Ciceria con la neve, 2001

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Ciceria con la neve nel 2001. Foto e post di Sandro Alfa


CICERIA o Cicceria – La Cicceria (o Terra dei Cicci o Monti della Vena), terra d’origine degli Istrorumeni, è una regione montuosa storica compresa tra la Slovenia e la Croazia, e costituisce una parte del Carso.
Può essere considerata una subregione dell’Istria, della quale occupa la porzione nord-orientale. Comprende la fascia che va da Erpelle-Cosina a Fiume. Tuttavia, la Ciceria vera e propria è più ristretta, poiché la parte settentrionale appartiene alla Savrinia, e il Castelnovano e la zona montuosa carsica orientale alla Berchinia.
La regione si presenta abbastanza uniforme dal punto di vista dell’orogenesi, con montagne che superano di poco i 1.000 metri. Capoluogo può essere considerata Lanischie.
L’altopiano raggiunge la maggiore altitudine con il Monte Maggiore (1.396 m), a nord dal Carso Triestino e dalla valle della Rosandra, il quale è anche il monte più alto dell’Istria. La parte nord dell’altopiano è in Slovenia, mentre la parte centro-meridionale è in Croazia.
L’autunno è il periodo ideale per ammirare gli spettacolari colori delle foglie autunnali frequentando le zone con presenza di macchie di arbusti su cui, fra tutti domina lo scotano.


Pedena / Pićan 1971, tettoie di paglia a scorrimento verticale per la protezione del fieno

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Pedena / Pićan 1971(Foto: Sergio Sergas)

Tettoie di paglia a scorrimento verticale per la protezione del fieno all’aperto, man mano che il foraggio veniva consumato, venivano abbassate. oggi con l’avvento delle BALLE queste tecniche sono state abbandonate e la loro costruzione quasi o del tutto dimenticata.

Nell’antichità Pedena era un “castrum” romano, posto su una collina di 360 metri, al centro dell’Istria, circondato da una cerchia di muraglioni. Con le frazioni contava 2.500 abitanti. Il cristianesimo vi entrò con S. Ermagora nel 50 d.C. attraverso l’unica porta detta “romana”. Nella cattedrale, davanti al trono vescovile, si allungano nelle tre navate le tombe dei vescovi che la ressero dal V secolo fino al 1788, quando Giuseppe II, figlio di Maria Teresa, la soppresse. Fu chiamato “imperatore sacrestano” perché volle riformare la chiesa sopprimendo 2.000 conventi. La sua politica passò alla storia col nome di “giuseppinismo”.

Sergio Sergas: Fotografo e videoamatore classe 1947, da cinquant’anni documenta la città di Trieste e il Territorio, con una particolare attenzione alle tradizioni delle popolazioni istriane. Suoi più di 1500 video, pubblicati su You Tube e Fb.

Pedena / Pićan 1976

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Pedena / Pićan 1976(Foto: Sergio Sergas)

Antichi sistemi per la conservazione del fieno all’aperto, in riva all’immancabile laco per l’abbeverata. Questo posto si trovava a poche decine di metri dall’ingresso alla città. Pedena era una delle sedi vescovili più antiche, piccole e longeve al mondo, ma sicuramente la più povera.

Nell’antichità Pedena era un “castrum” romano, posto su una collina di 360 metri, al centro dell’Istria, circondato da una cerchia di muraglioni. Con le frazioni contava 2.500 abitanti. Il cristianesimo vi entrò con S. Ermagora nel 50 d.C. attraverso l’unica porta detta “romana”. Nella cattedrale, davanti al trono vescovile, si allungano nelle tre navate le tombe dei vescovi che la ressero dal V secolo fino al 1788, quando Giuseppe II, figlio di Maria Teresa, la soppresse. Fu chiamato “imperatore sacrestano” perché volle riformare la chiesa sopprimendo 2.000 conventi. La sua politica passò alla storia col nome di “giuseppinismo”.

Sergio Sergas: Fotografo e videoamatore classe 1947, da cinquant’anni documenta la città di Trieste e il Territorio, con una particolare attenzione alle tradizioni delle popolazioni istriane. Suoi più di 1500 video, pubblicati su You Tube e Fb.

Grisignana / Groznjan, stazione della Parenzana

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Grisignana, Stazione della Parenzana inizi ‘900 (Post di Giulio Ruzzier)

Grisignana, Stazione della Parenzana oggi (Foto di Giulio Ruzzier)

Grisignana, l’antica Graeciniana, il cui nome deriva da Grisium – colle roccioso – è un comune croato di 736 abitanti, nella Regione istriana, che si erge su un colle discosto dalla strada principale.
Fu un importante insediamento in età preromana, e più tardi castrum romano. Popolata da popolazioni autoctone fin dai tempi dell’antica Roma, a Ponte Portòn, nei pressi del fiume Quieto, passava la via consolare romana Flavia e vi era il porto di Bastia, che fu attivo per secoli con il fiume transitabile dall’Antenal di Cittanova fino alle Terme di S. Stefano. Alla foce del torrente che scende da Portole, sorse il monastero benedettino di San Pietro, che dipendeva dall’antico monastero di San Giovanni Battista di Cittanova.
Nel 1100 apparvero alcune notizie di un centro denominato Castrum Grisiniana. Cento anni più tardi entrò a far parte del dominio dei Pietrapelosa, per rimanervi fino al 1339. Da questo periodo ritornerà sotto i patriarchi di Aquileia che la cederanno quale feudo ad alcuni nobili friulani. Grisignana, dopo alterne vicende, passò dal 1358 fino al 1797 sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Nel 1359 Dolfin trasferì la sua residenza ufficiale da Umago a Grisignana; tra il 1360 ed il 1367 la cittadina fu fortificata con possenti mura e venne costruito il palazzo Ducale. Verso il 1445, le mura del borgo furono rinforzate per fronteggiare i Turchi. Dopo la peste del 1630 l’area di Grisignana rimase quasi spopolata. Allo scopo di rivitalizzarla Venezia vi trasferì famiglie venete e friulane, croati e morlacchi slavizzati. Dopo il 1797, in seguito al Trattato di Campoformio, Grisignana passò all’Impero Austriaco fino al 1803, quando venne occupata dai francesi; nel 1805, per volere dello stesso Napoleone, passò sotto il neocostituito Regno d’Italia. Con la sconfitta di Napoleone ritornò sotto il dominio dell’Impero Austriaco. Nel 1834 venne in parte ricostruita la chiesetta Santi Cosma e Damiano dotata di un piccolo campanile a vela senza campane. Nel 1770 fu rifatto il Duomo (attestato già nel 1310), in stile barocco. Sono ancora visibili delle fortificazioni risalenti al periodo veneziano, con due porte, di cui la porta Maggiore, dotata di ponte levatoio, reca lo stemma del capitano Pietro Dolfin.
Alla fine della Seconda guerra mondiale Grisignana fu prima inserita della zona “B” del Territorio Libero di Trieste e poi annessa alla Jugoslavia.

Verteneglio – Brtonigla, dalla Loggia di Buie.

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Verteneglio – Brtonigla, dalla Loggia di Buie. In secondo piano a destra l’abitato di Businia – Bužinija. (Foto Paolo Parenzan).

Verteneglio (in croato Brtonigla) è un comune di 1.600 abitanti situato nella parte settentrionale dell’Istria, amministrato dalla Repubblica di Croazia.

Costruito su un antico castelliere preistorico, in precedenza apparteneva al comune di Buie. Il paese, dedito all’agricoltura, fu citato per la prima volta nel 1234 con l’antico nome Ortoneglo o Hortus Niger, ossia orto di terra nera.
Fin dall’epoca carolingia è documentata l’esistenza dell’antico monastero benedettino di San Martino di Tripoli insediatosi su un’altura ancora oggi denominata Monte delle Madri (o Monte delle Monache) posta fuori Verteglio nella zona a sud-est lungo la strada che conduce a Villanova.
Nell’XI secolo si insediarono nella zona nuclei di famiglie venete e nel XVI e XVII secolo contadini slavi in fuga dai turchi. Fece parte della Serenissima Repubblica di Venezia e poi dell’Impero austro-ungarico. Dopo la prima guerra mondiale e quindi il trattato di Rapallo, il paesino entrò a far parte dell’Italia; dopo la seconda guerra mondiale fu incluso nella Zona B del Territorio Libero di Trieste. In seguito venne assegnato alla Jugoslavia.


Monumenti e luoghi d’interesse:


Chiesa di San Zenone
La chiesa parrocchiale di Verteneglio è dedicata a San Zenone, vescovo di Verona e patrono della cittadina. Il soffitto della chiesa è piatto, l’abside poligonale, e le pareti laterali sono decorate da altari di marmo realizzati secondo i principi del neo-barocco. Sulla facciata, di colore giallo ci sono due grandi finestre poste ai lati. Sopra l’entrata si alza un alto campanile rosso, ed ai lati del tetto ci sono due piccole guglie.
La chiesa fu edificata tra il 1859 e il 1861 sulle fondamenta dell’omonima chiesa più antica che datata intorno al 1480.


Parco naturale Scarlini
Il parco naturale di Scarlini è una riserva che si trova a due chilometri da Verteneglio. Prende il nome dal ruscelletto Scarlini, il quale sfocia nel fiume Quieto. All’interno del parco il ruscello ristagnando in una piccola conca forma un lungo stagno di colore verde.

Stridone / Sdregna / Zrenj – anni ’70, cortile della fabbreria Kmet

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Stridone anni ’70, cortile della fabbreria Kmet, al centro le basi in pietra delle incudini e a destra ancora attrezzi agricoli probabilmente diventati obsoleti e mai riparati. (Foto Sergio Sergas)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Si ritiene che questo paese fosse la patria, piuttosto contestata, del dotto scrittore cattolico S. Gerolamo, la cui presenza a Stridone fece sorgere numerose leggende.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra. Ad est, una distesa di arenaria boscosa precipita verso il torrente Brazzana che scorre a 400 metri più in basso, dove resistono le rovine del castello di Pietra Pelosa.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone, a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Sergio Sergas: Fotografo e videoamatore classe 1947, da cinquant’anni documenta la città di Trieste e il Territorio, con una particolare attenzione alle tradizioni delle popolazioni istriane. Suoi più di 1500 video, pubblicati su You Tube e Fb.

Stridone/Sdregna/Zrenj

Stridone / Sdregna / Zrenj

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Stridone/Sdregna/Zrenj – Foto Livio Crovatto.

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde. (Foto Livio Crovatto)

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Meda fatta a regola d’arte, in Zaberniza, provincia di Stridone.

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Meda fatta a regola d’arte, in Zaberniza, provincia di Stridone.

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde. (Foto Livio Crovatto)

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Fienagione. (Stridone, anni ’70)

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Fienagione. Stridone, anni ’70 (Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Una delle più antiche case di Stridone, fine ‘700.

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Una delle più antiche case di Stridone fine ‘700. (Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Vita quotidiana a Stridone, primi anni ’80.

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Vita quotidiana a Stridone, primi anni ’80.(Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Frazione di Poli, tra Stridone e Bagni di Santo Stefano.

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Frazione di Poli, tra Stridone e Bagni di Santo Stefano.(Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Stridone / Sdregna / Zrenj, fine anni ’70. L’arte “de bater fasioi”

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Stridone / Sdregna / Zrenj, fine ’70. L’arte “de bater fasioi” (Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Stridone / Sdregna / Zrenj. Campagne nei dintorni di Stridone, verso l’abitato di Zaberniza.

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Campagne nei dintorni di Stridone, verso l’abitato di Zaberniza. (Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Stridone / Sdregna / Zrenj, Vecchio casolare.

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Vecchio casolare a Stridone. (Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Stridone / Sdregna / Zrenj, Campi.

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Campi attorno a Stridone. (Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Stridone / Sdregna / Zrenj, 1976. Contadini sulla strada di casa

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Stridone – Contadini sulla strada di casa, 1976. (Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Stridone / Sdregna / Zrenj, anni ’70

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Stridone – T’amo, pio bove! Anni ’70 (Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Pizzi (Pici), presso Stridone / Sdregna / Zrenj, in primavera

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Pizzi (Pici), presso Stridone (Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Stridone / Sdregna / Zrenj – Trebbiatura, anni ’70

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Stridone / Zrenj, giorno di trebbiatura, anni ’70(Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Stridone / Sdregna / Zrenj – Fantasmi

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Stridone / Zrenj, fantasmi(Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Stridone / Sdregna / Zrenj – sagra di San Bartolomeo, 1978

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Stridone / Zrenj, ballo all’aperto a Stridone per la sagra di San Bartolomeo. (1978)(Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.S

Stridone / Sdregna / Zrenj – tipica pergola di casa rurale

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Stridone / Zrenj, tipica pergola di casa rurale. (Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.S

Stridone / Sdregna / Zrenj – 1978

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Stridone / Zrenj, 1978. (Foto: Livio Crovatto)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.S

Stridone / Sdregna / Zrenj – da nord, anni ’70

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Stridone / Zrenj, arrivo da nord, anni ’70.

(Foto: Sergio Sergas)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Sergio Sergas: Fotografo e videoamatore classe 1947, da cinquant’anni documenta la città di Trieste e il Territorio, con una particolare attenzione alle tradizioni delle popolazioni istriane. Suoi più di 1500 video, pubblicati su You Tube e Fb.

Stridone / Sdregna / Zrenj – anni ’70

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Stridone / Zrenj, anni ’70.(Foto: Sergio Sergas)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Sergio Sergas: Fotografo e videoamatore classe 1947, da cinquant’anni documenta la città di Trieste e il Territorio, con una particolare attenzione alle tradizioni delle popolazioni istriane. Suoi più di 1500 video, pubblicati su You Tube e Fb.

Stridone / Sdregna / Zrenj – anni ’70

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Stridone / Zrenj, anno 1976, Struttura usata per immobilizzare i buoi durante la ferratura.

(Foto: Sergio Sergas)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Sergio Sergas: Fotografo e videoamatore classe 1947, da cinquant’anni documenta la città di Trieste e il Territorio, con una particolare attenzione alle tradizioni delle popolazioni istriane. Suoi più di 1500 video, pubblicati su You Tube e Fb.

Stridone / Sdregna / Zrenj – anni ’70

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Stridone / Zrenj, anni ’70, verso la chiesa. 

(Foto: Sergio Sergas)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone,a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

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Rovigno / Rovinj

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Rovigno / Rovinj. Foto di Sandro Alfa.

Rovigno è una città dell’Istria sud-occidentale, in Croazia, che conta 14.300 abitanti. Ha origini pre-romane ed ebbe un notevole sviluppo sotto il dominio romano, quando il suo nome era Arupinum o Mons Rubineus e successivamente anche Ruginium e Ruvinium.

Sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia vide il suo massimo splendore. Dopo la caduta di quest’ultima e la parentesi napoleonica, passò all’Impero austro-ungarico, fino alla fine della Prima guerra mondiale.
Con il Trattato di Parigi del 1947 fu ceduta alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.
In origine la penisola su cui sorge il centro cittadino era un’isola, separata dalla terraferma da un canale e cinta da una spessa muraglia e da torrioni: a ponente vi era la porta di san Damiano con il relativo torrione (ora la Torre dell’Orologio), a levante la porta di Valdibora con il suo torrione (divenuta nel XVIII secolo casa di proprietà della famiglia Bognolo) e nel mezzo il famoso Portone del Ponte, munito di ponte levatoio, sul quale campeggiava una lapide con la scritta “Lo Reposso dei Deserti”. Tale porta fu demolita ed il canale interrato nel 1763, per espandere l’antico abitato.

Oggi Rovigno è un comune a statuto bilingue, le lingue ufficiali sono il croato e l’italiano. Rovigno è abitata prevalentemente da croati ma vi risiede anche una forte minoranza italiana di circa 1.650 persone riunite nella locale Comunità degli Italiani di Rovigno. La Comunità conta circa 2.401 soci con diritto di voto; il presidente è Marino Budicin che è anche Vicesindaco di Rovigno. Altri gruppi etnici sono costituiti da serbi, bosniaci, sloveni e albanesi.
In città è ancora usato da taluni il tipico dialetto istrioto nella sua variante rovignese (ruvigniz nell’idioma locale): questa è una parlata romanza del gruppo italico, autoctona di queste terre d’Istria.


Attrazioni turistiche:

Arco dei Balbi, costruito nel 1680 è l’antica porta della città fatta costruire dal podestà Daniele Balbi, una lastra sull’arco stesso lo ricorda.

Chiesa di Sant’Eufemia, costruita nel 1736 utilizzando materiale proveniente da due antichi edifici preesistenti: sul fondo della navata laterale destra si trova la statuetta di Sant’Eufemia mentre il suo sarcofago, risalente al VI secolo, è collocato alle spalle dell’altare maggiore.

Convento Francescano (1702). Capolavoro barocco. È annessa al convento una biblioteca contenente circa 12.000 volumi antichi e pregiati. Contiene inoltre circa 250 opere d’arte sacra di importante rilevanza storica.

Chiesetta di Santa Croce (1592), suggestiva, edificata sulla scogliera sopra la quale è possibile ancora ammirare il cippo marmoreo posato a perenne memoria dell’approdo dell’arca marmorea contenente le spoglie mortali di Eufemia di Calcedonia.

Chiesa di San Tommaso Apostolo (XIV secolo), meraviglioso esempio di architettura medievale.

Battistero della Santissima Trinità, collocata in Piazza del Laco, è la più antica chiesa cittadina; di stile romanico ha pianta ettagonale.

Palazzo Comunale, le cui fondamenta risalgono al 1308.

Torre dell’orologio (XII secolo), per un periodo fu adibita a prigione, ora è uno dei simboli cittadini.

Teatro Gandusio, costruito per volere e su progetto di Nicolò Califfi, sindaco di Rovigno nel 1854. Splendido esempio architettonico, porta il nome di Antonio Gandusio, uno dei più famosi e brillanti attori del teatro novecentesco italiano, originario proprio di Rovigno.

Pinacoteca, è una piccola mostra permanente che espone principalmente quadri di origine veneta (XVIII secolo).

Parco nazionale di Punta Corrente.

Canale di Leme.

Chiesa di San Tommaso (VIII-IX secolo), si trova a circa 5 km da Rovigno. Considerata uno splendido esempio dell’architettura sacra risalente al periodo carolingio istriano.

Moncodogno: sito preistorico della media età del bronzo (1800-1200 a.C.).

Monsego: sito sepolcrale con tumuli di pietra.

Villa romana di Cala Cisterna risalente ad un periodo oscillante tra il II e il IV secolo d.C.

Acquario.

Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, Istituzione del Consiglio d’Europa.

Fonte: Wikipedia.

Fiume / Rijeka: Palazzo della società di navigazione “Adria”

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Fiume / Rijeka: il Palazzo della società ungherese di navigazione “Adria” (attuale Jadrolinija). Post e foto di Enrico de Cristofaro.

Progettato in stile storicistico nel 1895 dagli architetti Francesco Mattiassi e Giacomo Zammattio, con la sua mole domina il porto della città. Un ruolo importante lo svolse il podestà italiano Giovanni Ciotta, già promotore di importanti opere per la modernizzare di Fiume, quali la rete fognaria, lo stadio, il palazzo del Governo, alcune scuole e diversi edifici pubblici.

Stridone / Sdregna / Zrenj – anni ’70

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Stridone / Zrenj, anni ’70. (Foto: Sergio Sergas)

L’antica Stridone, conosciuta con il nome di Sdregna, si trova a 427 metri s.l.m., nell’Istria verde.

Il paese è costituito da un insieme di case, alcune ancora con i tetti ricoperti da lastre di pietra.

La località fu borgo fortificato, distrutto durante un’incursione dei Goti. Nel 1063 l’imperatore Enrico IV donò la villa allora chiamata Strengi, che dovrebbe identificarsi in Stridone, a Ravangero, patriarca di Aquileia. Nel 1300 faceva parte della signoria di Pietra Pelosa ed era dotata di una cinta muraria fortificata. Fu feudo dei patriarchi di Aquileia fino alla conquista veneziana del 1420. Nel 1440 i Veneziani infeudarono la famiglia Gravisi del possesso di Pietra Pelosa, e Stridone, che faceva parte del territorio della Signoria, ne seguì la sorte. Nel XVI secolo, ci furono insediamenti da parte di fuggiaschi slavi che provenivano dalla Bosnia invasa dai Turchi. Durante la guerra degli Uscocchi, nel 1616, che vide affrontarsi Veneziani ed Austriaci, questi ultimi misero a fuoco il territorio e la stessa Stridone.

La chiesa parrocchiale, con abside poligonale, è dedicata a S. Giorgio. Edificata su un edificio di culto più antico, la chiesa è stata ampliata nel 1627 e l’ultimo restauro risale al 1953. Il campanile, che si affaccia nella piazzetta, discosto dalla chiesa, è stato completato in pietra calcarea bianca nel 1887.

Sergio Sergas: Fotografo e videoamatore classe 1947, da cinquant’anni documenta la città di Trieste e il Territorio, con una particolare attenzione alle tradizioni delle popolazioni istriane. Suoi più di 1500 video, pubblicati su You Tube e Fb.

Istria di ieri e di oggi

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Per chi visita l’Istria, per diletto o per turismo estivo, la conoscenza di questa meravigliosa penisola è sicuramente subordinata ai suoi fatti storici. Dalla conquista romana alle invasioni barbariche, dal dominio della Serenissima a quello di Casa d’Austria, e infine sotto il Regno d’Italia, quando dopo l’ultimo conflitto si è visto il grande esodo della maggioranza della popolazione italiana. Una lunga storia che ha plasmato e anche sconvolto l’essenza di questa terra.
L’Istria (in latino Histria, in croato e sloveno Istra), è una penisola di forma triangolare che si estende nel mar Adriatico tra il Golfo di Trieste, le Alpi Giulie, le Alpi Dinariche e il Golfo del Quarnaro.
Il territorio è amministrato dalla Slovenia nelle città costiere di Ancarano, Isola, Portorose, Pirano e Capodistria; dalla Croazia per gran parte della sua estensione; per una minima parte si trova in territorio italiano, nei comuni di Muggia e di San Dorligo della Valle.
Vi si distinguono tre tipi di paesaggi, ognuno dominato da una colore caratteristico: l’Istria bianca, per le rocce calcaree di morfologia montuosa, che si eleva fino al Monte Maggiore con i suoi 1396 metri; l’Istria gialla (o grigia), dal colore dei suoi terreni ricchi di rocce sedimentarie quali argilla, marna e arenaria (occupa la zona centrale della regione e si estende dal Golfo di Trieste al Quarnaro); l’Istria rossa, che presenta uno strato di terra rossa poggiato su rocce calcaree (è un altopiano che si estende dalle zone meridionali e occidentali fino a raggiungere le coste).
I fiumi istriani hanno le loro sorgenti nell’Istria gialla: sul versante occidentale troviamo il Rosandra, il Risano, il Dragogna e il Quieto, mentre su quello orientale l’Arsa. Il Quieto, lungo 53 km, sorge nei pressi di Pinguente e sfocia nel Mare Adriatico, nelle vicinanze di Cittanova d’Istria.
Lungo la costa prevale un clima tipicamente mediterraneo, mentre verso l’entroterra diviene sempre più continentale per l’influsso dell’aria fredda proveniente dalle Alpi Giulie e dalle montagne circostanti. Le estati si presentano lunghe e asciutte, mentre gli inverni sono miti, con rare nevicate.
I venti caratteristici sono la Bora, lo Scirocco e il Maestrale. La Bora soffia da nord verso sud recando un tempo asciutto e sereno; lo Scirocco, vento caldo, porta pioggia, mentre il Maestrale soffia d’estate dal mare verso la terraferma.

Dall’adesione della Slovenia all’Unione europea sono stati aboliti i controlli frontalieri tra Italia e Slovenia, rendendo la porzione settentrionale dell’Istria uno spazio senza barriere di confine. Il 1º luglio 2013 la Croazia ha aderito all’Unione europea, ma non rientra ancora nella zona Schengen, per cui permangono controlli alle frontiere. Nell’Istria italiana e nell’Istria slovena si usano gli euro; invece nell’Istria croata si usano le kune.
L’Istria resta legata per motivi storici, geografici e culturali al Friuli-Venezia Giulia e al Veneto. Le due regioni italiane prevedono nei propri bilanci dei capitolati di spesa a sostegno della minoranza italiana per il mantenimento delle memorie storiche istro-venete.
 
 

Nomi delle località dell’Istria in italiano, sloveno o croato
(in ordine alfabetico):

Abbazia / Opatija
Abrega / Vabriga
Acquaviva dei Vena / Rakitovec
Albaro Vescovà / Škofije
Albona / Labin
Albuciano / Kaštelir
Altura / Valtura
Antenale / Antenal
Antignana / Tinjan
Antignano d’Istria / Tinjan
Apriano / Veprinac
Aquaro / Potok
Aquilinia / Žavlje
Arsia / Raša
Bàbici di Maresego / Babiči
Badòs / Bados
Bagnoli della Rosandra / Boljunec
Baldassi / Baldaši
Baratro di Canfanaro / Barat
Baratro di Visignano / Barat
Barbana / Barban
Barbariga / Barbariga
Baredine di Buie / Baredine
Bassania / Bašanija
Becca / Beka
Bellai / Belaj
Bercenigla / Bercenigla
Berda di Sovignacco / Sovinjska Brda
Bergozza / Brgudac
Bergut / Brgud
Bersezio / Brseč
Bertocchi / Bertoki
Bertozzi / Brtoši
Besovizza / Bezovica
Bibali / Bibali
Bogliuno / Bolj un
Borutto / Borut
Bossamarin / Bošamarin
Boste / Boršt
Bottonega / Butoniga
Bresca / Brežca
Bresenza del Taiano / Presnica
Bresovizza / Brezovica pri Gradinu
Briani / Brdo
Brioni / Brij un
Buie d’Istria / Buje
Businia / Bužinija
Bùttari / Butari
Cadun / Kadun
Caldania / Kaldanija
Caldier / Kaldir
Campi d’Altura / Valturške Njive
Canale d’Arsa / Zaljev Raša
Canal di Leme / Limski zaljev
Canfanaro / Kanfanar
Capodistria / Koper
Carbocici / Krbavčiči
Carcase / Krkavče
Caresana / Mačkovlje
Carlisburgo / Zburgo
Carnizza / Krnica
Carnizza d’Arsa / Krnica
Caroiba del Subiente / Karojba
Carpano / Krapan
Carpignano / Karpinjan
Carsette / Karšete
Casali Sumberesi / Šumber
Castagna / Kostanjevica
Castagna / Kostanjica
Castelbianco / Bielograd
Castelli / Kastelec
Castellier di Visinada / Kaštelir
Castelnero / Črnograd
Castelnuovo d’Arsa / Rakalj
Castelnuovo d’Istria / Podgrad
Castelvenere / Kaštel
Castelverde / Grdo selo
Cattunari di Piscine / Katunari
Cattunari di Valle / Donji Katunari
Cattuni di Bogliuno / Katun
Cattuni di Cosliacco / Katun
Cattuni di Gallignana / Katun Gračanski
Cattuni di Lindaro / Katun Lindarski
Cattuni di Mompaderno / Katun
Cattuni di Sumberg / Katun
Catun di Castelverde / Katun
Cavrano / Kavran
Centora / Centur
Ceppi di Sterna / Čepić
Cerclada / Črklada
Cere / Cere
Cerei / Cerej
Ceresgnevizza / Čeresnjevica
Cerion / Cerion
Cernizza Pinguentina / Črnica
Cernotti / Črnotiče
Cerreto / Cerovlje
Cervera / Črvar
Cesari / Čežarji
Cherbune / Krbune
Chercus / Krkus
Chersano / Kršan
Chersicla / Kršikla
Chervoi / Hrvoji
Chiampore / Campore
Cirites / Zakno
Cissa / ?
Cittanova / Novigrad
Clenosciacco / Klenovščak
Collabo / Brda
Colmo / Hum
Coreni / Korenići
Corridico / Kringa
Corte d’Isola / Korte
Corte (nei pressi di Valmorasa) / Dvori
Cosina / Kozina
Cosliacco / Kozljak
Costabona / Kostabona
Covedo / Kubed
Crassizza / Krasica
Crevatini / Hrvatini
Cristoglie / Hrastovlje
Crocera di Montetoso / Križišče
Cropignaco / Kropinjak
Cuberton / Kuberton
Cucibreg / Kučibreg
Daila / Dajla
Danne / Dane
Dignano / Vodnjan
Dolegna / Dolenja vas
Draga di Santa Marina / Moščenička draga
Draga o Dosso di Laurana / Lovranska draga
Draga Sant’Elia / Draga
Draguccio / Draguč
Duecastelli / Dvigrad
Duori / Dvori
Elleri / Jelarji
Erpelle / Hrpelje
Farnei / Frnej
Fasana / Fažana
Felicia / Čepić
Ferenzi / Ferenci
Fianona / Plomin
Figarola / Smokvica
Figarola di Dragogna / Fijeroga
Filippano / Filipana
Fontane / Funtana
Foscolino / Fuškulin
Frassineto / Jesenovica
Fratta / Preseka
Gabrovizza d’Istria / Gabrovica
Gallesano / Galižana
Gallignana / Gračišće
Gallovici / Golovik
Gambozzi / Gamboci
Gasòn / Gažon
Gelovizza / Jelovice
Geme / Glem
Geroldia / Gradina
Giadreschi / Jadreški
Gimino / Žminj
Giubba / Djuba
Giurizzani / Juricani
Giussici / Jušiči
Golazzo / Golac
Golzana Vecchia / Stari Gočan
Goregna / Gorenja vas
Gracischie / Gračišče
Gràdena / Gradinja
Gradigne / Gradinje
Gradigne / Gradinje
Gradischie di Castelnuovo / Gradišče
Gregori / Gregoriči
Grimalda / Grimalda
Grisignana / Grožnjan
Grobenico / Grobnik
Ica / Ika
Icici / Ičići
Ieseni / Ježenj
Iessenoviza / Jesenovik
Isola d’Istria / Izola
Laghini / Laginji
Lanischie / Lanišče
Laura / Labor
Laurana / Lovran
Lavarigo / Loborika
Lazzaretto / Lazaret
Lazzaretto del Risano / Lazaret
Lesischine / Lesišćina
Letai / Letaj
Levade / Levade
Lindàro / Lindar
Lisignano / Ližnjan
Lonche / Loka
Loparo / Lopar
Loreto / Loret
Lozzari / Lozari
Lupogliano / Lupoglav
Madonna del Carso / Marija na krasu
Madonna del lago / Kloštar
Mallo / Maljia
Manzano / Manžan
Marcenigla / Marčenigla
Marcossina / Markovščina
Maresego / Marezige
Marusici / Marušiči
Marzana / Marčana
Matterada / Materada
Matteria / Materija
Mattuglie / Matulji
Medea / Medveja
Medolino / Medulin
Medrosani / Modrušani
Merischie / Merišče
Milino / Mlun
Moccò / Sabrežec
Momarano / Mutvoran
Momiano / Momjan
Moncalvo di Pisino / Gologorica
Moncodogno / Monkodonja
Mondellebotte / Bačva
Monghebbo / Mugeba
Monsalice / Mušaleć
Monspinoso / Dracevaz
Monte di Capodistria / Šmarje
Monte Ursino / Vrčin
Montecroce di Gimino / Krajcar breg
Montelino di San Vitale / Medelin
Monte Maggiore / Učka
Monte Sermino / Srmin
Montemillotti / Milotič breg
Monterosso / Crveni vrh
Monticchio Polesano / Montić
Montignano / Montinjan
Montona / Motovun
Montreo / Muntrilj
Montrino / Montrin
Morgani / Mrgani
Morno / Murine
Moschiena / Moščeniée
Muggia / Milje
Mune / Mune
Musil / Mužilj
Naserze / Nasirec
Nesazio / Visače
Nigrignano / Gradina
Noghere / Oreh
Novacco di Montona / Novaki motovunski
Novacco di Pisino / Novaki pazinski
Nugla / Nugla
Obrovo S. Maria / Obrov
Occisla / Ocizla
Ocretti / Okreti
Olmeto di Bogliuno / Brest pod Učkom
Olmeto di Pinguente / Brest
Omoschizze / Omošcice
Orsera / Vrsar
Oscurus / Oskoruš
Ospo / Osp
Pàdena / Padna
Parenzo / Poreč
Passiaco / Pasjak
Passo / Paz
Paugnano / Pomjan
Pèdena / Pičan
Permani / Permani
Peroi / Peroj
Petrigna / Petrinje
Petrovia / Petrovija
Piedalbona / Podlabin
Piedimonte del Taiano / Podgorje
Piemonte d’Istria / Završje
Pietra Pelosa / Kaštel
Pietrabianca / Beli kamen
Pinguente / Buzet
Pirano / Piran
Pisino / Pazin
Pisinvecchio / Stari Pazin
Plavia Monte d’Oro / Plavje
Pobeghi / Pobegi
Podgace / Podgače
Pogliane di Castelnuovo / Poljane pri Podgradu
Pola / Pula
Polie di Rozzo / Ročko Polje
Pomer / Pomer
Ponte Portòn / Ponte Portòn
Popecchio / Podpeč
Popetra / Popetre
Porgnana / Prnjani
Porto Albona / Rabac
Porto Quieto / Luka Mirna
Portole / Oprtalj
Portorose / Portorož
Potocco / Potok
Praporchie / Praproče
Prapozze / Praproče pod Podpeč
Prebenico / Prebeneg
Pregara / Pregara
Prelocca / Predloka
Previs / Previž
Pribetici / Antonci
Promontore / Premantura
Punta / Punta
Puzzole / Puče
Quieto / Mirna
Rabuiese / Rabujez
Raccotole di Montona / Rakotole
Racla / Račja vas
Racizze / Račice
Racizze di Castelnuovo / Račice
Rappavel / Rapavel
Raspo / Rašpor
Risano / Rižana
Riva di Moschiena / Kraj
Rojal / Jural
Rosario di Visinada / Ružar
Rosaria / Rožar
Roveria / Juršići
Rovigno / Rovinj
Rozzo / Roč
Ruccavazzo / Rukavac
Rupa / Rupa
Santa Lucia di Pirano / Lucija (o semplicemente Lucia)
S. Antonio in Carso / Sv. Anton
S. Barbara / Korošci
S. Bartolomeo / Sv. Jerneia
S. Bartolomeo di Montona / Sveti Bartol
S. Brigida / Sv. Brida
S. Canziano / Škocjan
S. Caterina / Katarina
S. Colombano / Sv. Kolomban
S. Cristoforo /
S. Croce di Pinguente / Sv. Križ
S. Dionisio / Sv. Dionizij
S. Domenica d’Albona / Nedešcina
S. Donato / Sv. Donat
S. Dorligo della Valle / Dolina
S. Elena di Pinguente / Sv. Jelena
S. Elena di Portole / Sv. Jelena
S. Floriano / Sv. Florjan
S. Floriano del Carso / Sv. Florijan
S. Giorgio al Quieto / Sv. Juraj
S. Giorgio di Piemonte / Sv. Juraj
S. Giovanni d’Arsa / Cvitići
S. Giovanni della Cornea / Sv. Ivan kornetski
S. Giovanni in Carso / Sv. Ivan
S. Giuseppe della Chiusa / Ricmanje
S. Leonardo di Portole / Sv. Leonardo
S. Lorenzo di Daila / Lovrečica
S. Lucia di Portole / Sv. Lučija
S. Marina d’Albona / Sv. Marina
S. Martino d’Arsa / Posert
S. Martino pinguentino / Martin
S. Michele / Miheli
S. Michele (Muggia) / Sv. Mihel
S. Michele in Monte / Gortanov Breg
S. Nicolò d’Oltra / Valdoltra
S. Onofrio / Sv. Onofrij
S. Pelagio di Piemonte / Sv. Pelagij
S. Pellegrino / Pelegrin
S. Pietro / Sv. Petar
S. Pietro dell’Amata / Raven
S. Pietro di Madrasso / Klanec pri Kozini
S. Pietro di Montrino / Fratrija
S. Pietro di Piemonte / Sv. Petar
S. Pietro di Salvore / Sv. Petar
S. Pietro in Sorbar / Sv. Petar
S. Quirico / Socerga
S. Rocco / Sv. Rok
S. Sergio / Črni Kal
S. Silvestro di Portole / Sv. Silvestar
S. Sòline / Sv. Solin
S. Stefano al Quieto / Gradaz
S. Tomà / Sv. Tomaz
S. Vitale di Visignano / Vital
Salise / Salež
Salvore / Savudrija
San Giovanni della Cisterna / Kaštel
San Lorenzo del Pasenatico / Lovreć
San Lorenzo del Rosandra / Jezero
San Michele di Leme / Kloštar
San Michele Sotto Terra / Sv. Mihel pod Zemlja
San Pancrazio di Montona / Brkać
San Pietro in Selve / Sv. Petar u Šumi
San Servolo / Sočerb
San Vito di Umago / Vid
Sanigrado / Zanigrad
Sant’Antonio di Capodistria / Sv. Anton
Sant’Antonio in Bosco / Boršt
Santa Domenica di Visinada / Labinci
Santa Maria del Campo / Bozje polje
Sanvincenti / Svetvinčenat
Sappiane / Šapiane
Saredo / Sared
Sarezzo / Zarečje
Sasseto / Zazid
Sbandati / Šbandaj
Scandaussina / Skadanščina
Scattari / Škatari
Schitazza / Skitaća
Scopliaco / Skopljak
Seghetto / Seget
Segnacco / Senj
Seiane / Zejane
Semedella / Semedela
Semi / Semič
Sergassi / Srgaši
Sezza / Seča
Siana / Šijana
Sicciole / Sečovlje
Sichici / Sikići
Silun Mont’Aquila / Slum
Sipar / Sipar
Sissano / Šišan
Sorbàr / Sorbar
Sossi / Soški
Sovignacco / Sovinjak
Sovischine / Soviština
Staràda / Starod
Sterna / Sterna
Sterpeto / Štrped
Stignano / Stinjan
Strana / Strana
Stridone / Zrenj
Strugnano / Strunjan
Subiente / Subjente
Suonecchia / Zvoneče
Terme di Santo Stefano / Istarske Toplice
Tersecco / Trsek
Terstenico / Trstenik
Terviso / Trviž
Tibole / Tibole
Tizzano / Tičan
Toppolo in Belvedere / Topolovec
Torre / Tar
Trebesse / Trebese
Tribano di Buie / Triban
Truscolo di Paugnano / Truške
Tubliano / Tublje
Tupliaco / Tupljak
Umago / Umag
Valaron / Valaron
Valcarino / Valkarin
Valdarsa / Šušnjevica
Valdibecco / Valdebek
Valfontane / Valfontane
Valizza / Valica
Valle / Bale
Valmorasa / Movraž
Vanganello / Vanganel
Varvari / Vrvari
Vergnacco / Vrnjak
Vermo / Beram
Verteneglio / Brtonigla
Veruda / Veruda
Vestre / Veštar
Vetta / Vrh
Vettua S. Martino / Martinski
Villa Crasca / Malakrasa
Villa Decani / Dekani
Villa Questi / Villa Kvešti
Villa di Rovigno / Rovinjsko selo
Villa Padova / Kaščerga
Villa San Marco / Markovac
Villadolo / Dol
Villania / Vilanija
Villanova al Leme / Selina
Villanova d’Arsa / Nova vas
Villanova del Quieto / Novavas
Villanova di Parenzo / Nova vas
Villanova di Pirano / Novavas
Vines / Vinež
Visignano / Višnjan
Visinada / Vižinada
Vodizze / Vodice
Volosca / Volosko
Vosilla / Vozilići
Vragna / Vranja
Vragnasella / Vranja selo
Zacchigni / Cakinji
Zamasco / Zamask
Zambrattìa / Zambratija
Zindis / Zindis
Zugni / Cunj

Fonti: Dario Alberi, Istria Storia Arte e Cultura; Wikipedia

I Podestà istriani

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I Podestà istriani

 

Giulio Bernardi

 

Ad onta degli screzi, che spesso nascevano, l’esser sede vescovile era considerato un onore e un fattore di potenza. Infatti Capodistria, da due secoli priva di un proprio antistite e riunita alla diocesi di Trieste, impetrò nel 1186 il ripristinamento del suo vescovado, e lo dotò del reddito di cinquecento vigne e d’altri fondi rustici e con la decima dell’olio. In quest’occasione ci si presenta il primo podestà istriano, con tre consoli. Autonomia sufficiente a fare patti direttamente con Venezia era stata conquistata già nel 1150 da Cittanova, Rovigno, Parenzo, Umago e Pola, retta da una balìa di nobili.
Nel 1192 il regime podestarile e consolare appare anche a Pirano, indi lo ritroviamo a Pola (1199), mentre Parenzo ha ancora un gastaldo con tre rettori. 
Trieste continua ad avere gastaldi per tutto il secolo: il Ripaldo del 1139 ricompare dopo tredici anni, e un Vitale è gastaldo nel 1184 e figura di nuovo tra coloro che giurano fedeltà a Enrico Dandolo, a nome di Trieste nel 1202. E anche nel duecento si notano gastaldi, Mauro (1233 e 1237) ed Ernesto (1257).