Il Castelliere di Monte Lacina di Gradisce superiore e inferiore

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Il Castelliere di Monte Lacina di Gradisce superiore e inferiore

 

Due de’ più grandiosi castellieri giacenti a poca distanza l’uno dall’altro, noi incontriamo tra i villaggi di Cristoglie e Gracischie, sulla cima del M. Lacina (453 metri), e sopra un dosso una trentina di metri più basso. Il superiore (T. VII, f. 6), della circonferenza di circa 1270 metri, é molto alterato, non essendo più visibili che due tratti del vallo, quello di sud-est lungo 220 metri e quello dal lato opposto di 290. Dalla parte volta verso Gracischie pare aver sempre mancato, perché quivi la china é assai ripida, laddove da quella che guarda Cristoglie, si scorgono qua e là tracce dell’antico vallo. Ad ogni modo non sembra esser stato molto forte, perché nei lembi esistenti ha appena un’ altezza di 0.30 a 0.50 metri ed una larghezza di 2 a 4 metri, facendo così strano contrasto con quelli poderosissimi del castelliere adiacente. Il terreno vi é sterilissimo con rovi e ginepri, che stentamente allignano tra le nude rocce.

L’altro castelliere giace circa mezzo chilometro a sudest ed é di forma semicircolare, venendo limitato a ponente dalle pareti perpendicolari, che scendono nella valle di Gracischie ed ove, per conseguenza, manca ogni opera di difesa. Del pari di dimensioni considerevoli, misurando in periferia 1260 metri, differisce per costruzione dalla maggior parte dei nostri castellieri, per esser diviso trasversalmente da un enorme vallo, della lunghezza di 180 metri, alto 4 metri e largo 30 a 40. Siccome la parte più vulnerabile era quella ov’ esso si unisce al dorso del monte ed ove la pendenza é assai piccola, così quivi gli abitanti si diedero cura speciale nell’erigere i valli più forti (alti 2 a 3 metri e larghi 15 a 30), limitandosi dalla parte vòlta a nord-est, ove il monte scende assai ripido verso Cristoglie, alla costruzione di un muro più debole, ora rovesciato sulla china. Lungo la cinta corre tutt’intorno un bel ripiano della larghezza di 10 a 15 metri, ora ridotto a prato, con terriccio nerissimo assai grosso e ricco di cocci. Nel secondo recinto, al di là del vallo trasversale, vi é altro vallo interno più debole, che circonda semicircolarmente una spianata un po’ più alta, totalmente priva di sassi. A 140 metri circa dal castelliere e ad una trentina di metri più in basso, s’incontrano per una lunghezza di 150 metri i resti di un forte argine esterno, largo 5 a 10 metri ed alto 0.5, destinato a difficoltarne l’accesso.

Tratto da: Carlo de Marchesetti, I castellieri preistorici di Trieste e della regione Giulia, in Atti del Museo civico di Storia naturale, Trieste 1903.


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