografia”. Membro delle Società Fotografiche di Vienna e Berlino. 
(Fonte: Biblioteche Comune Trieste)
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Weintraub Wilhelm / Guglielmo – Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884)

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Weintraub Wilhelm / Guglielmo - Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884). Fotografia: Ritratto di uomo in piedi / Fotografia Guglielmo Weintraub - Imp. reg. esclus. privilegiato Fotografo - Trieste Acquedotto 1980. - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania

 

Nato a Vienna opera quale fotografo a Trieste in Corso 669, appoggiandosi allo studio Goldstein e Lindehmer nel 1864, e in via Acquedotto 1980-27 fra il 1862 ed il 1868; poi, dal 1860 a Salerno dove sembra attivo ancora nel 1881, in via Arco di Piazza. Amava autodefinirsi “fotografo e fotoscultore privilegiato”. Il suo studio è anche “Deposito ingredienti e macchine Scuola di fotografia/Fotografia di notte/Stereoscopi e vedute”. Chierico e membro delle Società fotografiche di Vienna e di Berlino, si specializza nei processi meccanici di fotoriproduzione e in fotolitografia, fototipia, chimigrafia e vitrotipia. Questa tecnica gli permette di sperimentarsi nella riproduzione a colore e a fuoco di immagini fotografiche su tazze e piatti di porcellana e di coccio, oltre che sul cristallo. Nel periodo più florido della sua ditta apre diverse succursali, a Milano in Borgo Porta Venezia 30, a Napoli strada Nardones 8 e a Messina unitamente al Damianos, in strada Garibaldi 111, intensificando gli aspetti commerciali della professione. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 è tra i fotografi presenti alla grande Esposizione industriale italiana di Milano. Nel 1868 si fa promotore del periodico di fotografia “Giornale di fotografia” che ebbe vita breve. Nell’editoriale del primo numero datato 15 agosto 1868, scusandosi di non essere perfettamente padrone della lingua italiana, scrive: “Ricompenserà” questa mia mancanza, nel mio giornale coll’introdurre in Italia quel progresso della fotografia di che si vanta altamente tutta la Germania, col farvi rapporto di tutto che succede nella sfera fotografica sia in Germania che in Francia, non omettendo nessuna particolarità riguardante arte od interessi”.
L’ultimo giorno di Carnevale del 1879 fotografa la grande mareggiata di Salerno, documentando le conseguenze dell’evento, le lunghe didascalie che accompagnano la serie di sette immagini hanno il compito di dare un’immediata informazione svolta in genere dalla stampa quotidiana.
Dichiara sui cartoncini: G. Weintraub socio effettivo della società fotografica della sala verde dell’I.R. Accademia delle scienze nell’I.r. Università di Vienna.
Nel 1863 un articolo informa come Weintraub metta a proprio agio la clientela a suon di musica, visto che “il più delle volte coloro che si fanno ritrarre si tengono lì duri duri, co’ muscoli del volto per così dire irrigiditi” (Fotografia a suon di musica in Il tempo, 27 settembre 1863).

Attività:

Trieste, via delle Legna, 859 dal 1862-1863; Acquedotto, 1980 – 27 dal 28 febbraio 1862 al febbraio 1865; Corso, 669 – 39 da post febbraio 1865 al 1866; palazzo Panfili, dietro la Dogana [via Squero Nuovo 990 – 4] dal 1867 ad ante 1870; Piazza della Borsa 6 dal 1882 al 1883 [cfr. Maurizio Radacich];
Salerno, via Arco di Piazza, dal 1860 al 1875; largo Corte Vecchia, palazzo Sica dal 1875 al 1879; salita San Matteo dal 1879 al 1881 ca.
Napoli, strada Nardones, 8 Hotel Montpellier dal 1872 al 1875;
Messina, strada Garibaldi, 111 palazzo Pizzimenti [Weintraub e Damianos];
Milano Borgo Porta Venezia 3 post 1862 ante 1866
Vienna, Doebling 234 dal 1862 al 1865
Vienna, Landstrasse, Hauptstrasse 29, nel 1865 ca.
Il 16 febbraio 1864 ottiene il privilegio esclusivo per l’invenzione di un apparato per la fotoscultura. Dall’aprile 1862 l'”I. R. esclusivamente privilegiato fotografo”. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 figura fra i fotografi presenti alla grande Esposizione Industriale Italiana di Milano. Nel 1868 fondò a Salerno il “Giornale di Fotografia”. Membro delle Società Fotografiche di Vienna e Berlino. 
(Fonte: Biblioteche Comune Trieste)
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Weintraub Wilhelm / Guglielmo - Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884). Fotografia: Ritratto di donna in piedi / Fotografia Guglielmo Weintraub - Imp. reg. esclus. privilegiato Fotografo - Trieste Acquedotto 1980. - positivo: albumina. 
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Nato a Vienna opera quale fotografo a Trieste in Corso 669, appoggiandosi allo studio Goldstein e Lindehmer nel 1864, e in via Acquedotto 1980-27 fra il 1862 ed il 1868; poi, dal 1860 a Salerno dove sembra attivo ancora nel 1881, in via Arco di Piazza. Amava autodefinirsi “fotografo e fotoscultore privilegiato”. Il suo studio è anche “Deposito ingredienti e macchine Scuola di fotografia/Fotografia di notte/Stereoscopi e vedute”. Chierico e membro delle Società fotografiche di Vienna e di Berlino, si specializza nei processi meccanici di fotoriproduzione e in fotolitografia, fototipia, chimigrafia e vitrotipia. Questa tecnica gli permette di sperimentarsi nella riproduzione a colore e a fuoco di immagini fotografiche su tazze e piatti di porcellana e di coccio, oltre che sul cristallo. Nel periodo più florido della sua ditta apre diverse succursali, a Milano in Borgo Porta Venezia 30, a Napoli strada Nardones 8 e a Messina unitamente al Damianos, in strada Garibaldi 111, intensificando gli aspetti commerciali della professione. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 è tra i fotografi presenti alla grande Esposizione industriale italiana di Milano. Nel 1868 si fa promotore del periodico di fotografia “Giornale di fotografia” che ebbe vita breve. Nell’editoriale del primo numero datato 15 agosto 1868, scusandosi di non essere perfettamente padrone della lingua italiana, scrive: “Ricompenserà” questa mia mancanza, nel mio giornale coll’introdurre in Italia quel progresso della fotografia di che si vanta altamente tutta la Germania, col farvi rapporto di tutto che succede nella sfera fotografica sia in Germania che in Francia, non omettendo nessuna particolarità riguardante arte od interessi”.
L’ultimo giorno di Carnevale del 1879 fotografa la grande mareggiata di Salerno, documentando le conseguenze dell’evento, le lunghe didascalie che accompagnano la serie di sette immagini hanno il compito di dare un’immediata informazione svolta in genere dalla stampa quotidiana.
Dichiara sui cartoncini: G. Weintraub socio effettivo della società fotografica della sala verde dell’I.R. Accademia delle scienze nell’I.r. Università di Vienna.
Nel 1863 un articolo informa come Weintraub metta a proprio agio la clientela a suon di musica, visto che “il più delle volte coloro che si fanno ritrarre si tengono lì duri duri, co’ muscoli del volto per così dire irrigiditi” (Fotografia a suon di musica in Il tempo, 27 settembre 1863).

Attività:

Trieste, via delle Legna, 859 dal 1862-1863; Acquedotto, 1980 – 27 dal 28 febbraio 1862 al febbraio 1865; Corso, 669 – 39 da post febbraio 1865 al 1866; palazzo Panfili, dietro la Dogana [via Squero Nuovo 990 – 4] dal 1867 ad ante 1870; Piazza della Borsa 6 dal 1882 al 1883 [cfr. Maurizio Radacich];
Salerno, via Arco di Piazza, dal 1860 al 1875; largo Corte Vecchia, palazzo Sica dal 1875 al 1879; salita San Matteo dal 1879 al 1881 ca.
Napoli, strada Nardones, 8 Hotel Montpellier dal 1872 al 1875;
Messina, strada Garibaldi, 111 palazzo Pizzimenti [Weintraub e Damianos];
Milano Borgo Porta Venezia 3 post 1862 ante 1866
Vienna, Doebling 234 dal 1862 al 1865
Vienna, Landstrasse, Hauptstrasse 29, nel 1865 ca.
Il 16 febbraio 1864 ottiene il privilegio esclusivo per l’invenzione di un apparato per la fotoscultura. Dall’aprile 1862 l'”I. R. esclusivamente privilegiato fotografo”. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 figura fra i fotografi presenti alla grande Esposizione Industriale Italiana di Milano. Nel 1868 fondò a Salerno il “Giornale di Fotografia”. Membro delle Società Fotografiche di Vienna e Berlino. 
(Fonte: Biblioteche Comune Trieste)
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Giuseppe Malovich – Fotografo (attivo a Trieste dal 1858 al 1872)

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Giuseppe Malovich - Fotografo (attivo a Trieste dal 1858 al 1872). Fotografia: Ritratto di uomo in piedi / Studio fotografico G. Malovich - Corso. N° 670 Trieste - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania

Litografo e fotografo, di origine ungherese, nato a Budapest nel 1823. Attivo a Trieste in Corso, 670 in Casa Chesevich dal 1858 al 1864 (palazzo costruito da Giovanni Andrea Berlam per il banchiere e armatore Chevesich), in via Carintia n. 28 1. piano dal 1864 al 21 agosto 1865, e in via del Torrente, 16 dal 1866 al 1872. Nel 1873 è a Vienna con studio in Wien IX., Alserstrasse 39.
E’ autore di album di vedute sia di litografie, sia di fotografie. Nelle collezioni dei CMSA l’album Vedute I.R. Strada ferrata da Trieste a Nabresina: in memoria del chiudimento del grande viadotto di Nabresina (CMSA Album VII/2282).
Il suo lavoro piu’ importante è l’album con le fotografie del Castello di Miramare databile post 1863, dopo aver avuto l’autorizzazione da Vienna. Una data certa è quella reperibile su una fattura rilasciata a Massimiliano in cui si specifica l’importo di 108 fiorini per riprese fotografiche dal 30 giugno al 20 settembre 1865.
Si segnala pure la foto di gruppo della delegazione che aveva offerto la corona di imperatore del Messico all’arciduca Massimiliano d’Austria nell’ottobre 1863 (vedi I. Zannier).
Membro della Società Fotografica di Vienna dal 1867. Fu l’unico fotografo a partecipare alla Prima Esposizione Artistico-Industriale promossa e disposta dall’Associazione Triestina per le Arti e l’Industria, che si tenne a Trieste nel settembre del 1868.

Attività:
Trieste in Corso, 670 – 41 dal 1858 al 1864.09.24;
in via Carintia dal settembre 1864 al 21 agosto 1865;
in via Torrente, 16 dal 1866 al 1872;
Vienna in Alserstrassee, 39 nel 1873-1874.
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Giuseppe Malovich - Fotografo (attivo a Trieste dal 1858 al 1872). Fotografia: Ritratto di donna in piedi / Studio fotografico G. Malovich - Corso. N° 670 Trieste - positivo: albumina. 
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Litografo e fotografo, di origine ungherese, nato a Budapest nel 1823. Attivo a Trieste in Corso, 670 in Casa Chesevich dal 1858 al 1864 (palazzo costruito da Giovanni Andrea Berlam per il banchiere e armatore Chevesich), in via Carintia n. 28 1. piano dal 1864 al 21 agosto 1865, e in via del Torrente, 16 dal 1866 al 1872. Nel 1873 è a Vienna con studio in Wien IX., Alserstrasse 39.
E’ autore di album di vedute sia di litografie, sia di fotografie. Nelle collezioni dei CMSA l’album Vedute I.R. Strada ferrata da Trieste a Nabresina: in memoria del chiudimento del grande viadotto di Nabresina (CMSA Album VII/2282).
Il suo lavoro piu’ importante è l’album con le fotografie del Castello di Miramare databile post 1863, dopo aver avuto l’autorizzazione da Vienna. Una data certa è quella reperibile su una fattura rilasciata a Massimiliano in cui si specifica l’importo di 108 fiorini per riprese fotografiche dal 30 giugno al 20 settembre 1865.
Si segnala pure la foto di gruppo della delegazione che aveva offerto la corona di imperatore del Messico all’arciduca Massimiliano d’Austria nell’ottobre 1863 (vedi I. Zannier).
Membro della Società Fotografica di Vienna dal 1867. Fu l’unico fotografo a partecipare alla Prima Esposizione Artistico-Industriale promossa e disposta dall’Associazione Triestina per le Arti e l’Industria, che si tenne a Trieste nel settembre del 1868.

Attività:
Trieste in Corso, 670 – 41 dal 1858 al 1864.09.24;
in via Carintia dal settembre 1864 al 21 agosto 1865;
in via Torrente, 16 dal 1866 al 1872;
Vienna in Alserstrassee, 39 nel 1873-1874.
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© Collezione G. Catania

Litografo e fotografo, di origine ungherese, nato a Budapest nel 1823. Attivo a Trieste in Corso, 670 in Casa Chesevich dal 1858 al 1864 (palazzo costruito da Giovanni Andrea Berlam per il banchiere e armatore Chevesich), in via Carintia n. 28 1. piano dal 1864 al 21 agosto 1865, e in via del Torrente, 16 dal 1866 al 1872. Nel 1873 è a Vienna con studio in Wien IX., Alserstrasse 39.
E’ autore di album di vedute sia di litografie, sia di fotografie. Nelle collezioni dei CMSA l’album Vedute I.R. Strada ferrata da Trieste a Nabresina: in memoria del chiudimento del grande viadotto di Nabresina (CMSA Album VII/2282).
Il suo lavoro piu’ importante è l’album con le fotografie del Castello di Miramare databile post 1863, dopo aver avuto l’autorizzazione da Vienna. Una data certa è quella reperibile su una fattura rilasciata a Massimiliano in cui si specifica l’importo di 108 fiorini per riprese fotografiche dal 30 giugno al 20 settembre 1865.
Si segnala pure la foto di gruppo della delegazione che aveva offerto la corona di imperatore del Messico all’arciduca Massimiliano d’Austria nell’ottobre 1863 (vedi I. Zannier).
Membro della Società Fotografica di Vienna dal 1867. Fu l’unico fotografo a partecipare alla Prima Esposizione Artistico-Industriale promossa e disposta dall’Associazione Triestina per le Arti e l’Industria, che si tenne a Trieste nel settembre del 1868.

Attività:
Trieste in Corso, 670 – 41 dal 1858 al 1864.09.24;
in via Carintia dal settembre 1864 al 21 agosto 1865;
in via Torrente, 16 dal 1866 al 1872;
Vienna in Alserstrassee, 39 nel 1873-1874.
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Litografo e fotografo, di origine ungherese, nato a Budapest nel 1823. Attivo a Trieste in Corso, 670 in Casa Chesevich dal 1858 al 1864 (palazzo costruito da Giovanni Andrea Berlam per il banchiere e armatore Chevesich), in via Carintia n. 28 1. piano dal 1864 al 21 agosto 1865, e in via del Torrente, 16 dal 1866 al 1872. Nel 1873 è a Vienna con studio in Wien IX., Alserstrasse 39.
E’ autore di album di vedute sia di litografie, sia di fotografie. Nelle collezioni dei CMSA l’album Vedute I.R. Strada ferrata da Trieste a Nabresina: in memoria del chiudimento del grande viadotto di Nabresina (CMSA Album VII/2282).
Il suo lavoro piu’ importante è l’album con le fotografie del Castello di Miramare databile post 1863, dopo aver avuto l’autorizzazione da Vienna. Una data certa è quella reperibile su una fattura rilasciata a Massimiliano in cui si specifica l’importo di 108 fiorini per riprese fotografiche dal 30 giugno al 20 settembre 1865.
Si segnala pure la foto di gruppo della delegazione che aveva offerto la corona di imperatore del Messico all’arciduca Massimiliano d’Austria nell’ottobre 1863 (vedi I. Zannier).
Membro della Società Fotografica di Vienna dal 1867. Fu l’unico fotografo a partecipare alla Prima Esposizione Artistico-Industriale promossa e disposta dall’Associazione Triestina per le Arti e l’Industria, che si tenne a Trieste nel settembre del 1868.

Attività:
Trieste in Corso, 670 – 41 dal 1858 al 1864.09.24;
in via Carintia dal settembre 1864 al 21 agosto 1865;
in via Torrente, 16 dal 1866 al 1872;
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Litografo e fotografo, di origine ungherese, nato a Budapest nel 1823. Attivo a Trieste in Corso, 670 in Casa Chesevich dal 1858 al 1864 (palazzo costruito da Giovanni Andrea Berlam per il banchiere e armatore Chevesich), in via Carintia n. 28 1. piano dal 1864 al 21 agosto 1865, e in via del Torrente, 16 dal 1866 al 1872. Nel 1873 è a Vienna con studio in Wien IX., Alserstrasse 39.
E’ autore di album di vedute sia di litografie, sia di fotografie. Nelle collezioni dei CMSA l’album Vedute I.R. Strada ferrata da Trieste a Nabresina: in memoria del chiudimento del grande viadotto di Nabresina (CMSA Album VII/2282).
Il suo lavoro piu’ importante è l’album con le fotografie del Castello di Miramare databile post 1863, dopo aver avuto l’autorizzazione da Vienna. Una data certa è quella reperibile su una fattura rilasciata a Massimiliano in cui si specifica l’importo di 108 fiorini per riprese fotografiche dal 30 giugno al 20 settembre 1865.
Si segnala pure la foto di gruppo della delegazione che aveva offerto la corona di imperatore del Messico all’arciduca Massimiliano d’Austria nell’ottobre 1863 (vedi I. Zannier).
Membro della Società Fotografica di Vienna dal 1867. Fu l’unico fotografo a partecipare alla Prima Esposizione Artistico-Industriale promossa e disposta dall’Associazione Triestina per le Arti e l’Industria, che si tenne a Trieste nel settembre del 1868.

Attività:
Trieste in Corso, 670 – 41 dal 1858 al 1864.09.24;
in via Carintia dal settembre 1864 al 21 agosto 1865;
in via Torrente, 16 dal 1866 al 1872;
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Giuseppe Malovich - Fotografo (attivo a Trieste dal 1858 al 1872). Fotografia: Ritratto di giovane uomo in piedi che sorregge un cilindro / Studio fotografico G. Malovich - Corso. N° 670 Trieste - positivo: albumina. 
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Litografo e fotografo, di origine ungherese, nato a Budapest nel 1823. Attivo a Trieste in Corso, 670 in Casa Chesevich dal 1858 al 1864 (palazzo costruito da Giovanni Andrea Berlam per il banchiere e armatore Chevesich), in via Carintia n. 28 1. piano dal 1864 al 21 agosto 1865, e in via del Torrente, 16 dal 1866 al 1872. Nel 1873 è a Vienna con studio in Wien IX., Alserstrasse 39.
E’ autore di album di vedute sia di litografie, sia di fotografie. Nelle collezioni dei CMSA l’album Vedute I.R. Strada ferrata da Trieste a Nabresina: in memoria del chiudimento del grande viadotto di Nabresina (CMSA Album VII/2282).
Il suo lavoro piu’ importante è l’album con le fotografie del Castello di Miramare databile post 1863, dopo aver avuto l’autorizzazione da Vienna. Una data certa è quella reperibile su una fattura rilasciata a Massimiliano in cui si specifica l’importo di 108 fiorini per riprese fotografiche dal 30 giugno al 20 settembre 1865.
Si segnala pure la foto di gruppo della delegazione che aveva offerto la corona di imperatore del Messico all’arciduca Massimiliano d’Austria nell’ottobre 1863 (vedi I. Zannier).
Membro della Società Fotografica di Vienna dal 1867. Fu l’unico fotografo a partecipare alla Prima Esposizione Artistico-Industriale promossa e disposta dall’Associazione Triestina per le Arti e l’Industria, che si tenne a Trieste nel settembre del 1868.

Attività:
Trieste in Corso, 670 – 41 dal 1858 al 1864.09.24;
in via Carintia dal settembre 1864 al 21 agosto 1865;
in via Torrente, 16 dal 1866 al 1872;
Vienna in Alserstrassee, 39 nel 1873-1874.
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Giuseppe Malovich - Fotografo (attivo a Trieste dal 1858 al 1872). Fotografia: Ritratto di donna seduta / Studio fotografico G. Malovich - Corso. N° 670 Trieste - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania

Litografo e fotografo, di origine ungherese, nato a Budapest nel 1823. Attivo a Trieste in Corso, 670 in Casa Chesevich dal 1858 al 1864 (palazzo costruito da Giovanni Andrea Berlam per il banchiere e armatore Chevesich), in via Carintia n. 28 1. piano dal 1864 al 21 agosto 1865, e in via del Torrente, 16 dal 1866 al 1872. Nel 1873 è a Vienna con studio in Wien IX., Alserstrasse 39.
E’ autore di album di vedute sia di litografie, sia di fotografie. Nelle collezioni dei CMSA l’album Vedute I.R. Strada ferrata da Trieste a Nabresina: in memoria del chiudimento del grande viadotto di Nabresina (CMSA Album VII/2282).
Il suo lavoro piu’ importante è l’album con le fotografie del Castello di Miramare databile post 1863, dopo aver avuto l’autorizzazione da Vienna. Una data certa è quella reperibile su una fattura rilasciata a Massimiliano in cui si specifica l’importo di 108 fiorini per riprese fotografiche dal 30 giugno al 20 settembre 1865.
Si segnala pure la foto di gruppo della delegazione che aveva offerto la corona di imperatore del Messico all’arciduca Massimiliano d’Austria nell’ottobre 1863 (vedi I. Zannier).
Membro della Società Fotografica di Vienna dal 1867. Fu l’unico fotografo a partecipare alla Prima Esposizione Artistico-Industriale promossa e disposta dall’Associazione Triestina per le Arti e l’Industria, che si tenne a Trieste nel settembre del 1868.

Attività:
Trieste in Corso, 670 – 41 dal 1858 al 1864.09.24;
in via Carintia dal settembre 1864 al 21 agosto 1865;
in via Torrente, 16 dal 1866 al 1872;
Vienna in Alserstrassee, 39 nel 1873-1874.
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Engel Wilhelm (Guglielmo) 1824 – 1891 – Fotografo

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Engel Wilhelm (Guglielmo) 1824 - 1891. Fotografia: Ritratto di uomo in piedi / Photographie von W. Engel Triest, Via dei Forni Nr. 892. - positivo: albumina.
© Collezione G. Catania

 

Nato a Fulda nel 1824, morto un Graz nel 1891.
Nel 1855, la terza sezione del Lloyd Austriaco “Photographisches Atelier des österreichischen Lloyd” apre il primo studio fotografico a Trieste, affidandolo a Guglielmo Federico Engel.
Il Lloyd, nel 1857 trasferisce lo studio da via dei Forni al Tergesteo, Scala 2, IV piano, affidandolo ad altri fotografi. Engel mantiene però un suo atelier nella sede in via dei Forni n. 892-10 e il contratto con il Lloyd sino al 1858. Il 30 luglio 1857 ottiene la cittadinanza austriaca, che gli consente di richiedere la licenza Commerciale per poter esercitare in proprio. Ha per aiutanti e allievi Giuseppe Wulz e Luigi Boccalini, che alla sua partenza da Trieste, nel 1868, organizzano uno studio in piazza della Borsa 10, con l’indicazione “Allievi di Engel”. Dal 1868, è a Graz, dove dal 1870 ha il proprio Atelier fotografico in Realschulgasse 171, im Höfe des Cafe Schuster, dove opererà fino alla morte (1891). Dal 1870 al 1891 ha anche un Atelier a Vienna, in Alserhauptstrasse 27.
Dal 1874 è membro della Società Fotografica di Vienna.
La sua produzione fotografica riguarda soprattutto ritratti e vedute della città, con la tecnica del Collodio.

Attività :

Trieste in via Chiozza 1518 dal 1859/07/01 al 1859/09/01;
via dei Forni, 892 Dietro la casa Reyer dal 3 settembre 1859 al 1863;
via dei Forni, 10 Dietro la casa Reyer dal 1863 al 27 gennaio 1868;
Graz, Realschulgasse, 171 “Nella corte del Cafe ‘Schuster” dal 1868 al 1870); 

Vienna, XI, Alserhauptstrasse, 27 [Alserstraße, 27] dal 1870 al 1891.

(Fonte: Biblioteche Comune Trieste)

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Engel Wilhelm (Guglielmo) 1824 - 1891. Fotografia: Ritratto di donna / Photographie von W. Engel Triest, Via dei Forni Nr. 892. - positivo: albumina.
© Collezione G. Catania

 

Nato a Fulda nel 1824, morto un Graz nel 1891.
Nel 1855, la terza sezione del Lloyd Austriaco “Photographisches Atelier des österreichischen Lloyd” apre il primo studio fotografico a Trieste, affidandolo a Guglielmo Federico Engel.
Il Lloyd, nel 1857 trasferisce lo studio da via dei Forni al Tergesteo, Scala 2, IV piano, affidandolo ad altri fotografi. Engel mantiene però un suo atelier nella sede in via dei Forni n. 892-10 e il contratto con il Lloyd sino al 1858. Il 30 luglio 1857 ottiene la cittadinanza austriaca, che gli consente di richiedere la licenza Commerciale per poter esercitare in proprio. Ha per aiutanti e allievi Giuseppe Wulz e Luigi Boccalini, che alla sua partenza da Trieste, nel 1868, organizzano uno studio in piazza della Borsa 10, con l’indicazione “Allievi di Engel”. Dal 1868, è a Graz, dove dal 1870 ha il proprio Atelier fotografico in Realschulgasse 171, im Höfe des Cafe Schuster, dove opererà fino alla morte (1891). Dal 1870 al 1891 ha anche un Atelier a Vienna, in Alserhauptstrasse 27.
Dal 1874 è membro della Società Fotografica di Vienna.
La sua produzione fotografica riguarda soprattutto ritratti e vedute della città, con la tecnica del Collodio.

Attività :

Trieste in via Chiozza 1518 dal 1859/07/01 al 1859/09/01;
via dei Forni, 892 Dietro la casa Reyer dal 3 settembre 1859 al 1863;
via dei Forni, 10 Dietro la casa Reyer dal 1863 al 27 gennaio 1868;
Graz, Realschulgasse, 171 “Nella corte del Cafe ‘Schuster” dal 1868 al 1870); 

Vienna, XI, Alserhauptstrasse, 27 [Alserstraße, 27] dal 1870 al 1891.

(Fonte: Biblioteche Comune Trieste)

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© Collezione G. Catania

 

Nato a Fulda nel 1824, morto un Graz nel 1891.
Nel 1855, la terza sezione del Lloyd Austriaco “Photographisches Atelier des österreichischen Lloyd” apre il primo studio fotografico a Trieste, affidandolo a Guglielmo Federico Engel.
Il Lloyd, nel 1857 trasferisce lo studio da via dei Forni al Tergesteo, Scala 2, IV piano, affidandolo ad altri fotografi. Engel mantiene però un suo atelier nella sede in via dei Forni n. 892-10 e il contratto con il Lloyd sino al 1858. Il 30 luglio 1857 ottiene la cittadinanza austriaca, che gli consente di richiedere la licenza Commerciale per poter esercitare in proprio. Ha per aiutanti e allievi Giuseppe Wulz e Luigi Boccalini, che alla sua partenza da Trieste, nel 1868, organizzano uno studio in piazza della Borsa 10, con l’indicazione “Allievi di Engel”. Dal 1868, è a Graz, dove dal 1870 ha il proprio Atelier fotografico in Realschulgasse 171, im Höfe des Cafe Schuster, dove opererà fino alla morte (1891). Dal 1870 al 1891 ha anche un Atelier a Vienna, in Alserhauptstrasse 27.
Dal 1874 è membro della Società Fotografica di Vienna.
La sua produzione fotografica riguarda soprattutto ritratti e vedute della città, con la tecnica del Collodio.

 

Attività :

Trieste in via Chiozza 1518 dal 1859/07/01 al 1859/09/01;
via dei Forni, 892 Dietro la casa Reyer dal 3 settembre 1859 al 1863;
via dei Forni, 10 Dietro la casa Reyer dal 1863 al 27 gennaio 1868;
Graz, Realschulgasse, 171 “Nella corte del Cafe ‘Schuster” dal 1868 al 1870); 

Vienna, XI, Alserhauptstrasse, 27 [Alserstraße, 27] dal 1870 al 1891.

(Fonte: Biblioteche Comune Trieste)

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Nato a Fulda nel 1824, morto un Graz nel 1891.
Nel 1855, la terza sezione del Lloyd Austriaco “Photographisches Atelier des österreichischen Lloyd” apre il primo studio fotografico a Trieste, affidandolo a Guglielmo Federico Engel.
Il Lloyd, nel 1857 trasferisce lo studio da via dei Forni al Tergesteo, Scala 2, IV piano, affidandolo ad altri fotografi. Engel mantiene però un suo atelier nella sede in via dei Forni n. 892-10 e il contratto con il Lloyd sino al 1858. Il 30 luglio 1857 ottiene la cittadinanza austriaca, che gli consente di richiedere la licenza Commerciale per poter esercitare in proprio. Ha per aiutanti e allievi Giuseppe Wulz e Luigi Boccalini, che alla sua partenza da Trieste, nel 1868, organizzano uno studio in piazza della Borsa 10, con l’indicazione “Allievi di Engel”. Dal 1868, è a Graz, dove dal 1870 ha il proprio Atelier fotografico in Realschulgasse 171, im Höfe des Cafe Schuster, dove opererà fino alla morte (1891). Dal 1870 al 1891 ha anche un Atelier a Vienna, in Alserhauptstrasse 27.
Dal 1874 è membro della Società Fotografica di Vienna.
La sua produzione fotografica riguarda soprattutto ritratti e vedute della città, con la tecnica del Collodio.

Attività :

Trieste in via Chiozza 1518 dal 1859/07/01 al 1859/09/01;
via dei Forni, 892 Dietro la casa Reyer dal 3 settembre 1859 al 1863;
via dei Forni, 10 Dietro la casa Reyer dal 1863 al 27 gennaio 1868;
Graz, Realschulgasse, 171 “Nella corte del Cafe ‘Schuster” dal 1868 al 1870); 

Vienna, XI, Alserhauptstrasse, 27 [Alserstraße, 27] dal 1870 al 1891.

(Fonte: Biblioteche Comune Trieste)

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Engel Wilhelm (Guglielmo) 1824 - 1891. Fotografia: Ritratto di uomo seduto / Photographie von W. Engel Triest, Via dei Forni Nr. 892. - positivo: albumina.
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Nato a Fulda nel 1824, morto un Graz nel 1891.
Nel 1855, la terza sezione del Lloyd Austriaco “Photographisches Atelier des österreichischen Lloyd” apre il primo studio fotografico a Trieste, affidandolo a Guglielmo Federico Engel.
Il Lloyd, nel 1857 trasferisce lo studio da via dei Forni al Tergesteo, Scala 2, IV piano, affidandolo ad altri fotografi. Engel mantiene però un suo atelier nella sede in via dei Forni n. 892-10 e il contratto con il Lloyd sino al 1858. Il 30 luglio 1857 ottiene la cittadinanza austriaca, che gli consente di richiedere la licenza Commerciale per poter esercitare in proprio. Ha per aiutanti e allievi Giuseppe Wulz e Luigi Boccalini, che alla sua partenza da Trieste, nel 1868, organizzano uno studio in piazza della Borsa 10, con l’indicazione “Allievi di Engel”. Dal 1868, è a Graz, dove dal 1870 ha il proprio Atelier fotografico in Realschulgasse 171, im Höfe des Cafe Schuster, dove opererà fino alla morte (1891). Dal 1870 al 1891 ha anche un Atelier a Vienna, in Alserhauptstrasse 27.
Dal 1874 è membro della Società Fotografica di Vienna.
La sua produzione fotografica riguarda soprattutto ritratti e vedute della città, con la tecnica del Collodio.

Attività :

Trieste in via Chiozza 1518 dal 1859/07/01 al 1859/09/01;
via dei Forni, 892 Dietro la casa Reyer dal 3 settembre 1859 al 1863;
via dei Forni, 10 Dietro la casa Reyer dal 1863 al 27 gennaio 1868;
Graz, Realschulgasse, 171 “Nella corte del Cafe ‘Schuster” dal 1868 al 1870); 

Vienna, XI, Alserhauptstrasse, 27 [Alserstraße, 27] dal 1870 al 1891.

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Nato a Fulda nel 1824, morto un Graz nel 1891.
Nel 1855, la terza sezione del Lloyd Austriaco “Photographisches Atelier des österreichischen Lloyd” apre il primo studio fotografico a Trieste, affidandolo a Guglielmo Federico Engel.
Il Lloyd, nel 1857 trasferisce lo studio da via dei Forni al Tergesteo, Scala 2, IV piano, affidandolo ad altri fotografi. Engel mantiene però un suo atelier nella sede in via dei Forni n. 892-10 e il contratto con il Lloyd sino al 1858. Il 30 luglio 1857 ottiene la cittadinanza austriaca, che gli consente di richiedere la licenza Commerciale per poter esercitare in proprio. Ha per aiutanti e allievi Giuseppe Wulz e Luigi Boccalini, che alla sua partenza da Trieste, nel 1868, organizzano uno studio in piazza della Borsa 10, con l’indicazione “Allievi di Engel”. Dal 1868, è a Graz, dove dal 1870 ha il proprio Atelier fotografico in Realschulgasse 171, im Höfe des Cafe Schuster, dove opererà fino alla morte (1891). Dal 1870 al 1891 ha anche un Atelier a Vienna, in Alserhauptstrasse 27.
Dal 1874 è membro della Società Fotografica di Vienna.
La sua produzione fotografica riguarda soprattutto ritratti e vedute della città, con la tecnica del Collodio.

Attività :

Trieste in via Chiozza 1518 dal 1859/07/01 al 1859/09/01;
via dei Forni, 892 Dietro la casa Reyer dal 3 settembre 1859 al 1863;
via dei Forni, 10 Dietro la casa Reyer dal 1863 al 27 gennaio 1868;
Graz, Realschulgasse, 171 “Nella corte del Cafe ‘Schuster” dal 1868 al 1870); 

Vienna, XI, Alserhauptstrasse, 27 [Alserstraße, 27] dal 1870 al 1891.

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Engel Wilhelm (Guglielmo) 1824 - 1891. Fotografia: Ritratto di donna in piedi / Photographie von W. Engel Triest, Via dei Forni Nr. 892. - positivo: albumina.
© Collezione G. Catania

 

Nato a Fulda nel 1824, morto un Graz nel 1891.
Nel 1855, la terza sezione del Lloyd Austriaco “Photographisches Atelier des österreichischen Lloyd” apre il primo studio fotografico a Trieste, affidandolo a Guglielmo Federico Engel.
Il Lloyd, nel 1857 trasferisce lo studio da via dei Forni al Tergesteo, Scala 2, IV piano, affidandolo ad altri fotografi. Engel mantiene però un suo atelier nella sede in via dei Forni n. 892-10 e il contratto con il Lloyd sino al 1858. Il 30 luglio 1857 ottiene la cittadinanza austriaca, che gli consente di richiedere la licenza Commerciale per poter esercitare in proprio. Ha per aiutanti e allievi Giuseppe Wulz e Luigi Boccalini, che alla sua partenza da Trieste, nel 1868, organizzano uno studio in piazza della Borsa 10, con l’indicazione “Allievi di Engel”. Dal 1868, è a Graz, dove dal 1870 ha il proprio Atelier fotografico in Realschulgasse 171, im Höfe des Cafe Schuster, dove opererà fino alla morte (1891). Dal 1870 al 1891 ha anche un Atelier a Vienna, in Alserhauptstrasse 27.
Dal 1874 è membro della Società Fotografica di Vienna.
La sua produzione fotografica riguarda soprattutto ritratti e vedute della città, con la tecnica del Collodio.

Attività :

Trieste in via Chiozza 1518 dal 1859/07/01 al 1859/09/01;
via dei Forni, 892 Dietro la casa Reyer dal 3 settembre 1859 al 1863;
via dei Forni, 10 Dietro la casa Reyer dal 1863 al 27 gennaio 1868;
Graz, Realschulgasse, 171 “Nella corte del Cafe ‘Schuster” dal 1868 al 1870); 

Vienna, XI, Alserhauptstrasse, 27 [Alserstraße, 27] dal 1870 al 1891.

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Engel Wilhelm (Guglielmo) 1824 - 1891. Fotografia: Ritratto di uomo in piedi con sigaro / Photographie von W. Engel Triest, Via dei Forni Nr. 892. - positivo: albumina.
© Collezione G. Catania

 

Nato a Fulda nel 1824, morto un Graz nel 1891.
Nel 1855, la terza sezione del Lloyd Austriaco “Photographisches Atelier des österreichischen Lloyd” apre il primo studio fotografico a Trieste, affidandolo a Guglielmo Federico Engel.
Il Lloyd, nel 1857 trasferisce lo studio da via dei Forni al Tergesteo, Scala 2, IV piano, affidandolo ad altri fotografi. Engel mantiene però un suo atelier nella sede in via dei Forni n. 892-10 e il contratto con il Lloyd sino al 1858. Il 30 luglio 1857 ottiene la cittadinanza austriaca, che gli consente di richiedere la licenza Commerciale per poter esercitare in proprio. Ha per aiutanti e allievi Giuseppe Wulz e Luigi Boccalini, che alla sua partenza da Trieste, nel 1868, organizzano uno studio in piazza della Borsa 10, con l’indicazione “Allievi di Engel”. Dal 1868, è a Graz, dove dal 1870 ha il proprio Atelier fotografico in Realschulgasse 171, im Höfe des Cafe Schuster, dove opererà fino alla morte (1891). Dal 1870 al 1891 ha anche un Atelier a Vienna, in Alserhauptstrasse 27.
Dal 1874 è membro della Società Fotografica di Vienna.
La sua produzione fotografica riguarda soprattutto ritratti e vedute della città, con la tecnica del Collodio.

Attività :

Trieste in via Chiozza 1518 dal 1859/07/01 al 1859/09/01;
via dei Forni, 892 Dietro la casa Reyer dal 3 settembre 1859 al 1863;
via dei Forni, 10 Dietro la casa Reyer dal 1863 al 27 gennaio 1868;
Graz, Realschulgasse, 171 “Nella corte del Cafe ‘Schuster” dal 1868 al 1870); 

Vienna, XI, Alserhauptstrasse, 27 [Alserstraße, 27] dal 1870 al 1891.

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Engel Wilhelm (Guglielmo) 1824 - 1891. Fotografia: Ritratto di donna in piedi con ombrellino da sole / Photographie von W. Engel Triest, Via dei Forni Nr. 892. - positivo: albumina.
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Nato a Fulda nel 1824, morto un Graz nel 1891.
Nel 1855, la terza sezione del Lloyd Austriaco “Photographisches Atelier des österreichischen Lloyd” apre il primo studio fotografico a Trieste, affidandolo a Guglielmo Federico Engel.
Il Lloyd, nel 1857 trasferisce lo studio da via dei Forni al Tergesteo, Scala 2, IV piano, affidandolo ad altri fotografi. Engel mantiene però un suo atelier nella sede in via dei Forni n. 892-10 e il contratto con il Lloyd sino al 1858. Il 30 luglio 1857 ottiene la cittadinanza austriaca, che gli consente di richiedere la licenza Commerciale per poter esercitare in proprio. Ha per aiutanti e allievi Giuseppe Wulz e Luigi Boccalini, che alla sua partenza da Trieste, nel 1868, organizzano uno studio in piazza della Borsa 10, con l’indicazione “Allievi di Engel”. Dal 1868, è a Graz, dove dal 1870 ha il proprio Atelier fotografico in Realschulgasse 171, im Höfe des Cafe Schuster, dove opererà fino alla morte (1891). Dal 1870 al 1891 ha anche un Atelier a Vienna, in Alserhauptstrasse 27.
Dal 1874 è membro della Società Fotografica di Vienna.
La sua produzione fotografica riguarda soprattutto ritratti e vedute della città, con la tecnica del Collodio.

Attività :

Trieste in via Chiozza 1518 dal 1859/07/01 al 1859/09/01;
via dei Forni, 892 Dietro la casa Reyer dal 3 settembre 1859 al 1863;
via dei Forni, 10 Dietro la casa Reyer dal 1863 al 27 gennaio 1868;
Graz, Realschulgasse, 171 “Nella corte del Cafe ‘Schuster” dal 1868 al 1870); 

Vienna, XI, Alserhauptstrasse, 27 [Alserstraße, 27] dal 1870 al 1891.

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Nato a Fulda nel 1824, morto un Graz nel 1891.
Nel 1855, la terza sezione del Lloyd Austriaco “Photographisches Atelier des österreichischen Lloyd” apre il primo studio fotografico a Trieste, affidandolo a Guglielmo Federico Engel.
Il Lloyd, nel 1857 trasferisce lo studio da via dei Forni al Tergesteo, Scala 2, IV piano, affidandolo ad altri fotografi. Engel mantiene però un suo atelier nella sede in via dei Forni n. 892-10 e il contratto con il Lloyd sino al 1858. Il 30 luglio 1857 ottiene la cittadinanza austriaca, che gli consente di richiedere la licenza Commerciale per poter esercitare in proprio. Ha per aiutanti e allievi Giuseppe Wulz e Luigi Boccalini, che alla sua partenza da Trieste, nel 1868, organizzano uno studio in piazza della Borsa 10, con l’indicazione “Allievi di Engel”. Dal 1868, è a Graz, dove dal 1870 ha il proprio Atelier fotografico in Realschulgasse 171, im Höfe des Cafe Schuster, dove opererà fino alla morte (1891). Dal 1870 al 1891 ha anche un Atelier a Vienna, in Alserhauptstrasse 27.
Dal 1874 è membro della Società Fotografica di Vienna.
La sua produzione fotografica riguarda soprattutto ritratti e vedute della città, con la tecnica del Collodio.

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Trieste in via Chiozza 1518 dal 1859/07/01 al 1859/09/01;
via dei Forni, 892 Dietro la casa Reyer dal 3 settembre 1859 al 1863;
via dei Forni, 10 Dietro la casa Reyer dal 1863 al 27 gennaio 1868;
Graz, Realschulgasse, 171 “Nella corte del Cafe ‘Schuster” dal 1868 al 1870); 

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Engel Wilhelm (Guglielmo) 1824 - 1891. Fotografia: Ritratto di famiglia in studio / Photographie von W. Engel Triest, Via dei Forni Nr. 892. - positivo: albumina.
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Nato a Fulda nel 1824, morto un Graz nel 1891.
Nel 1855, la terza sezione del Lloyd Austriaco “Photographisches Atelier des österreichischen Lloyd” apre il primo studio fotografico a Trieste, affidandolo a Guglielmo Federico Engel.
Il Lloyd, nel 1857 trasferisce lo studio da via dei Forni al Tergesteo, Scala 2, IV piano, affidandolo ad altri fotografi. Engel mantiene però un suo atelier nella sede in via dei Forni n. 892-10 e il contratto con il Lloyd sino al 1858. Il 30 luglio 1857 ottiene la cittadinanza austriaca, che gli consente di richiedere la licenza Commerciale per poter esercitare in proprio. Ha per aiutanti e allievi Giuseppe Wulz e Luigi Boccalini, che alla sua partenza da Trieste, nel 1868, organizzano uno studio in piazza della Borsa 10, con l’indicazione “Allievi di Engel”. Dal 1868, è a Graz, dove dal 1870 ha il proprio Atelier fotografico in Realschulgasse 171, im Höfe des Cafe Schuster, dove opererà fino alla morte (1891). Dal 1870 al 1891 ha anche un Atelier a Vienna, in Alserhauptstrasse 27.
Dal 1874 è membro della Società Fotografica di Vienna.
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Trieste in via Chiozza 1518 dal 1859/07/01 al 1859/09/01;
via dei Forni, 892 Dietro la casa Reyer dal 3 settembre 1859 al 1863;
via dei Forni, 10 Dietro la casa Reyer dal 1863 al 27 gennaio 1868;
Graz, Realschulgasse, 171 “Nella corte del Cafe ‘Schuster” dal 1868 al 1870); 

Vienna, XI, Alserhauptstrasse, 27 [Alserstraße, 27] dal 1870 al 1891.

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Engel Wilhelm (Guglielmo) 1824 - 1891. Fotografia: Ritratto di giovane donna a mezzo busto / Atelier Wilhelm Graz: "Assunta" [1889] positivo: albumina.
© Collezione G. Catania

Nato a Fulda nel 1824, morto un Graz nel 1891.
Nel 1855, la terza sezione del Lloyd Austriaco “Photographisches Atelier des österreichischen Lloyd” apre il primo studio fotografico a Trieste, affidandolo a Guglielmo Federico Engel.
Il Lloyd, nel 1857 trasferisce lo studio da via dei Forni al Tergesteo, Scala 2, IV piano, affidandolo ad altri fotografi. Engel mantiene però un suo atelier nella sede in via dei Forni n. 892-10 e il contratto con il Lloyd sino al 1858. Il 30 luglio 1857 ottiene la cittadinanza austriaca, che gli consente di richiedere la licenza Commerciale per poter esercitare in proprio. Ha per aiutanti e allievi Giuseppe Wulz e Luigi Boccalini, che alla sua partenza da Trieste, nel 1868, organizzano uno studio in piazza della Borsa 10, con l’indicazione “Allievi di Engel”. Dal 1868, è a Graz, dove dal 1870 ha il proprio Atelier fotografico in Realschulgasse 171, im Höfe des Cafe Schuster, dove opererà fino alla morte (1891). Dal 1870 al 1891 ha anche un Atelier a Vienna, in Alserhauptstrasse 27.
Dal 1874 è membro della Società Fotografica di Vienna.
La sua produzione fotografica riguarda soprattutto ritratti e vedute della città, con la tecnica del Collodio.

 

Attività :

Trieste in via Chiozza 1518 dal 1859/07/01 al 1859/09/01;
via dei Forni, 892 Dietro la casa Reyer dal 3 settembre 1859 al 1863;

via dei Forni, 10 Dietro la casa Reyer dal 1863 al 27 gennaio 1868;
Graz, Realschulgasse, 171 “Nella corte del Cafe ‘Schuster” dal 1868 al 1870); 

Vienna, XI, Alserhauptstrasse, 27 [Alserstraße, 27] dal 1870 al 1891.

(Fonte: Biblioteche Comune Trieste)

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Augusto Tominz (Roma 1818 – Trieste 1883) – Fotografo e Pittore

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Augusto Tominz (Roma 1818 - Trieste 1883). Fotografia: Ritratto di uomo in piedi / Augusto Tominz pittore Trieste - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania

 

Nacque a Roma l’11 febbraio 1818. Visse fin da giovinetto a Trieste. Dal padre Giuseppe conobbe i primi segreti del mestiere, ma si rese indipendente dalla pittura paterna dopo aver seguito a Venezia (tra il 1836 e il 1842) i corsi accademici del Grigoletti e del Lipparini. Si specializzò dapprima nel quadro “storico” d’ispirazione romantica. Eseguì pale d’altare (Chiesa dei Frati Cappuccini) d’ineccepibile osservanza “purista”, alcune stazioni della Via Crucis e una S. Lucia nella Chiesa di S. Antonio Nuovo a Trieste. Al ritratto si volse con continuità solo dopo il ritiro del padre, facendo largo uso del riscontro fotografico. Affrescò anche i soffitti del Palazzo Revoltella e dal 1872 ricoprì la carica di conservatore e primo direttore del Museo dando ordine e impulso alla Raccolta.  Morì a Trieste il 17 giugno 1883. (Walter Abrami)

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Augusto Tominz (Roma 1818 – Trieste 1883) – Fotografo e Pittore

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Augusto Tominz (Roma 1818 - Trieste 1883). Fotografia: Ritratto di uomo con barba / Augusto Tominz pittore Trieste - positivo: albumina© Collezione G. Catania

Nacque a Roma l’11 febbraio 1818. Visse fin da giovinetto a Trieste. Dal padre Giuseppe conobbe i primi segreti del mestiere, ma si rese indipendente dalla pittura paterna dopo aver seguito a Venezia (tra il 1836 e il 1842) i corsi accademici del Grigoletti e del Lipparini. Si specializzò dapprima nel quadro “storico” d’ispirazione romantica. Eseguì pale d’altare (Chiesa dei Frati Cappuccini) d’ineccepibile osservanza “purista”, alcune stazioni della Via Crucis e una S. Lucia nella Chiesa di S. Antonio Nuovo a Trieste. Al ritratto si volse con continuità solo dopo il ritiro del padre, facendo largo uso del riscontro fotografico. Affrescò anche i soffitti del Palazzo Revoltella e dal 1872 ricoprì la carica di conservatore e primo direttore del Museo dando ordine e impulso alla Raccolta.  Morì a Trieste il 17 giugno 1883. (Walter Abrami)

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Ludwig Angerer – Fotografo (Vienna)

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Ludwig Angerer. Fotografia: Ritratto di famiglia  / Angerer k.k.Hof. - Photograph Wien, WiedenFeldgasse 1061 positivo: albumina.
© Collezione G. Catania

Ludwig Angerer – Fotografo con un Atelier a Vienna a partire dagli anni Cinquanta dell’Ottocento.
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Antonio Sorgato – Fotografo (1825 – 1885)

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Antonio Sorgato. Fotografia: Ritratto di famiglia / Fotografia di Aio. Sorgato Venezia S. Zaccaria, Campiello del Vin N: 4674. - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania
Nato a Padova il 25 settembre 1825, frequenta le scuole normali e in quegli anni si fanno risalire le sue amicizie che lo seguiranno tutta la vita: amici di un ristretto ambiente culturale permeato di fermenti patriottici. La scelta di intraprendere studi artistici presso la scuola di pittura diretta da Vincenzo Gazzotto denota l’influenza dello zio paterno Antonio Maria Sorgato (1802-1875), affermato artista nel campo del disegno, dell’incisione e della miniatura. Decide in seguito di dedicarsi alla fotografia.
La premiazione ottenuta all’Esposizione di Padova del 1856, lo induce a trasferirsi a Venezia. In breve diventa il piu’ famoso ritrattista dagherrotipista di Venezia (si conoscono di lui 15 dagherrotipi, tutti nella stessa collezione veneziana): nel suo studio di S. Zaccaria, campiello del Vin, aperto circa nel 1860, passa il fior fiore della clientela italiana e straniera. Con le sue fotografie si guadagna numerosi riconoscimenti alle piu’ importanti Esposizione Nazionali (Padova 1858, Firenze 1861, Padova 1869, Vicenza 1871, Treviso 1872, Vienna 1873) a cui va aggiunto il reale conferimento della Grande medaglia d’oro di Vittorio Emanuele 2. La fama che ne giunse, gli permette di aprire altri ateliers a Bologna e Modena nel 1870 (in societa’ con i fratelli) ed a Udine.
Tiene a far precedere la sua qualifica di fotografo da quella di pittore. A tal proposito e’ significativo il pieghevole dello stabilimento fotografico. Aderisce per tutta la vita alla Societa’ veneta promotrice delle Belle Arti e la sua opera di socio sostiene l’attivita’ artistica quasi interamente rappresentata dalla pittura, pari impegno si riscontra nell’adesione di Carlo Naya, contro l’adesione saltuaria di altri fotografi quali i Fratelli Vianelli. Ferdinando Ongania, Carlo Ponti.
L’archivio fotografico di Antonio Sorgato sara’ rilevato, negli anni Novanta dell’Ottocento, da Giovanni Jankovich, fotografo veneziano con studio in campo S. Zaccaria n. 4696 e negozio in piazza San Marco. (Fonte: Biblioteche Comune Trieste)
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Antonio Sorgato – Fotografo (1825 – 1885)

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Antonio Sorgato. Fotografia: Ritratto di donna in piedi / Fotografia di A. Sorgato Venezia S. Zaccaria, Campiello del Vin N: 4674. - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania
Nato a Padova 1825.09.25, frequenta le scuole normali e in quegli anni si fanno risalire le sue amicizie che lo seguiranno tutta la vita: amici di un ristretto ambiente culturale permeato di fermenti patriottici. La scelta di intraprendere studi artistici presso la scuola di pittura diretta da Vincenzo Gazzotto denota l’influenza dello zio paterno Antonio Maria Sorgato (1802-1875), affermato artista nel campo del disegno, dell’incisione e della miniatura. Decide in seguito di dedicarsi alla fotografia.
La premiazione ottenuta all’Esposizione di Padova del 1856, lo induce a trasferirsi a Venezia. In breve diventa il piu’ famoso ritrattista dagherrotipista di Venezia (si conoscono di lui 15 dagherrotipi, tutti nella stessa collezione veneziana): nel suo studio di S. Zaccaria, campiello del Vin, aperto circa nel 1860, passa il fior fiore della clientela italiana e straniera. Con le sue fotografie si guadagna numerosi riconoscimenti alle piu’ importanti Esposizione Nazionali (Padova 1858, Firenze 1861, Padova 1869, Vicenza 1871, Treviso 1872, Vienna 1873) a cui va aggiunto il reale conferimento della Grande medaglia d’oro di Vittorio Emanuele 2. La fama che ne giunse, gli permette di aprire altri ateliers a Bologna e Modena nel 1870 (in societa’ con i fratelli) ed a Udine.
Tiene a far precedere la sua qualifica di fotografo da quella di pittore. A tal proposito e’ significativo il pieghevole dello stabilimento fotografico. Aderisce per tutta la vita alla Societa’ veneta promotrice delle Belle Arti e la sua opera di socio sostiene l’attivita’ artistica quasi interamente rappresentata dalla pittura, pari impegno si riscontra nell’adesione di Carlo Naya, contro l’adesione saltuaria di altri fotografi quali i Fratelli Vianelli. Ferdinando Ongania, Carlo Ponti.
L’archivio fotografico di Antonio Sorgato sara’ rilevato, negli anni Novanta dell’Ottocento, da Giovanni Jankovich, fotografo veneziano con studio in campo S. Zaccaria n. 4696 e negozio in piazza San Marco. (Fonte: Biblioteche Comune Trieste)
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Antonio Sorgato – Fotografo (1825 – 1885)

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Antonio Sorgato. Fotografia: Ritratto di uomo in piedi / Fotografia di A. Sorgato Venezia S. Zaccaria, Campiello del Vin N: 4674. - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania
Nato a Padova il 25 settembre 1825, frequenta le scuole normali e in quegli anni si fanno risalire le sue amicizie che lo seguiranno tutta la vita: amici di un ristretto ambiente culturale permeato di fermenti patriottici. La scelta di intraprendere studi artistici presso la scuola di pittura diretta da Vincenzo Gazzotto denota l’influenza dello zio paterno Antonio Maria Sorgato (1802-1875), affermato artista nel campo del disegno, dell’incisione e della miniatura. Decide in seguito di dedicarsi alla fotografia.
La premiazione ottenuta all’Esposizione di Padova del 1856, lo induce a trasferirsi a Venezia. In breve diventa il piu’ famoso ritrattista dagherrotipista di Venezia (si conoscono di lui 15 dagherrotipi, tutti nella stessa collezione veneziana): nel suo studio di S. Zaccaria, campiello del Vin, aperto circa nel 1860, passa il fior fiore della clientela italiana e straniera. Con le sue fotografie si guadagna numerosi riconoscimenti alle piu’ importanti Esposizione Nazionali (Padova 1858, Firenze 1861, Padova 1869, Vicenza 1871, Treviso 1872, Vienna 1873) a cui va aggiunto il reale conferimento della Grande medaglia d’oro di Vittorio Emanuele 2. La fama che ne giunse, gli permette di aprire altri ateliers a Bologna e Modena nel 1870 (in societa’ con i fratelli) ed a Udine.
Tiene a far precedere la sua qualifica di fotografo da quella di pittore. A tal proposito e’ significativo il pieghevole dello stabilimento fotografico. Aderisce per tutta la vita alla Societa’ veneta promotrice delle Belle Arti e la sua opera di socio sostiene l’attivita’ artistica quasi interamente rappresentata dalla pittura, pari impegno si riscontra nell’adesione di Carlo Naya, contro l’adesione saltuaria di altri fotografi quali i Fratelli Vianelli. Ferdinando Ongania, Carlo Ponti.
L’archivio fotografico di Antonio Sorgato sara’ rilevato, negli anni Novanta dell’Ottocento, da Giovanni Jankovich, fotografo veneziano con studio in campo S. Zaccaria n. 4696 e negozio in piazza San Marco. (Fonte: Biblioteche Comune Trieste)
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Antonio Sorgato – Fotografo (1825 – 1885)

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Antonio Sorgato. Fotografia: Ritratto di ragazza in piedi appoggiata ad un armonium / Fotografia di A. Sorgato Venezia S. Zaccaria, Campiello del Vin N: 4674. - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania
Nato a Padova il 25 settembre 1825, frequenta le scuole normali e in quegli anni si fanno risalire le sue amicizie che lo seguiranno tutta la vita: amici di un ristretto ambiente culturale permeato di fermenti patriottici. La scelta di intraprendere studi artistici presso la scuola di pittura diretta da Vincenzo Gazzotto denota l’influenza dello zio paterno Antonio Maria Sorgato (1802-1875), affermato artista nel campo del disegno, dell’incisione e della miniatura. Decide in seguito di dedicarsi alla fotografia.
La premiazione ottenuta all’Esposizione di Padova del 1856, lo induce a trasferirsi a Venezia. In breve diventa il piu’ famoso ritrattista dagherrotipista di Venezia (si conoscono di lui 15 dagherrotipi, tutti nella stessa collezione veneziana): nel suo studio di S. Zaccaria, campiello del Vin, aperto circa nel 1860, passa il fior fiore della clientela italiana e straniera. Con le sue fotografie si guadagna numerosi riconoscimenti alle piu’ importanti Esposizione Nazionali (Padova 1858, Firenze 1861, Padova 1869, Vicenza 1871, Treviso 1872, Vienna 1873) a cui va aggiunto il reale conferimento della Grande medaglia d’oro di Vittorio Emanuele 2. La fama che ne giunse, gli permette di aprire altri ateliers a Bologna e Modena nel 1870 (in societa’ con i fratelli) ed a Udine.
Tiene a far precedere la sua qualifica di fotografo da quella di pittore. A tal proposito e’ significativo il pieghevole dello stabilimento fotografico. Aderisce per tutta la vita alla Societa’ veneta promotrice delle Belle Arti e la sua opera di socio sostiene l’attivita’ artistica quasi interamente rappresentata dalla pittura, pari impegno si riscontra nell’adesione di Carlo Naya, contro l’adesione saltuaria di altri fotografi quali i Fratelli Vianelli. Ferdinando Ongania, Carlo Ponti.
L’archivio fotografico di Antonio Sorgato sara’ rilevato, negli anni Novanta dell’Ottocento, da Giovanni Jankovich, fotografo veneziano con studio in campo S. Zaccaria n. 4696 e negozio in piazza San Marco. (Fonte: Biblioteche Comune Trieste)
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Antonio Sorgato – Fotografo (1825 – 1885)

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Antonio Sorgato. Fotografia: Ritratto di giovane donna seduta con libro / Fotografia di A. Sorgato Venezia S. Zaccaria, Campiello del Vin N: 4674. - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania
Nato a Padova il 25 settembre 1825, frequenta le scuole normali e in quegli anni si fanno risalire le sue amicizie che lo seguiranno tutta la vita: amici di un ristretto ambiente culturale permeato di fermenti patriottici. La scelta di intraprendere studi artistici presso la scuola di pittura diretta da Vincenzo Gazzotto denota l’influenza dello zio paterno Antonio Maria Sorgato (1802-1875), affermato artista nel campo del disegno, dell’incisione e della miniatura. Decide in seguito di dedicarsi alla fotografia.
La premiazione ottenuta all’Esposizione di Padova del 1856, lo induce a trasferirsi a Venezia. In breve diventa il piu’ famoso ritrattista dagherrotipista di Venezia (si conoscono di lui 15 dagherrotipi, tutti nella stessa collezione veneziana): nel suo studio di S. Zaccaria, campiello del Vin, aperto circa nel 1860, passa il fior fiore della clientela italiana e straniera. Con le sue fotografie si guadagna numerosi riconoscimenti alle piu’ importanti Esposizione Nazionali (Padova 1858, Firenze 1861, Padova 1869, Vicenza 1871, Treviso 1872, Vienna 1873) a cui va aggiunto il reale conferimento della Grande medaglia d’oro di Vittorio Emanuele 2. La fama che ne giunse, gli permette di aprire altri ateliers a Bologna e Modena nel 1870 (in societa’ con i fratelli) ed a Udine.
Tiene a far precedere la sua qualifica di fotografo da quella di pittore. A tal proposito e’ significativo il pieghevole dello stabilimento fotografico. Aderisce per tutta la vita alla Societa’ veneta promotrice delle Belle Arti e la sua opera di socio sostiene l’attivita’ artistica quasi interamente rappresentata dalla pittura, pari impegno si riscontra nell’adesione di Carlo Naya, contro l’adesione saltuaria di altri fotografi quali i Fratelli Vianelli. Ferdinando Ongania, Carlo Ponti.
L’archivio fotografico di Antonio Sorgato sara’ rilevato, negli anni Novanta dell’Ottocento, da Giovanni Jankovich, fotografo veneziano con studio in campo S. Zaccaria n. 4696 e negozio in piazza San Marco. (Fonte: Biblioteche Comune Trieste)
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Alois Beer – Fotografo (Budapest, 1840 – 1916)

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Alois Beer - Fotografo (Budapest, 1840 - 1916). Collezione G. Catania
Nato a Budapest, di origine austriaca, nel 1862 lavora a Vienna nell’atelier di Ludwig Angerer, dedicandosi al ritratto. Nel 1863, apre nella capitale un proprio studio fotografico; nel 1867 un altro studio a Klagenfurt; nel 1871 un’altra filiale a Graz, pur continuando a gestire lo studio viennese assieme al fotografo Ferdinand Mayer. Dal 1885 inizia una serie di viaggi in Grecia, Palestina, Egitto, Nord Africa, Siria, Francia, Belgio, Spagna e Italia, oltre che a più brevi viaggi in varie zone dell’impero austro-ungarico, dove realizza molti scatti di paesaggio. Di questi fanno parte le immagini del Litorale e di Trieste, sua prediletta meta estiva.
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Giuseppe Malovich – Fotografo (attivo a Trieste dal 1858 al 1872)

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Giuseppe Malovich (attivo a Trieste dal 1858 al 1872). Fotografia: Ritratto di uomo in piedi  / Studio fotografico G. Malovich - Corso. N° 670 Trieste - positivo: albumina. 
Coll. G. Catania

Litografo e fotografo, di origine ungherese, nato a Budapest nel 1823. Attivo a Trieste in Corso, 670 in Casa Chesevich dal 1858 al 1864 (palazzo costruito da Giovanni Andrea Berlam per il banchiere e armatore Chevesich), in via Carintia n. 28 1. piano dal 1864 al 21 agosto 1865, e in via del Torrente, 16 dal 1866 al 1872. Nel 1873 è a Vienna con studio in Wien IX., Alserstrasse 39.
E’ autore di album di vedute sia di litografie, sia di fotografie. Nelle collezioni dei CMSA l’album Vedute I.R. Strada ferrata da Trieste a Nabresina: in memoria del chiudimento del grande viadotto di Nabresina (CMSA Album VII/2282).
Il suo lavoro piu’ importante è l’album con le fotografie del Castello di Miramare databile post 1863, dopo aver avuto l’autorizzazione da Vienna. Una data certa è quella reperibile su una fattura rilasciata a Massimiliano in cui si specifica l’importo di 108 fiorini per riprese fotografiche dal 30 giugno al 20 settembre 1865.
Si segnala pure la foto di gruppo della delegazione che aveva offerto la corona di imperatore del Messico all’arciduca Massimiliano d’Austria nell’ottobre 1863 (vedi I. Zannier).
Membro della Società Fotografica di Vienna dal 1867. Fu l’unico fotografo a partecipare alla Prima Esposizione Artistico-Industriale promossa e disposta dall’Associazione Triestina per le Arti e l’Industria, che si tenne a Trieste nel settembre del 1868.

Attività:
Trieste in Corso, 670 – 41 dal 1858 al 1864.09.24;
in via Carintia dal settembre 1864 al 21 agosto 1865;
in via Torrente, 16 dal 1866 al 1872;
Vienna in Alserstrassee, 39 nel 1873-1874.
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Giuseppe Malovich – Fotografo (attivo a Trieste dal 1858 al 1872)

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Giuseppe Malovich (attivo a Trieste dal 1858 al 1872). Fotografia: Ritratto di donna in piedi  / Studio fotografico G. Malovich - Corso. N° 670 Trieste - positivo: albumina. 
Coll. G. Catania

Litografo e fotografo, di origine ungherese, nato a Budapest nel 1823. Attivo a Trieste in Corso, 670 in Casa Chesevich dal 1858 al 1864 (palazzo costruito da Giovanni Andrea Berlam per il banchiere e armatore Chevesich), in via Carintia n. 28 1. piano dal 1864 al 21 agosto 1865, e in via del Torrente, 16 dal 1866 al 1872. Nel 1873 è a Vienna con studio in Wien IX., Alserstrasse 39.
E’ autore di album di vedute sia di litografie, sia di fotografie. Nelle collezioni dei CMSA l’album Vedute I.R. Strada ferrata da Trieste a Nabresina: in memoria del chiudimento del grande viadotto di Nabresina (CMSA Album VII/2282).
Il suo lavoro piu’ importante è l’album con le fotografie del Castello di Miramare databile post 1863, dopo aver avuto l’autorizzazione da Vienna. Una data certa è quella reperibile su una fattura rilasciata a Massimiliano in cui si specifica l’importo di 108 fiorini per riprese fotografiche dal 30 giugno al 20 settembre 1865.
Si segnala pure la foto di gruppo della delegazione che aveva offerto la corona di imperatore del Messico all’arciduca Massimiliano d’Austria nell’ottobre 1863 (vedi I. Zannier).
Membro della Società Fotografica di Vienna dal 1867. Fu l’unico fotografo a partecipare alla Prima Esposizione Artistico-Industriale promossa e disposta dall’Associazione Triestina per le Arti e l’Industria, che si tenne a Trieste nel settembre del 1868.

Attività:
Trieste in Corso, 670 – 41 dal 1858 al 1864.09.24;
in via Carintia dal settembre 1864 al 21 agosto 1865;
in via Torrente, 16 dal 1866 al 1872;
Vienna in Alserstrassee, 39 nel 1873-1874.
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Giuseppe Malovich – Fotografo (attivo a Trieste dal 1858 al 1872)

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Giuseppe Malovich (attivo a Trieste dal 1858 al 1872). Fotografia: Ritratto di donna in piedi  / Studio fotografico G. Malovich - Corso. N° 670 Trieste - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania

Litografo e fotografo, di origine ungherese, nato a Budapest nel 1823. Attivo a Trieste in Corso, 670 in Casa Chesevich dal 1858 al 1864 (palazzo costruito da Giovanni Andrea Berlam per il banchiere e armatore Chevesich), in via Carintia n. 28 1. piano dal 1864 al 21 agosto 1865, e in via del Torrente, 16 dal 1866 al 1872. Nel 1873 è a Vienna con studio in Wien IX., Alserstrasse 39.
E’ autore di album di vedute sia di litografie, sia di fotografie. Nelle collezioni dei CMSA l’album Vedute I.R. Strada ferrata da Trieste a Nabresina: in memoria del chiudimento del grande viadotto di Nabresina (CMSA Album VII/2282).
Il suo lavoro piu’ importante è l’album con le fotografie del Castello di Miramare databile post 1863, dopo aver avuto l’autorizzazione da Vienna. Una data certa è quella reperibile su una fattura rilasciata a Massimiliano in cui si specifica l’importo di 108 fiorini per riprese fotografiche dal 30 giugno al 20 settembre 1865.
Si segnala pure la foto di gruppo della delegazione che aveva offerto la corona di imperatore del Messico all’arciduca Massimiliano d’Austria nell’ottobre 1863 (vedi I. Zannier).
Membro della Società Fotografica di Vienna dal 1867. Fu l’unico fotografo a partecipare alla Prima Esposizione Artistico-Industriale promossa e disposta dall’Associazione Triestina per le Arti e l’Industria, che si tenne a Trieste nel settembre del 1868.

Attività:
Trieste in Corso, 670 – 41 dal 1858 al 1864.09.24;
in via Carintia dal settembre 1864 al 21 agosto 1865;
in via Torrente, 16 dal 1866 al 1872;
Vienna in Alserstrassee, 39 nel 1873-1874.
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Giuseppe Malovich – Fotografo (attivo a Trieste dal 1858 al 1872)

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Giuseppe Malovich (attivo a Trieste dal 1858 al 1872). Fotografia: Ritratto di uomo con cilindro seduto  / Studio fotografico G. Malovich - Corso. N° 670 Trieste - positivo: albumina. 
Coll. G. Catania

Litografo e fotografo, di origine ungherese, nato a Budapest nel 1823. Attivo a Trieste in Corso, 670 in Casa Chesevich dal 1858 al 1864 (palazzo costruito da Giovanni Andrea Berlam per il banchiere e armatore Chevesich), in via Carintia n. 28 1. piano dal 1864 al 21 agosto 1865, e in via del Torrente, 16 dal 1866 al 1872. Nel 1873 è a Vienna con studio in Wien IX., Alserstrasse 39.
E’ autore di album di vedute sia di litografie, sia di fotografie. Nelle collezioni dei CMSA l’album Vedute I.R. Strada ferrata da Trieste a Nabresina: in memoria del chiudimento del grande viadotto di Nabresina (CMSA Album VII/2282).
Il suo lavoro piu’ importante è l’album con le fotografie del Castello di Miramare databile post 1863, dopo aver avuto l’autorizzazione da Vienna. Una data certa è quella reperibile su una fattura rilasciata a Massimiliano in cui si specifica l’importo di 108 fiorini per riprese fotografiche dal 30 giugno al 20 settembre 1865.
Si segnala pure la foto di gruppo della delegazione che aveva offerto la corona di imperatore del Messico all’arciduca Massimiliano d’Austria nell’ottobre 1863 (vedi I. Zannier).
Membro della Società Fotografica di Vienna dal 1867. Fu l’unico fotografo a partecipare alla Prima Esposizione Artistico-Industriale promossa e disposta dall’Associazione Triestina per le Arti e l’Industria, che si tenne a Trieste nel settembre del 1868.

Attività:
Trieste in Corso, 670 – 41 dal 1858 al 1864.09.24;
in via Carintia dal settembre 1864 al 21 agosto 1865;
in via Torrente, 16 dal 1866 al 1872;
Vienna in Alserstrassee, 39 nel 1873-1874.
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Weintraub Wilhelm/Gugliemo – Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884)

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Weintraub Wilhelm / Guglielmo - Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884). Fotografia: Ritratto di uomo in piedi / Fotografia Guglielmo Weintraub - Imp. reg. esclus. privilegiato Fotografo - Trieste Acquedotto 1980. - positivo: albumina. 
Coll. G. Catania

 

Nato a Vienna ha lo studio a Trieste in Corso 669, appoggiandosi allo studio Goldstein e Lindehmer nel 1864, e in via Acquedotto 1980-27 fra il 1862 ed il 1868; poi, dal 1860 a Salerno dove sembra attivo ancora nel 1881, in via Arco di Piazza. Amava autodefinirsi “fotografo e fotoscultore privilegiato”. Il suo studio è anche “Deposito ingredienti e macchine Scuola di fotografia/Fotografia di notte/Stereoscopi e vedute”. Chierico e membro delle Società fotografiche di Vienna e di Berlino, si specializza nei processi meccanici di fotoriproduzione e in fotolitografia, fototipia, chimigrafia e vitrotipia. Questa tecnica gli permette di sperimentarsi nella riproduzione a colore e a fuoco di immagini fotografiche su tazze e piatti di porcellana e di coccio, oltre che sul cristallo. Nel periodo più florido della sua ditta apre diverse succursali, a Milano in Borgo Porta Venezia 30, a Napoli strada Nardones 8 e a Messina unitamente al Damianos, in strada Garibaldi 111, intensificando gli aspetti commerciali della professione. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 è tra i fotografi presenti alla grande Esposizione industriale italiana di Milano. Nel 1868 si fa promotore del periodico di fotografia “Giornale di fotografia” che ebbe vita breve. Nell’editoriale del primo numero datato 15 agosto 1868, scusandosi di non essere perfettamente padrone della lingua italiana, scrive: “Ricompenserà” questa mia mancanza, nel mio giornale coll’introdurre in Italia quel progresso della fotografia di che si vanta altamente tutta la Germania, col farvi rapporto di tutto che succede nella sfera fotografica sia in Germania che in Francia, non omettendo nessuna particolarità riguardante arte od interessi”.
L’ultimo giorno di Carnevale del 1879 fotografa la grande mareggiata di Salerno, documentando le conseguenze dell’evento, le lunghe didascalie che accompagnano la serie di sette immagini hanno il compito di dare un’immediata informazione svolta in genere dalla stampa quotidiana.
Dichiara sui cartoncini: G. Weintraub socio effettivo della società fotografica della sala verde dell’I.R. Accademia delle scienze nell’I.r. Università di Vienna.
Nel 1863 un articolo informa come Weintraub metta a proprio agio la clientela a suon di musica, visto che “il più delle volte coloro che si fanno ritrarre si tengono lì duri duri, co’ muscoli del volto per così dire irrigiditi” (Fotografia a suon di musica in Il tempo, 27 settembre 1863).

Attività:

Trieste, via delle Legna, 859 dal 1862-1863; Acquedotto, 1980 – 27 dal 28 febbraio 1862 al febbraio 1865; Corso, 669 – 39 da post febbraio 1865 al 1866; palazzo Panfili, dietro la Dogana [via Squero Nuovo 990 – 4] dal 1867 ad ante 1870; Piazza della Borsa 6 dal 1882 al 1883 [cfr. Maurizio Radacich];
Salerno, via Arco di Piazza, dal 1860 al 1875; largo Corte Vecchia, palazzo Sica dal 1875 al 1879; salita San Matteo dal 1879 al 1881 ca.
Napoli, strada Nardones, 8 Hotel Montpellier dal 1872 al 1875;
Messina, strada Garibaldi, 111 palazzo Pizzimenti [Weintraub e Damianos];
Milano Borgo Porta Venezia 3 post 1862 ante 1866
Vienna, Doebling 234 dal 1862 al 1865
Vienna, Landstrasse, Hauptstrasse 29, nel 1865 ca.
Il 16 febbraio 1864 ottiene il privilegio esclusivo per l’invenzione di un apparato per la fotoscultura. Dall’aprile 1862 l'”I. R. esclusivamente privilegiato fotografo”. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 figura fra i fotografi presenti alla grande Esposizione Industriale Italiana di Milano. Nel 1868 fondò a Salerno il “Giornale di Fotografia”. Membro delle Società Fotografiche di Vienna e Berlino. 
(Fonte: Biblioteche Comune Trieste)
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Weintraub Wilhelm – Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884)

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Weintraub Wilhelm / Guglielmo - Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884). Fotografia: Ritratto di uomo in piedi / Fotografia Guglielmo Weintraub - Imp. reg. esclus. privilegiato Fotografo - Trieste Acquedotto 1980. - positivo: albumina. 
Coll. G. Catania

 

Nato a Vienna opera quale fotografo a Trieste in Corso 669, appoggiandosi allo studio Goldstein e Lindehmer nel 1864, e in via Acquedotto 1980-27 fra il 1862 ed il 1868; poi, dal 1860 a Salerno dove sembra attivo ancora nel 1881, in via Arco di Piazza. Amava autodefinirsi “fotografo e fotoscultore privilegiato”. Il suo studio è anche “Deposito ingredienti e macchine Scuola di fotografia/Fotografia di notte/Stereoscopi e vedute”. Chierico e membro delle Società fotografiche di Vienna e di Berlino, si specializza nei processi meccanici di fotoriproduzione e in fotolitografia, fototipia, chimigrafia e vitrotipia. Questa tecnica gli permette di sperimentarsi nella riproduzione a colore e a fuoco di immagini fotografiche su tazze e piatti di porcellana e di coccio, oltre che sul cristallo. Nel periodo più florido della sua ditta apre diverse succursali, a Milano in Borgo Porta Venezia 30, a Napoli strada Nardones 8 e a Messina unitamente al Damianos, in strada Garibaldi 111, intensificando gli aspetti commerciali della professione. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 è tra i fotografi presenti alla grande Esposizione industriale italiana di Milano. Nel 1868 si fa promotore del periodico di fotografia “Giornale di fotografia” che ebbe vita breve. Nell’editoriale del primo numero datato 15 agosto 1868, scusandosi di non essere perfettamente padrone della lingua italiana, scrive: “Ricompenserà” questa mia mancanza, nel mio giornale coll’introdurre in Italia quel progresso della fotografia di che si vanta altamente tutta la Germania, col farvi rapporto di tutto che succede nella sfera fotografica sia in Germania che in Francia, non omettendo nessuna particolarità riguardante arte od interessi”.
L’ultimo giorno di Carnevale del 1879 fotografa la grande mareggiata di Salerno, documentando le conseguenze dell’evento, le lunghe didascalie che accompagnano la serie di sette immagini hanno il compito di dare un’immediata informazione svolta in genere dalla stampa quotidiana.
Dichiara sui cartoncini: G. Weintraub socio effettivo della società fotografica della sala verde dell’I.R. Accademia delle scienze nell’I.r. Università di Vienna.
Nel 1863 un articolo informa come Weintraub metta a proprio agio la clientela a suon di musica, visto che “il più delle volte coloro che si fanno ritrarre si tengono lì duri duri, co’ muscoli del volto per così dire irrigiditi” (Fotografia a suon di musica in Il tempo, 27 settembre 1863).

Attività:

Trieste, via delle Legna, 859 dal 1862-1863; Acquedotto, 1980 – 27 dal 28 febbraio 1862 al febbraio 1865; Corso, 669 – 39 da post febbraio 1865 al 1866; palazzo Panfili, dietro la Dogana [via Squero Nuovo 990 – 4] dal 1867 ad ante 1870; Piazza della Borsa 6 dal 1882 al 1883 [cfr. Maurizio Radacich];
Salerno, via Arco di Piazza, dal 1860 al 1875; largo Corte Vecchia, palazzo Sica dal 1875 al 1879; salita San Matteo dal 1879 al 1881 ca.
Napoli, strada Nardones, 8 Hotel Montpellier dal 1872 al 1875;
Messina, strada Garibaldi, 111 palazzo Pizzimenti [Weintraub e Damianos];
Milano Borgo Porta Venezia 3 post 1862 ante 1866
Vienna, Doebling 234 dal 1862 al 1865
Vienna, Landstrasse, Hauptstrasse 29, nel 1865 ca.
Il 16 febbraio 1864 ottiene il privilegio esclusivo per l’invenzione di un apparato per la fotoscultura. Dall’aprile 1862 l'”I. R. esclusivamente privilegiato fotografo”. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 figura fra i fotografi presenti alla grande Esposizione Industriale Italiana di Milano. Nel 1868 fondò a Salerno il “Giornale di Fotografia”. Membro delle Società Fotografiche di Vienna e Berlino. 
(Fonte: Biblioteche Comune Trieste)
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Weintraub Wilhelm / Guglielmo - Fotografo (attivo a Trieste dal 1862 al 1884). Fotografia: Ritratto di donna in piedi / Fotografia Guglielmo Weintraub - Imp. reg. esclus. privilegiato Fotografo - Trieste Acquedotto 1980. - positivo: albumina. 
© Collezione G. Catania

 

Nato a Vienna opera quale fotografo a Trieste in Corso 669, appoggiandosi allo studio Goldstein e Lindehmer nel 1864, e in via Acquedotto 1980-27 fra il 1862 ed il 1868; poi, dal 1860 a Salerno dove sembra attivo ancora nel 1881, in via Arco di Piazza. Amava autodefinirsi “fotografo e fotoscultore privilegiato”. Il suo studio è anche “Deposito ingredienti e macchine Scuola di fotografia/Fotografia di notte/Stereoscopi e vedute”. Chierico e membro delle Società fotografiche di Vienna e di Berlino, si specializza nei processi meccanici di fotoriproduzione e in fotolitografia, fototipia, chimigrafia e vitrotipia. Questa tecnica gli permette di sperimentarsi nella riproduzione a colore e a fuoco di immagini fotografiche su tazze e piatti di porcellana e di coccio, oltre che sul cristallo. Nel periodo più florido della sua ditta apre diverse succursali, a Milano in Borgo Porta Venezia 30, a Napoli strada Nardones 8 e a Messina unitamente al Damianos, in strada Garibaldi 111, intensificando gli aspetti commerciali della professione. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 è tra i fotografi presenti alla grande Esposizione industriale italiana di Milano. Nel 1868 si fa promotore del periodico di fotografia “Giornale di fotografia” che ebbe vita breve. Nell’editoriale del primo numero datato 15 agosto 1868, scusandosi di non essere perfettamente padrone della lingua italiana, scrive: “Ricompenserà” questa mia mancanza, nel mio giornale coll’introdurre in Italia quel progresso della fotografia di che si vanta altamente tutta la Germania, col farvi rapporto di tutto che succede nella sfera fotografica sia in Germania che in Francia, non omettendo nessuna particolarità riguardante arte od interessi”.
L’ultimo giorno di Carnevale del 1879 fotografa la grande mareggiata di Salerno, documentando le conseguenze dell’evento, le lunghe didascalie che accompagnano la serie di sette immagini hanno il compito di dare un’immediata informazione svolta in genere dalla stampa quotidiana.
Dichiara sui cartoncini: G. Weintraub socio effettivo della società fotografica della sala verde dell’I.R. Accademia delle scienze nell’I.r. Università di Vienna.
Nel 1863 un articolo informa come Weintraub metta a proprio agio la clientela a suon di musica, visto che “il più delle volte coloro che si fanno ritrarre si tengono lì duri duri, co’ muscoli del volto per così dire irrigiditi” (Fotografia a suon di musica in Il tempo, 27 settembre 1863).

Attività:

Trieste, via delle Legna, 859 dal 1862-1863; Acquedotto, 1980 – 27 dal 28 febbraio 1862 al febbraio 1865; Corso, 669 – 39 da post febbraio 1865 al 1866; palazzo Panfili, dietro la Dogana [via Squero Nuovo 990 – 4] dal 1867 ad ante 1870; Piazza della Borsa 6 dal 1882 al 1883 [cfr. Maurizio Radacich];
Salerno, via Arco di Piazza, dal 1860 al 1875; largo Corte Vecchia, palazzo Sica dal 1875 al 1879; salita San Matteo dal 1879 al 1881 ca.
Napoli, strada Nardones, 8 Hotel Montpellier dal 1872 al 1875;
Messina, strada Garibaldi, 111 palazzo Pizzimenti [Weintraub e Damianos];
Milano Borgo Porta Venezia 3 post 1862 ante 1866
Vienna, Doebling 234 dal 1862 al 1865
Vienna, Landstrasse, Hauptstrasse 29, nel 1865 ca.
Il 16 febbraio 1864 ottiene il privilegio esclusivo per l’invenzione di un apparato per la fotoscultura. Dall’aprile 1862 l'”I. R. esclusivamente privilegiato fotografo”. Premiato all’Esposizione di Londra del 1862, a quella di Berlino del 1866 e a Salerno nel 1870, nel 1881 figura fra i fotografi presenti alla grande Esposizione Industriale Italiana di Milano. Nel 1868 fondò a Salerno il “Giornale di Fotografia”. Membro delle Società Fotografiche di Vienna e Berlino. 
(Fonte: Biblioteche Comune Trieste)
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