Trieste – Casa Chiozza

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Trieste: Casa Chiozza. Foto Paolo Carbonaio 
Trieste: Via Giosuè Carducci, Via Cesare Battisti, Largo Don Francesco Bonifacio.
Casa Chiozza. L’immobile sorge sull’area in origine occupata da terreni estesi al di là del ponte detto di Chiozza sul canale Torrente, dal cui interramento agli inizi dell’Ottocento si forma l’attuale Via Giosuè Carducci. La zona diventa già dalla fine del Settecento proprietà di Carlo Luigi Chiozza, industriale genovese, a capo di una importante fabbrica di saponi. Il ricco imprenditore estende le sue possessioni acquistando vasti latifondi limitrofi alla sua fabbrica, su cui decide di far erigere un complesso di edifici poi conosciuto con il nome di “Isola di Chiozza”, limitata dalle già vie Torrente, Acquedotto, Toro e Chiozza, quest’ultima livellata e regolata nel 1838. Il borgo Chiozza “comprende in tutto 12 case” tra cui “il palazzo domenicale” commissionato da Carlo Luigi Chiozza nel 1801 (Generini, 1968, pp. 146-147). L’immobile viene realizzato su progetto di Antonio Mollari “sopra 3 file d’arcata, due delle quali fino dalla costruzione del palazzo sono ad esercizio di caffetteria. Lo storico “Caffè Ferrari”, così chiamato dal nome del suo gestore Carlo Ferrari, viene ricordato come ritrovo di intellettuali ed artisti; il locale viene gravemente devastato il 23 maggio del 1915 causando la perdita delle opere dell’artista udinese Domenico Fabris. Il palazzo, restaurato già nel 1857, viene acquistato agli inizi del Novecento dalle Assicurazioni Generali. In tale contesto si decide la demolizione dell’intera struttura dell’Isola Chiozza per lasciare spazio all’edificazione del nuovo complesso, costituito da due grandi edifici contigui su Via Giosuè Carducci e un terzo al principio del Viale Venti Settembre, già Via dell’Acquedotto, rappresentato dalla fabbrica con il Teatro Excelsior.
L’immobile in esame fa parte del progetto di sistemazione urbanistica dell’area Chiozza, affidato all’architetto Giorgio Polli. La costruzione del palazzo, conosciuto come Casa Chiozza, prende avvio su progetto datato 1925, per essere completato solo nel 1927. Rispetto ai primi due disegni del 1914 e 1916, il progetto definitivo del 1925 recupera i moduli neoclassici impiegati nell’edificio preesistente del Mollari. Giorgio Polli interviene sulla nuova struttura con l’aggiunta di un piano su cui viene collocato l’originale fregio, alzando l’altezza delle arcate del pianoterra e inserendo colonne ioniche di ordine gigante al posto delle lesene doriche. (da:biblioteche.comune.trieste.it)

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Trieste: Casa Chiozza. Foto Paolo Carbonaio 
Trieste: Via Giosuè Carducci, Via Cesare Battisti, Largo Don Francesco Bonifacio.
Casa Chiozza. L’immobile sorge sull’area in origine occupata da terreni estesi al di là del ponte detto di Chiozza sul canale Torrente, dal cui interramento agli inizi dell’Ottocento si forma l’attuale Via Giosuè Carducci. La zona diventa già dalla fine del Settecento proprietà di Carlo Luigi Chiozza, industriale genovese, a capo di una importante fabbrica di saponi. Il ricco imprenditore estende le sue possessioni acquistando vasti latifondi limitrofi alla sua fabbrica, su cui decide di far erigere un complesso di edifici poi conosciuto con il nome di “Isola di Chiozza”, limitata dalle già vie Torrente, Acquedotto, Toro e Chiozza, quest’ultima livellata e regolata nel 1838. Il borgo Chiozza “comprende in tutto 12 case” tra cui “il palazzo domenicale” commissionato da Carlo Luigi Chiozza nel 1801 (Generini, 1968, pp. 146-147). L’immobile viene realizzato su progetto di Antonio Mollari “sopra 3 file d’arcata, due delle quali fino dalla costruzione del palazzo sono ad esercizio di caffetteria. Lo storico “Caffè Ferrari”, così chiamato dal nome del suo gestore Carlo Ferrari, viene ricordato come ritrovo di intellettuali ed artisti; il locale viene gravemente devastato il 23 maggio del 1915 causando la perdita delle opere dell’artista udinese Domenico Fabris. Il palazzo, restaurato già nel 1857, viene acquistato agli inizi del Novecento dalle Assicurazioni Generali. In tale contesto si decide la demolizione dell’intera struttura dell’Isola Chiozza per lasciare spazio all’edificazione del nuovo complesso, costituito da due grandi edifici contigui su Via Giosuè Carducci e un terzo al principio del Viale Venti Settembre, già Via dell’Acquedotto, rappresentato dalla fabbrica con il Teatro Excelsior.
L’immobile in esame fa parte del progetto di sistemazione urbanistica dell’area Chiozza, affidato all’architetto Giorgio Polli. La costruzione del palazzo, conosciuto come Casa Chiozza, prende avvio su progetto datato 1925, per essere completato solo nel 1927. Rispetto ai primi due disegni del 1914 e 1916, il progetto definitivo del 1925 recupera i moduli neoclassici impiegati nell’edificio preesistente del Mollari. Giorgio Polli interviene sulla nuova struttura con l’aggiunta di un piano su cui viene collocato l’originale fregio, alzando l’altezza delle arcate del pianoterra e inserendo colonne ioniche di ordine gigante al posto delle lesene doriche. (da:biblioteche.comune.trieste.it)

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Trieste: Via Giosuè Carducci, Via Cesare Battisti, Largo Don Francesco Bonifacio.
Casa Chiozza. L’immobile sorge sull’area in origine occupata da terreni estesi al di là del ponte detto di Chiozza sul canale Torrente, dal cui interramento agli inizi dell’Ottocento si forma l’attuale Via Giosuè Carducci. La zona diventa già dalla fine del Settecento proprietà di Carlo Luigi Chiozza, industriale genovese, a capo di una importante fabbrica di saponi. Il ricco imprenditore estende le sue possessioni acquistando vasti latifondi limitrofi alla sua fabbrica, su cui decide di far erigere un complesso di edifici poi conosciuto con il nome di “Isola di Chiozza”, limitata dalle già vie Torrente, Acquedotto, Toro e Chiozza, quest’ultima livellata e regolata nel 1838. Il borgo Chiozza “comprende in tutto 12 case” tra cui “il palazzo domenicale” commissionato da Carlo Luigi Chiozza nel 1801 (Generini, 1968, pp. 146-147). L’immobile viene realizzato su progetto di Antonio Mollari “sopra 3 file d’arcata, due delle quali fino dalla costruzione del palazzo sono ad esercizio di caffetteria. Lo storico “Caffè Ferrari”, così chiamato dal nome del suo gestore Carlo Ferrari, viene ricordato come ritrovo di intellettuali ed artisti; il locale viene gravemente devastato il 23 maggio del 1915 causando la perdita delle opere dell’artista udinese Domenico Fabris. Il palazzo, restaurato già nel 1857, viene acquistato agli inizi del Novecento dalle Assicurazioni Generali. In tale contesto si decide la demolizione dell’intera struttura dell’Isola Chiozza per lasciare spazio all’edificazione del nuovo complesso, costituito da due grandi edifici contigui su Via Giosuè Carducci e un terzo al principio del Viale Venti Settembre, già Via dell’Acquedotto, rappresentato dalla fabbrica con il Teatro Excelsior.
L’immobile in esame fa parte del progetto di sistemazione urbanistica dell’area Chiozza, affidato all’architetto Giorgio Polli. La costruzione del palazzo, conosciuto come Casa Chiozza, prende avvio su progetto datato 1925, per essere completato solo nel 1927. Rispetto ai primi due disegni del 1914 e 1916, il progetto definitivo del 1925 recupera i moduli neoclassici impiegati nell’edificio preesistente del Mollari. Giorgio Polli interviene sulla nuova struttura con l’aggiunta di un piano su cui viene collocato l’originale fregio, alzando l’altezza delle arcate del pianoterra e inserendo colonne ioniche di ordine gigante al posto delle lesene doriche. (da:biblioteche.comune.trieste.it)

Trieste – Casa Chiozza, Via Giosuè Carducci, Via Cesare Battisti, Largo Don Francesco Bonifacio

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Trieste: Via Giosuè Carducci, Via Cesare Battisti, Largo Don Francesco Bonifacio.
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L’immobile in esame fa parte del progetto di sistemazione urbanistica dell’area Chiozza, affidato all’architetto Giorgio Polli. La costruzione del palazzo, conosciuto come Casa Chiozza, prende avvio su progetto datato 1925, per essere completato solo nel 1927. Rispetto ai primi due disegni del 1914 e 1916, il progetto definitivo del 1925 recupera i moduli neoclassici impiegati nell’edificio preesistente del Mollari. Giorgio Polli interviene sulla nuova struttura con l’aggiunta di un piano su cui viene collocato l’originale fregio, alzando l’altezza delle arcate del pianoterra e inserendo colonne ioniche di ordine gigante al posto delle lesene doriche. (da:biblioteche.comune.trieste.it)

Trieste – Piazza Duca degli Abruzzi. Palazzo delle Assicurazioni Generali

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Trieste: Piazza Duca degli Abruzzi.
Palazzo delle Assicurazioni Generali. Foto Paolo Carbonaio 
Palazzo delle Assicurazioni generali tra Piazza Duca degli Abruzzi, Via di Torre Bianca e Via Nicolò Machiavelli: Nel 1883 la società delle Assicurazioni Generali, fondata nel 1831, commissionò all’ingegnere Eugenio Geiringer il progetto per la costruzione di un nuovo palazzo da destinare a sede centrale della compagnia. La costruzione dello stabile iniziò nel 1884, e terminò nel 1886. A partire dall’agosto del 1886 nel nuovo palazzo di piazza Duca degli Abruzzi, allora via della Stazione, si trasferirono tutti gli uffici che prima si trovavano in Palazzo Carciotti. Il Palazzo delle Generali fu il primo edificio a Trieste ad avvalersi della luce elettrica per l’illuminazione degli uffici. L’edificio, in stile neogreco, fu ampliato nella seconda decade del Novecento con un’ala retrostante. Nel vestibolo è collocato un grande bassorilievo bronzeo raffigurante guerrieri e vittorie alate, opera dello scultore genovese Luigi Supino. Nel 1939 Carlo Sbisà realizzò due affreschi nell’atrio del palazzo. (da: biblioteche.comune.trieste.it)

Trieste – Piazza Duca degli Abruzzi. Palazzo delle Assicurazioni Generali

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Trieste: Piazza Duca degli Abruzzi.
Palazzo delle Assicurazioni Generali. Foto Paolo Carbonaio 
Palazzo delle Assicurazioni generali tra Piazza Duca degli Abruzzi, Via di Torre Bianca e Via Nicolò Machiavelli: Nel 1883 la società delle Assicurazioni Generali, fondata nel 1831, commissionò all’ingegnere Eugenio Geiringer il progetto per la costruzione di un nuovo palazzo da destinare a sede centrale della compagnia. La costruzione dello stabile iniziò nel 1884, e terminò nel 1886. A partire dall’agosto del 1886 nel nuovo palazzo di piazza Duca degli Abruzzi, allora via della Stazione, si trasferirono tutti gli uffici che prima si trovavano in Palazzo Carciotti. Il Palazzo delle Generali fu il primo edificio a Trieste ad avvalersi della luce elettrica per l’illuminazione degli uffici. L’edificio, in stile neogreco, fu ampliato nella seconda decade del Novecento con un’ala retrostante. Nel vestibolo è collocato un grande bassorilievo bronzeo raffigurante guerrieri e vittorie alate, opera dello scultore genovese Luigi Supino. Nel 1939 Carlo Sbisà realizzò due affreschi nell’atrio del palazzo. (da: biblioteche.comune.trieste.it)

Trieste – Piazza Duca degli Abruzzi – Palazzo delle Assicurazioni Generali

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Trieste: Piazza Duca degli Abruzzi.
Palazzo delle Assicurazioni Generali. Foto Paolo Carbonaio 
Palazzo delle Assicurazioni generali tra Piazza Duca degli Abruzzi, Via di Torre Bianca e Via Nicolò Machiavelli: Nel 1883 la società delle Assicurazioni Generali, fondata nel 1831, commissionò all’ingegnere Eugenio Geiringer il progetto per la costruzione di un nuovo palazzo da destinare a sede centrale della compagnia. La costruzione dello stabile iniziò nel 1884, e terminò nel 1886. A partire dall’agosto del 1886 nel nuovo palazzo di piazza Duca degli Abruzzi, allora via della Stazione, si trasferirono tutti gli uffici che prima si trovavano in Palazzo Carciotti. Il Palazzo delle Generali fu il primo edificio a Trieste ad avvalersi della luce elettrica per l’illuminazione degli uffici. L’edificio, in stile neogreco, fu ampliato nella seconda decade del Novecento con un’ala retrostante. Nel vestibolo è collocato un grande bassorilievo bronzeo raffigurante guerrieri e vittorie alate, opera dello scultore genovese Luigi Supino. Nel 1939 Carlo Sbisà realizzò due affreschi nell’atrio del palazzo. (da: biblioteche.comune.trieste.it)

Trieste – Monumento a Domenico Rossetti

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Trieste: Monumento a Domenico Rossetti. All'ingresso del Giardino Pubblico, incrocio tra via Giulia e via Marconi. Foto Paolo Carbonaio 
Trieste: Il monumento a Rossetti, inaugurato il 25 luglio 1901 davanti all’ingresso principale del giardino pubblico di Trieste Muzio de Tommasini. Il monumento di Domenico Rossetti è opera dello scultore Augusto Rivalta, allievo del Dupré, mentre il basamento con le statue allegoriche dell’Archeologia, della Poesia e della Giurisprudenza è opera dello scultore Antonio Garella, discepolo del Rivalta. Si dice che lo scultore Rivalta, visto l’imbarazzo dei Comitato promotore del monumento nel raffigurare il Rossetti con la sua visibile gibbosità, risolse il problema ponendo sulle spalle del personaggio un mantello che così ne cela la deformità.

Trieste – Monumento a Domenico Rossetti

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Trieste: Monumento a Domenico Rossetti. All'ingresso del Giardino Pubblico, incrocio tra via Giulia e via Marconi. Foto Paolo Carbonaio 
Trieste: Il monumento a Rossetti, inaugurato il 25 luglio 1901 davanti all’ingresso principale del giardino pubblico di Trieste Muzio de Tommasini. Il monumento di Domenico Rossetti è opera dello scultore Augusto Rivalta, allievo del Dupré, mentre il basamento con le statue allegoriche dell’Archeologia, della Poesia e della Giurisprudenza è opera dello scultore Antonio Garella, discepolo del Rivalta. Si dice che lo scultore Rivalta, visto l’imbarazzo dei Comitato promotore del monumento nel raffigurare il Rossetti con la sua visibile gibbosità, risolse il problema ponendo sulle spalle del personaggio un mantello che così ne cela la deformità.

Trieste – Monumento a Domenico Rossetti. All’ingresso del Giardino Pubblico, incrocio tra via Giulia e via Marconi

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Trieste: Monumento a Domenico Rossetti. All'ingresso del Giardino Pubblico, incrocio tra via Giulia e via Marconi. Foto Paolo Carbonaio 
Trieste: Il monumento a Rossetti, inaugurato il 25 luglio 1901 davanti all’ingresso principale del giardino pubblico di Trieste Muzio de Tommasini. Il monumento di Domenico Rossetti è opera dello scultore Augusto Rivalta, allievo del Dupré, mentre il basamento con le statue allegoriche dell’Archeologia, della Poesia e della Giurisprudenza è opera dello scultore Antonio Garella, discepolo del Rivalta. Si dice che lo scultore Rivalta, visto l’imbarazzo dei Comitato promotore del monumento nel raffigurare il Rossetti con la sua visibile gibbosità, risolse il problema ponendo sulle spalle del personaggio un mantello che così ne cela la deformità.

Trieste – Monumento a Domenico Rossetti

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Trieste: Monumento a Domenico Rossetti. All'ingresso del Giardino Pubblico, incrocio tra via Giulia e via Marconi. Foto Paolo Carbonaio 
Trieste: Il monumento a Rossetti, inaugurato il 25 luglio 1901 davanti all’ingresso principale del giardino pubblico di Trieste Muzio de Tommasini. Il monumento di Domenico Rossetti è opera dello scultore Augusto Rivalta, allievo del Dupré, mentre il basamento con le statue allegoriche dell’Archeologia, della Poesia e della Giurisprudenza è opera dello scultore Antonio Garella, discepolo del Rivalta. Si dice che lo scultore Rivalta, visto l’imbarazzo dei Comitato promotore del monumento nel raffigurare il Rossetti con la sua visibile gibbosità, risolse il problema ponendo sulle spalle del personaggio un mantello che così ne cela la deformità.

Trieste – Piazza Venezia, Monumento a Massimiliano d’Austria

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Trieste: Piazza Venezia, Monumento a Massimiliano d'Austria. Foto Paolo Carbonaio
Monumento a Massimiliano d’Austria. Opera dello scultore Johann Schilling, fu inaugurata il 3 aprile 1875 alla presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe. Il monumento in bronzo di 8 metri d’altezza, è composto dalla statua di Massimiliano in divisa da ammiraglio che poggia su un alto tamburo decorato da altorilievi raffiguranti le bandiere austriaca, della marina da guerra e mercantile, Trieste e Miramare accompagnata dalla generosità e dalla carità. Una base ottagonale riproduce le personificazioni dei quattro continenti, alternati a piccoli medaglioni con i simboli della scienza, della poesia, delle arti e dell’industria e presenta alcune iscrizioni. All’arrivo dell’Italia a Trieste, fu rimosso e collocato in un deposito.
Dal 1961 il monumento è stato sistemato nel parco del Castello di Miramare e ultimamene ricollocato in piazza Venezia, dopo novant’anni d’assenza, al posto della Fontana del Nettuno, ora riposizionata in Piazza della Borsa.

Trieste – Piazza Venezia, Monumento a Massimiliano d’Austria

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Trieste: Piazza Venezia, Monumento a Massimiliano d'Austria. Foto Paolo Carbonaio
Monumento a Massimiliano d’Austria. Opera dello scultore Johann Schilling, fu inaugurata il 3 aprile 1875 alla presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe. Il monumento in bronzo di 8 metri d’altezza, è composto dalla statua di Massimiliano in divisa da ammiraglio che poggia su un alto tamburo decorato da altorilievi raffiguranti le bandiere austriaca, della marina da guerra e mercantile, Trieste e Miramare accompagnata dalla generosità e dalla carità. Una base ottagonale riproduce le personificazioni dei quattro continenti, alternati a piccoli medaglioni con i simboli della scienza, della poesia, delle arti e dell’industria e presenta alcune iscrizioni. All’arrivo dell’Italia a Trieste, fu rimosso e collocato in un deposito.
Dal 1961 il monumento è stato sistemato nel parco del Castello di Miramare e ultimamene ricollocato in piazza Venezia, dopo novant’anni d’assenza, al posto della Fontana del Nettuno, ora riposizionata in Piazza della Borsa.

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Monumento a Massimiliano d’Austria. Opera dello scultore Johann Schilling, fu inaugurata il 3 aprile 1875 alla presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe. Il monumento in bronzo di 8 metri d’altezza, è composto dalla statua di Massimiliano in divisa da ammiraglio che poggia su un alto tamburo decorato da altorilievi raffiguranti le bandiere austriaca, della marina da guerra e mercantile, Trieste e Miramare accompagnata dalla generosità e dalla carità. Una base ottagonale riproduce le personificazioni dei quattro continenti, alternati a piccoli medaglioni con i simboli della scienza, della poesia, delle arti e dell’industria e presenta alcune iscrizioni. All’arrivo dell’Italia a Trieste, fu rimosso e collocato in un deposito.
Dal 1961 il monumento è stato sistemato nel parco del Castello di Miramare e ultimamene ricollocato in piazza Venezia, dopo novant’anni d’assenza, al posto della Fontana del Nettuno, ora riposizionata in Piazza della Borsa.

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Trieste: Piazza Venezia, Monumento a Massimiliano d'Austria. Foto Paolo Carbonaio
Monumento a Massimiliano d’Austria. Opera dello scultore Johann Schilling, fu inaugurata il 3 aprile 1875 alla presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe. Il monumento in bronzo di 8 metri d’altezza, è composto dalla statua di Massimiliano in divisa da ammiraglio che poggia su un alto tamburo decorato da altorilievi raffiguranti le bandiere austriaca, della marina da guerra e mercantile, Trieste e Miramare accompagnata dalla generosità e dalla carità. Una base ottagonale riproduce le personificazioni dei quattro continenti, alternati a piccoli medaglioni con i simboli della scienza, della poesia, delle arti e dell’industria e presenta alcune iscrizioni. All’arrivo dell’Italia a Trieste, fu rimosso e collocato in un deposito.
Dal 1961 il monumento è stato sistemato nel parco del Castello di Miramare e ultimamene ricollocato in piazza Venezia, dopo novant’anni d’assenza, al posto della Fontana del Nettuno, ora riposizionata in Piazza della Borsa.

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Trieste: Piazza Venezia, Monumento a Massimiliano d'Austria. Foto Paolo Carbonaio
Monumento a Massimiliano d’Austria. Opera dello scultore Johann Schilling, fu inaugurata il 3 aprile 1875 alla presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe. Il monumento in bronzo di 8 metri d’altezza, è composto dalla statua di Massimiliano in divisa da ammiraglio che poggia su un alto tamburo decorato da altorilievi raffiguranti le bandiere austriaca, della marina da guerra e mercantile, Trieste e Miramare accompagnata dalla generosità e dalla carità. Una base ottagonale riproduce le personificazioni dei quattro continenti, alternati a piccoli medaglioni con i simboli della scienza, della poesia, delle arti e dell’industria e presenta alcune iscrizioni. All’arrivo dell’Italia a Trieste, fu rimosso e collocato in un deposito.
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Trieste – Piazza Venezia, Monumento a Massimiliano d’Austria

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Trieste: Piazza Venezia,Monumento a Massimiliano d'Austria. Foto Paolo Carbonaio
Monumento a Massimiliano d’Austria. Opera dello scultore Johann Schilling, fu inaugurata il 3 aprile 1875 alla presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe. Il monumento in bronzo di 8 metri d’altezza, è composto dalla statua di Massimiliano in divisa da ammiraglio che poggia su un alto tamburo decorato da altorilievi raffiguranti le bandiere austriaca, della marina da guerra e mercantile, Trieste e Miramare accompagnata dalla generosità e dalla carità. Una base ottagonale riproduce le personificazioni dei quattro continenti, alternati a piccoli medaglioni con i simboli della scienza, della poesia, delle arti e dell’industria e presenta alcune iscrizioni. All’arrivo dell’Italia a Trieste, fu rimosso e collocato in un deposito.
Dal 1961 il monumento è stato sistemato nel parco del Castello di Miramare e ultimamene ricollocato in piazza Venezia, dopo novant’anni d’assenza, al posto della Fontana del Nettuno, ora riposizionata in Piazza della Borsa.

Trieste – Piazza Venezia, Monumento a Massimiliano

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Trieste: Piazza Venezia,Monumento a Massimiliano d'Austria. Foto Paolo Carbonaio
Monumento a Massimiliano d’Austria. Opera dello scultore Johann Schilling, fu inaugurata il 3 aprile 1875 alla presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe. Il monumento in bronzo di 8 metri d’altezza, è composto dalla statua di Massimiliano in divisa da ammiraglio che poggia su un alto tamburo decorato da altorilievi raffiguranti le bandiere austriaca, della marina da guerra e mercantile, Trieste e Miramare accompagnata dalla generosità e dalla carità. Una base ottagonale riproduce le personificazioni dei quattro continenti, alternati a piccoli medaglioni con i simboli della scienza, della poesia, delle arti e dell’industria e presenta alcune iscrizioni. All’arrivo dell’Italia a Trieste, fu rimosso e collocato in un deposito.
Dal 1961 il monumento è stato sistemato nel parco del Castello di Miramare e ultimamene ricollocato in piazza Venezia, dopo novant’anni d’assenza, al posto della Fontana del Nettuno, ora riposizionata in Piazza della Borsa.

Trieste – Barcola, panorama

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Trieste, Barcola - Panorama. Foto Paolo Carbonaio

Stabilimenti balneari della Riviera di Barcola


 

 

BAGNO FERROVIARIO
Nasce nel 1925 come colonia marina. Fino agli anni ’70 era riservato ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e alle loro famiglie.


“Lo stabilimento balneare è situato in viale Miramare n.30 ed ha la fermata degli autobus immediatamente all’entrata (all’altezza del semaforo). Offre una piccola spiaggia di ghiaia per i bambini, una zona della piattaforma per tuffi nonché la spiaggia che, come in quasi tutti i bagni di Trieste, è costruita in cemento. Nello stabilimento vi sono spogliatoi e cabine per le varie esigenze, vi è una zona bar – ristorazione sempre aperta durante la stagione e dotata di una vasta tettoia che consente di stare comodamente all’ombra. L’accesso è consentito ai soci D.L.F.”  (Dino Cafagna)

Nel 1925 nacque il “Circolo Marina Mercantile” fondato da un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.

EXCELSIOR
Nel 1886 la famiglia Cesare di Salvore, che possedeva dei terreni a Barcola, ottenne la concessione della spiaggia, sorse così il primo nucleo del futuro stabilimento balneare Excelsior. Nel 1890 incaricò l’architetto Edoardo Tureck della costruzione del palazzetto neogotico, lo stesso architetto ampliò e dotò di attrezzature l’impianto balneare. Nel 1895 verrà edificato l’omonimo albergo dall’altra parte della strada. Lo stabilimento balneare, negli anni successivi passerà ad altri proprietari, sarà alzato e più volte ampliato. Nel 1909 verrà dotato di un teatrino e di un ristorante, l’anno seguente di una pista di pattinaggio, divenendo un ritrovo alla moda molto frequentato. Oggi la struttura balneare è stata trasformata in appartamenti con spiaggia privata.

GANZONI
Si sa poco su il Bagno GANZONI, sorgeva accanto al castelletto della famiglia Cesare era noto ai Barcolani come “bagno Megari” dall’omonima distilleria. Ebbe vita breve, in quanto venne assorbito dallo stabilimento balneare Excelsior.

CEDAS
Con la costruzione della nuova strada costiera (1921-28) venne aperto nel 1926 il bagno popolare CEDAS, nel 1934 fu ingrandito con l’aggiunta di un padiglione riservato agli uomini. Nonostante questo molti bagnanti continuarono ad “andar sulla scoiera”, dove al tempo era vietata la balneazione. Lo stabilimento balneare era molto esteso e circondato su tre lati da un muro di cinta; la parte più alta di questo chiudeva la casa del custode e due terrazze dove si prendeva il sole. Era un bagno comunale, e non si pagava alcun ingresso. Per la cura dei bagni di mare durante il periodo invernale, l’ufficio tecnico rilasciava dei permessi, nei quali veniva specificato che si sollevava il comune per eventuali incidenti. Il permesso valeva sia per il bagno alla Lanterna (“Pedocin”) che per i bagni comunali a Barcola . Il 4 novembre del 1966, una violenta mareggiata spazzò via gran parte delle strutture del Cedas, lo stabilimento non fu più ricostruito, i muri che lo dividevano dalla strada non furono più rialzati. Venne lasciata la piattaforma con le docce, e restaurarono le scale che portavano al mare.

TOPOLINI

Il Cedas si rivelò insufficiente per soddisfare la voglia di mare dei triestini, nel 1935 il comune fece costruire quattro padiglioni (due per gli uomini e due per le donne), con terrazze semicircolari. Questi nuovi stabilimenti furono chiamati “TOPOLINI”. Vennero costruiti al di sotto del livello stradale, in modo da non impedire a chi transitava sulla strada la visuale del golfo. In quell’occasione venne istituito un servizio di autobus per migliorare i collegamenti con i bagni comunali; con un biglietto unico veniva offerto un servizio combinato tram più autobus. Negli anni successivi furono costruiti altri padiglioni e vennero fatte altre modifiche, trasformando la riviera barcolana, sino a Miramàr, in uno spazio balneare pubblico gratuito. Riguardo l’origine del nome si trovano due ipotesi, potrebbe derivare da “Topo”, un’ imbarcazione originaria della laguna veneta, ma molto usata nel mare di “Barcola, oppure dal fatto che questi stabilimenti balneari sono costituiti da dieci terrazzamenti semicircolari accoppiati a due a due e dall’alto ricordano la forma delle orecchie di Miky Mouse, il nostro Topolino.

BAGNO STICCO Il Bagno Miramare Castello è conosciuto da tutti come Bagno Sticco dal nome del suo fondatore, Antonio Sticco, che lo inaugurò nel 1955.

(Margherita Tauceri)

Trieste, Barcola – Topolini anni ’70

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Trieste, Topolini anni '70. Coll. Dino Cafagna

Stabilimenti balneari della Riviera di Barcola


TOPOLINI

Nel 1935 il comune fece costruire quattro padiglioni (due per gli uomini e due per le donne), con terrazze semicircolari. Questi nuovi stabilimenti furono chiamati “TOPOLINI”. Vennero costruiti al di sotto del livello stradale, in modo da non impedire a chi transitava sulla strada la visuale del golfo. In quell’occasione venne istituito un servizio di autobus per migliorare i collegamenti con i bagni comunali; con un biglietto unico veniva offerto un servizio combinato tram più autobus. Negli anni successivi furono costruiti altri padiglioni e vennero fatte altre modifiche, trasformando la riviera barcolana, sino a Miramàr, in uno spazio balneare pubblico gratuito. Riguardo l’origine del nome si trovano due ipotesi, potrebbe derivare da “Topo”, un’ imbarcazione originaria della laguna veneta, ma molto usata nel mare di “Barcola, oppure dal fatto che questi stabilimenti balneari sono costituiti da dieci terrazzamenti semicircolari accoppiati a due a due e dall’alto ricordano la forma delle orecchie di Miky Mouse, il nostro Topolino.

 

BAGNO FERROVIARIO
Nasce nel 1925 come colonia marina. Fino agli anni ’70 era riservato ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e alle loro famiglie.


“Lo stabilimento balneare è situato in viale Miramare n.30 ed ha la fermata degli autobus immediatamente all’entrata (all’altezza del semaforo). Offre una piccola spiaggia di ghiaia per i bambini, una zona della piattaforma per tuffi nonché la spiaggia che, come in quasi tutti i bagni di Trieste, è costruita in cemento. Nello stabilimento vi sono spogliatoi e cabine per le varie esigenze, vi è una zona bar – ristorazione sempre aperta durante la stagione e dotata di una vasta tettoia che consente di stare comodamente all’ombra. L’accesso è consentito ai soci D.L.F.”  (Dino Cafagna)

Nel 1925 nacque il “Circolo Marina Mercantile” fondato da un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.

EXCELSIOR
Nel 1886 la famiglia Cesare di Salvore, che possedeva dei terreni a Barcola, ottenne la concessione della spiaggia, sorse così il primo nucleo del futuro stabilimento balneare Excelsior. Nel 1890 incaricò l’architetto Edoardo Tureck della costruzione del palazzetto neogotico, lo stesso architetto ampliò e dotò di attrezzature l’impianto balneare. Nel 1895 verrà edificato l’omonimo albergo dall’altra parte della strada. Lo stabilimento balneare, negli anni successivi passerà ad altri proprietari, sarà alzato e più volte ampliato. Nel 1909 verrà dotato di un teatrino e di un ristorante, l’anno seguente di una pista di pattinaggio, divenendo un ritrovo alla moda molto frequentato. Oggi la struttura balneare è stata trasformata in appartamenti con spiaggia privata.

GANZONI
Si sa poco su il Bagno GANZONI, sorgeva accanto al castelletto della famiglia Cesare era noto ai Barcolani come “bagno Megari” dall’omonima distilleria. Ebbe vita breve, in quanto venne assorbito dallo stabilimento balneare Excelsior.

CEDAS
Con la costruzione della nuova strada costiera (1921-28) venne aperto nel 1926 il bagno popolare CEDAS, nel 1934 fu ingrandito con l’aggiunta di un padiglione riservato agli uomini. Nonostante questo molti bagnanti continuarono ad “andar sulla scoiera”, dove al tempo era vietata la balneazione. Lo stabilimento balneare era molto esteso e circondato su tre lati da un muro di cinta; la parte più alta di questo chiudeva la casa del custode e due terrazze dove si prendeva il sole. Era un bagno comunale, e non si pagava alcun ingresso. Per la cura dei bagni di mare durante il periodo invernale, l’ufficio tecnico rilasciava dei permessi, nei quali veniva specificato che si sollevava il comune per eventuali incidenti. Il permesso valeva sia per il bagno alla Lanterna (“Pedocin”) che per i bagni comunali a Barcola . Il 4 novembre del 1966, una violenta mareggiata spazzò via gran parte delle strutture del Cedas, lo stabilimento non fu più ricostruito, i muri che lo dividevano dalla strada non furono più rialzati. Venne lasciata la piattaforma con le docce, e restaurarono le scale che portavano al mare.

BAGNO STICCO Il Bagno Miramare Castello è conosciuto da tutti come Bagno Sticco dal nome del suo fondatore, Antonio Sticco, che lo inaugurò nel 1955.

(Margherita Tauceri)

Trieste – Barcola, anni ’50

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Trieste, Barcola, anni '50. Coll. Giancarla Scubini

Stabilimenti balneari della Riviera di Barcola


TOPOLINI

Il Cedas si rivelò insufficiente per soddisfare la voglia di mare dei triestini, nel 1935 il comune fece costruire quattro padiglioni (due per gli uomini e due per le donne), con terrazze semicircolari. Questi nuovi stabilimenti furono chiamati “TOPOLINI”. Vennero costruiti al di sotto del livello stradale, in modo da non impedire a chi transitava sulla strada la visuale del golfo. In quell’occasione venne istituito un servizio di autobus per migliorare i collegamenti con i bagni comunali; con un biglietto unico veniva offerto un servizio combinato tram più autobus. Negli anni successivi furono costruiti altri padiglioni e vennero fatte altre modifiche, trasformando la riviera barcolana, sino a Miramàr, in uno spazio balneare pubblico gratuito. Riguardo l’origine del nome si trovano due ipotesi, potrebbe derivare da “Topo”, un’ imbarcazione originaria della laguna veneta, ma molto usata nel mare di “Barcola, oppure dal fatto che questi stabilimenti balneari sono costituiti da dieci terrazzamenti semicircolari accoppiati a due a due e dall’alto ricordano la forma delle orecchie di Miky Mouse, il nostro Topolino.

 

EXCELSIOR
Nel 1886 la famiglia Cesare di Salvore, che possedeva dei terreni a Barcola, ottenne la concessione della spiaggia, sorse così il primo nucleo del futuro stabilimento balneare Excelsior. Nel 1890 incaricò l’architetto Edoardo Tureck della costruzione del palazzetto neogotico, lo stesso architetto ampliò e dotò di attrezzature l’impianto balneare. Nel 1895 verrà edificato l’omonimo albergo dall’altra parte della strada. Lo stabilimento balneare, negli anni successivi passerà ad altri proprietari, sarà alzato e più volte ampliato. Nel 1909 verrà dotato di un teatrino e di un ristorante, l’anno seguente di una pista di pattinaggio, divenendo un ritrovo alla moda molto frequentato. Oggi la struttura balneare è stata trasformata in appartamenti con spiaggia privata.

BAGNO FERROVIARIO
Nasce nel 1925 come colonia marina. Fino agli anni ’70 era riservato ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e alle loro famiglie.


“Lo stabilimento balneare è situato in viale Miramare n.30 ed ha la fermata degli autobus immediatamente all’entrata (all’altezza del semaforo). Offre una piccola spiaggia di ghiaia per i bambini, una zona della piattaforma per tuffi nonché la spiaggia che, come in quasi tutti i bagni di Trieste, è costruita in cemento. Nello stabilimento vi sono spogliatoi e cabine per le varie esigenze, vi è una zona bar – ristorazione sempre aperta durante la stagione e dotata di una vasta tettoia che consente di stare comodamente all’ombra. L’accesso è consentito ai soci D.L.F.”  (Dino Cafagna)

Nel 1925 nacque il “Circolo Marina Mercantile” fondato da un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.

GANZONI
Si sa poco su il Bagno GANZONI, sorgeva accanto al castelletto della famiglia Cesare era noto ai Barcolani come “bagno Megari” dall’omonima distilleria. Ebbe vita breve, in quanto venne assorbito dallo stabilimento balneare Excelsior.

CEDAS
Con la costruzione della nuova strada costiera (1921-28) venne aperto nel 1926 il bagno popolare CEDAS, nel 1934 fu ingrandito con l’aggiunta di un padiglione riservato agli uomini. Nonostante questo molti bagnanti continuarono ad “andar sulla scoiera”, dove al tempo era vietata la balneazione. Lo stabilimento balneare era molto esteso e circondato su tre lati da un muro di cinta; la parte più alta di questo chiudeva la casa del custode e due terrazze dove si prendeva il sole. Era un bagno comunale, e non si pagava alcun ingresso. Per la cura dei bagni di mare durante il periodo invernale, l’ufficio tecnico rilasciava dei permessi, nei quali veniva specificato che si sollevava il comune per eventuali incidenti. Il permesso valeva sia per il bagno alla Lanterna (“Pedocin”) che per i bagni comunali a Barcola . Il 4 novembre del 1966, una violenta mareggiata spazzò via gran parte delle strutture del Cedas, lo stabilimento non fu più ricostruito, i muri che lo dividevano dalla strada non furono più rialzati. Venne lasciata la piattaforma con le docce, e restaurarono le scale che portavano al mare.

BAGNO STICCO Il Bagno Miramare Castello è conosciuto da tutti come Bagno Sticco dal nome del suo fondatore, Antonio Sticco, che lo inaugurò nel 1955.

(Margherita Tauceri)

Trieste, Barcola – Bagno Excelsior 1936

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Trieste, Bagno Excelsior, 1936. Coll. Giancarla Scubini

Stabilimenti balneari della Riviera di Barcola


EXCELSIOR
Nel 1886 la famiglia Cesare di Salvore, che possedeva dei terreni a Barcola, ottenne la concessione della spiaggia, sorse così il primo nucleo del futuro stabilimento balneare Excelsior. Nel 1890 incaricò l’architetto Edoardo Tureck della costruzione del palazzetto neogotico, lo stesso architetto ampliò e dotò di attrezzature l’impianto balneare. Nel 1895 verrà edificato l’omonimo albergo dall’altra parte della strada. Lo stabilimento balneare, negli anni successivi passerà ad altri proprietari, sarà alzato e più volte ampliato. Nel 1909 verrà dotato di un teatrino e di un ristorante, l’anno seguente di una pista di pattinaggio, divenendo un ritrovo alla moda molto frequentato. Oggi la struttura balneare è stata trasformata in appartamenti con spiaggia privata.

BAGNO FERROVIARIO
Nasce nel 1925 come colonia marina. Fino agli anni ’70 era riservato ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e alle loro famiglie.


“Lo stabilimento balneare è situato in viale Miramare n.30 ed ha la fermata degli autobus immediatamente all’entrata (all’altezza del semaforo). Offre una piccola spiaggia di ghiaia per i bambini, una zona della piattaforma per tuffi nonché la spiaggia che, come in quasi tutti i bagni di Trieste, è costruita in cemento. Nello stabilimento vi sono spogliatoi e cabine per le varie esigenze, vi è una zona bar – ristorazione sempre aperta durante la stagione e dotata di una vasta tettoia che consente di stare comodamente all’ombra. L’accesso è consentito ai soci D.L.F.”  (Dino Cafagna)

Nel 1925 nacque il “Circolo Marina Mercantile” fondato da un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.

GANZONI
Si sa poco su il Bagno GANZONI, sorgeva accanto al castelletto della famiglia Cesare era noto ai Barcolani come “bagno Megari” dall’omonima distilleria. Ebbe vita breve, in quanto venne assorbito dallo stabilimento balneare Excelsior.

CEDAS
Con la costruzione della nuova strada costiera (1921-28) venne aperto nel 1926 il bagno popolare CEDAS, nel 1934 fu ingrandito con l’aggiunta di un padiglione riservato agli uomini. Nonostante questo molti bagnanti continuarono ad “andar sulla scoiera”, dove al tempo era vietata la balneazione. Lo stabilimento balneare era molto esteso e circondato su tre lati da un muro di cinta; la parte più alta di questo chiudeva la casa del custode e due terrazze dove si prendeva il sole. Era un bagno comunale, e non si pagava alcun ingresso. Per la cura dei bagni di mare durante il periodo invernale, l’ufficio tecnico rilasciava dei permessi, nei quali veniva specificato che si sollevava il comune per eventuali incidenti. Il permesso valeva sia per il bagno alla Lanterna (“Pedocin”) che per i bagni comunali a Barcola . Il 4 novembre del 1966, una violenta mareggiata spazzò via gran parte delle strutture del Cedas, lo stabilimento non fu più ricostruito, i muri che lo dividevano dalla strada non furono più rialzati. Venne lasciata la piattaforma con le docce, e restaurarono le scale che portavano al mare.

TOPOLINI                                                                                         Il Cedas si rivelò insufficiente per soddisfare la voglia di mare dei triestini, nel 1935 il comune fece costruire quattro padiglioni (due per gli uomini e due per le donne), con terrazze semicircolari. Questi nuovi stabilimenti furono chiamati “TOPOLINI”. Vennero costruiti al di sotto del livello stradale, in modo da non impedire a chi transitava sulla strada la visuale del golfo. In quell’occasione venne istituito un servizio di autobus per migliorare i collegamenti con i bagni comunali; con un biglietto unico veniva offerto un servizio combinato tram più autobus. Negli anni successivi furono costruiti altri padiglioni e vennero fatte altre modifiche, trasformando la riviera barcolana, sino a Miramàr, in uno spazio balneare pubblico gratuito. Riguardo l’origine del nome si trovano due ipotesi, potrebbe derivare da “Topo”, un’ imbarcazione originaria della laguna veneta, ma molto usata nel mare di “Barcola, oppure dal fatto che questi stabilimenti balneari sono costituiti da dieci terrazzamenti semicircolari accoppiati a due a due e dall’alto ricordano la forma delle orecchie di Miky Mouse, il nostro Topolino.

BAGNO STICCO Il Bagno Miramare Castello è conosciuto da tutti come Bagno Sticco dal nome del suo fondatore, Antonio Sticco, che lo inaugurò nel 1955.

(Margherita Tauceri)

Trieste – Ai bagni di Barcola, 1930


Trieste, Ai bagni di Barcola, 1930. Coll. Giancarla Scubini

Stabilimenti balneari della Riviera di Barcola


 

EXCELSIOR
Nel 1886 la famiglia Cesare di Salvore, che possedeva dei terreni a Barcola, ottenne la concessione della spiaggia, sorse così il primo nucleo del futuro stabilimento balneare Excelsior. Nel 1890 incaricò l’architetto Edoardo Tureck della costruzione del palazzetto neogotico, lo stesso architetto ampliò e dotò di attrezzature l’impianto balneare. Nel 1895 verrà edificato l’omonimo albergo dall’altra parte della strada. Lo stabilimento balneare, negli anni successivi passerà ad altri proprietari, sarà alzato e più volte ampliato. Nel 1909 verrà dotato di un teatrino e di un ristorante, l’anno seguente di una pista di pattinaggio, divenendo un ritrovo alla moda molto frequentato. Oggi la struttura balneare è stata trasformata in appartamenti con spiaggia privata.

 

BAGNO FERROVIARIO
Nasce nel 1925 come colonia marina. Fino agli anni ’70 era riservato ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e alle loro famiglie.


 

“Lo stabilimento balneare è situato in viale Miramare n.30 ed ha la fermata degli autobus immediatamente all’entrata (all’altezza del semaforo). Offre una piccola spiaggia di ghiaia per i bambini, una zona della piattaforma per tuffi nonché la spiaggia che, come in quasi tutti i bagni di Trieste, è costruita in cemento. Nello stabilimento vi sono spogliatoi e cabine per le varie esigenze, vi è una zona bar – ristorazione sempre aperta durante la stagione e dotata di una vasta tettoia che consente di stare comodamente all’ombra. L’accesso è consentito ai soci D.L.F.”  (Dino Cafagna)

Nel 1925 nacque il “Circolo Marina Mercantile” fondato da un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.

GANZONI
Si sa poco su il Bagno GANZONI, sorgeva accanto al castelletto della famiglia Cesare era noto ai Barcolani come “bagno Megari” dall’omonima distilleria. Ebbe vita breve, in quanto venne assorbito dallo stabilimento balneare Excelsior.

 

CEDAS
Con la costruzione della nuova strada costiera (1921-28) venne aperto nel 1926 il bagno popolare CEDAS, nel 1934 fu ingrandito con l’aggiunta di un padiglione riservato agli uomini. Nonostante questo molti bagnanti continuarono ad “andar sulla scoiera”, dove al tempo era vietata la balneazione. Lo stabilimento balneare era molto esteso e circondato su tre lati da un muro di cinta; la parte più alta di questo chiudeva la casa del custode e due terrazze dove si prendeva il sole. Era un bagno comunale, e non si pagava alcun ingresso. Per la cura dei bagni di mare durante il periodo invernale, l’ufficio tecnico rilasciava dei permessi, nei quali veniva specificato che si sollevava il comune per eventuali incidenti. Il permesso valeva sia per il bagno alla Lanterna (“Pedocin”) che per i bagni comunali a Barcola . Il 4 novembre del 1966, una violenta mareggiata spazzò via gran parte delle strutture del Cedas, lo stabilimento non fu più ricostruito, i muri che lo dividevano dalla strada non furono più rialzati. Venne lasciata la piattaforma con le docce, e restaurarono le scale che portavano al mare.

TOPOLINI

Il Cedas si rivelò insufficiente per soddisfare la voglia di mare dei triestini, nel 1935 il comune fece costruire quattro padiglioni (due per gli uomini e due per le donne), con terrazze semicircolari. Questi nuovi stabilimenti furono chiamati “TOPOLINI”. Vennero costruiti al di sotto del livello stradale, in modo da non impedire a chi transitava sulla strada la visuale del golfo. In quell’occasione venne istituito un servizio di autobus per migliorare i collegamenti con i bagni comunali; con un biglietto unico veniva offerto un servizio combinato tram più autobus. Negli anni successivi furono costruiti altri padiglioni e vennero fatte altre modifiche, trasformando la riviera barcolana, sino a Miramàr, in uno spazio balneare pubblico gratuito. Riguardo l’origine del nome si trovano due ipotesi, potrebbe derivare da “Topo”, un’ imbarcazione originaria della laguna veneta, ma molto usata nel mare di “Barcola, oppure dal fatto che questi stabilimenti balneari sono costituiti da dieci terrazzamenti semicircolari accoppiati a due a due e dall’alto ricordano la forma delle orecchie di Miky Mouse, il nostro Topolino.

BAGNO STICCO Il Bagno Miramare Castello è conosciuto da tutti come Bagno Sticco dal nome del suo fondatore, Antonio Sticco, che lo inaugurò nel 1955.

(Margherita Tauceri)


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Trieste, Barcola – Bagno Excelsior

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Trieste, Bagno Excelsior, 1935. Coll. Giancarla Scubini

Stabilimenti balneari della Riviera di Barcola


EXCELSIOR
Nel 1886 la famiglia Cesare di Salvore, che possedeva dei terreni a Barcola, ottenne la concessione della spiaggia, sorse così il primo nucleo del futuro stabilimento balneare Excelsior. Nel 1890 incaricò l’architetto Edoardo Tureck della costruzione del palazzetto neogotico, lo stesso architetto ampliò e dotò di attrezzature l’impianto balneare. Nel 1895 verrà edificato l’omonimo albergo dall’altra parte della strada. Lo stabilimento balneare, negli anni successivi passerà ad altri proprietari, sarà alzato e più volte ampliato. Nel 1909 verrà dotato di un teatrino e di un ristorante, l’anno seguente di una pista di pattinaggio, divenendo un ritrovo alla moda molto frequentato. Oggi la struttura balneare è stata trasformata in appartamenti con spiaggia privata.

BAGNO FERROVIARIO
Nasce nel 1925 come colonia marina. Fino agli anni ’70 era riservato ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e alle loro famiglie.


“Lo stabilimento balneare è situato in viale Miramare n.30 ed ha la fermata degli autobus immediatamente all’entrata (all’altezza del semaforo). Offre una piccola spiaggia di ghiaia per i bambini, una zona della piattaforma per tuffi nonché la spiaggia che, come in quasi tutti i bagni di Trieste, è costruita in cemento. Nello stabilimento vi sono spogliatoi e cabine per le varie esigenze, vi è una zona bar – ristorazione sempre aperta durante la stagione e dotata di una vasta tettoia che consente di stare comodamente all’ombra. L’accesso è consentito ai soci D.L.F.”  (Dino Cafagna)

Nel 1925 nacque il “Circolo Marina Mercantile” fondato da un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.

GANZONI
Si sa poco su il Bagno GANZONI, sorgeva accanto al castelletto della famiglia Cesare era noto ai Barcolani come “bagno Megari” dall’omonima distilleria. Ebbe vita breve, in quanto venne assorbito dallo stabilimento balneare Excelsior.

CEDAS
Con la costruzione della nuova strada costiera (1921-28) venne aperto nel 1926 il bagno popolare CEDAS, nel 1934 fu ingrandito con l’aggiunta di un padiglione riservato agli uomini. Nonostante questo molti bagnanti continuarono ad “andar sulla scoiera”, dove al tempo era vietata la balneazione. Lo stabilimento balneare era molto esteso e circondato su tre lati da un muro di cinta; la parte più alta di questo chiudeva la casa del custode e due terrazze dove si prendeva il sole. Era un bagno comunale, e non si pagava alcun ingresso. Per la cura dei bagni di mare durante il periodo invernale, l’ufficio tecnico rilasciava dei permessi, nei quali veniva specificato che si sollevava il comune per eventuali incidenti. Il permesso valeva sia per il bagno alla Lanterna (“Pedocin”) che per i bagni comunali a Barcola . Il 4 novembre del 1966, una violenta mareggiata spazzò via gran parte delle strutture del Cedas, lo stabilimento non fu più ricostruito, i muri che lo dividevano dalla strada non furono più rialzati. Venne lasciata la piattaforma con le docce, e restaurarono le scale che portavano al mare.

TOPOLINI                                                                                         Il Cedas si rivelò insufficiente per soddisfare la voglia di mare dei triestini, nel 1935 il comune fece costruire quattro padiglioni (due per gli uomini e due per le donne), con terrazze semicircolari. Questi nuovi stabilimenti furono chiamati “TOPOLINI”. Vennero costruiti al di sotto del livello stradale, in modo da non impedire a chi transitava sulla strada la visuale del golfo. In quell’occasione venne istituito un servizio di autobus per migliorare i collegamenti con i bagni comunali; con un biglietto unico veniva offerto un servizio combinato tram più autobus. Negli anni successivi furono costruiti altri padiglioni e vennero fatte altre modifiche, trasformando la riviera barcolana, sino a Miramàr, in uno spazio balneare pubblico gratuito. Riguardo l’origine del nome si trovano due ipotesi, potrebbe derivare da “Topo”, un’ imbarcazione originaria della laguna veneta, ma molto usata nel mare di “Barcola, oppure dal fatto che questi stabilimenti balneari sono costituiti da dieci terrazzamenti semicircolari accoppiati a due a due e dall’alto ricordano la forma delle orecchie di Miky Mouse, il nostro Topolino.

BAGNO STICCO Il Bagno Miramare Castello è conosciuto da tutti come Bagno Sticco dal nome del suo fondatore, Antonio Sticco, che lo inaugurò nel 1955.

(Margherita Tauceri)

Trieste, Barcola – Bagno Excelsior

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Trieste, Bagno Excelsior, 1933. Coll. Giancarla Scubini

Stabilimenti balneari della Riviera di Barcola


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Nel 1886 la famiglia Cesare di Salvore, che possedeva dei terreni a Barcola, ottenne la concessione della spiaggia, sorse così il primo nucleo del futuro stabilimento balneare Excelsior. Nel 1890 incaricò l’architetto Edoardo Tureck della costruzione del palazzetto neogotico, lo stesso architetto ampliò e dotò di attrezzature l’impianto balneare. Nel 1895 verrà edificato l’omonimo albergo dall’altra parte della strada. Lo stabilimento balneare, negli anni successivi passerà ad altri proprietari, sarà alzato e più volte ampliato. Nel 1909 verrà dotato di un teatrino e di un ristorante, l’anno seguente di una pista di pattinaggio, divenendo un ritrovo alla moda molto frequentato. Oggi la struttura balneare è stata trasformata in appartamenti con spiaggia privata.

BAGNO FERROVIARIO
Nasce nel 1925 come colonia marina. Fino agli anni ’70 era riservato ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e alle loro famiglie.


“Lo stabilimento balneare è situato in viale Miramare n.30 ed ha la fermata degli autobus immediatamente all’entrata (all’altezza del semaforo). Offre una piccola spiaggia di ghiaia per i bambini, una zona della piattaforma per tuffi nonché la spiaggia che, come in quasi tutti i bagni di Trieste, è costruita in cemento. Nello stabilimento vi sono spogliatoi e cabine per le varie esigenze, vi è una zona bar – ristorazione sempre aperta durante la stagione e dotata di una vasta tettoia che consente di stare comodamente all’ombra. L’accesso è consentito ai soci D.L.F.”  (Dino Cafagna)

Nel 1925 nacque il “Circolo Marina Mercantile” fondato da un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.

GANZONI
Si sa poco su il Bagno GANZONI, sorgeva accanto al castelletto della famiglia Cesare era noto ai Barcolani come “bagno Megari” dall’omonima distilleria. Ebbe vita breve, in quanto venne assorbito dallo stabilimento balneare Excelsior.

CEDAS
Con la costruzione della nuova strada costiera (1921-28) venne aperto nel 1926 il bagno popolare CEDAS, nel 1934 fu ingrandito con l’aggiunta di un padiglione riservato agli uomini. Nonostante questo molti bagnanti continuarono ad “andar sulla scoiera”, dove al tempo era vietata la balneazione. Lo stabilimento balneare era molto esteso e circondato su tre lati da un muro di cinta; la parte più alta di questo chiudeva la casa del custode e due terrazze dove si prendeva il sole. Era un bagno comunale, e non si pagava alcun ingresso. Per la cura dei bagni di mare durante il periodo invernale, l’ufficio tecnico rilasciava dei permessi, nei quali veniva specificato che si sollevava il comune per eventuali incidenti. Il permesso valeva sia per il bagno alla Lanterna (“Pedocin”) che per i bagni comunali a Barcola . Il 4 novembre del 1966, una violenta mareggiata spazzò via gran parte delle strutture del Cedas, lo stabilimento non fu più ricostruito, i muri che lo dividevano dalla strada non furono più rialzati. Venne lasciata la piattaforma con le docce, e restaurarono le scale che portavano al mare.

TOPOLINI                                                                                         Il Cedas si rivelò insufficiente per soddisfare la voglia di mare dei triestini, nel 1935 il comune fece costruire quattro padiglioni (due per gli uomini e due per le donne), con terrazze semicircolari. Questi nuovi stabilimenti furono chiamati “TOPOLINI”. Vennero costruiti al di sotto del livello stradale, in modo da non impedire a chi transitava sulla strada la visuale del golfo. In quell’occasione venne istituito un servizio di autobus per migliorare i collegamenti con i bagni comunali; con un biglietto unico veniva offerto un servizio combinato tram più autobus. Negli anni successivi furono costruiti altri padiglioni e vennero fatte altre modifiche, trasformando la riviera barcolana, sino a Miramàr, in uno spazio balneare pubblico gratuito. Riguardo l’origine del nome si trovano due ipotesi, potrebbe derivare da “Topo”, un’ imbarcazione originaria della laguna veneta, ma molto usata nel mare di “Barcola, oppure dal fatto che questi stabilimenti balneari sono costituiti da dieci terrazzamenti semicircolari accoppiati a due a due e dall’alto ricordano la forma delle orecchie di Miky Mouse, il nostro Topolino.

BAGNO STICCO Il Bagno Miramare Castello è conosciuto da tutti come Bagno Sticco dal nome del suo fondatore, Antonio Sticco, che lo inaugurò nel 1955.

(Margherita Tauceri)

Trieste – Bagno Excelsior

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Trieste, Bagno Excelsior

Stabilimenti balneari della Riviera di Barcola


 

EXCELSIOR
Nel 1886 la famiglia Cesare di Salvore, che possedeva dei terreni a Barcola, ottenne la concessione della spiaggia, sorse così il primo nucleo del futuro stabilimento balneare Excelsior. Nel 1890 incaricò l’architetto Edoardo Tureck della costruzione del palazzetto neogotico, lo stesso architetto ampliò e dotò di attrezzature l’impianto balneare. Nel 1895 verrà edificato l’omonimo albergo dall’altra parte della strada. Lo stabilimento balneare, negli anni successivi passerà ad altri proprietari, sarà alzato e più volte ampliato. Nel 1909 verrà dotato di un teatrino e di un ristorante, l’anno seguente di una pista di pattinaggio, divenendo un ritrovo alla moda molto frequentato. Oggi la struttura balneare è stata trasformata in appartamenti con spiaggia privata.

BAGNO FERROVIARIO
Nasce nel 1925 come colonia marina. Fino agli anni ’70 era riservato ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e alle loro famiglie.


“Lo stabilimento balneare è situato in viale Miramare n.30 ed ha la fermata degli autobus immediatamente all’entrata (all’altezza del semaforo). Offre una piccola spiaggia di ghiaia per i bambini, una zona della piattaforma per tuffi nonché la spiaggia che, come in quasi tutti i bagni di Trieste, è costruita in cemento. Nello stabilimento vi sono spogliatoi e cabine per le varie esigenze, vi è una zona bar – ristorazione sempre aperta durante la stagione e dotata di una vasta tettoia che consente di stare comodamente all’ombra. L’accesso è consentito ai soci D.L.F.”  (Dino Cafagna)

Nel 1925 nacque il “Circolo Marina Mercantile” fondato da un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.

 

GANZONI
Si sa poco su il Bagno GANZONI, sorgeva accanto al castelletto della famiglia Cesare era noto ai Barcolani come “bagno Megari” dall’omonima distilleria. Ebbe vita breve, in quanto venne assorbito dallo stabilimento balneare Excelsior.

CEDAS
Con la costruzione della nuova strada costiera (1921-28) venne aperto nel 1926 il bagno popolare CEDAS, nel 1934 fu ingrandito con l’aggiunta di un padiglione riservato agli uomini. Nonostante questo molti bagnanti continuarono ad “andar sulla scoiera”, dove al tempo era vietata la balneazione. Lo stabilimento balneare era molto esteso e circondato su tre lati da un muro di cinta; la parte più alta di questo chiudeva la casa del custode e due terrazze dove si prendeva il sole. Era un bagno comunale, e non si pagava alcun ingresso. Per la cura dei bagni di mare durante il periodo invernale, l’ufficio tecnico rilasciava dei permessi, nei quali veniva specificato che si sollevava il comune per eventuali incidenti. Il permesso valeva sia per il bagno alla Lanterna (“Pedocin”) che per i bagni comunali a Barcola . Il 4 novembre del 1966, una violenta mareggiata spazzò via gran parte delle strutture del Cedas, lo stabilimento non fu più ricostruito, i muri che lo dividevano dalla strada non furono più rialzati. Venne lasciata la piattaforma con le docce, e restaurarono le scale che portavano al mare.

TOPOLINI                                                                                         Il Cedas si rivelò insufficiente per soddisfare la voglia di mare dei triestini, nel 1935 il comune fece costruire quattro padiglioni (due per gli uomini e due per le donne), con terrazze semicircolari. Questi nuovi stabilimenti furono chiamati “TOPOLINI”. Vennero costruiti al di sotto del livello stradale, in modo da non impedire a chi transitava sulla strada la visuale del golfo. In quell’occasione venne istituito un servizio di autobus per migliorare i collegamenti con i bagni comunali; con un biglietto unico veniva offerto un servizio combinato tram più autobus. Negli anni successivi furono costruiti altri padiglioni e vennero fatte altre modifiche, trasformando la riviera barcolana, sino a Miramàr, in uno spazio balneare pubblico gratuito. Riguardo l’origine del nome si trovano due ipotesi, potrebbe derivare da “Topo”, un’ imbarcazione originaria della laguna veneta, ma molto usata nel mare di “Barcola, oppure dal fatto che questi stabilimenti balneari sono costituiti da dieci terrazzamenti semicircolari accoppiati a due a due e dall’alto ricordano la forma delle orecchie di Miky Mouse, il nostro Topolino.

BAGNO STICCO Il Bagno Miramare Castello è conosciuto da tutti come Bagno Sticco dal nome del suo fondatore, Antonio Sticco, che lo inaugurò nel 1955.

(Margherita Tauceri)

Trieste – Bagno Excelsior

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Trieste, Bagno Excelsior. Coll. Dino Cafagna

Stabilimenti balneari della Riviera di Barcola


EXCELSIOR
Nel 1886 la famiglia Cesare di Salvore, che possedeva dei terreni a Barcola, ottenne la concessione della spiaggia, sorse così il primo nucleo del futuro stabilimento balneare Excelsior. Nel 1890 incaricò l’architetto Edoardo Tureck della costruzione del palazzetto neogotico, lo stesso architetto ampliò e dotò di attrezzature l’impianto balneare. Nel 1895 verrà edificato l’omonimo albergo dall’altra parte della strada. Lo stabilimento balneare, negli anni successivi passerà ad altri proprietari, sarà alzato e più volte ampliato. Nel 1909 verrà dotato di un teatrino e di un ristorante, l’anno seguente di una pista di pattinaggio, divenendo un ritrovo alla moda molto frequentato. Oggi la struttura balneare è stata trasformata in appartamenti con spiaggia privata.

 

BAGNO FERROVIARIO
Nasce nel 1925 come colonia marina. Fino agli anni ’70 era riservato ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e alle loro famiglie.

“Lo stabilimento balneare è situato in viale Miramare n.30 ed ha la fermata degli autobus immediatamente all’entrata (all’altezza del semaforo). Offre una piccola spiaggia di ghiaia per i bambini, una zona della piattaforma per tuffi nonché la spiaggia che, come in quasi tutti i bagni di Trieste, è costruita in cemento. Nello stabilimento vi sono spogliatoi e cabine per le varie esigenze, vi è una zona bar – ristorazione sempre aperta durante la stagione e dotata di una vasta tettoia che consente di stare comodamente all’ombra. L’accesso è consentito ai soci D.L.F.”  (Dino Cafagna)

Nel 1925 nacque il “Circolo Marina Mercantile” fondato da un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.

GANZONI
Si sa poco su il Bagno GANZONI, sorgeva accanto al castelletto della famiglia Cesare era noto ai Barcolani come “bagno Megari” dall’omonima distilleria. Ebbe vita breve, in quanto venne assorbito dallo stabilimento balneare Excelsior.

CEDAS
Con la costruzione della nuova strada costiera (1921-28) venne aperto nel 1926 il bagno popolare CEDAS, nel 1934 fu ingrandito con l’aggiunta di un padiglione riservato agli uomini. Nonostante questo molti bagnanti continuarono ad “andar sulla scoiera”, dove al tempo era vietata la balneazione. Lo stabilimento balneare era molto esteso e circondato su tre lati da un muro di cinta; la parte più alta di questo chiudeva la casa del custode e due terrazze dove si prendeva il sole. Era un bagno comunale, e non si pagava alcun ingresso. Per la cura dei bagni di mare durante il periodo invernale, l’ufficio tecnico rilasciava dei permessi, nei quali veniva specificato che si sollevava il comune per eventuali incidenti. Il permesso valeva sia per il bagno alla Lanterna (“Pedocin”) che per i bagni comunali a Barcola . Il 4 novembre del 1966, una violenta mareggiata spazzò via gran parte delle strutture del Cedas, lo stabilimento non fu più ricostruito, i muri che lo dividevano dalla strada non furono più rialzati. Venne lasciata la piattaforma con le docce, e restaurarono le scale che portavano al mare.

TOPOLINI                                                                                         Il Cedas si rivelò insufficiente per soddisfare la voglia di mare dei triestini, nel 1935 il comune fece costruire quattro padiglioni (due per gli uomini e due per le donne), con terrazze semicircolari. Questi nuovi stabilimenti furono chiamati “TOPOLINI”. Vennero costruiti al di sotto del livello stradale, in modo da non impedire a chi transitava sulla strada la visuale del golfo. In quell’occasione venne istituito un servizio di autobus per migliorare i collegamenti con i bagni comunali; con un biglietto unico veniva offerto un servizio combinato tram più autobus. Negli anni successivi furono costruiti altri padiglioni e vennero fatte altre modifiche, trasformando la riviera barcolana, sino a Miramàr, in uno spazio balneare pubblico gratuito. Riguardo l’origine del nome si trovano due ipotesi, potrebbe derivare da “Topo”, un’ imbarcazione originaria della laguna veneta, ma molto usata nel mare di “Barcola, oppure dal fatto che questi stabilimenti balneari sono costituiti da dieci terrazzamenti semicircolari accoppiati a due a due e dall’alto ricordano la forma delle orecchie di Miky Mouse, il nostro Topolino.

BAGNO STICCO Il Bagno Miramare Castello è conosciuto da tutti come Bagno Sticco dal nome del suo fondatore, Antonio Sticco, che lo inaugurò nel 1955.

(Margherita Tauceri)

Trieste – Bagno Excelsior, 1933

 

Trieste, Bagno Excelsior, 1933. Collezione Giancarla Scubini
 
 

Stabilimenti balneari della Riviera di Barcola

EXCELSIOR
Nel 1886 la famiglia Cesare di Salvore, che possedeva dei terreni a Barcola, ottenne la concessione della spiaggia, sorse così il primo nucleo del futuro stabilimento balneare Excelsior. Nel 1890 incaricò l’architetto Edoardo Tureck della costruzione del palazzetto neogotico, lo stesso architetto ampliò e dotò di attrezzature l’impianto balneare. Nel 1895 verrà edificato l’omonimo albergo dall’altra parte della strada. Lo stabilimento balneare, negli anni successivi passerà ad altri proprietari, sarà alzato e più volte ampliato. Nel 1909 verrà dotato di un teatrino e di un ristorante, l’anno seguente di una pista di pattinaggio, divenendo un ritrovo alla moda molto frequentato. Oggi la struttura balneare è stata trasformata in appartamenti con spiaggia privata.

 

BAGNO FERROVIARIO
Nasce nel 1925 come colonia marina. Fino agli anni ’70 era riservato ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e alle loro famiglie.


“Lo stabilimento balneare è situato in viale Miramare n.30 ed ha la fermata degli autobus immediatamente all’entrata (all’altezza del semaforo). Offre una piccola spiaggia di ghiaia per i bambini, una zona della piattaforma per tuffi nonché la spiaggia che, come in quasi tutti i bagni di Trieste, è costruita in cemento. Nello stabilimento vi sono spogliatoi e cabine per le varie esigenze, vi è una zona bar – ristorazione sempre aperta durante la stagione e dotata di una vasta tettoia che consente di stare comodamente all’ombra. L’accesso è consentito ai soci D.L.F.”  (Dino Cafagna)

Nel 1925 nacque il “Circolo Marina Mercantile” fondato da un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.

GANZONI
Si sa poco su il Bagno GANZONI, sorgeva accanto al castelletto della famiglia Cesare era noto ai Barcolani come “bagno Megari” dall’omonima distilleria. Ebbe vita breve, in quanto venne assorbito dallo stabilimento balneare Excelsior.

CEDAS
Con la costruzione della nuova strada costiera (1921-28) venne aperto nel 1926 il bagno popolare CEDAS, nel 1934 fu ingrandito con l’aggiunta di un padiglione riservato agli uomini. Nonostante questo molti bagnanti continuarono ad “andar sulla scoiera”, dove al tempo era vietata la balneazione. Lo stabilimento balneare era molto esteso e circondato su tre lati da un muro di cinta; la parte più alta di questo chiudeva la casa del custode e due terrazze dove si prendeva il sole. Era un bagno comunale, e non si pagava alcun ingresso. Per la cura dei bagni di mare durante il periodo invernale, l’ufficio tecnico rilasciava dei permessi, nei quali veniva specificato che si sollevava il comune per eventuali incidenti. Il permesso valeva sia per il bagno alla Lanterna (“Pedocin”) che per i bagni comunali a Barcola . Il 4 novembre del 1966, una violenta mareggiata spazzò via gran parte delle strutture del Cedas, lo stabilimento non fu più ricostruito, i muri che lo dividevano dalla strada non furono più rialzati. Venne lasciata la piattaforma con le docce, e restaurarono le scale che portavano al mare.

TOPOLINI                                                                                         Il Cedas si rivelò insufficiente per soddisfare la voglia di mare dei triestini, nel 1935 il comune fece costruire quattro padiglioni (due per gli uomini e due per le donne), con terrazze semicircolari. Questi nuovi stabilimenti furono chiamati “TOPOLINI”. Vennero costruiti al di sotto del livello stradale, in modo da non impedire a chi transitava sulla strada la visuale del golfo. In quell’occasione venne istituito un servizio di autobus per migliorare i collegamenti con i bagni comunali; con un biglietto unico veniva offerto un servizio combinato tram più autobus. Negli anni successivi furono costruiti altri padiglioni e vennero fatte altre modifiche, trasformando la riviera barcolana, sino a Miramàr, in uno spazio balneare pubblico gratuito. Riguardo l’origine del nome si trovano due ipotesi, potrebbe derivare da “Topo”, un’ imbarcazione originaria della laguna veneta, ma molto usata nel mare di “Barcola, oppure dal fatto che questi stabilimenti balneari sono costituiti da dieci terrazzamenti semicircolari accoppiati a due a due e dall’alto ricordano la forma delle orecchie di Miky Mouse, il nostro Topolino.

BAGNO STICCO Il Bagno Miramare Castello è conosciuto da tutti come Bagno Sticco dal nome del suo fondatore, Antonio Sticco, che lo inaugurò nel 1955.

(Margherita Tauceri)

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Trieste – Bagno Excelsior anni Venti

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Trieste, Bagno Excelsior anni Venti. Coll. Elisabetta Marcovich

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BAGNO FERROVIARIO
Nasce nel 1925 come colonia marina. Fino agli anni ’70 era riservato ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e alle loro famiglie.


“Lo stabilimento balneare è situato in viale Miramare n.30 ed ha la fermata degli autobus immediatamente all’entrata (all’altezza del semaforo). Offre una piccola spiaggia di ghiaia per i bambini, una zona della piattaforma per tuffi nonché la spiaggia che, come in quasi tutti i bagni di Trieste, è costruita in cemento. Nello stabilimento vi sono spogliatoi e cabine per le varie esigenze, vi è una zona bar – ristorazione sempre aperta durante la stagione e dotata di una vasta tettoia che consente di stare comodamente all’ombra. L’accesso è consentito ai soci D.L.F.”  (Dino Cafagna)

Nel 1925 nacque il “Circolo Marina Mercantile” fondato da un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.

EXCELSIOR
Nel 1886 la famiglia Cesare di Salvore, che possedeva dei terreni a Barcola, ottenne la concessione della spiaggia, sorse così il primo nucleo del futuro stabilimento balneare Excelsior. Nel 1890 incaricò l’architetto Edoardo Tureck della costruzione del palazzetto neogotico, lo stesso architetto ampliò e dotò di attrezzature l’impianto balneare. Nel 1895 verrà edificato l’omonimo albergo dall’altra parte della strada. Lo stabilimento balneare, negli anni successivi passerà ad altri proprietari, sarà alzato e più volte ampliato. Nel 1909 verrà dotato di un teatrino e di un ristorante, l’anno seguente di una pista di pattinaggio, divenendo un ritrovo alla moda molto frequentato. Oggi la struttura balneare è stata trasformata in appartamenti con spiaggia privata.

GANZONI
Si sa poco su il Bagno GANZONI, sorgeva accanto al castelletto della famiglia Cesare era noto ai Barcolani come “bagno Megari” dall’omonima distilleria. Ebbe vita breve, in quanto venne assorbito dallo stabilimento balneare Excelsior.

CEDAS
Con la costruzione della nuova strada costiera (1921-28) venne aperto nel 1926 il bagno popolare CEDAS, nel 1934 fu ingrandito con l’aggiunta di un padiglione riservato agli uomini. Nonostante questo molti bagnanti continuarono ad “andar sulla scoiera”, dove al tempo era vietata la balneazione. Lo stabilimento balneare era molto esteso e circondato su tre lati da un muro di cinta; la parte più alta di questo chiudeva la casa del custode e due terrazze dove si prendeva il sole. Era un bagno comunale, e non si pagava alcun ingresso. Per la cura dei bagni di mare durante il periodo invernale, l’ufficio tecnico rilasciava dei permessi, nei quali veniva specificato che si sollevava il comune per eventuali incidenti. Il permesso valeva sia per il bagno alla Lanterna (“Pedocin”) che per i bagni comunali a Barcola . Il 4 novembre del 1966, una violenta mareggiata spazzò via gran parte delle strutture del Cedas, lo stabilimento non fu più ricostruito, i muri che lo dividevano dalla strada non furono più rialzati. Venne lasciata la piattaforma con le docce, e restaurarono le scale che portavano al mare.

TOPOLINI                                                                                         Il Cedas si rivelò insufficiente per soddisfare la voglia di mare dei triestini, nel 1935 il comune fece costruire quattro padiglioni (due per gli uomini e due per le donne), con terrazze semicircolari. Questi nuovi stabilimenti furono chiamati “TOPOLINI”. Vennero costruiti al di sotto del livello stradale, in modo da non impedire a chi transitava sulla strada la visuale del golfo. In quell’occasione venne istituito un servizio di autobus per migliorare i collegamenti con i bagni comunali; con un biglietto unico veniva offerto un servizio combinato tram più autobus. Negli anni successivi furono costruiti altri padiglioni e vennero fatte altre modifiche, trasformando la riviera barcolana, sino a Miramàr, in uno spazio balneare pubblico gratuito. Riguardo l’origine del nome si trovano due ipotesi, potrebbe derivare da “Topo”, un’ imbarcazione originaria della laguna veneta, ma molto usata nel mare di “Barcola, oppure dal fatto che questi stabilimenti balneari sono costituiti da dieci terrazzamenti semicircolari accoppiati a due a due e dall’alto ricordano la forma delle orecchie di Miky Mouse, il nostro Topolino.

BAGNO STICCO Il Bagno Miramare Castello è conosciuto da tutti come Bagno Sticco dal nome del suo fondatore, Antonio Sticco, che lo inaugurò nel 1955.

(Margherita Tauceri)

Barcola, primi ‘900 – Il ristorante del Bagno Excelsior.

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Trieste, Barcola - Il ristorante del Bagno Excelsior. Primi '900

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BAGNO FERROVIARIO
Nasce nel 1925 come colonia marina. Fino agli anni ’70 era riservato ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e alle loro famiglie.


“Lo stabilimento balneare è situato in viale Miramare n.30 ed ha la fermata degli autobus immediatamente all’entrata (all’altezza del semaforo). Offre una piccola spiaggia di ghiaia per i bambini, una zona della piattaforma per tuffi nonché la spiaggia che, come in quasi tutti i bagni di Trieste, è costruita in cemento. Nello stabilimento vi sono spogliatoi e cabine per le varie esigenze, vi è una zona bar – ristorazione sempre aperta durante la stagione e dotata di una vasta tettoia che consente di stare comodamente all’ombra. L’accesso è consentito ai soci D.L.F.”  (Dino Cafagna)

Nel 1925 nacque il “Circolo Marina Mercantile” fondato da un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.

EXCELSIOR
Nel 1886 la famiglia Cesare di Salvore, che possedeva dei terreni a Barcola, ottenne la concessione della spiaggia, sorse così il primo nucleo del futuro stabilimento balneare Excelsior. Nel 1890 incaricò l’architetto Edoardo Tureck della costruzione del palazzetto neogotico, lo stesso architetto ampliò e dotò di attrezzature l’impianto balneare. Nel 1895 verrà edificato l’omonimo albergo dall’altra parte della strada. Lo stabilimento balneare, negli anni successivi passerà ad altri proprietari, sarà alzato e più volte ampliato. Nel 1909 verrà dotato di un teatrino e di un ristorante, l’anno seguente di una pista di pattinaggio, divenendo un ritrovo alla moda molto frequentato. Oggi la struttura balneare è stata trasformata in appartamenti con spiaggia privata.

GANZONI
Si sa poco su il Bagno GANZONI, sorgeva accanto al castelletto della famiglia Cesare era noto ai Barcolani come “bagno Megari” dall’omonima distilleria. Ebbe vita breve, in quanto venne assorbito dallo stabilimento balneare Excelsior.

CEDAS
Con la costruzione della nuova strada costiera (1921-28) venne aperto nel 1926 il bagno popolare CEDAS, nel 1934 fu ingrandito con l’aggiunta di un padiglione riservato agli uomini. Nonostante questo molti bagnanti continuarono ad “andar sulla scoiera”, dove al tempo era vietata la balneazione. Lo stabilimento balneare era molto esteso e circondato su tre lati da un muro di cinta; la parte più alta di questo chiudeva la casa del custode e due terrazze dove si prendeva il sole. Era un bagno comunale, e non si pagava alcun ingresso. Per la cura dei bagni di mare durante il periodo invernale, l’ufficio tecnico rilasciava dei permessi, nei quali veniva specificato che si sollevava il comune per eventuali incidenti. Il permesso valeva sia per il bagno alla Lanterna (“Pedocin”) che per i bagni comunali a Barcola . Il 4 novembre del 1966, una violenta mareggiata spazzò via gran parte delle strutture del Cedas, lo stabilimento non fu più ricostruito, i muri che lo dividevano dalla strada non furono più rialzati. Venne lasciata la piattaforma con le docce, e restaurarono le scale che portavano al mare.

TOPOLINI                                                                                         Il Cedas si rivelò insufficiente per soddisfare la voglia di mare dei triestini, nel 1935 il comune fece costruire quattro padiglioni (due per gli uomini e due per le donne), con terrazze semicircolari. Questi nuovi stabilimenti furono chiamati “TOPOLINI”. Vennero costruiti al di sotto del livello stradale, in modo da non impedire a chi transitava sulla strada la visuale del golfo. In quell’occasione venne istituito un servizio di autobus per migliorare i collegamenti con i bagni comunali; con un biglietto unico veniva offerto un servizio combinato tram più autobus. Negli anni successivi furono costruiti altri padiglioni e vennero fatte altre modifiche, trasformando la riviera barcolana, sino a Miramàr, in uno spazio balneare pubblico gratuito. Riguardo l’origine del nome si trovano due ipotesi, potrebbe derivare da “Topo”, un’ imbarcazione originaria della laguna veneta, ma molto usata nel mare di “Barcola, oppure dal fatto che questi stabilimenti balneari sono costituiti da dieci terrazzamenti semicircolari accoppiati a due a due e dall’alto ricordano la forma delle orecchie di Miky Mouse, il nostro Topolino.

BAGNO STICCO Il Bagno Miramare Castello è conosciuto da tutti come Bagno Sticco dal nome del suo fondatore, Antonio Sticco, che lo inaugurò nel 1955.

(Margherita Tauceri)

Trieste – Barcola, Bagno Excelsior

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Trieste, Passeggiata a Barcola, 1910.
A sinistra lo stabilimento del Bagno Excelsior con la réclame degli spettacoli del teatro-varietà presente all'interno nel corpo centrale dell'edificio

Stabilimenti balneari della Riviera di Barcola


 

EXCELSIOR
Nel 1886 la famiglia Cesare di Salvore, che possedeva dei terreni a Barcola, ottenne la concessione della spiaggia, sorse così il primo nucleo del futuro stabilimento balneare Excelsior. Nel 1890 incaricò l’architetto Edoardo Tureck della costruzione del palazzetto neogotico, lo stesso architetto ampliò e dotò di attrezzature l’impianto balneare. Nel 1895 verrà edificato l’omonimo albergo dall’altra parte della strada. Lo stabilimento balneare, negli anni successivi passerà ad altri proprietari, sarà alzato e più volte ampliato. Nel 1909 verrà dotato di un teatrino e di un ristorante, l’anno seguente di una pista di pattinaggio, divenendo un ritrovo alla moda molto frequentato. Oggi la struttura balneare è stata trasformata in appartamenti con spiaggia privata.

 

BAGNO FERROVIARIO
Nasce nel 1925 come colonia marina. Fino agli anni ’70 era riservato ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato e alle loro famiglie.


“Lo stabilimento balneare è situato in viale Miramare n.30 ed ha la fermata degli autobus immediatamente all’entrata (all’altezza del semaforo). Offre una piccola spiaggia di ghiaia per i bambini, una zona della piattaforma per tuffi nonché la spiaggia che, come in quasi tutti i bagni di Trieste, è costruita in cemento. Nello stabilimento vi sono spogliatoi e cabine per le varie esigenze, vi è una zona bar – ristorazione sempre aperta durante la stagione e dotata di una vasta tettoia che consente di stare comodamente all’ombra. L’accesso è consentito ai soci D.L.F.”  (Dino Cafagna)

Nel 1925 nacque il “Circolo Marina Mercantile” fondato da un gruppo di capitani marittimi con il Dopolavoro Interaziendale Marina Mercantile D.I.M.M.

 

GANZONI
Si sa poco su il Bagno GANZONI, sorgeva accanto al castelletto della famiglia Cesare era noto ai Barcolani come “bagno Megari” dall’omonima distilleria. Ebbe vita breve, in quanto venne assorbito dallo stabilimento balneare Excelsior.

CEDAS
Con la costruzione della nuova strada costiera (1921-28) venne aperto nel 1926 il bagno popolare CEDAS, nel 1934 fu ingrandito con l’aggiunta di un padiglione riservato agli uomini. Nonostante questo molti bagnanti continuarono ad “andar sulla scoiera”, dove al tempo era vietata la balneazione. Lo stabilimento balneare era molto esteso e circondato su tre lati da un muro di cinta; la parte più alta di questo chiudeva la casa del custode e due terrazze dove si prendeva il sole. Era un bagno comunale, e non si pagava alcun ingresso. Per la cura dei bagni di mare durante il periodo invernale, l’ufficio tecnico rilasciava dei permessi, nei quali veniva specificato che si sollevava il comune per eventuali incidenti. Il permesso valeva sia per il bagno alla Lanterna (“Pedocin”) che per i bagni comunali a Barcola . Il 4 novembre del 1966, una violenta mareggiata spazzò via gran parte delle strutture del Cedas, lo stabilimento non fu più ricostruito, i muri che lo dividevano dalla strada non furono più rialzati. Venne lasciata la piattaforma con le docce, e restaurarono le scale che portavano al mare.

TOPOLINI                                                                                         Il Cedas si rivelò insufficiente per soddisfare la voglia di mare dei triestini, nel 1935 il comune fece costruire quattro padiglioni (due per gli uomini e due per le donne), con terrazze semicircolari. Questi nuovi stabilimenti furono chiamati “TOPOLINI”. Vennero costruiti al di sotto del livello stradale, in modo da non impedire a chi transitava sulla strada la visuale del golfo. In quell’occasione venne istituito un servizio di autobus per migliorare i collegamenti con i bagni comunali; con un biglietto unico veniva offerto un servizio combinato tram più autobus. Negli anni successivi furono costruiti altri padiglioni e vennero fatte altre modifiche, trasformando la riviera barcolana, sino a Miramàr, in uno spazio balneare pubblico gratuito. Riguardo l’origine del nome si trovano due ipotesi, potrebbe derivare da “Topo”, un’ imbarcazione originaria della laguna veneta, ma molto usata nel mare di “Barcola, oppure dal fatto che questi stabilimenti balneari sono costituiti da dieci terrazzamenti semicircolari accoppiati a due a due e dall’alto ricordano la forma delle orecchie di Miky Mouse, il nostro Topolino.

BAGNO STICCO Il Bagno Miramare Castello è conosciuto da tutti come Bagno Sticco dal nome del suo fondatore, Antonio Sticco, che lo inaugurò nel 1955.

(Margherita Tauceri)