Foto della vecchia Trieste molto conosciute

Anni fa il quotidiano locale il Piccolo regalò ai suoi lettori delle riproduzioni di fotografie della vecchia Trieste. Sono molto diffuse e riportate, le abbiamo raccolte in un Album che si può  anche vedere su facebook nel gruppo Trieste di ieri e di oggi https://www.facebook.com/media/set/?set=oa.1048583658498557&type=3

Sono riportate le didascalie presenti nell’immagine, a volte generiche e in qualche caso imprecise

 

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Trieste 2017 : VI edizione del Trofeo Internazionale di Canoa Polo Ponterosso

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 Canal Grande: Trofeo Internazionale di Canoa Polo Ponterosso, 2017

La canoa polo è uno sport che si ispira alla pallanuoto, dove due squadre composte da 5 giocatori in kayak competono in un uno specchio d’acqua lungo da 28 a 35 metri e largo da 18 a 23. La porta si trova a due metri d’altezza dal livello dell’acqua, difesa dal portiere che usa la pagaia per parare i tiri.
Il gioco è monitorato da due arbitri, uno su ciascun lato lungo del campo, muniti di cartellini verdi, gialli o rossi, per sanzionare gli eventuali falli. Vengono effettuate rimesse laterali e tiri di rigore. Vince la squadra che segna più gol nell’arco dei 20 minuti, suddivisi in 2 tempi di 10 minuti ciascuno.

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Trieste 2017 : VI edizione del Trofeo Internazionale di Canoa Polo Ponterosso

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 Canal Grande: Trofeo Internazionale di Canoa Polo Ponterosso, 2017

La canoa polo è uno sport che si ispira alla pallanuoto, dove due squadre composte da 5 giocatori in kayak competono in un uno specchio d’acqua lungo da 28 a 35 metri e largo da 18 a 23. La porta si trova a due metri d’altezza dal livello dell’acqua, difesa dal portiere che usa la pagaia per parare i tiri.
Il gioco è monitorato da due arbitri, uno su ciascun lato lungo del campo, muniti di cartellini verdi, gialli o rossi, per sanzionare gli eventuali falli. Vengono effettuate rimesse laterali e tiri di rigore. Vince la squadra che segna più gol nell’arco dei 20 minuti, suddivisi in 2 tempi di 10 minuti ciascuno.

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Trieste 2017 : VI edizione del Trofeo Internazionale di Canoa Polo Ponterosso

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 Canal Grande: Trofeo Internazionale di Canoa Polo Ponterosso, 2017

La canoa polo è uno sport che si ispira alla pallanuoto, dove due squadre composte da 5 giocatori in kayak competono in un uno specchio d’acqua lungo da 28 a 35 metri e largo da 18 a 23. La porta si trova a due metri d’altezza dal livello dell’acqua, difesa dal portiere che usa la pagaia per parare i tiri.
Il gioco è monitorato da due arbitri, uno su ciascun lato lungo del campo, muniti di cartellini verdi, gialli o rossi, per sanzionare gli eventuali falli. Vengono effettuate rimesse laterali e tiri di rigore. Vince la squadra che segna più gol nell’arco dei 20 minuti, suddivisi in 2 tempi di 10 minuti ciascuno.

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Trieste 2017 : VI edizione del Trofeo Internazionale di Canoa Polo Ponterosso

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 Canal Grande: Trofeo Internazionale di Canoa Polo Ponterosso, 2017

La canoa polo è uno sport che si ispira alla pallanuoto, dove due squadre composte da 5 giocatori in kayak competono in un uno specchio d’acqua lungo da 28 a 35 metri e largo da 18 a 23. La porta si trova a due metri d’altezza dal livello dell’acqua, difesa dal portiere che usa la pagaia per parare i tiri.
Il gioco è monitorato da due arbitri, uno su ciascun lato lungo del campo, muniti di cartellini verdi, gialli o rossi, per sanzionare gli eventuali falli. Vengono effettuate rimesse laterali e tiri di rigore. Vince la squadra che segna più gol nell’arco dei 20 minuti, suddivisi in 2 tempi di 10 minuti ciascuno.

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Trieste : Canal Grande e Chiesa di S. Antonio, 1902

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Ponterosso, 1902. Collezione Dino Cafagna

La casa bassa a sinistra, che risaliva al 1795, ospitò dal 1816 al 1894 il primo ufficio postale della città (traslocarono poi nell’attuale sede di piazza Vittorio Veneto); da cui la denominazione di “Contrada della Posta” (oggi via G. Rossini). Sulla sua area fu eretto, nel 1903, l’attuale edificio della Direzione di Polizia. Attualmente ospita gli uffici della Guardia di Finanza e della Polizia di Frontiera.
A destra il palazzo Darwil, costruito in stile pseudo toscano, nel 1906. (Dino Cafagna)

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Trieste : Canal Grande

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Trieste Canal Grande, cartolina

Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio. Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci. Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. (E.M.)

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Trieste : Canal Grande, acquaforte

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Canal Grande, acquaforte

Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio. Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci. Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. (E.M.)

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Trieste : Canal Grande 1802

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Canal Grande 1802, acquaforte. Disegnatore Cassas.
Il Ponterosso è ancora in legno e sullo sfondo la primitiva chiesa di Sant'Antonio.

Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio. Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci. Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. (E.M.)

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Trieste: Canal Grande. Via Roma. Ponte Rosso. James Joyce.

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Trieste: Canal Grande. Via Roma. Ponte Rosso. James Joyce.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Canal Grande. Via Roma. Ponte Rosso. James Joyce.
Sul Ponte Rosso del Canal Grande si trova la statua dello scrittore irlandese James Joyce, opera dello scultore Nino Spagnoli del 2004. La statua è stata posta in ricordo della sua permanenza a Trieste. La targa posta dalla Fondazione CRTrieste ai piedi della statua di James Joyce recita: “…la mia anima è a Trieste… (Lettera a Nora, 27 ottobre 1909) – JAMES JOYCE 1882-1941”.
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Trieste: Canal Grande. Via Roma. Ponte Rosso. James Joyce.

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Trieste: Canal Grande. Via Roma. Ponte Rosso. James Joyce.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Canal Grande. Via Roma. Ponte Rosso. James Joyce.
Sul Ponte Rosso del Canal Grande si trova la statua dello scrittore irlandese James Joyce, opera dello scultore Nino Spagnoli del 2004. La statua è stata posta in ricordo della sua permanenza a Trieste. La targa posta dalla Fondazione CRTrieste ai piedi della statua di James Joyce recita: “…la mia anima è a Trieste… (Lettera a Nora, 27 ottobre 1909) – JAMES JOYCE 1882-1941”.
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Trieste: Canal Grande. Via Roma. Ponte Rosso. James Joyce.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Canal Grande. Via Roma. Ponte Rosso. James Joyce.
Sul Ponte Rosso del Canal Grande si trova la statua dello scrittore irlandese James Joyce, opera dello scultore Nino Spagnoli del 2004. La statua è stata posta in ricordo della sua permanenza a Trieste. La targa posta dalla Fondazione CRTrieste ai piedi della statua di James Joyce recita: “…la mia anima è a Trieste… (Lettera a Nora, 27 ottobre 1909) – JAMES JOYCE 1882-1941”.
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Trieste: Canal Grande. Via Roma. Ponte Rosso. James Joyce.

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Trieste: Canal Grande. Via Roma. Ponte Rosso. James Joyce.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Canal Grande. Via Roma. Ponte Rosso. James Joyce.
Sul Ponte Rosso del Canal Grande si trova la statua dello scrittore irlandese James Joyce, opera dello scultore Nino Spagnoli del 2004. La statua è stata posta in ricordo della sua permanenza a Trieste. La targa posta dalla Fondazione CRTrieste ai piedi della statua di James Joyce recita: “…la mia anima è a Trieste… (Lettera a Nora, 27 ottobre 1909) – JAMES JOYCE 1882-1941”.
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Trieste: Canal Grande. Via Roma. Ponte Rosso. James Joyce.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Canal Grande. Via Roma. Ponte Rosso. James Joyce.
Sul Ponte Rosso del Canal Grande si trova la statua dello scrittore irlandese James Joyce, opera dello scultore Nino Spagnoli del 2004. La statua è stata posta in ricordo della sua permanenza a Trieste. La targa posta dalla Fondazione CRTrieste ai piedi della statua di James Joyce recita: “…la mia anima è a Trieste… (Lettera a Nora, 27 ottobre 1909) – JAMES JOYCE 1882-1941”.
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Trieste: Canal Grande. Passaggio Joyce.

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Trieste: Canal Grande. Passaggio Joyce.
Foto Paolo Carbonaio
Trieste: Canal Grande. Passaggio Joyce.
Passaggio Joyce (detto anche Ponte Curto): La nuova passerella pedonale lunga 25 m, posata sul canale il 4 dicembre 2012 ed inaugurata il 23 marzo 2013 collega Via Cassa di Risparmio con Via Trento. E’ realizzata con una struttura in acciaio, parapetti in vetro infrangibile alti 120 cm e un corrimano su entrambi i lati, sotto al quale sono collocati dei corpi a led che illuminano il camminamento, rivestito in pietra di d’Istria e acciaio. A causa di un presunto errore di misurazione della larghezza del canale la nuova passerella è stata anche protagonista a seguito di un’azione goliardica della S.O.T. (Sorta di Organizzazione Triestina) in collaborazione con la Associazione Iazadi, in perfetto stile “amici miei” mediante delle funi sono state avvicinate le sponde del canal grande. La notizia è stata ripresa dai principali organi di stampa e tg nazionali, va chiarito che si è trattato evidentemente di una zingarata a tutti gli effetti.
Nella foto: Tramonto su Ponte Curto.
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Trieste – Piazza Ponterosso

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Trieste, Piazza Ponterosso
Un imbonitore al mercato di Piazza Ponterosso.
Alla destra un “luogo di pubblica decenza” a pagamento chiamato in modo più raffinato anche “chalet de comodité”.
Le scritte sui muri ci confermano come i cosiddetti “writers” non siano un problema solo dell’attuale società, ma probabilmente ha delle origini ancestrali (caverne). (Dino Cafagna)
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Canal Grande e Ponte Rosso

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Canal Grande e Ponte Rosso
Canal Grande e Ponte Rosso

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande

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Canal Grande Canal Grande

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande

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Canal Grande
Canal Grande

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande col Ponte Rosso

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Canal Grande col Ponte RossoCanal Grande col Ponte Rosso

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Ingresso del Canal Grande col nuovo Ponte

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Ingresso del Canal Grande col nuovo PonteIngresso del Canal Grande col nuovo Ponte

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Ingresso del Canal Grande con Ponte Bianco e Ponte Verde

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Ingresso del Canal Grande con Ponte Bianco e Ponte VerdeIngresso del Canal Grande con Ponte Bianco e Ponte Verde

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Ingresso del Canal Grande con Ponte Verde

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Ingresso del Canal Grande con Ponte VerdeIngresso del Canal Grande con Ponte Verde

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande, Ponte Verde

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Canal Grande e Ponte Verde

Canal Grande, Ponte Verde

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande, Ponte Verde

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Canal Grande e Ponte Verde

Canal Grande, Ponte Verde

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande, Ponte Verde, Palazzo Carciotti

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Canal Grande, Ponte Verde, Palazzo Carciotti

Canal Grande, Ponte Verde, Palazzo Carciotti

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande

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Canal Grande

Canal Grande, fotocromia

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande con chiesa di Sant’Antonio Nuovo

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Canal Grande

Canal Grande con chiesa di Sant'Antonio Nuovo

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

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Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

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Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande, acquaforte. Sullo sfondo la primitiva chiesa di Sant’Antonio.

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Canal Grande, acquaforte. Sullo sfondo la primitiva chiesa di Sant'Antonio.

Canal Grande, acquaforte. Sullo sfondo la primitiva chiesa di Sant'Antonio.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande, 1802, acquaforte. Disegnatore Cassas.

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Canal Grande, 1802, acquaforte

Canal Grande, 1802, acquaforte. Disegnatore Cassas.
Il Ponterosso è ancora in legno e sullo sfondo la primitiva chiesa di Sant'Antonio.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande con piazza e chiesa di Sant’Antonio

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Canal Grande con piazza e chiesa di Sant’Antonio

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande con piazza e chiesa di Sant’Antonio

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Canal Grande con piazza e chiesa di Sant’Antonio

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

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Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande con piazza e chiesa di Sant’Antonio

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Canal Grande con piazza e vecchia chiesa di Sant'Antonio

Canal Grande con piazza e chiesa di Sant’Antonio

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande con piazza e vecchia chiesa di Sant’Antonio demolita nel 1827

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Chiesa di Sant'Antonio 1771, demolita nel 1827

Canal Grande con piazza e vecchia chiesa di Sant’Antonio, demolita nel 1827

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande con piazza e chiesa di Sant'Antonio Nuovo

Canal Grande con piazza e chiesa di Sant’Antonio Nuovo

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande con piazza e chiesa di Sant'Antonio Nuovo

Canal Grande con piazza e chiesa di Sant’Antonio Nuovo

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande con piazza e chiesa di Sant'Antonio Nuovo

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Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

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Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande con piazza e chiesa di Sant’Antonio Nuovo

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Trieste Canal Grande, piazza e chiesa di Sant'Antonio Nuovo

Canal Grande con piazza e chiesa di Sant’Antonio Nuovo

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Canal Grande con piazza e chiesa di Sant'Antonio Nuovo

Canal Grande con piazza e chiesa di Sant’Antonio Nuovo

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

Testi da: Wikipedia; E. Trampus, Vie e Piazze di Trieste Moderna, Trieste, 1989; S. Rutteri, Trieste, Storia ed Arte tra Vie e Piazze. Trieste 1981.

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Piazza e Chiesa di Sant’Antonio Nuovo

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Chiesa di Sant'Antonio Nuovo

Piazza e chiesa di Sant’Antonio

Piazza San Antonio Nuovo: Il piazzale antistante la chiesa di S. Antonio Taumaturgo (architetto Pietro Nobile, 1828-1849), sempre così chiamato dalla tradizione popolare, venne ufficializzato in «piazza S. Antonio» il 28 marzo 1919, con delibera della Giunta Municipale. A quell’epoca il piazzale copriva un’area pari a circa la metà di quella attuale, estendendosi il Canal Grande fino all’altezza dell’attuale Caffè Stella Polare. La parte terminale del canale venne interrata nel 1934, essendo riempita con i detriti provenienti dalle demolizioni di Cittavecchia. La piazza, abbellita dalla fontana ancora esistente, ebbe nuova denominazione di piazza Umberto I il 16 febbraio 1935. Nel 1944 numero 498 venne soppressa questa intitolazione e venne sostituita con quella di piazza S. Antonio Nuovo, una denominazione per distinguerla dalla chiesa della Beata Vergine del Soccorso vulgo S. Antonio Vecchio di piazza Lipsia (oggi piazza Hortis). Già nel 1827 l’architetto Pietro Nobile parlava della chiesa di S. Antonio «nuovissimo» che stava per sorgere.

Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo: chiamata comunemente chiesa di Sant’Antonio Nuovo, è il principale edificio religioso del Borgo Teresiano e del centro di Trieste, situata nell’omonima piazza, a ridosso del Canale Grande.
Il progetto della chiesa risale al 1808, ma i lavori cominciarono solo nel 1825. La facciata dell’edificio è caratterizzata da sei colonne ioniche. Sempre sulla facciata principale, nell’attico, sono presenti sei statue scolpite da Francesco Bosa nel 1842, raffiguranti san Giusto, san Sergio, san Servolo, san Mauro, sant’Eufemia e santa Tecla. Fino alla meta del Settecento, al suo posto sorgeva una cappella privata dedicata all’Annunciazione. Dopo la concessione da parte di Antonio Rossetti di rendere l’accesso alla cappella pubblico, essa divenne insufficiente dato il grande afflusso dei credenti. Così fu deciso di innalzare una chiesa più grande, in stile barocco dedicata a Sant’Antonio Nuovo. Attorno al 1771 si completò questa struttura, ma ben presto anche questa divenne troppo piccola.
Nel 1808, diversi architetti progettarono un’alternativa alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Vinse il concorso il progetto neoclassico dell’architetto svizzero Pietro Nobile. Tuttavia, la consacrazione dell’imponente chiesa (92 x 28 m.) si ebbe solo nel 1849. La chiesa, nel tempo è stata sottoposta a ripetuti interventi di restauro, specie degli interni (restauro dell’affresco di S. Santi sul catino dell’abside, 1985) e della cupola (1987). È stata ufficialmente intavolata a favore del Comune di Trieste su richiesta del Consiglio Comunale d.d. 30.6.1987. Il nuovo altare marmoreo è opera dell’architetto A. Guacci (consacrato 13.6.1988), mentre la nuova statua di San Sergio che è andata a sostituire sull’attico quella distrutta nel 1976 è stata eseguita su disegno dell’architetto L. Pavan.

Canal Grande:  Il Canal Grande di Trieste è un canale navigabile che si trova nel cuore del Borgo Teresiano, in pieno centro città, a metà strada circa tra la stazione ferroviaria e piazza Unità d’Italia, con imboccatura dal bacino di San Giorgio del Porto Vecchio.
Fu realizzato nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, scavando ulteriormente il collettore principale delle saline, quando queste vennero interrate per permettere lo sviluppo urbanistico della città all’esterno delle mura. È stato costruito affinché le imbarcazioni potessero giungere direttamente sino al centro della città per scaricare e caricare le loro merci.
Nella sua conformazione iniziale, il canale era più lungo di come si presenta oggi, ed arrivava sino a lambire la chiesa di Sant’Antonio. La parte terminale del canale è stata infatti interrata nel 1934, con le macerie derivanti dalla demolizione della città vecchia, ricavando così l’attuale piazza Sant’Antonio. Nell’interramento si dice che sia stata sepolta anche una piccola nave che si trovava lì ormeggiata in avaria ed abbandono dalla fine della guerra sebbene dalle fotografie dell’epoca, ritraenti i lavori di interramento, non si scorga alcuno scafo.

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