Quando Trieste fu “Fotocromata”

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Immagini fotocromatiche di Trieste.  Collezione Roger Seganti

La fotocromia è una tecnica usata per ottenere foto a colori da negativi in bianco e nero, con l’utilizzo tra le quattro e le quattordici pietre litografiche, per colorare le stampe con differenti inchiostri. Il processo fu inventato negli anni 1880 da un chimico svizzero Hans Jakob Schmid (1856-1924), un impiegato della compagnia svizzera Orell Gessner Füssli, un’impresa di stampe la cui storia risale al XVI secolo. La Füssli fondò la società per azioni Photochrom Zürich (conosciuta in seguito come Photoglob Zürich), come veicolo negli affari per lo sfruttamento commerciale del processo. Con un notevole successo il processo fotocromia fu presentato dal Photoglob Zürich all’Esposizione Universale di Parigi nel 1889, il mondo risplendeva a colori.

Trieste Canal Grande PZ 8431

Il processo Photochrom era un misto tra fotografia e una prima forma di stampa. Ha prodotto fotografie a colori vivaci circa 40 anni prima che la fotografia a colori era commercialmente disponibile, e ci permette di avere uno sguardo indietro nella fine del 1800 e l’inizio del 1900.

Una pietra litografica viene rivestita con un sottile strato di bitume purificato disciolto nel benzene. Un negativo rovesciato viene quindi pressato contro questo rivestimento sensibile alla luce, e viene esposto alla luce del giorno (dai 10 ai 30 minuti in estate, per diverse ore in inverno).
Il bitume indurisce e diventa resistente ai normali solventi, in proporzione alla luce. Il rivestimento viene poi lavato in una soluzione di trementina, per rimuovere il bitume non indurito. Viene quindi ritoccato nella scala tonale del colore scelto, per rafforzare o ammorbidire i toni a seconda di quanto desiderato. Ogni tintura richiede una pietra litografica separata che rechi l’opportuna immagine ritoccata, e le stampe vengono prodotte con almeno sei pietre, ma più comunemente sono richieste dalle dieci alle quindici pietre per colorare le immagini con differenti inchiostri. Con una lente di ingrandimento può essere visto piccoli puntini colorati che mostrano la grana della pietra utilizzata.

Trieste Molo San Carlo PZ 8426

La maggior parte delle 22cm x 16,5cm Photochrom hanno un numero e titolo impressi in oro su angoli inferiore destro o sinistro. In caso di PZ tra il numero e il titolo significa che sono stati prodotti dalla società svizzera, Photoglob Zurigo.

Tra il 1895 e 1905 anche Trieste fu “ fotocromato” dalla PZ Photoglob Zürich.

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DATABASE NEBIS PHOTOCHROM TRIESTE

Fonti;
https://it.wikipedia.org/wiki/Fotocromia
https://archiviodelverbanocusioossola.com/2011/11/16/la-rivoluzione-della-fotocromia-quando-svizzeri-e-americani-colorarono-il-mondo/

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