Trieste – Largo Papa Giovanni XXIII

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Largo Papa Giovanni XXIII (Google Maps)

 

PAPA GIOVANNI XXIII (largo)

Largo Papa Giovanni XXIII: San Vito-Città Vecchia. Tra via Duca d’Aosta e via dell’Università, C.A.P. 34123.
Già tratto di via Duca d’Aosta, questo largo venne così battezzato con Delibera del Consiglio Comunale n. 181 d.d. 15.3.1966, in deroga alla legge n. 1188 d.d. 23.5.1927. Giovanni XXIII, al secolo Angelo Giuseppe Roncalli, nacque a Sotto il Monte nel 1881; cappellano militare durante il primo conflitto mondiale, divenne Arcivescovo nel 1925 e fu incaricato di alcune missioni diplomatiche, essendo visitatore apostolico in Bulgaria (1925), vicario apostolico in Turchia ed in Grecia (1935), nunzio apostolico a Parigi (1944). Nel 1953 divenne cardinale e patriarca di Venezia e nel 1958 venne eletto Papa. Durante il suo pontificato venne indetto il Concilio ecumenico Vaticano II ed emise le encicliche Mater et Magistra e Pacem in Terris. Morì a Roma nel 1963. Angelo Giuseppe Roncalli, cardinale e non ancora Papa, fu a Trieste nel 1955 in occasione del XXXIII congresso della Gioventù Universitaria Cattolica, svoltosi al Politeama Rossetti. Al n. civ. 1 di largo Papa Giovanni XXIII si trova il Civico Museo Sartorio, che ha sede nella neoclassica villa che la baronessa Anna Segrè Sartorio legò in morte al Comune di Trieste (1944). Il Museo venne aperto nel 1950. Al n. civ. 7 si trova palazzo Vivante (o Corti), eretto tra il 1842 ed il 1844 su progetto dell’arch. D. Corti, ristrutturato alla fine dell’Ottocento dall’arch. Koenig di Vienna e restaurato nel 1905 su progetto degli arch. A. Ziffer e R. Dick.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

Un sentito ringraziamento va al Prof. Antonio Trampus, per aver acconsentito all'utilizzo dei suoi testi.
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Trieste – Largo Odorico Panfili

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Largo Odorico Panfili (Google Maps)

 

PANFILI Odorico (largo)

Largo Odorico Panfili: Città Nuova-Barriera Nuova. Lungo via Trento, dietro il palazzo delle Poste. C.A.P. 34132.
Già piazza dei Carradori, mutò denominazione nel 1883. Con nota d.d. 12.9.1883 la Delegazione Municipale comunicò alla Comunità evangelica di confessione augustana – la cui chiesa si trova al centro del largo – l’intenzione di intitolare il sito «largo» o «piazzetta degli Augustani»; i rappresentanti della Comunità, con lettera d.d. 12.10.1883, suggerirono la denominazione di «piazzetta della chiesa evangelica» oppure, subordinatamente, di «piazzetta Martino», in onore di Martin Lutero. Con delibera Del. Mun. n. 35425 d.d. 22.10.1883 venne stabilito di intitolare il sito piazzetta della chiesa evangelica. Con Delibera del Podestà n. 501 d.d. 4.7.1942 il nome venne nuovamente mutato; tuttavia la denominazione «largo Odorico Panfili» che compare tanto nello stradario ufficiale del Comune di Trieste quanto nella segnaletica stradale è imprecisa nel riportare il nome di colui che si volle ricordare. Teodorico Panfilli nacque a Budapest il 2 settembre 1911; laureatosi in medicina, lasciò Trieste, città nella quale la sua famiglia viveva da oltre un secolo e mezzo avendo per molto tempo diretto un cantiere navale, nel 1936 per arruolarsi nell’Esercito, ottenendo di essere assegnato come sottotenente medico al 70 ” Battaglione Coloniale in Abissinia. Cadde a Sellassiè (Africa Orientale) il 17 luglio 1938 e alla sua memoria venne conferita la medaglia d’oro al valor militare, con la motivazione: «Teodorico Panfilli, di Trieste, Tenente Medico del LXX” Battaglione Colonia. Ufficiale medico di una colonna impegnata contro soverchianti forze nemiche, volontariamente assumeva il comando di una squadra e teneva bravamente testa alla irruenza dell’avversario. Costretto a ripiegare in una posizione sistemata a difesa e saputo che un suo collega era stato gravemente ferito, si slanciava fuori della posizione, volontariamente per la ricerca del collega. Ferito una prima volta ad un fianco non desisteva dallo scopo e, trovato l’ufficiale già cadavere, provvedeva ad occultarlo per evitare lo strazio della salma. Durante tale suo pietoso ufficio trovava gloriosa morte. Esempio fulgido di eroismo e di elevatissimo senso del dovere. Selassiè, 17 luglio 1938». Al centro del largo, di fronte all’edificio già sede del Ginnasio comunale (1882-1883, prog. ing. F. Boara, esecuz. arch. P. Palese), si trova la chiesa della Comunità evangelico-augustana, notevole edificio in stile neogotico, eretta nel 1870-1871 dagli arch. F. Scalmanini e G. Berlam su progetto dell’arch. C. Zimmerman di Elbing; venne consacrata nel 1874. Restaurato negli anni 1983-1985, l’edificio sacro è attualmente sede anche di concerti musicali.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste – Piazza dell’Ospitale

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Piazza dell'Ospitale (Google Maps)

OSPITALE (piazza dell’)

Piazza dell’Ospitale: Barriera Vecchia/Città Nuova-Barriera Nuova. Davanti all’Ospedale Maggiore. C.A.P. 34129.
Denominazione ottocentesca; è interessante osservare che nell’odonomastica ufficiale di Trieste si è ancora conservata la forma letteraria/antiquata Ospitale in luogo del termine Ospedale, oggi più diffuso e più facilmente accettabile nella popolazione. Il toponimo venne suggerito dalla presenza dell’Ospedale Civico, poi detto «Maggiore», costruito sui fondi Cassis-Hofman negli anni 1837-1840 su progetto dell’arch. A. Juris (con interventi dell’arch. D. Corti), elaborato sul modello edilizio dell’Allgemeines Krankenhaus di Vienna. Intitolato nel primo dopoguerra «Ospedale Regina Elena», dal 1923 gli Ospedali Riuniti (Maggiore e della Maddalena) vennero costituiti in Ente Morale. Con la costruzione del moderno centro ospedaliero di Cattinara, molte delle funzioni già assegnate al «Maggiore» sono state trasferite al nuovo ospedale.
La chiesa di San Giuseppe dell’Ospedale Maggiore venne eretta a parrocchia nel 1892 e oggi comprende l’Ospedale di S. Maria Maddalena, l’Ospedale Infantile (unito nel 1941), l’Ospedale Santorio Santorio (unito nel 1941) e l’Ospedale di Cattinara.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste – Largo Osoppo

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Largo Osoppo (Google Maps)

 

OSOPPO (largo)

Largo Osoppo: Roiano-Gretta-Barcola. Alla confluenza delle vie S. Santi, Aquileia, Gemona, Gradisca e Venzone. C.A.P. 34136.
Questo largo, già tratto di via Bonomea, ebbe nuova intitolazione con Delibera del Consiglio Comunale n. 597 d.d. 16.4.1974. Osoppo, comune in provincia di Udine (ab. 2526), è insediamento antico il cui nome, di origine preromana, appare ricordato fin dall’Alto Medioevo. Dal XIII secolo fu feudo di una nobile famiglia che l’ottenne dal patriarca Gregorio di Montelengo e nel 1328 divenne feudo dei Savorgnan. Passata sotto il dominio di Venezia nel 1419, la cittadina di Osoppo divenne austriaca dopo la caduta della Repubblica di San Marco e, con l’intervallo delle occupazioni napoleoniche, rimase tale fino al primo conflitto mondiale. Al centro di un moto insurrezionale patriottico nel 1848, Osoppo fu alla fine del secondo conflitto mondiale uno dei punti di riferimento per la costituzione di formazioni partigiane, che dalla cittadina presero anche il nome. Il terremoto del 1976 investì anche questa località, causando ingenti danni soprattutto al patrimonio storico artistico. Monumenti principali: la chiesetta di S. Giacomo (XV sec.), restaurata dopo il 1976 e la chiesa di S. Rocco, pure restaurata. La parrocchiale di S. Maria in Nives, nota fin dal XIII secolo e riconsacrata nel 1745, non è stata più ricostruita dopo il sisma.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste – Piazza Guglielmo Oberdan

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Piazza Guglielmo Oberdan (Google Maps)

 

OBERDAN Guglielmo (piazza)

Piazza Guglielmo Oberdan: Città Nuova-Barriera Nuova. Lungo via G. Carducci, all’inizio di via Giustiniano. C.A.P. nn. 1, 2, 3, 8: 34122; rimanenti numeri: 34133.
Con delibera Giunta Municipale d.d. 11.11.1918 n. IX-47/5-18 la vecchia piazza della Caserma venne intitolata a G. Oberdan; l’attuale piazza venne ricavata con la demolizione della Caserma grande (1925-1927). Guglielmo Oberdan (Oberdank) nacque a Trieste, in una casa all’angolo via Carpison-via S. Francesco oggi scomparsa, il 1″ febbraio 1858; studiò a Trieste e frequentò il Politecnico di Vienna (1877-1878); arruolato nel 1878, disertò l’Esercito austriaco riparando in Italia, ove partecipò intensamente all’attività dei circoli irredentisti. Repubblicano e democratico, Oberdan ritornò a Trieste nel 1882 in occasione della visita dell’imperatore Francesco Giuseppe, prevista nell’ambito delle manifestazioni celebrative del quinto centenario della dedizione di Trieste all’Austria, con l’intenzione di attentare alla vita del sovrano onde richiamare l’attenzione pubblica sul problema dell’irredentismo giuliano. Arrestato a Ronchi ancor prima di arrivare a destinazione, venne processato e condannato all’impiccagione. La sentenza venne eseguita nel cortile della Caserma grande il 20 dicembre 1882. Nel cimitero militare di Trieste, presso il confine con il cimitero israelitico, si nota l’epitaffio: «L’AUSTRIA / INDARNO QUI NASCONDEVA / LA SALMA DI / GUGLIELMO OBERDAN / TENACE AMORE FRATERNO / NE RINTRACCIAVA / DOPO IL XL ANNO LE OSSA / PER DEPORLE NEL SEPOLCRO / DEGLI EROI TRIESTINI / MCMXXII /».
Al n. civ. 1 di piazza G. Oberdan si trova casa Guetta (1837, arch. N. Pertsch), sede di un albergo dagli anni Trenta, danneggiata durante il secondo conflitto mondiale e ristrutturata nel secondo dopoguerra; reca il n. civ. 3 palazzo Vianello (1903-1904, arch. R. Berlam), con motivi scultorei dell’artista G. Marin (al quale si deve pure il possente leone alla sommità); segue al n. civ. 4 l’edificio costruito per la R.A.S. su progetto (1935-1936) dell’arch. U. Nordio (sulla facciata prospiciente via G. Carducci campeggia un leone di S. Marco scolpito da U. Carà): all’interno vi è un affresco di Achille Funi e un pavimento a mosaico di Felicita Lustig Frai. All’angolo con via Giustiniano (n. civ. 5) è il palazzo già sede della TELVE e dell’E.I.A.R., eretto nel 1930 su progetto dello stesso U. Nordio (attualmente è sede triestina della S.I.P.). L’edificio sede del Consiglio regionale della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia (istituita 1964, Statuto speciale approvato con legge costituzionale d.d. 31.1.1963 n. 1) venne costruito nel 1939 per l’Ufficio del Lavoro su progetto di R. Battigelli e U. Nordio, e ristrutturato nel 1966 su progetto degli arch. U. Nordio e A. Cervi. Chiude l’esedra il palazzo dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni, eretto nel 1929 su progetto dell’arch. G. Giovannozzi.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste – Largo Giambattista Niccolini

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Largo Giambattista Niccolini (Google Maps)

 

NICCOLINI Giambattista (largo)

Largo Giambattista Niccolini: Barriera Vecchia. Al termine di via M. d ‘Azeglio, tra le vie Vittorio Alfieri e Giovanni Pascoli. C.A.P. 34129.
Denominazione apposta con delibera Giunta Municipale d.d. 28.3.1919 n. IX – 31/5-19. Giambattista (Giovanni Battista) Niccolini nacque a Bagni di San Giuliano (Pisa) nel 1782; poeta tragico, partecipò attivamente al movimento patriottico italiano. Già imprigionato nel 1799 all’epoca delle repressioni seguite agli avvenimenti francesi, fu repubblicano liberale e anticlericale, esprimendo i propri ideali anche nelle sue opere più significative, quali Nabucco, Giovanni da Procida e Arnaldo da Brescia. Morì a Firenze nel 1861 Al n. civ. 3-4 di largo G. Niccolini si trova la caserma del Corpo provinciale dei vigili del fuoco, già «appostamento» principale del «Corpo dei civili contro gl’incendi», ampliato nel 1902 con l’acquisto del fondo già n. tav. 613.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste – Piazzale Monte Re

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MONTE RE (piazzale)

Piazzale Monte Re: Altipiano Est (Villa Opicina). Lungo via Nazionale, davanti alla Scuola Elementare Statale. C.A.P. 34016.

Questo piazzale, ricavato nei primi anni del secolo con il prosciugamento di uno stagno, venne battezzato con Delibera del Podestà d.d. 8.11.1929 numero 63151- V-31152-29 «piazzale principe Umberto»; con Delibera del Podestà numero 498 d.d. 10.6.1944 la denominazione venne mutata in «piazzale Monte Re», dal nome del massiccio, oggi in territorio jugoslavo (altezza m. 1209), così chiamato già dai tempi di Paolo Diacono (Mons Regis). Sembra certo che fu così designato perché vi salì Alboino re dei Longobardi; sembra pure che questo stesso monte si chiamasse anteriormente Ocra, voce prelatina con significato di «aguzzo», «appuntito». L’altro nome del monte, Nanos (usata originariamente soltanto presso gli sloveni) è di incerta origine. In piazzale Monte Re si trova una edicola, contenente un’immagine della Madonna, costruita negli anni Trenta utilizzando blocchi marmorei già costituenti il monumento commemorativo della dedizione di Trieste all’Austria (piazza della Stazione, oggi della Libertà); reca invece il numero civico 2 la scuola elementare di Opicina, con annessa scuola di lingua slovena intitolata a F. Bevk, costruita su progetto dell’architetto G. Gartner (1909, lavori terminati nel 1912) e ristrutturata nel 1934 con la sopraelevazione di un piano.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste – Largo Ugo Mioni

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Largo Ugo Mioni (Google Maps)

 

MIONI Ugo (largo)

Largo Barriera Vecchia. Largo compreso tra le vie E.P. Salem, della Tesa e viale G. D’Annunzio. C.A.P. 34137.
Delibera del Consiglio Comunale numero 389 d.d. 9.7.1962 si stabilì di denominare «largo don Ugo Mioni» il «tratto terminale della via Conti». Tale intitolazione venne tuttavia modificata in «largo Ugo Mioni» Delibera del Consiglio Comunale numero 364 d.d. 21.6.1963, dopo l’intervento della Società di Minerva la quale, a richiesta di un parere, comunicò (nota d.d. 15.10.1962) di ritenere «più propria una intitolazione Largo Ugo Mioni, senza il don in quanto il suo valore educativo sta soprattutto nell’opera narrativa di educazione della gioventù. Alla stessa guisa di Antonio Stoppani, pure sacerdote, che viene ricordato per la sua opera col solo nome e cognome. Sembra, pertanto, a questa Società che proprio per dare il giusto valore dovuto all’opera di Mioni, sarà giusto ricordarlo nelle tabelle stradali col solo nome e cognome e con l’indicazione Sacerdote e scrittore». Ugo Mioni nacque a Trieste il 16 agosto 1870; studiò teologia al Seminario di Gorizia e si laureò in filosofia e sacra teologia nell’Università Gregoriana di Roma. Ordinato sacerdote, fu a Trieste cooperatore parrocchiale di Sant’Antonio Vecchio (B.V. del Soccorso) e nel primo dopoguerra si trasferì ad Alba. Nel 1932 entrò come terziario regolare nel convento di San Domenico di Fiesole con il nome di Padre Giacinto. Rivelò fin da giovane le sue doti di scrittore, fu attivo collaboratore dei giornali cattolici giuliani e dal 1895 cominciò una intensa attività di scrittore pedagogo; fu autore di quasi cinquecento opere narrative per ragazzi, libri di avventura, divulgatore di storia civile ed ecclesiastica, autore di libri di dottrina teologica. Morì nel monastero di Montepulciano il 9 febbraio 1935.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste – Largo Martiri della Risiera

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Largo Martiri della Risiera (Google Maps)

 

MARTIRI DELLA RISIERA (largo)

Largo Martiri della Risiera: Valmaura-Borgo San Sergio. Tra le vie dei Macelli, Rio Primario e il ratto della Pileria. C.A.P. 34148.

Intitolazione disposta Delibera del Consiglio Comunale numero 494 d.d. 17.10.1975. Ricorda genericamente quanti trovarono la morte, durante gli ultimi anni del secondo conflitto mondiale, nella vicina risiera di San Sabba.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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Trieste – Piazzale Madonna di Gretta

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MADONNA DI GRETTA (piazzale)

Piazzale Madonna di Gretta: Roiano-Gretta-Barcola. Al termine di salita alla Madonna di Gretta. C.A.P. 34136.
Questo piazzale, il cui nome non compare nello stradario ufficiale del Comune di Trieste, venne così battezzato con Del. Pres. numero 356 d.d. 14.6.1946. Il toponimo fa riferimento alla vicina chiesa dei Padri Carmelitani Scalzi (ingr. via dei Carmelitani, 10), dedicata a Maria Decor Carmeli, aperta al culto nel 1937; secondo altri studiosi il nome deriva dalla presenza, lì vicino, di una immagine sacra della Madonna.

Bibliografia: A. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989.

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